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Thiel vs. Plotino: contro il tecno-gnosticismo

Quanto può essere recente un filosofo poco più che post-cristiano nella confusione della coscienza e dell’identità umana del terzo millennio?

Due risposte alla stessa domanda — se il cosmo meriti di essere abitato o hackerato — separano un filosofo del III secolo e un miliardario del XXI. Plotino scrisse le Enneadi II.9 per convincere i suoi stessi studenti che il mondo sensibile non è una prigione; Peter Thiel tiene lezioni sull’Anticristo per convincere il mondo che chi vuole regolarlo è il carceriere. Il primo difende la bellezza del cosmo come emanazione necessaria dell’Uno; il secondo costruisce Palantir, la pietra veggente di Tolkien, mentre avverte che la sorveglianza globale è opera dell’Anticristo. Il paradosso è perfetto, e proprio per questo merita un’indagine senza moralismi. Ciò che segue è il materiale completo — fonti, argomenti, connessioni, tensioni — per costruire un articolo che li metta a confronto come due gnosi speculari.


La polemica di Plotino: non contro i nemici, ma contro gli amici

Il trattato II.9, composto intorno al 265-266 d.C., è il trentratreesimo in ordine cronologico e la parte conclusiva della cosiddetta Großschrift, un’unica grande opera che Porfirio divise in quattro trattati (III.8, V.8, V.5, II.9). Il titolo lungo dato da Porfirio è rivelatore: Contro coloro che dicono che il creatore del cosmo e il cosmo stesso sono malvagi. Ma il dettaglio decisivo, spesso trascurato, è che Plotino non si rivolge agli gnostici stessi ma ai propri studenti che simpatizzano con le loro idee (II.9.10.3-6, dove li chiama phíloi, amici). È una lettera d’amore travestita da polemica.

La parola-chiave dell’intero trattato è “ignoranza” (ágnoia): secondo Sebastian Gertz, il commentatore più recente e completo (Parmenides, 2017), Plotino vuole dimostrare che «le persone che pretendono di essere le uniche a conoscere la verità sono unicamente ignoranti riguardo ad essa» (9.82-3). L’argomentazione si sviluppa in tre movimenti:

Primo movimento (capp. 1-3): ignoranza del mondo intelligibile. I Gnostici — identificati dalla ricerca moderna come Gnostici Setiani (Porfirio, Vita di Plotino 16, nomina Adelfio e Aculino, e testi come lo Zostriano e l’Allogene, effettivamente ritrovati a Nag Hammadi nel 1945) — moltiplicano inutilmente le realtà intelligibili con cascate di eoni. Plotino applica quello che gli studiosi chiamano un “rasoio di Ockham ante litteram”: le ipostasi sono tre (Uno, Intelletto, Anima), non trenta. «La natura del Bene è semplice e prima (perché tutto ciò che non è primo non è semplice); non ha nulla dentro di sé, ma è una specie di unità» (II.9.1.1-3).

Secondo movimento (capp. 4-13): ignoranza della generazione, natura e artefice del mondo sensibile. Qui si concentra il nucleo della polemica. Gli Gnostici, seguendo il mito di Sofia, credevano che il mondo fosse il prodotto di una caduta e delle passioni di un’ipostasi divina, creato da un Demiurgo malvagio o ignorante, e destinato alla distruzione. Plotino oppone la sua teoria dell’emanazione necessaria: la creazione non è un errore ma il traboccare inevitabile della perfezione divina. L’Anima del Mondo crea senza passioni, attraverso la pura contemplazione dell’Intelletto: «L’anima resta libera da preoccupazione, perché non governa con calcolo razionale, né restaura nulla all’ordine, ma con il suo meraviglioso potere produce ordine attraverso la contemplazione di ciò che viene prima di lei» (II.9.2/3). Il cosmo è l’immagine più perfetta possibile del modello intelligibile — come il Timeo di Platone (30d1-b3), è un organismo perfetto, «buono quanto può diventare» (SEP).

Terzo movimento (capp. 14-18): ignoranza della dipendenza del sensibile dall’intelligibile, che conduce all’immoralità. La traccia dell’intelligibile nel mondo visibile si manifesta nella bellezza, nella provvidenza generale e nelle virtù morali. Gli Gnostici, disprezzando il cosmo, trascurano la bellezza e la virtù, costruendo la speranza di salvezza su «una credenza a buon mercato in una provvidenza particolare» che assicura la salvezza senza sforzo morale o intellettuale. Plotino è devastante: «Non serve a nulla dire “guarda a Dio” se non si insegna anche come guardare. […] In realtà è la virtù che ci precede verso la meta» (II.9.15.26-29).

