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Il Fascino Oscuro dell’Invisibile
Il terrore che paralizzò Whitechapel nell’autunno del 1888 non fu un semplice episodio di cronaca nera, ma l’atto di nascita di una complessa architettura sotterranea di potere che non ha mai smesso di operare. Esiste un filo rosso, intriso di connivenza istituzionale e ingegneria del consenso, che collega i vicoli nebbiosi della Londra vittoriana alle suite di lusso e alle isole private di Jeffrey Epstein.
Perché la figura del “mostro” senza volto continua a perseguitare la psiche collettiva? La risposta non risiede nella devianza del singolo, ma nella funzionalità del crimine come strumento di gestione sociale. Il mostro è un tassello fondamentale in un mosaico di controllo: una minaccia onnipresente che giustifica la sorveglianza e distoglie lo sguardo dalle responsabilità delle élite. Sollevare questo velo significa confrontarsi con verità che mettono a nudo la natura stessa del nostro sistema sociale.
1. L’Anonimato come Arma: Jack e la Nascita del Mito Mediatico
Secondo l’analisi di Mancini, Jack lo Squartatore non va considerato solo come un assassino, ma come una deliberata costruzione mediatica. Nel 1888, la stampa scandalistica trasformò la violenza in un potente strumento per evidenziare la “degenerazione urbana”, instillando nelle classi medie una “coscienza del peccato” e un clima di paura che rendeva la popolazione più docile e incline a richiedere un controllo poliziesco sempre più stretto. L’anonimato del predatore divenne la sua forza: se il mostro non ha volto, può essere ovunque e chiunque.
“L’appellativo Jack lo Squartatore non solo descrive la ferocia dei crimini, ma instilla una certa comunanza nel colpevole. […] Infatti, Jack era un nome popolare tra molti famosi criminali del passato. […] Jack lo Squartatore ha trasceso la mera criminalità per diventare una rappresentazione del lato oscuro di ognuno di noi, e quindi lo Squartatore non è più Qualcuno, ma Ognuno.” (Coville & Lucanio)
2. Reti Ereditarie: Dal Franklin Scandal al Caso Epstein
Le rivelazioni di Nick Bryant dimostrano che reti come quella di Epstein non sono incidenti isolati, ma sistemi protetti da decenni di complicità istituzionale. Il “denominatore comune” politico più inquietante è incarnato dalla figura di William Barr, Attorney General sotto Bush Sr. (durante l’insabbiamento del Franklin Scandal in Nebraska) e sotto Trump (durante la gestione del caso Epstein).
Il legame non è solo professionale, ma dinastico: Donald Barr, padre di William, fu il preside della Dalton School che assunse Jeffrey Epstein come insegnante di matematica nonostante quest’ultimo non possedesse neppure una laurea. Questa rete di protezione spiega l’abisso tra la pervasività del trauma e la risposta della giustizia:
- L’impatto reale: Secondo il CDC, il 25% delle ragazze e il 5% dei ragazzi negli Stati Uniti subisce abusi, il che significa oltre 50 milioni di americani sopravvissuti a traumi infantili.
- Il volume del traffico: Il Dipartimento della Salute (HHS) stima tra le 240.000 e le 325.000 vittime di traffico di minori ogni anno.
- L’impunità sistemica: Nel 2023, a fronte di milioni di immagini pedopornografiche online, la US Sentencing Commission ha riportato solo 1.375 condanne, mentre appena 664 individui sono stati incriminati per traffico sessuale di minori a livello nazionale.
3. Il Trauma come Governance: Rudolf Steiner e la Psicosi di Massa
L'”Autunno del Terrore” del 1888 trova una spiegazione esoterica e psicologica nelle tesi di Rudolf Steiner. Egli individuò una data precisa, l’autunno del 1879, come il momento in cui gli “spiriti delle tenebre” (Ahriman) furono scacciati dai regni spirituali per manifestarsi nel piano materiale, portando a un materialismo scientifico volto a distruggere l’individualità. I delitti di Jack furono l’avamposto di questa influenza, culminata poi nell’orrore meccanizzato del 1914.
Oggi, analisti come Hughes collegano questa visione alla moderna “Psicosi da Formazione di Massa” (Mass Formation Psychosis). Attraverso uno stato di emergenza perpetuo e la paura di un predatore invisibile (sia esso un assassino seriale o un virus), le masse cadono nel “Trauma Bonding” (Legame da Trauma). In questa condizione di apatia difensiva, la popolazione finisce per identificarsi e cercare protezione proprio in quelle autorità e in quegli apparati che gestiscono, o talvolta alimentano, la crisi stessa.
4. Il Parassita Psichico: Wetiko e l’Archetipo del Calamaro
Il potere predatore si manifesta come una parassitosi mentale collettiva. Paul Levy descrive il wetiko come un virus dell’anima che si nutre di divisione e discordia. Questa “influenza” è stata cristallizzata nella metafora di Matt Taibbi del “calamaro vampiro” avvinghiato al volto dell’umanità. La cultura popolare, da Matrix a Squid Game, non fa che riflettere questo archetipo di un sistema che estrae energia spirituale attraverso il trauma ritualizzato.
