Serie speciale — Il Franti Magazine
Riunioni nascoste, linee di sangue esoterico e strategie di sopravvivenza dell’élite tecnologica mondiale
«La distanza tra i Grateful Dead e Google, tra Ken Kesey e il computer stesso, non è così grande come potremmo pensare.»
— Fred Turner, From Counterculture to Cyberculture
Immaginate un bosco di sequoie secolari nella contea di Sonoma, California. È luglio e duemilacinquecento uomini — nessuna donna ammessa — si radunano attorno alla statua di un gufo alto dodici metri per assistere alla «Cremazione della Cura», un rituale in cui bruciano simbolicamente le preoccupazioni mondane. Tra loro, nel corso dei decenni, presidenti degli Stati Uniti, banchieri, generali e — sempre più — i signori della tecnologia. Non è la scena di un romanzo gotico: è il Bohemian Grove, uno degli snodi del potere reale americano dal 1872. E nel settembre 1942, fu proprio durante un raduno al Grove che Ernest Lawrence e J. Robert Oppenheimer contribuirono alla pianificazione del Progetto Manhattan.
Il Bohemian Grove è solo la punta visibile di un’architettura del potere che opera attraverso stanze chiuse, cene a invito, ritiri esclusivi e reti fraterne che collegano l’élite tecnologica globale in modi che sfuggono completamente al controllo democratico. In questo episodio della nostra serie «L’Ombra dell’Occulto» mapperemo queste stanze segrete, tracciando la genealogia esoterica che collega i primi razzi della California alla Singolarità tecnologica, e documenteremo come i miliardari della Silicon Valley si preparano a sopravvivere al mondo che stanno contribuendo a distruggere.
Dove si decide davvero: anatomia delle riunioni segrete
Il potere della Silicon Valley non si esercita solo attraverso lanci di prodotto e trimestrali di borsa. Un’architettura parallela di raduni a porte chiuse, ritiri off-the-record e club esclusivi funziona come tessuto connettivo dell’élite tecnologica, consentendo accordi, formazione ideologica e coordinamento politico al riparo da qualsiasi scrutinio pubblico.
Sun Valley: il campo estivo dei miliardari
La Allen & Co. Sun Valley Conference — ribattezzata dalla stampa americana «il campo estivo dei miliardari» — è forse il più consequenziale di questi raduni. Fondata nel 1983 da Herbert Allen Jr. a Sun Valley, Idaho, la conferenza annuale di luglio ha prodotto accordi epocali: l’acquisizione di ABC da parte della Disney (1995), l’acquisizione di YouTube da parte di Google (2006), e la decisione di Jeff Bezos di comprare il Washington Post (2013). La lista dei partecipanti 2025 includeva Sam Altman (OpenAI), Tim Cook (Apple), Satya Nadella (Microsoft), Sundar Pichai (Alphabet), Alex Karp (Palantir), Reid Hoffman (LinkedIn) e John Elkann (Exor). Per l’edizione 2025 sono atterrati a Sun Valley circa 175 jet privati. La biografa di Buffett, Alice Schroeder, ha descritto l’evento come dominato da «gerarchie non dette» dove i partecipanti praticano l’«elephant bumping» — individui di altissimo profilo che si radunano per convalidare reciprocamente il proprio status.
Il Gruppo Bilderberg: dove la tecnologia incontra la geopolitica
Il Gruppo Bilderberg rappresenta uno strato più profondo. Fondato nel 1954, questo raduno annuale su invito di circa 130 figure del governo, della finanza e dell’industria opera sotto la Chatham House Rule: puoi usare le informazioni, ma non attribuire chi le ha dette. La partecipazione tecnologica si è intensificata drammaticamente. Peter Thiel è uno dei partecipanti più frequenti, documentato a 14 incontri tra il 2007 e il 2024. Eric Schmidt (Google/Alphabet) ha partecipato almeno 11 volte tra il 2008 e il 2024 — mentre presiedeva contemporaneamente il Defense Innovation Board del Pentagono. Come ha notato Newsweek nel 2019, la sua presenza illustra come «i confini tra la Silicon Valley e il Pentagono iniziano a diventare pericolosamente sfumati».