L’analogia della casa (II.9.18): il passaggio-chiave per l’articolo

Il capitolo finale contiene l’immagine più potente del trattato. Vale riportarla per esteso nella traduzione del greco:

«Questo sarebbe simile a due persone che abitano nella stessa bella casa: una disprezza la struttura e chi l’ha costruita, ma ci resta comunque; l’altra non la disprezza, anzi dice che il costruttore l’ha fatta con la massima abilità, e aspetta il momento in cui potrà andarsene perché non avrà più bisogno di una casa. Il primo pensa di essere più saggio e più pronto a partire perché sa dire che i muri sono fatti di pietre e legno senz’anima e mancano molto rispetto alla vera dimora. Ma non capisce che è speciale solo perché non riesce a sopportare ciò che deve — a meno che non ammetta che è irritato anche se segretamente si compiace della bellezza della pietra.»

Per l’articolo: Thiel è colui che disprezza la casa ma ci resta — anzi, la ristruttura a suo piacimento installando telecamere ovunque. Plotino è colui che la ammira, sapendo che non è eterna, ma la abita con gratitudine. La domanda è: chi dei due è più onesto?

Ulteriori argomenti plotiniani rilevanti

  • Contro l’elitarismo spirituale (cap. 9): Gli Gnostici «rifiutano di riconoscere la gerarchia degli dèi e degli spiriti creati e dicono che solo loro sono figli di Dio e superiori ai cieli» (Armstrong). Plotino nota sarcasticamente che le stelle «sono molto più belle e pure» degli Gnostici (5.11). Per la SEP, «un marchio dell’ignoranza metafisica è l’arroganza, l’arroganza di credere che l’élite o i prescelti possiedano una conoscenza speciale».
  • Contro il plagio intellettuale (cap. 6): Tutto ciò che è vero nel loro insegnamento viene da Platone; «tutto ciò che i Gnostici aggiungono di nuovo è considerato da Plotino un’aggiunta “al di fuori della verità” (éxō tēs alētheías)» (II.9.6.15).
  • Contro la magia e le scorciatoie (cap. 14): Plotino attacca la pretesa gnostica di dominare «dèi e spiriti di malattia, con parole, incantesimi e formule», opponendo «chiarezza, semplicità, pietà, dignità, ragione e coraggio».

Fonti accademiche principali su Enneadi II.9

Sebastian Gertz (Parmenides, 2017), Nicola Spanu (Leuven, 2012), Jean-Marc Narbonne (Plotinus in Dialogue with the Gnostics, Brill, 2011), Dylan M. Burns (Apocalypse of the Alien God, UPenn, 2014), John D. Turner (Sethian Gnosticism and the Platonic Tradition, 2001), Vincenzo Cilento (Paideia antignostica, 1971). In italiano: Giovanni Catapano («La natura antignostica della filosofia secondo Plotino», Academia.edu), Selene Palmesi (tesi di laurea, Padova), Giovanni Reale (edizione Mondadori 2012), Maurizio Marin (Pontificia Università Salesiana: «Plotino esalta la bellezza del mondo sensibile contro il disprezzo degli gnostici»).


Il tecno-gnosticismo: una tradizione critica consolidata

L’idea che la Silicon Valley incarni una struttura gnostica non è nuova. Esiste un corpus critico ormai trentennale che la documenta.

Erik Davis, TechGnosis: Myth, Magic, and Mysticism in the Age of Information (1998, riedizione aggiornata 2015) è il testo fondativo. La tesi centrale: impulsi esoterici e religiosi hanno sempre permeato le tecnologie di comunicazione, dalla stampa a caratteri mobili al telegrafo all’internet. Davis traccia connessioni esplicite tra la realtà virtuale e il desiderio gnostico di fuggire dal mondo materiale in un regno di pura informazione/spirito, tra i linguaggi di programmazione e la Kabbalah, tra l’elettricità e l’alchimia. La Singolarità diventa un’escatologia secolarizzata. Hakim Bey sintetizzò: «La religione è il content provider perfetto (è già virtuale) e la tecnognosi è la religione perfetta per un mondo in cui il Capitale è dio.»

