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Cover Stories - Temi di riflessione

Il Filosofo, il Miliardario e l’Anticristo. La Silicon Valley è la Nuova Gnosi

L’attacco di Plotino contro gli Gnostici Setiani si basava sulla denuncia della loro hybris. È la stessa struttura del TESCREAL (Transumanesimo, Estropianesimo, Singolaritarismo, etc.) che domina la Valley: l’idea che un’élite di “iniziati” possieda la gnosis per trascendere la carne.

Approfondimenti nella Seconda Parte

1. Due Estranei in una Casa Bellissima

Roma, 15-18 marzo 2026. Tra le penombre barocche di Palazzo Orsini Taverna, a pochi passi da quel Vaticano che osserva con sospetto, si è consumato un rito che ha il sapore di un’iniziativa esoterica tardo-antica. Peter Thiel, il “filosofo-miliardario” di PayPal e Palantir, ha tenuto una serie di lezioni magistrali sull’Anticristo. L’evento, blindato dalla regola della Chatham House e protetto da una penale di 10.000 euro per chiunque avesse osato violare il silenzio, ha evocato l’atmosfera delle antiche scuole gnostiche.

Diciotto secoli prima, in una Roma non meno inquieta, Plotino scriveva il trattato II.9 delle Enneadi per denunciare quegli “amici” (phíloi) che, sedotti dalla gnosi setiana, avevano iniziato a disprezzare il mondo. Il parallelismo è una folgorazione intellettuale: da una parte il fondatore del neoplatonismo che difende il cosmo come emanazione necessaria e splendida del Bene; dall’altra il tecno-profeta che vede nella realtà sensibile una prigione di “stagnazione” da hackerare. In questo gioco di specchi, la Silicon Valley non appare più come un centro d’innovazione, ma come la riemersione di una hybris antica: una gnosi digitale che cerca la salvezza non nella virtù, ma nella fuga dal codice biologico.

2. L’Analogia della Casa: Abitare con Gratitudine o Ristrutturare con Disprezzo

Nel cuore della sua polemica antignostica, Plotino (II.9.18) ricorre a un’analogia che sembra descrivere perfettamente l’attuale impasse della tech-élite: quella dei due inquilini che abitano una dimora magnifica. Il primo inquilino la osserva con disprezzo, insulta l’architetto e i materiali, definendo i muri semplici pietre senz’anima. Il secondo, pur sapendo che la casa non è la sua meta finale, ammira il genio del costruttore e la abita con gratitudine.

Per Plotino, l’odio per il mondo è segno di ágnoia (ignoranza metafisica). Thiel incarna il primo inquilino: pur risiedendo nel cosmo, lo considera un sistema obsoleto. Tuttavia, emerge qui il primo paradosso thieliano: mentre disprezza la “casa” e sogna l’exit verso paradisi transumanisti o bunker neozelandesi, vi installa telecamere ovunque attraverso Palantir. È l’inquilino che odia il proprietario ma pretende di gestire il sistema di sorveglianza dell’intero condominio.

«Questo sarebbe simile a due persone che abitano nella stessa bella casa: una disprezza la struttura e chi l’ha costruita, ma ci resta comunque; l’altra non la disprezza, anzi dice che il costruttore l’ha fatta con la massima abilità, e aspetta il momento in cui potrà andarsene perché non avrà più bisogno di una casa. Il primo pensa di essere più saggio e più pronto a partire perché sa dire che i muri sono fatti di pietre e legno senz’anima e mancano molto rispetto alla vera dimora. Ma non capisce che è speciale solo perché non riesce a sopportare ciò che deve.» (Plotino, Enneadi II.9.18)

3. L’Anticristo non è un Demone, è un Burocrate

Le lezioni romane di Thiel, strutturate quasi esotericamente ricalcando le quattro prediche d’Avvento di John Henry Newman del 1835, hanno distillato una tesi brutale: l’Anticristo è un sistema amministrativo. Per il miliardario californiano, il pericolo escatologico non è una figura cornuta, ma lo Stato Mondiale Unico che, promettendo “pace e sicurezza”, congela il progresso tecnologico.

«Nel XXI secolo, l’Anticristo è un luddista», ha dichiarato Thiel. La sua esegesi trasforma le categorie teologiche in armi politiche:

  • I Legionari dell’Anticristo: Non sono peccatori, ma regolatori. Figure come Greta Thunberg, Bill Gates o i ricercatori di AI safety che chiedono di rallentare la corsa tecnologica.
  • Il Katechon (La forza che trattiene): Reinterpretando San Paolo e Carl Schmitt, Thiel identifica il Katechon non nella Chiesa, ma nel nazionalismo e nella sorveglianza tecnologica. Per lui, la frammentazione geopolitica e il potere militare sorretto dall’IA sono ciò che impedisce l’avvento del totalitarismo globale luddista.
  • Il Progresso come Precetto: La crescita tecnologica è elevata a dovere biblico; fermarla significa servire il “sistema” dell’Anticristo.

