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FRANTI WEEKLY – Il Settimanale

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Tutto quello che non riesci a leggere lo trovi nella pagina “RadioVideo Franti”. Non solo: alcuni aspetti sono ampliati, trasformati e soprattutto facilitati. Non tralasciare divisitarla.

Il Franti · La newsletter

Franti Weekly

n. 029 — numero doppio di Ferragosto

Da sabato 8 a sabato 22 agosto 2026

Questo è un numero lungo, e lo è per una ragione aritmetica prima che editoriale: copre due settimane invece di una, perché nelle due settimane centrali di agosto i lettori si dimezzano e i pezzi no. Ne è uscito un arretrato consistente, che qui viene restituito per intero. Se in questi quindici giorni eravate altrove — condizione che vi facciamo sinceramente invidia — questo è l’inventario di ciò che avete saltato.

L’editoriale

Chi tiene il metro è quasi sempre dentro la misura

Ad agosto le redazioni si svuotano e i meccanismi restano accesi. È la condizione ideale per guardarli, come si guarda una fabbrica di domenica: senza operai davanti, si vedono i nastri. E quello che si è visto in queste due settimane, mettendo in fila pezzi nati in giorni diversi e con intenzioni diverse, è sempre la stessa figura: qualcuno che tiene il metro e che, guarda un po’, risulta anche dentro la misura.

Tredici guide alla posta elettronica pubblicate nel 2026, tutte con la parola “testato” da qualche parte, tredici vincitori diversi, e in ciascuna il vincitore era chi la guida l’aveva scritta. Cinque classifiche degli animali più letali del mondo che non misurano gli animali ma la qualità delle fognature. Quattro testate britanniche che assegnano allo stesso disco lo stesso identico voto, con una precisione che nella scienza si chiamerebbe sospetta e nella critica si chiama consenso. Un saggio sulla libertà radicata delle valli appalachiane, bello e persuasivo, che in fondo esibisce ventisette rimandi bibliografici puntati quasi tutti a un volume intitolatoUNKNOWN, autore Unknown: un elogio delle radici scritto da qualcosa che non ne ha. E il venerdì discografico, che ci ostiniamo a considerare un fatto di natura mentre è una convenzione commerciale adottata nel 2015 perché i conteggi cadessero tutti nella stessa finestra.

Il rovescio più istruttivo, però, ce l’ha offerto la festa stessa. Ferragosto è “metà estate” secondo tre autorità diverse che indicano tre date diverse, tutte difendibili e nessuna vera: quando accendiamo la griglia, a seconda di chi si sceglie come arbitro, il sole scende dal versante opposto della stagione da otto giorni oppure da trenta. Non è un errore di calcolo, è una decisione amministrativa travestita da fenomeno celeste. E chi ce la vende come un fatto lo fa perché gli conviene che smettiamo di chiedere in base a cosa.

La tentazione, a questo punto, sarebbe la capriola facile: se tutti i metri sono truccati, allora nessuna misura vale e ognuno si tenga la sua. È esattamente la conclusione che non tiriamo, e per un motivo pratico. Nello stesso quindicina abbiamo raccontato che le morti per overdose negli Stati Uniti calano da tre anni consecutivi, con una velocità mai vista, e che nessuno sa dire con certezza perché: ci sono almeno cinque ipotesi e nessuna prevale. Un decennio di commentatori aveva attribuito quelle morti a uno smarrimento esistenziale dell’America profonda; poi la disperazione è rimasta lì dov’era, è cambiata la sostanza in circolazione, e i numeri si sono mossi lo stesso. Chi aveva la spiegazione morale pronta non l’ha ritirata: l’ha semplicemente smesso di citare. Il cortocircuito è tutto qui — il dato che smentisce non produce quasi mai una smentita, produce silenzio e cambio di argomento.

Sospettare di chi compila non significa dunque credere che non esista niente da contare. Significa domandare, ogni volta, chi guadagna dalla scala scelta. Vale per le classifiche di prodotto e per i comunicati indignati, per i venditori di città private che promettono l’uscita dallo Stato e poi campano di riconoscimento statale, e vale per noi, che ad agosto abbiamo pubblicato tre episodi su quanto sia difficile leggere la posta e ne abbiamo annunciati quattro. Il quarto, per ora, è dove sono i lettori: da qualche parte, al mare.

C’è infine una storia, in questo numero, che va nella direzione contraria e per questo la teniamo in fondo. Un bambino sale una montagna per trovare l’eremita che gli spieghi come si diventa pacifici, arriva, trova la capanna vuota, e dietro la capanna un pozzo con l’acqua più dolce che avesse mai bevuto. Nessuna formula ricevuta, nessuno da citare in bibliografia. Il pozzo stava lassù da prima e sarebbe rimasto anche dopo; l’eremita, esistito o inventato dal villaggio, è stato solo il motivo per cui qualcuno ha messo un piede davanti all’altro. Ogni tanto la fonte non è chi firma. È il caso più raro e vale la salita.