David Noble, The Religion of Technology: The Divinity of Man and the Spirit of Invention (1997) è più radicale: la tecnologia non è metaforicamente ma letteralmente e storicamente un’impresa religiosa. Noble traccia una genealogia millenaria da Giovanni Scoto Eriugena (IX secolo), che dichiarò le arti meccaniche «legami dell’uomo con il Divino», attraverso Gioacchino da Fiore, Francis Bacon (che cercava tramite la scienza «un ritorno allo stato di Adamo prima della caduta»), Newton, la Massoneria, fino alle bombe nucleari, l’esplorazione spaziale, l’IA e l’ingegneria genetica. Conclusione: «Queste tecnologie non hanno soddisfatto bisogni umani fondamentali perché, in fondo, non sono mai state pensate per soddisfarli. Sono state rivolte piuttosto al traguardo più elevato di trascendere tali preoccupazioni mortali» (pp. 206-7). Library Journal lo definì «il nuovo gnosticismo».

Émile Torres e Timnit Gebru hanno identificato il framework TESCREAL (Transhumanism, Extropianism, Singularitarianism, Cosmism, Rationalism, Effective Altruism, Longtermism) come il sistema di credenze interlacciato che guida la Silicon Valley. Torres: «C’è un’incredibile quantità di hybris tra queste persone… molti hanno l’idea di avere un accesso speciale a verità fondamentali su come dovrebbe essere il futuro» — struttura gnostica classica di conoscenza elitaria nascosta.

L’Acton Institute ha reso il collegamento più esplicito: «Le speranze della Silicon Valley di raggiungere la “singolarità tecnologica”… non sono troppo lontane dalla concezione gnostica del paradiso, nota come “pleroma”. Caricare la propria coscienza in un computer, ottenendo così una specie di immortalità, è solo una versione del XXI secolo dell’eresia più antica.»

Un articolo accademico peer-reviewed su MDPI Religions (2017), «The Disappearing Human: Gnostic Dreams in a Transhumanist World», argomenta: «Questo desiderio di sfuggire al corpo esibisce una preoccupazione strutturale e condivisa con le antiche forme di gnosticismo […] il transumanesimo, come lo gnosticismo, riflette un’alienazione dall’eros del mondo sensuale.»

Il gap critico: nessuno ha ancora usato Plotino specificamente come antidoto

Nessuno studioso ha ancora pubblicato un lavoro dedicato che colleghi specificamente Plotino/il neoplatonismo come antidoto al tecno-gnosticismo della Silicon Valley. I mattoni intellettuali esistono tutti — Eric Voegelin (The New Science of Politics, 1952) identificò il «gnosticismo moderno» come essenza della modernità; Hans Jonas (The Gnostic Religion, 1958) collegò lo gnosticismo antico al nichilismo moderno; Stefan Rossbach (2007) usò Plotino per analizzare Derrida come «gnostico contemporaneo». Ma la connessione specifica Plotino-Silicon Valley è un gap nella letteratura e un’opportunità per una contribuzione originale. L’articolo per Il Franti può occupare questo spazio.


Le lezioni romane di Thiel: i fatti

Date e luogo: 15-18 marzo 2026, Palazzo Orsini Taverna (tra Piazza Navona e Castel Sant’Angelo), Roma. Quattro lezioni in quattro giorni. Solo su invito, 165 partecipanti, regola Chatham House, penale di 10.000 euro per divulgazione, telefoni inizialmente vietati.

Organizzatori: Associazione Culturale Vincenzo Gioberti (Brescia, fondata ~3 anni prima da Alberto Garzoni, studi di teoria politica a Oxford; si descrive come dedicata al «rinnovamento della cultura politica italiana» e alla «restaurazione del cattolicesimo come pietra angolare dell’identità nazionale»), in collaborazione con il Cluny Institute (Catholic University of America, Washington D.C.). Entrambe le università cattoliche associate hanno preso le distanze: l’Angelicum ha dichiarato «questo evento non è organizzato dall’Università»; la Catholic University of America ha specificato che il Cluny Project è «un’iniziativa indipendente incubata presso l’Università».

Partecipanti noti: Daniele Capezzone (direttore de Il Tempo), Cristiano Cerasani (consigliere del Presidente della Camera Lorenzo Fontana), Guido Maria Brera, Davide Quadri (Lega), Antonio Zanardi Landi (ambasciatore dell’Ordine di Malta), Giovanni Orsina, Alberto Mingardi (Istituto Bruno Leoni), seminaristi del North American College, preti, giornalisti RAI.