Altri partecipanti tecnologici confermati includono Alex Karp (Palantir, 2016-2024), Reid Hoffman (2016, 2019), Sam Altman (2016, 2023), Satya Nadella (2019, 2023), Demis Hassabis (Google DeepMind, 2023), Palmer Luckey (Anduril, 2024) e Jack Clark (Anthropic, 2025). L’incontro di Lisbona del 2023 era dominato dall’IA nell’agenda — argomento su cui diversi partecipanti detenevano interessi commerciali per centinaia di miliardi. La partecipazione italiana ha incluso Mario Monti (comitato direttivo, divenuto Presidente del Consiglio nel 2011), Enrico Letta (partecipante nel 2012, divenuto Presidente del Consiglio nel 2013) e John Elkann (comitato direttivo).
Le altre stanze: da Google Camp alla cena alla Casa Bianca
Altre riunioni documentate includono il Google Camp (al resort Verdura in Sicilia, social media vietati, tema 2024: il ruolo dell’IA nelle scoperte scientifiche), Brilliant Minds (fondato dal CEO di Spotify Daniel Ek a Stoccolma), «The Weekend» (co-organizzato dal CEO di Endeavor Ari Emanuel) e le cene private di Marc Benioff (25-35 ospiti, chef del Le Bernardin). Nel settembre 2025, il presidente Trump ha ospitato 33 leader della Silicon Valley nel Rose Garden della Casa Bianca, dove Zuckerberg ha promesso 600 miliardi di dollari entro il 2028 per infrastrutture IA. La domanda che nessuno pone mai è: cosa si decide in queste stanze che non possiamo sapere?
Dai razzi di Parsons alla Singolarità di Kurzweil: la genealogia esoterica della California
L’intersezione tra occulto e tecnologia in California non è una metafora: è una catena storica documentata che inizia con la missilistica e si estende fino alla mitologia fondativa dell’era digitale.
Jack Parsons: il mago dei razzi
Jack Parsons (1914-1952), cofondatore del Jet Propulsion Laboratory, è il punto d’origine. Il JPL nacque di fatto il 31 ottobre 1936 — Halloween — quando lo «Squadrone Suicida» di Parsons condusse i primi esperimenti missilistici alla Devil’s Gate Dam di Pasadena, un luogo che Parsons riteneva fosse «un portale per l’Inferno». Nel 1939 si era convertito a Thelema, la religione occulta di Aleister Crowley, e nel 1942 guidava la Agape Lodge dell’Ordo Templi Orientis dalla sua villa di Pasadena, dove metteva annunci per inquilini: «solo bohemien, artisti, musicisti, atei, anarchici o altri tipi esotici». Theodore von Kármán del Caltech lo chiamava un «delizioso svitato». Parsons recitava l’«Inno a Pan» di Crowley durante i test missilistici come portafortuna, si rivolgeva a Crowley come «Amatissimo Padre» e destinava gran parte del suo stipendio all’O.T.O.
Da Parsons a Hubbard: magia sessuale e Scientology
Nell’agosto 1945, L. Ron Hubbard — il futuro fondatore di Scientology — si trasferì nella casa di Parsons. Da gennaio a marzo 1946, i due eseguirono il Babalon Working, una serie di rituali di magia sessuale basati sulla magia enochiana intesi a invocare l’incarnazione della dea telemica Babalon. Parsons officiava come sommo sacerdote; Hubbard serviva come «scriba», scandagliando «il piano astrale alla ricerca di segni e visioni». Parsons scrisse a Crowley che Hubbard era «la persona più telemica che abbia mai incontrato». Crowley non era impressionato, scrivendo a Karl Germer: «Apparentemente, Hubbard o Parsons o qualcuno sta producendo un moonchild. Divento piuttosto frenetico quando contemplo l’idiozia di questi zoticoni.» Hubbard successivamente truffò Parsons dei suoi risparmi (20.970 dollari) e fuggì con la sua compagna. Nel 1953 fondò la Chiesa di Scientology. La Chiesa ha poi aperto un edificio fisico nella Silicon Valley, con David Miscavige che dichiarava: «Qui, davvero, è dove la rivoluzione della Tecnologia Digitale può trasformarsi in un’evoluzione della Tecnologia Spirituale.»
Il Babalon Working è stato analizzato in un articolo peer-reviewed su Numen: International Review for the History of Religions (63:1, pp. 12-32) dallo studioso Henrik Bogdan. Non stiamo parlando di folklore: stiamo parlando di storia della scienza americana documentata accademicamente, in cui la propulsione a razzo e i rituali di Crowley condividevano lo stesso laboratorio.