4. Il Paradosso di Palantir: Avvertire della Prigione mentre si Costruiscono le Sbarre

Qui risiede la contraddizione più stridente. Thiel mette in guardia contro il totalitarismo burocratico, ma la sua creatura, Palantir (nome tratto dalle “pietre veggenti” di Tolkien che corrompono chi le usa), fornisce gli strumenti per la sorveglianza di massa definitiva.

L’analisi dei prodotti rivela una penetrazione profonda nei sistemi di controllo: Gotham per l’intelligence (con contratti persino con il Ministero della Difesa italiano), Maven per l’IA militare, e Falcon per il tracciamento degli immigrati (ICE). Eppure, per Thiel, non c’è paradosso. La sua vera paura non è la sorveglianza, ma la “stagnazione”. Nella sua visione, un dispotismo “accelerazionista” che spinge il progresso è preferibile a una democrazia liberale che “stagna”. Palantir, in questo senso, è il Katechon tecnologico: sorveglia per prevenire la formazione di un ordine mondiale ancora più coercitivo.

5. L’Arroganza degli “Eletti”: Plotino contro l’Élite della Silicon Valley

L’attacco di Plotino contro gli Gnostici Setiani si basava sulla denuncia della loro hybris. Questi si credevano gli unici “figli di Dio”, superiori persino agli astri. È la stessa struttura psicologica del framework TESCREAL (Transumanesimo, Estropianesimo, Singolaritarismo, etc.) che domina la Valley: l’idea che un’élite di “iniziati” possieda la gnosis per trascendere la carne.

Plotino ribalta questa pretesa: la vera conoscenza non è una scorciatoia magica per fuggire dalla materia, ma l’armonia tra intelletto e virtù. Caricare la propria coscienza su un server o sognare la Singolarità è, agli occhi di Plotino, solo un marchio di cecità metafisica. Contro chi disprezzava la magnificenza del cielo visibile, il filosofo rispondeva con secca ironia: «Le stelle sono molto più belle e pure di voi» (Enneadi II.9.5.11). L’elezione speciale dei “tech-bro” non è che un’aggiunta “al di fuori della verità” (éxō tēs alētheías).

6. L’Eresia Americana: La Reazione del Vaticano

Oltretevere, la “teologia politica da tech-bro” è stata bollata come “eresia americana”. Paolo Benanti, consigliere vaticano per l’IA, ha evidenziato come Thiel operi un’asportazione chirurgica della teoria di René Girard (suo mentore a Stanford). Thiel trattiene la diagnosi di Girard sulla violenza mimetica — usandola per costruire algoritmi come quelli di Facebook che monetizzano il desiderio — ma rimuove la conclusione evangelica: il superamento della violenza attraverso il sacrificio di sé.

DimensioneVisione di Peter ThielVisione del Vaticano (Leone XIV / Avvenire)
AnticristoSistema burocratico e regolatorio (Luddista).Negazione dell’Incarnazione (Negazione di Cristo).
Il KatechonNazionalismo e sorveglianza tecnologica.Forza spirituale che trattiene il mistero dell’iniquità.
SalvezzaEscape velocity: fuggire dalla carne e dal pianeta.Redenzione dell’umano nella sua integrità corporea.
TecnologiaStrumento di potere per gestire la mimesi.Strumento etico da sottoporre alla dignità umana.

Mentre Thiel vede l’Anticristo come una categoria geopolitica, il Vaticano risponde che l’Anticristo è una categoria cristologica: riguarda chi nega che Dio si sia fatto carne. Ridurre l’uomo a dato, come fa Palantir, è per la Chiesa la vera preparazione al regno dell’iniquità.

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7. Una Terza Via tra Fuga e Trasformazione

Esiste un’ombra lunga in questo dibattito: la “tecnologia morale” di Rudolf Steiner e Paul Emberson. Una proposta che non accetta passivamente il cosmo (Plotino) né cerca di hackerarlo egoisticamente (Thiel), ma suggerisce che la macchina debba essere “redenta” attraverso l’integrità morale dell’operatore. Un “ospite non invitato” che ci ricorda che il meccanico e il morale devono compenetrarsi.

Il paradosso finale è che Plotino e Thiel sono gemelli separati alla nascita. Entrambi partono dall’idea che questo mondo non basti. Entrambi sono elitari, convinti che la massa sia prigioniera delle ombre. Ma dove Plotino trova nella bellezza del mondo l’immagine del divino da abitare con gratitudine, Thiel vede una prigione stagnante da sottomettere con algoritmi “veggenti”.

Se il cosmo è un’emanazione del divino, anche i nostri algoritmi ne fanno parte o sono la prova finale che abbiamo smesso di abitare la nostra casa comune per diventare semplici guardiani di una pietra veggente? La domanda resta aperta, come la casa di Plotino: bella, abitata e, per chi sa guardare oltre, provvisoria.

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Ennio Martignago