Tour precedente: San Francisco (settembre-ottobre 2025, Commonwealth Club, organizzato da ACTS 17 Collective, ~200 partecipanti a 200$/biglietto, registrazioni trapelate al Guardian e Washington Post), Parigi (gennaio 2026, Accademia delle Scienze Morali e Politiche), Cambridge (gennaio 2026, St Catharine’s College, ospite Prof. James Orr), Tokyo (inizio marzo 2026).

La tesi centrale delle lezioni

L’Anticristo non è un individuo demoniaco ma un sistema amministrativo globale che consolida il potere sfruttando la paura dell’umanità riguardo ai rischi esistenziali — IA, cambiamento climatico, guerra nucleare — promettendo «pace e sicurezza» (1 Tessalonicesi 5:3) mentre stabilisce segretamente un controllo totalitario e ferma tutto il progresso scientifico e tecnologico.

Argomenti specifici documentati:

  • «Nel XXI secolo, l’Anticristo è un luddista che vuole fermare tutta la scienza.» Chiunque spinga per la regolamentazione tecnologica — ricercatori di AI safety, attivisti climatici, organismi di governance internazionale — è un potenziale «legionario dell’Anticristo».
  • «Legionari dell’Anticristo» nominati: Greta Thunberg, Eliezer Yudkowsky, Nick Bostrom — «argomentano a favore di un governo mondiale per fermare la scienza.» Bill Gates è «una persona molto, molto orribile» ma non può essere l’Anticristo perché non è abbastanza popolare.
  • Il katechon (2 Tessalonicesi 2:6-7): la forza che trattiene l’Anticristo. L’anticomunismo fu il katechon dal 1949 al 1989. L’America è simultaneamente «ground zero dello stato mondiale unico» e «ground zero della resistenza allo stato mondiale unico».
  • Il progresso tecnologico è «un precetto biblico»; i movimenti che frenano la crescita tecnologica rischiano di fare il lavoro dell’Anticristo.
  • Ha definito Papa Leone XIV «un papa americano woke» e ha espresso preoccupazione che J.D. Vance stia diventando «troppo vicino al papa».

Struttura ispirata a Newman: Le quattro lezioni ricalcano le quattro prediche d’Avvento di John Henry Newman sull’Anticristo (1835): I tempi dell’Anticristo, La religione dell’Anticristo, La città dell’Anticristo, La persecuzione dell’Anticristo. Ma dove Newman seguiva cautamente i Padri della Chiesa e vedeva l’Anticristo come un singolo individuo che nega Cristo, Thiel lo reinterpreta come forza sistemica/governativa e lo fonde aggressivamente con Girard, Schmitt e il libertarianismo anti-statalista.

Saggio su First Things (novembre 2025): «Voyages to the End of the World», co-firmato con Sam Wolfe, esplora quattro opere letterarie in chiave escatologica partendo dalla New Atlantis di Bacon: «Francis Bacon sognava di abolire la malattia, i disastri naturali e il caso stesso. Sognava anche di abolire Dio.» Tesi: «L’Anticristo viene non come una bestia malvagia, ma come un salvatore, un pacificatore e guaritore… “dalla parte giusta della storia”.»


La trinità intellettuale di Thiel: Girard, Schmitt, Strauss

Girard: dal pacifismo alla guerra

Thiel studiò sotto René Girard a Stanford e partecipò negli anni ‘90 a un piccolo gruppo di lettura bisettimanale guidato da Girard stesso, in un prefabbricato rimasto dal terremoto di Loma Prieta del 1989. Si definisce «un girardiano hardcore, non ricostruito». Finanzia l’istituto Imitatio dedicato alla ricerca girardiana.

L’assorbimento: Thiel interiorizzò tre concetti — il desiderio mimetico (applicato a Facebook come «condotto potente del desiderio mimetico»), il meccanismo del capro espiatorio (il «Paradosso del Fondatore» in Zero to One), e la rivelazione cristiana che smascherà la violenza.

La distorsione: Girard era fondamentalmente un pensatore pacifista — la sua teoria del capro espiatorio era destinata a rivelare e fermare la violenza. Thiel rifiuta esplicitamente l’interpretazione pacifista, sostenendo che «la forza è talvolta necessaria per impedire che la violenza si intensifichi ulteriormente». In The Straussian Moment parla della «corretta miscela di violenza e pace» che il «politico cristiano» deve determinare — formulazione estranea a Girard.