Dalla controcultura alla cybercultura: il ponte
Fred Turner, nel suo fondamentale From Counterculture to Cyberculture (University of Chicago Press, 2006), ha tracciato come i computer furono trasformati da «cupi strumenti della guerra fredda» in simboli di «un’utopia collaborativa e digitale modellata sugli ideali comunitari degli hippie». La figura centrale è Stewart Brand, il cui Whole Earth Catalog (1968, vincitore del National Book Award) prefigurò la tecnologia dell’informazione prima dell’era digitale. La rubrica di Brand includeva sia Ken Kesey sia Herman Kahn. Turner mostra come Brand mediò «una lunga collaborazione tra il flower power di San Francisco e l’emergente polo tecnologico della Silicon Valley.»
Steve Jobs rappresenta il nodo individuale più prominente di questa genealogia. Viaggiò in India nel 1974 cercando l’illuminazione, definì l’LSD «una delle due o tre cose più importanti» della sua vita, studiò il buddhismo Zen sotto Kōbun Chino Otogawa e tornò per tutta la vita a Mente Zen, mente di principiante di Shunryu Suzuki. Al suo memoriale funebre, i partecipanti ricevettero copie dell’Autobiografia di uno Yogi di Yogananda.
Esalen e il cosmismo russo: la scintilla del transumanesimo
L’Istituto Esalen a Big Sur fungè da nesso cruciale. Negli anni ’80, il suo programma di «Diplomazia Track Due» mise insieme figure della Silicon Valley con scienziati sovietici. Douglas Rushkoff ha documentato queste come «sessioni altamente psichedeliche in vasche idromassaggio, in cui il movimento americano del potenziale umano della costa occidentale venne sovralimentato dai cosmisti russi.» Il Cosmismo russo, fondato dal filosofo ortodosso del XIX secolo Nikolai Fyodorov, sosteneva che gli esseri umani avessero il dovere cosmico di resuscitare i morti, sconfiggere la morte e colonizzare l’universo. Rushkoff descrive i cosmisti che dicevano «ai ricercatori spirituali americani che prendevano LSD che la tecnologia poteva dare loro un modo per sconfiggere la morte.» Questa è la sorgente intellettuale diretta del transumanesimo della Silicon Valley.
La rete di Epstein nella Silicon Valley
La pubblicazione, tra gennaio e febbraio 2026, di oltre 3 milioni di pagine di documenti del Dipartimento di Giustizia su Epstein ha ampliato drammaticamente il record documentato delle connessioni del condannato trafficante sessuale con la Silicon Valley. Il pattern che emerge è quello di una coltivazione sistematica: Epstein usava prestigio intellettuale, intrecci finanziari e accesso sociale per inserirsi nei circoli interni dell’élite tecnologica.
Bill Gates: la relazione più documentata
Dal 2011 fino almeno al 2017, Gates ed Epstein scambiarono decine di email e tennero molteplici incontri, anche nella casa di Epstein a Manhattan. Epstein «dirigevu00bb una donazione di 2 milioni di dollari da Gates al MIT Media Lab. Per 18 mesi a partire dal 2013, i due lavorarono a un fondo di beneficenza per individui ultra-ricchi il cui reddito annuale Epstein stimava in 20 miliardi di dollari. Messaggi di testo del 2017 tra Epstein e un consigliere di Gates includevano le frasi «ti adora» e «timanda i saluti», con la nota che Gates voleva parlare ma «sua moglie non glielo lascia fare». La relazione fu un fattore precipitante nel divorzio dei Gates dopo 27 anni di matrimonio.
Peter Thiel: cinque anni e 2.000 messaggi
Thiel mantenne una relazione quinquennale con Epstein (2014-2019), scambiando oltre 2.000 messaggi. Epstein investì 40 milioni di dollari in due fondi Valar Ventures — un investimento cresciuto a circa 170 milioni di dollari entro il 2025 (rendimento del 325%), diventando il più grande asset residuo nel patrimonio di Epstein. L’ex primo ministro israeliano Ehud Barak organizzò il loro primo incontro; anche Reid Hoffman fece da intermediario. Nell’ottobre 2014, Thiel consigliò a Epstein di «aspettare» su un investimento in Spotify, essendo «un po’ più ottimista su Palantir.»
