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Protagonisti - Interviste e biografie

L’Elite Eletta: Dall’Occultismo di Crowley all’Eugenetica di Epstein. Un’Analisi delle Strutture di Superiorità e Potere.

1. Prefazione Analitica: La Genesi del Concetto di Superiorità

L’idea di “elezione” — sia essa intesa come mandato metafisico, eccellenza genetica o realizzazione magica — rappresenta storicamente il perno attorno a cui le strutture di potere costruiscono la propria coesione interna e la giustificazione del proprio dominio. Questa pretesa di alterità non è un semplice sottoprodotto del successo, ma uno strumento strategico per operare al di fuori dei vincoli etici comuni.

Le radici di questa visione nell’epoca moderna risiedono nella dottrina della “Vera Volontà” (True Will) di Aleister Crowley. Secondo Crowley, l’ingresso nel “Nuovo Eone” impone il superamento della morale giudaico-cristiana in favore di un’etica della forza assoluta, dove l’élite è composta da coloro che, avendo scoperto la propria volontà trascendente, si pongono al di sopra della “morale degli schiavi”. La ricerca del “Messia Thelemico” (Moonchild), un essere generato attraverso atti di volontà magica per “frantumare i confini dello spazio e del tempo”, trova oggi un riflesso secolare nell’ossessione tecnocratica per l’ingegneria genetica. L’ottimizzazione del DNA e l’editing genomico sono le moderne maschere di una ricerca iniziatica volta a produrre una casta di “architetti della realtà” biologicamente superiori.

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2. L’Eredità dell’Agape Lodge e la Transizione alla Tecnocrazia

Il “Parsonage” di Pasadena negli anni ’40 ha rappresentato il primo laboratorio sperimentale in cui scienza d’avanguardia (JPL) e ritualismo occulto (O.T.O.) si sono fusi per forgiare una nuova identità di élite. Questa infrastruttura poggiava su tre pilastri:

  1. Scienza come Atto Sacramentale: Jack Parsons, pioniere della propulsione solida (JATO), non separava la chimica dalla magia. Per lui, la combustione era una reazione biologica e magica simultanea, un atto di volontà per l’ascensione verso le stelle che richiedeva un distacco totale dalle norme sociali. I vicini del Parsonage riferirono di aver visto donne incinte saltare nude attraverso il fuoco, a testimonianza di una comunità che si percepiva già operante su un piano di realtà diverso.
  2. Il Nexus Parapolitico: Il Parsonage era un crocevia tra intelligence militare e circoli occulti. Figure come L. Ron Hubbard si inserirono in questo milieu, operando attraverso meccanismi predatori. L’impresa “Allied Enterprises”ne è l’esempio plastico: Hubbard sottrasse a Parsons circa 20.000 dollari di capitale a fronte di un investimento irrisorio di 1.200 dollari, dimostrando come la segretezza iniziatica fungesse spesso da schermo per operazioni di frode e controllo.
  3. L’Etica Poliamorosa e l’Elite: Il rifiuto della morale convenzionale e del matrimonio, descritto da Crowley come “detestabile”, favoriva la creazione di reti relazionali esclusive. Lo scambio di partner e i rituali sessuali non erano solo scelte libertine, ma strumenti per cementare la fedeltà a una casta “illuminata” e distaccata dalle masse, percepite come inerti e conformiste.

Questa fusione di tecnologia e segretezza ha permesso all’élite di percepirsi come una classe di semi-dei. Il passaggio dalla ritualistica di Parsons alla secolarizzazione di questi concetti nella “Dianetics” di Hubbard ha preparato il terreno per l’eugenetica tecnocratica contemporanea.

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3. Jeffrey Epstein e il “Genetic Altruism”: L’Eugenetica come Nuova Religione

Se Parsons cercava il “Moonchild” nel rituale, Jeffrey Epstein lo ha cercato nel sequenziamento genomico. La sua ossessione per il DNA e l’IQ rappresenta la trasformazione della “superiorità magica” in “superiorità biologica”. Dalle analisi dei files di Epstein emerge un’ideologia coerente:

  • Altruismo Genetico: Epstein utilizzò questo termine per descrivere la necessità di massimizzare i tratti genetici delle élite. In un celebre scambio con Noam Chomsky, Epstein insistette sulle basi genetiche delle differenze di intelligenza. Chomsky rispose con una critica sferzante, suggerendo che l’unico editing genetico utile sarebbe quello per “cambiare i geni dell’élite istruita che manca di preoccupazione per il benessere o la sicurezza della popolazione.” Epstein, imperturbabile, rispose: “Concordo. Altruismo genetico.”
  • La Gerarchia di Joscha Bach: Epstein finanziò ricercatori come Joscha Bach, che fornì basi teoriche alla visione gerarchica dell’élite, alimentando teorie sulla “mutazione Ashkenazita” e sostenendo che i cervelli di alcuni gruppi etnici fossero più adatti a uno “stile di vita da caccia/corsa” piuttosto che all’apprendimento di concetti elevati.
  • Il Progetto “Zorro Ranch”: Il ranch in New Mexico doveva essere il sito di un esperimento di inseminazione di massa per “seminare la razza umana” con il DNA di Epstein. È l’incarnazione moderna del desiderio di Parsons di generare una progenie messianica attraverso un atto di volontà, qui sostituendo l’evocazione di Babalon con la fecondazione in vitro.

Questa visione restaura un modello sociale simile a quello di Roma e della Grecia antica, dove Epstein vedeva una perfezione basata su una mobilità sociale strettamente legata a quello che definiva IQ, guardando alle classi inferiori con un’indifferenza ontologica.

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4. Strutture di Potere e Reti di Relazioni: Il Consenso dell’Élite

L’impunità di Epstein e la normalizzazione delle sue teorie sono state garantite da un milieu economico-culturale che ha agito da scudo protettivo.

Membri della ReteRuolo nel Consenso dell’Élite
Alan DershowitzLegittimazione giuridica e difesa legale aggressiva, garantendo l’impunità necessaria per operare oltre i limiti della legge.
Steven PinkerNormalizzazione accademica del discorso su genetica e intelligenza, fornendo una patina di rispettabilità scientifica a tesi eugenetiche.
George ChurchAvanguardia del transumanismo; ha ricevuto 6,5 milioni di dollari per il Program for Evolutionary Dynamics di Harvard, orientando la ricerca verso l’ottimizzazione umana.

L’identità culturale e il potere economico sono stati sistematicamente utilizzati per schermare operazioni di traffico sessuale e sperimentazione sociale, trasformando la filantropia in uno strumento di ingegneria demografica.

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5. L’Indifferenza dell’Eletto: Analogie tra Eugenetica e Politica di Potere

La psicologia della deumanizzazione è il motore necessario per mantenere queste strutture. Il disprezzo di Epstein per le classi inferiori (definite “lente nell’apprendimento”) non è un caso isolato, ma riflette dinamiche geopolitiche di controllo territoriale.

Esiste un’analogia diretta tra l’indifferenza dell’élite tecno-eugenetica e la gestione del potere in zone di conflitto, come documentato nelle dinamiche di controllo territoriale della destra israeliana in Cisjordania (West Bank). In entrambi i casi, il “non-eletto” viene ridotto a variabile biologica sacrificabile, privato di mobilità e dignità in virtù di una presunta superiorità (genetica o teologica) del dominante. La miseria e la restrizione dei diritti diventano strumenti accettabili di gestione del territorio quando l’altro è percepito come biologicamente inferiore.

Punti di Sintesi:

  1. L’Epurazione dei “Non-Eletti”: La sofferenza di chi è considerato geneticamente o culturalmente “meno adatto” è vista come il costo necessario per l’avanzamento verso il Nuovo Eone o la Singolarità.
  2. Il Controllo dell’Immaginazione: Come teorizzato da Ioan Petru Culianu, il potere moderno opera attraverso la manipolazione dei “fantasmi” mentali. Il marketing e la propaganda sono la rinascita capitalista della magia rinascimentale, iniettando illusioni nelle masse per mantenere il dominio mentre l’élite occulta i propri veri meccanismi di potere.
  3. Impunità e Segretezza: Il ricorso a “commissioni della verità” (come quella proposta per lo Zorro Ranch) è il tentativo della società civile di violare la segretezza che l’élite considera un proprio attributo divino.

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6. Sintesi Finale: Il Destino dell’Umanità sotto l’Egemonia dell’Élite

Il percorso che congiunge l’occultismo di Crowley all’eugenetica di Epstein rivela un rischio esistenziale: una società governata da una tecnocrazia che adotta dogmi di elezione biologica senza saggezza etica.

Riprendendo l’avvertimento di Alan Watts, lo sviluppo di una tecnologia potente in assenza di saggezza non porta alla trascendenza, ma alla distruzione: si ottiene il “Terminator”, non la divinità. Le nuove maschere del potere — algoritmi, editing genomico, rituali — mirano alla cristallizzazione di una gerarchia immutabile. La trasparenza radicale è l’unica difesa contro questa “Vera Volontà” dei dominanti che, in nome di una presunta elezione, calpesta la dignità intrinseca dell’essere umano.


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Ennio Martignago