Il ruolo cruciale di Robert Hamerton-Kelly, ex cappellano di Stanford, è sottovalutato. Hamerton-Kelly spinse oltre la lettura sfumata di Girard verso un determinismo cupo: la violenza mimetica come «meccanismo automatico cablato nella nostra specie». Disprezzava apertamente gli studiosi girardiani che enfatizzavano la «mimesi positiva». Questa interpretazione rigida e pessimistica plasmò la lettura più oscura di Thiel.

La critica di Wolfgang Palaver (teologo austriaco, principale studioso girardiano vivente): Palaver incontrò Thiel per la prima volta al convegno girardiano del 1996 a Stanford. Nel 2024, dopo che Thiel alla conferenza COV&R di Parigi (2023) dichiarò di preferire «il cristianesimo di Costantino al cristianesimo di Madre Teresa», Palaver pubblicò «On the Dangers of a Return to Constantinianism» (COV&R Bulletin #81, agosto 2024). Argomento: il costantinianesimo trasformò il cristianesimo da religione che rivelava la persecuzione a religione che la praticava. Citando Girard stesso (Il capro espiatorio): «A partire da Costantino, il cristianesimo trionfò a livello di stato e presto cominciò a ammantare con la sua autorità persecuzioni simili a quelle di cui i primi cristiani erano vittime.» La posizione esplicita di Girard: «La separazione assoluta tra religione e stato è essenziale» e «chiaramente affermata nel Vangelo» (Achever Clausewitz). In un secondo articolo («Desacralize the Katechon, Do Not Create Empires!», febbraio 2025), Palaver avverte che sacralizzare lo stato = la Chiesa che sceglie «il Grande Inquisitore al posto di Cristo.»

Paul Leslie (Salmagundi, primavera-estate 2025), ex membro del gruppo di lettura girardiano, offre il resoconto più dettagliato della distorsione: Thiel «vuole il lago» — frustrato dalla crisi sacrificale al rallentatore della modernità, «sembra pronto a tuffarsi, abbracciando il caos come catalizzatore delle trasformazioni radicali che immagina — a qualunque costo.» Sulla vicenda Springfield/Vance: Vance, che afferma che la teoria del capro espiatorio di Girard «mi ha fatto riconsiderare la mia fede», ha diffuso voci debunkate sugli immigrati haitiani — scapegoating classico di una comunità vulnerabile usando precisamente gli «stereotipi della persecuzione» che Girard aveva identificato.

Il katechon di Schmitt e la sua appropriazione

Il katechon (greco: «ciò che trattiene») deriva da 2 Tessalonicesi 2:6-7. In Carl Schmitt (Il nomos della terra, 1950), diventa il concetto politico-teologico centrale: la forza che trattiene il caos e previene la dissoluzione dell’ordine politico. Schmitt scrisse: «Credo nel Katechon; per me è l’unica possibilità di comprendere la storia e di avere significato come cristiano.»

Thiel ha riconfigurato il katechon schmittiano in modo cruciale (analisi di Eli Karetny, «Against World Order: Alien Threats and the American Katechon», illiberalism.org, aprile 2026):

  • Katechon di Schmitt = potere statale che preserva l’identità nazionale eliminando i nemici politici
  • Katechon di Thiel = nazionalismo come mezzo per preservare la libertà degli individui creativi impedendo l’emergere di un sistema di controllo globale
  • Un sistema di sorveglianza statale amministrato da élite tecnologiche che rafforza la potenza militare nazionale sarebbe katecontico (buono)
  • Meccanismi regolatori globali che sostengono il diritto umanitario segnalano l’emergere dell’Anticristo

Nell’intervista con Tyler Cowen (2024, ep. 210): «C’è sempre la domanda sul perché l’Anticristo non abbia ancora preso il sopravvento, ed è questa misteriosa forza che lo trattiene, questa forza frenante che trattiene lo stato totalitario mondiale unico.» Il paradosso autoconfessato: «C’è sempre il rischio che il katechon diventi l’Anticristo.»