Questa trasformazione dell’uomo in pura “influenza” maligna è magistralmente descritta da Alan Moore nel monologo di William Gull, il medico della Regina sospettato di essere lo Squartatore:
“Non sono un uomo, sono un’influenza… sono un’onda. Chi dunque sarà reso sicuro da me? Io sono con voi sempre! (…) Siete la somma di tutto ciò che vi ha preceduto, eppure sembrate indifferenti a voi stessi. Una cultura diventata disinteressata persino alle proprie abissali ferite.” (William Gull, From Hell)
5. La Cospirazione del Silenzio: Manipolazione e Sparizioni
L’ultimo pilastro di questo sistema è la capacità di rendere insensata la verità. Nick Bryant ha documentato come le prove materiali tendano a “evaporare” quando toccano i vertici del potere: il caso emblematico è quello di Gary Carradori, l’investigatore privato che aveva ottenuto prove fotografiche di politici coinvolti in abusi sui minori e il cui aereo esplose in volo proprio mentre rientrava in Nebraska con quel materiale.
La manipolazione oggi avviene anche sul piano digitale. Larry Sanger, co-fondatore di Wikipedia, ha denunciato come la piattaforma sia diventata un asset dell’intelligence (CIA), utilizzata per “bonificare” o rendere illeggibili le pagine relative a scandali come quello di Franklin. Che si tratti dei dischi rigidi spariti dalla cassaforte di Epstein durante le perquisizioni dell’FBI o dei sospetti sul Principe Albert Victor, il messaggio è chiaro: la legge è un recinto che non si applica ai pastori.
Il Voyeurismo come Complice
Il mostro non opera mai nel vuoto; è il sintomo di un organismo sociale malato che utilizza il terrore per perpetuare se stesso. Se è vero che “la follia avviene nelle folle”, la via della guarigione può essere solo un percorso di risveglio individuale e di radicale rifiuto delle narrazioni precostituite.
Tuttavia, dobbiamo chiederci se la nostra stessa ossessione per questi casi, il nostro consumo voyeuristico degli scandali — simile a quello dei “turisti del macabro” che nel 1888 affollavano Mitre Square — non sia proprio ciò che mantiene in vita l’archetipo del mostro. La nostra curiosità pruriginosa agisce come un velo che permette ai veri architetti di queste reti di rimanere invisibili.
Quale ruolo gioca la tua attenzione nel mantenere attiva questa messinscena? Sei un ricercatore di verità o sei semplicemente un altro spettatore che, con la sua indifferenza o il suo fascino per l’abisso, nutre l’ombra del potere?
Però … pensiamoci!
Si dice che progetto più astuto di Satana sia stato convincere il mondo della sua inesistenza. Tutte le teorie che si sono costruite attorno alle cospirazioni con “prove” fatiscenti come alcune che avete appena letto potrebbero non essere altro che declinazioni di quel progetto. Rudolf Steiner aveva anticipato proprio questi fenomeni e, per chi ha un minimo di quella competenza che richiederebbe di leggere i suoi libri, primo fra tutti “La discesa degli spiriti delle tenebre” si accorgerà che non c’è alcun allarmismo nelle sue parole, anzi, egli faceva discendere gli eventi futuri, puntualmente verificatisi, da un piano strettamente logico, ancorché esoterico. E in quel piano si trovavano descritte le sette oscure sovragovernative che avrebbero preso in mano il potere planetario nel modo in cui l’abbiamo visto. Sicuramente, molti diranno ma su che prove. In molti casi, da Sacco e Vanzetti in poi, sono state fatte migliaia di esecuzioni sulla base di un centesimo della qualità delle “prove” in ballo per queste sette. Tuttavia, chi è in grado di comprendere deve disinteressarsi di questo gaslighting, perché il mondo lo hanno già in mano i satanisti, gli eredi di quel “precursore” del XX secolo di Whiteechappel. Un dettaglio potrebbe facilmente convincere gli appassionati di cinema e le menti più aperte.
Avete mai collegato questi FATTI? Stanley Kubrick ha girato “Eyes Wide Shut” per rappresentare la corruzione, satanica di sette segrete di supremo potere. A detta di Nicole Kidman, quel film determinò la separazione da Tom Cruise che era trasfigurato da quella esperienza. Questa vicenda sta all’origine dell’ingresso e dell’ascesa di Cruise nella Scientology di Hubbard, la stessa cui appartenevano innumerevoli persone fra cui molti artisti come John Travolta che si è scoperto fra i frequentatori, non si sa quanto assidui, negli eventi di Epstein. Un altro film illuminante sull’argomento sarebbe “I soliti sospetti” di un Kevin Spacey non a caso screditato colpevolizzandolo in maniera strumentalizzata di fatti analoghi a quelli qui dimostrati, ma credo non ci sia bisogno di usare altre spiegazioni tacciabili anch’esse del solito complottismo.
Il film di Kubrik si chiude con una dichiarazione di impotenza. Non si può fare un bel niente in una situazione dove tutte le leve del potere sono ricattabili, ma anche il più delle volte compiaciute e pronte a sacrificare dei capri espiatori, i più scomodi o anche solo quelli fastidiosi o quelli sulla cui rovina ci si può divertire di più. Ma, proprio come siamo stati impotenti di fronte a genocidi che hanno portato a legiferare autentici stravolgimenti del linguaggio comune e della razionalità, altrettanto inutile sarà ogni opposizione al processo demoniaco e finiremo per accontentarci dell’incarceramento di un principe o dell’impossibile suicidio del demone organizzatore. Quello in cui ci rimane da sperare è solo più la possibilità di tenerci vicini e contagiosi gli esseri che hanno fede nel giusto e nel puro. Non dovremo mai sbandierarlo, ma semplicemente saper riconoscere i fatti per quello che sono e non per come appaiono. Il momento per far valere quest’anima verrà per una sua dinamica interna, anche se non ci è dato sapere quando. Dobbiamo solo tenere occupate delle sedie della sala per quando arriverà il momento.
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