Musk, Hoffman e la cena con il predatore
Elon Musk scambiò almeno 16 email con Epstein tra il 2012 e il 2013. Nel novembre 2012, Musk scrisse: «Quante persone sarete per l’elicottero verso l’isola?» e chiese «Quale giorno/notte sarà la festa più selvaggia sulla tua isola?» Reid Hoffman visitò l’isola privata di Epstein, Little St. James, nel 2014. Le email mostrano che Hoffman inviò a Epstein regali tra cui «gelato… per le ragazze» e «una scultura di metallo per l’isola.» La Edge Foundation, gestita dall’agente letterario John Brockman, fungeva da principale hub di networking intellettuale di Epstein. La cena dei «miliardari» della Edge nel 2011 a Long Beach, California, incluse Epstein — un sex offender registrato — insieme a Jeff Bezos, Sergey Brin e Elon Musk. La lista degli invitati fu distrutta dopo l’evento.
La PayPal Mafia: da startup a cattura dello Stato
Il termine «PayPal Mafia» fu coniato da Fortune nel novembre 2007, accompagnando un’iconica fotografia al Tosca bar di San Francisco dove i membri posavano in tute e catene d’oro. All’epoca, Thiel e Levchin stimavano che i loro ex colleghi gestissero aziende per un valore di 30 miliardi di dollari. Oggi quella cifra è nell’ordine dei trilioni, e la portata della rete si estende dal venture capital al cuore della governance americana.
I membri principali e le loro imprese successive formano una rete di densità straordinaria: Peter Thiel (Palantir, Founders Fund, primo investitore esterno di Facebook), Elon Musk (SpaceX, Tesla, Neuralink, Twitter/X), Reid Hoffman (fondatore di LinkedIn, Greylock Partners), David Sacks (Yammer venduto a Microsoft per 1,2 miliardi, coautore con Thiel di The Diversity Myth), Max Levchin (Affirm, presidente di Yelp), Chad Hurley e Steve Chen e Jawed Karim (cofondatori di YouTube), Ken Howery (Founders Fund). La struttura di investimenti incrociati è straordinaria: Thiel ha investito nelle startup di Levchin, Stoppelman, Hoffman e Musk. Come catturò Fortune: «Si cercano a vicenda quando hanno bisogno di soldi o consigli — e quando hanno bisogno di entrambi, vanno da Thiel, che sembra essere al centro di tutto.»
2025: dalla Silicon Valley alla Casa Bianca
L’amministrazione Trump 2025 rappresenta l’apoteosi della Mafia. JD Vance (protetto di Thiel) è Vicepresidente degli Stati Uniti. David Sacks è Zar dell’IA e delle Criptovalute alla Casa Bianca. Ken Howery è Ambasciatore in Danimarca. Elon Musk ha guidato il DOGE prima di lasciare nel maggio 2025. Molteplici reclute del DOGE provenivano direttamente da Palantir: Akash Bobba, Anthony Jancso e Gregory Barbaccia (ora CIO dell’OMB). Lo studioso di startup della Silicon Valley Steve Blank ha osservato: «Sono passati da ragazzi arruffati che schivavano la regolamentazione governativa a essere il governo, in una generazione.» Gil Duran ha definito Thiel «il padrino della PayPal Mafia.» Oltre una dozzina di figure legate a Thiel occupano posizioni nel governo: Vance (VP), Sacks (Zar IA), Howery (Ambasciatore), Jim O’Neill (Vicesegretario HHS), Michael Kratsios (politica tecnologica), e altri.
Quando i miliardari costruiscono bunker
Reid Hoffman stimò nel 2017 che «oltre il cinquanta per cento» dei miliardari della Silicon Valley possiede qualche forma di «assicurazione contro l’apocalisse.» La sua descrizione della cultura è vivida: «Dire che stai comprando una casa in Nuova Zelanda è una specie di strizzatina d’occhio. Una volta che hai fatto la stretta di mano massonica, ti diranno: Oh, sai, ho un broker che vende vecchi silos per missili balistici intercontinentali.»
Peter Thiel ottenne la cittadinanza neozelandese il 30 giugno 2011, sotto una clausola di «circostanze eccezionali» pur avendo trascorso solo 12 giorni nel paese. Acquistò una proprietà di 193 ettari nell’Isola del Sud per un lodge di lusso. Sam Altman disse al New Yorker nel 2016: «Mi preparo per la sopravvivenza… ho armi, oro, ioduro di potassio, antibiotici, batterie, acqua, maschere antigas delle Forze di Difesa Israeliane e un grosso appezzamento di terra a Big Sur dove posso volare.» Il suo piano B: volare a casa di Thiel in Nuova Zelanda. Mark Zuckerberg sta costruendo un compound su oltre 930 ettari a Kauai, Hawaii, con un rifugio sotterraneo documentato di 465 metri quadrati collegato da tunnel a due ville, per un costo stimato di 270-300 milioni di dollari.