«The Straussian Moment» (2004/2007)

Saggio di ~12.000 parole commissionato per una conferenza a Stanford finanziata dallo stesso Thiel, pubblicato in Politics and Apocalypse (ed. Hamerton-Kelly, Michigan State University Press, 2007). Struttura: post-9/11, Thiel argomenta che il quadro politico della modernità e dell’Illuminismo è stato «messo in discussione». Percorre tre pensatori: Schmitt (la depoliticizzazione liberale è un errore, ma una «nuova crociata» è mimesi pericolosa), Strauss (l’errore di Schmitt fu la visibilità — le verità pericolose devono essere comunicate esotericamente), Girard (concorda con entrambi che la violenza è stata «imbiancata dall’Illuminismo», ma aggiunge che la rivelazione del meccanismo è inevitabile e apocalittica). Sintesi di Thiel: la visione apocalittica di Girard necessita della prudenza straussiana — la verità sulla violenza mimetica dev’essere gestita esotericamente da statisti saggi. Proposta operativa: «Dovremmo considerare Echelon, il coordinamento segreto dei servizi di intelligence mondiali, come il percorso decisivo verso una vera pax Americana globale.» Il saggio si chiude con una citazione in tedesco da Spengler (Il tramonto dell’Occidente) e il latino: Ducunt volentem fata, nolentem trahunt — lasciata senza commento, in stile straussiano.

Palantir come incarnazione materiale

Palantir Technologies, co-fondata nel 2003 con finanziamento iniziale della CIA (In-Q-Tel), prende il nome dai palantíri di Tolkien — le pietre veggenti che permettono di vedere eventi in luoghi distanti. Gli uffici portano nomi tolkieniani: The Shire (Palo Alto), Rivendell (McLean, Virginia), Minas Tirith (Washington D.C.). Prodotti: Gotham (intelligence e sicurezza), Maven (IA militare), Falcon/ImmigrationOS (localizzazione individui per ICE, contratto da 30 milioni $). Il Domani ha rivelato un contratto da 1 milione di euro tra Palantir e il Ministero della Difesa italiano per il software Gotham.

La contraddizione che tutti notano: Thiel avverte di uno stato di sorveglianza totalitario mentre la sua azienda fornisce esattamente quegli strumenti al Pentagono, a ICE e ad altri. Interrogato se l’Anticristo potrebbe usare Palantir, ha equivocato: «Guardi, ci sono tutti questi scenari diversi. Ovviamente non credo che sia quello che sto facendo.» Il Brown Political Review (marzo 2026) argomenta che la vera preoccupazione di Thiel non è il totalit arismo in sé ma il «totalitarismo stagnante» — il dispotismo che ostacola il progresso tecnologico.


La reazione vaticana e cattolica: «eresia americana»

Paolo Benanti, consigliere vaticano per l’IA

Ha pubblicato su Le Grand Continent due saggi fondamentali:

  • «Les choses cachées de Peter Thiel» (24 dicembre 2025): analisi del saggio First Things, definisce Thiel «un imprenditore teologico-politico radicale, ostinato ed elaborato».
  • «L’hérésie améric aine: faut-il brûler Peter Thiel?» (14 marzo 2026, giorni prima dell’arrivo di Thiel a Roma): la parola «eresia» usata nel senso etimologico di hairesis — «l’atto di afferrare una parte distinguendola dal resto, elevandola ad assoluto». Tesi: Thiel prende la teoria mimetica di Girard ma asporta chirurgicamente la sua conclusione teologica — che solo la rivelazione evangelica può spezzare il ciclo della violenza sacrificale — lasciando solo un motore diagnostico dispiegato per la sorveglianza e il controllo. Facebook come «un dispositivo progettato per amplificare e monetizzare il desiderio mimetico su scala planetaria». Visione finale di Thiel: «un futuro neo-medievale in cui la politica democratica non è più che un vestigio e dove tutti i servizi essenziali per la vita in società — compresa la sicurezza — sono privatizzati e amministrati da entità corporative.»

Antonio Spadaro SJ (teologo gesuita)

A Variety (18 marzo 2026): «Thiel è arrivato a Roma non semplicemente come uomo di tecnologia ma come interprete dell’Apocalisse.» La conclusione pratica di Thiel è «brutale»: «Qualsiasi tentativo di regolamentare l’intelligenza artificiale, di stabilire organi di governo globali, di frenare lo sviluppo tecnologico, diventa — in questo contesto — una preparazione per il regno dell’Anticristo. […] L’orizzonte religioso viene così progressivamente svuotato del suo contenuto di fede: ciò che conta non è il ritorno di Cristo, ma l’identificazione dell’Anticristo come forza politica concreta. Il Vangelo diventa uno strumento di analisi geopolitica.»