Il teorico dei media Douglas Rushkoff ha raccontato di essere stato invitato a parlare a cinque dirigenti tecnologici ultra-ricchi (due miliardari) che, invece di assistere alla sua conferenza, lo hanno tempestato di domande: «Nuova Zelanda o Alaska? Quale regione sarà meno colpita dalla crisi climatica in arrivo?» L’élite tecnologica usa «The Event» come eufemismo per il collasso della civiltà. La Rising S Company, un produttore di bunker, ha spedito sette bunker commissionati dalla Silicon Valley in Nuova Zelanda, sepolti a 3,4 metri sotto terra a costi fino a 8 milioni di dollari ciascuno. Il CEO di Reddit Steve Huffman si è fatto operare gli occhi con il laser specificamente per la sopravvivenza: «Se il mondo finisce, procurarsi lenti a contatto o occhiali sarà un enorme problema.»
La Silicon Valley come tecno-religione: le prove accademiche
L’inquadramento dell’ideologia della Silicon Valley come struttura religiosa o teologica non è polemico: è un campo accademico maturo.
David F. Noble in The Religion of Technology (1997) ha tracciato una genealogia millenaria dai monaci del IX secolo — specificamente il filosofo Giovanni Scoto Eriugena, che propose le arti meccaniche come «collegamento dell’uomo con il Divino» — attraverso il millenarismo medievale, la massoneria e Newton, fino alle armi nucleari del XX secolo, all’IA e all’ingegneria genetica. Noble documentò che almeno tre grandi pionieri dell’IA — John von Neumann, Norbert Wiener e Marvin Minsky — si credevano discendenti del leggendario Rabbi Loew di Praga, creatore del Golem.
Erik Davis in TechGnosis (1998, riedito 2015) ha scoperto connessioni tra elettricità e alchimia, realtà virtuale e mitologia gnostica, linguaggi di programmazione e Cabala. Davis sostiene che l’ossessione dello gnosticismo per i simulacri e i messaggi in codice, la sua resistenza all’autorità ortodossa e l’enfasi sull’autonomia spirituale «anticipa quella che oggi è intesa come cybercultura.»
Il framework TESCREAL, coniato da Timnit Gebru e Émile Torres e pubblicato su First Monday (aprile 2024), identifica un fascio interconnesso di ideologie quasi-religiose: Transumanesimo, Estropianesimo, Singolaritarismo, Cosmismo, Razionalismo, Altruismo Efficace e Lungoterminismo. Gebru e Torres tracciano origini condivise nell’eugenetica del XX secolo via Julian Huxley, oggi motore della corsa all’AGI. Queste filosofie sono state «paragonate a una religione secolare per i loro paralleli con la teologia e l’escatologia cristiana.»
Ray Kurzweil funziona come il profeta del movimento. Il suo dialogo con Bill Gates in The Singularity Is Near (2005) è rivelatore: «Non ancora, ma ci sarà [un Dio]. Una volta che avremo saturato la materia e l’energia dell’universo con l’intelligenza, esso si risveglierà, sarà cosciente e sublimemente intelligente.» La Singolarità è stata chiamata «il Rapimento dei nerd» — un termine che la paragona esplicitamente all’escatologia cristiana. In Italia, Linkiesta ha pubblicato sul «filo rosso» che collega interpretazioni religiose alle teorie tecnologiche della Silicon Valley, mentre Don Luca Peyron, direttore della Pastorale Universitaria a Torino, ha osservato: «L’essere umano ha una sete innata di spiritualità e trascendenza, quindi se non incontri il Dio vero lo cerchi altrove.»
Questa è la mappa delle stanze segrete. Le riunioni a porte chiuse, i rituali nei boschi, le cene con i predatori, i bunker nella terra degli antipodi, la genealogia che corre dai razzi di Parsons all’IA di OpenAI. Ma la mappa non è il territorio. Per comprendere chi tira i fili, chi ha costruito la teologia che regge questa architettura del potere, occorre entrare nella stanza più segreta di tutte: la mente di Peter Thiel. Nel prossimo episodio.
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Continua nel prossimo episodio:
«Peter Thiel: Il Sacerdote Oscuro della Tecno-Teologia»
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