Avvenire (quotidiano della CEI)

Molteplici articoli critici. «Peter Thiel non crede che l’Umanità possa essere redenta.» Palantir definito «un Big Brother che fa impallidire le profezie di Orwell». Thiel descritto come «decisivo nella lenta conversione della democrazia liberale americana in una sorta di autocrazia leggera costruita a sua misura». L’articolo «L’Anticristo di Thiel e quello di Giovanni l’Evangelista» distingue tra l’uso girardiano-metaforico dell’Anticristo come categoria politico-culturale e la definizione giovannea, che è precisamente cristologica — riguarda la negazione dell’Incarnazione, non la politica climatica o la regolamentazione dell’IA. Chiusa: «L’unico monopolio che non tramonta è quello dell’Amore.»

L’Osservatore Romano

Secondo il Prof. Massimo Faggioli (Trinity College Dublin), parlando su RTÉ: «Oggi il giornale ufficiale del Vaticano è uscito con un articolo forte, dicendo che Peter Thiel è il lato oscuro della tecnologia.»

Massimo Faggioli

Al Financial Times: «Questa è un’operazione ostile al papato» perché «questo papa è molto critico dell’IA e Thiel è uno dei signori dell’IA. È un tentativo di creare un circolo americano alternativo a Roma in competizione con ciò che dice Leone XIV.» «Se credi che ogni soluzione — e in ultima analisi la salvezza, l’immortalità — venga dalla tecnologia, allora hai fatto della tecnologia il tuo dio.»

Anna Rowlands (Durham University)

«Pensa genuinamente che questa sia una battaglia per le menti e le anime delle persone… Sta offrendo deliberatamente una teologia politica; una teologia politica da tech-bro.» Nota che il Vaticano ha annunciato che la prima enciclica di Papa Leone XIV (Magnifica Humanitas) uscirà tra Pasqua e maggio 2026, e affronterà lavoro e IA — un contro-narrativo vaticano diretto.


La mappa delle corrispondenze: Plotino vs. Thiel come gnosi speculari

Per l’articolo, la struttura portante è il parallelismo invertito. Due risposte opposte alla stessa domanda: il cosmo è degno?

DimensionePlotino (anti-gnostico)Thiel (neo-gnostico)
Il cosmoImmagine perfetta dell’Intelligibile, «buono quanto può essere»Stagnante, in declino, bisognoso di disruption
La materiaUltimo gradino dell’emanazione, non malvagia in séOstacolo da superare (transumanesimo, upload, NZ bunker)
La conoscenzaVirtù + contemplazione + sforzo morale e intellettuale«Segreti» accessibili a un’élite (Straussiano, Zero to One)
L’éliteArroganza gnostica = marchio d’ignoranzaFondatori come nuova aristocrazia, «cospirazione per cambiare il mondo»
La salvezzaRitorno all’Uno attraverso la virtù e la bellezzaEscape velocity — exit dal mondo (seasteading, spazio, IA)
Il demiurgoNon malvagio, produce il cosmo per contemplazioneL’Anticristo = chi regola la tecnologia, chi invoca «pace e sicurezza»
La violenzaChiarezza, semplicità, pietà, dignità, ragione, coraggio«La corretta miscela di violenza e pace» (The Straussian Moment)
Il cosmo come casaLo abita con gratitudine, aspettando il momento di partireLo disprezza ma ci resta, installandoci Palantir

Il paradosso del Franti

Plotino non è il «buono». Il suo cosmo emanativo è gerarchico, la materia resta l’ultimo gradino, e la contemplazione è un privilegio di pochi. La sua difesa della bellezza del mondo sensibile convive con un programma di fuga verso l’Uno che assomiglia, se squintato, a un upload metafisico.

Thiel non è il «cattivo». La sua diagnosi della stagnazione occidentale è condivisa da molti, il suo allarme sul potenziale totalitario della regolamentazione globale non è privo di fondamento, e la sua lettura di Girard — per quanto distorta — solleva domande reali su come gestire la violenza mimetica nell’era dei social media.

Mappa delle Corrispondenze: Plotino vs. Thiel (Gnosi Speculari)

Plotino e Thiel rappresentano due risposte opposte ma simmetriche alla stessa insoddisfazione per la finitezza del mondo sensibile.

Il paradosso finale è nell’analogia della casa (II.9.18): chi è più onesto? Colui che ammira la struttura pur sapendo di doverla un giorno lasciare (Plotino), o colui che la dichiara una prigione ma spende miliardi per ristrutturarla con sistemi di sorveglianza onnipervasi (Thiel)?

La vera domanda è: perché entrambi partono dallo stesso presupposto — che questo mondo non basta — e arrivano a conclusioni opposte? Plotino ci dice: il mondo è sufficiente perché è immagine del divino, e disprezzarlo è ignoranza. Thiel ci dice: il mondo non basta, e chi dice che basta è l’Anticristo. Sono lo gnostico e l’anti-gnostico della stessa tradizione platonica — gemelli separati alla nascita, che si guardano attraverso diciotto secoli senza riconoscersi.


Contrappunto: la «tecnologia morale» di Steiner ed Emberson

Rudolf Steiner (1861-1925) articolò una terza via tra contemplazione plotiniana e gnosi tecnologica thieliana. «In futuro, le macchine saranno azionate non solo con acqua e vapore, ma con potenza spirituale, con moralità spirituale» (GA 93, 1906). La tecnologia morale sarebbe basata su vibrazioni armoniche che ricevono il loro impulso iniziale dai processi vitali ritmici (battito cardiaco, respirazione) e sono trasmesse alla macchina. «In futuro avremo macchine che si metteranno in moto solo quando le forze verranno da persone morali. Le persone immorali non potranno azionare tali macchine» (GA 97).

Paul Emberson (1949-2022), fondatore dell’Anthro-Tech Institute (Svizzera, 1989) e del DewCross Centre for Moral Technology (Edimburgo), estese Steiner con una tipologia triadica: (1) tecnologia atomica/digitale (forze di morte), (2) tecnologia di risonanza (funziona in base alle qualità morali dell’operatore), (3) tecnologia morale (la forma più alta, opera su forze spirituali trovate nella natura e nel cosmo). La sua opera principale: Machines and the Human Spirit: The Golden Age of the Fifth Kingdom (2013).

Steiner non era anti-tecnologia: «Queste cose non vanno combattute… verranno. L’unica questione è se vengano realizzate da persone che conoscono altruisticamente i grandi scopi dello sviluppo terrestre… o se vengano realizzate da gruppi che le sfruttano solo in senso egoistico» (CW 178, 1917). La distinzione: la tecnologia non è qualcosa da trascendere attraverso la contemplazione (Plotino), né uno strumento per fuggire dall’esistenza materiale (Thiel), ma un dominio che richiede redenzione spirituale — «il meccanico e il morale devono compenetrarsi.»

Esiste, quindi, una terza risposta alla domanda sulla natura del cosmo — una che non accetta il cosmo com’è (Plotino) né vuole hackerarlo (Thiel), ma vuole trasformarlo attraverso lo sviluppo morale. Steiner come l’ospite non invitato al dibattito.


Fonti principali per verifiche e approfondimenti

Su Plotino: Gertz 2017 (Parmenides), Narbonne 2011 (Brill), Burns 2014 (UPenn), Turner 2001, SEP “Plotinus” (2024), Armstrong Loeb edition, Catapano/Palmesi (Padova), Cilento 1971, Reale-Mondadori 2012.

Su tecno-gnosticismo: Davis 1998/2015, Noble 1997, Torres/Gebru (TESCREAL), MDPI Religions 2017, Acton Institute, Meghan O’Gieblyn (God, Human, Animal, Machine, 2021).

Su Thiel-Girard-Schmitt: Leslie Salmagundi 2025, Palaver COV&R Bulletins 2024-2025, Diehl 2023, Karetny illiberalism.org 2026, Shullenberger The New Inquiry 2016, Thiel The Straussian Moment (gwern.net), Thiel-Wolfe First Things ottobre 2025.

Su lezioni di Roma: Fortune (settembre 2025, febbraio 2026, marzo 2026), Benanti Le Grand Continent (dicembre 2025, marzo 2026), Spadaro in Variety marzo 2026, Avvenire (due articoli), Wired Italia, Euronews Italia, Il Foglio, Fanpage, Famiglia Cristiana, Domani, Nuovogiornalenazionale, Università Cattolica (Polidemos), Valigia Blu, Brown Political Review marzo 2026, European Conservative marzo 2026.

Su Voegelin e gnosticismo moderno: The New Science of Politics 1952, Science, Politics and Gnosticism 1959, VoegelinView.com.

Su Steiner/Emberson: GA 93, 97, 178, 275, 26; Emberson Machines and the Human Spirit 2013; AnthroWiki.



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Ennio Martignago