La redazione del Franti

Il dossier

Tre episodi e due satelliti su un Paese che continuiamo a chiamare al singolare

Le tribù che non riconoscono nessuno

Un’America raccontata senza il filtro delle tre città che i turisti visitano e che sono statisticamente i luoghi meno rappresentativi del Paese. Il dossier tira un filo solo — quello delle appartenenze che precedono lo Stato — e lo tira fino a farlo scricchiolare, compreso il punto in cui a scricchiolare è la nostra stessa narrazione preferita.

I — Clan senza StatoSi parte da un fiume del Kentucky dove il confine passa in mezzo all’acqua e due famiglie si sono ammazzate per trent’anni perché nessuno sceriffo aveva giurisdizione sull’altra sponda, fino a costringere la Corte Suprema a occuparsene. Da lì si risale al confine anglo-scozzese: due popoli che parlano la stessa lingua senza avere antenati in comune.Ennio Martignago, 18 agosto
II — Chi grida contro WashingtonDalle genealogie ai bilanci, e i conti non tornano nel verso previsto. A Bunkerville, nel 2014, il governo federale si ritirò davanti a centinaia di fucili e restituì il bestiame a un allevatore che non pagava i canoni di pascolo dal 1993. Poi si guarda quanto costano quei canoni: circa un quattordicesimo di un pascolo privato. La rivolta armata era contro un sussidio — e non per questo quella gente è ipocrita, il che è la parte interessante.Ennio Martignago, 19 agosto
III — La polveriera e i suoi contabiliChiusura che smonta la parola con cui la storia viene di solito raccontata. Le overdose calano da tre anni, il West Virginia è fra gli Stati con i cali maggiori, e le spiegazioni disponibili sono cinque senza che una prevalga. Chi per un decennio ha imputato quelle morti alla disperazione dovrebbe spiegare come mai la disperazione è rimasta identica mentre i numeri scendevano.Ennio Martignago, 20 agosto

La montagna venduta due volte

Ennio Martignago· 17 agosto · satellite del dossier

Arrivano due testi che dicono la stessa cosa. Il primo, firmato, sostiene che esista una libertà vissuta — valli strette, parentela estesa, chiese autocostruite senza gerarchia — che funziona meglio dell’individuo sovrano dei filosofi. Il secondo non è firmato da nessuno, dice le stesse cose in un inglese accademico impeccabile e cita ventisette volte un libro che non esiste. Un elogio delle radici prodotto da qualcosa che di radici non ne ha mai avute.

Próspera, l’utopia che non sa fare a meno dello Stato

Ennio Martignago· 16 agosto · satellite del dossier

Un resort, un grattacielo di quattordici piani e un minibus privato: questo, per ora, è la città-prodotto piantata su un’isola honduregna che mezzo mondo descrive come il sogno realizzato di Peter Thiel. Sono andate a guardare le carte due bugie speculari: quella promozionale, che vende gli ordinamenti giuridici come software da installare, e quella indignata, che semplifica il consorzio proprietario fino a renderlo un cartone animato. Nessuna delle due regge alla lettura dei documenti.

L’inchiesta

Tre episodi su una casella di posta elettronica messa peggio della vostra

La casa occupata

Inchiesta condotta sul campo più scomodo possibile — la propria casella — e dichiarata fin dall’inizio come una sconfitta, non come una recensione. Annunciata in quattro episodi, ne sono usciti tre. Il quarto è in ferie con tutti gli altri, e la coerenza con il tema ci pare persino eccessiva.

I — Non trovo il codice d’ordineDomenica pomeriggio, cinque programmi di posta aperti uno dopo l’altro e fotografati non per giudicarli ma per documentare una resa. Ricevere tutto e perdere ciò che serve non è una posa da editorialista: è una condizione operativa.9 agosto
II — Chi scrive le classificheTredici guide al miglior programma di posta del 2026, tredici vincitori diversi, e in ognuna il vincitore era l’estensore della guida. Con i nomi diventa un reperto; senza, sembrerebbe una barzelletta. In omaggio, la grammatica ricorrente che una volta vista non si riesce più a non vedere.11 agosto
III — Cosa funziona davveroAvvertenza in apertura: niente di quanto segue risolve il problema. Alcune cose lo riducono, una lo aggira, due sono migliori delle attese e una è peggiore. Scritto con una regola autoimposta — nessuna sigla, nessun acronimo, nessuna parola da cercare altrove — perché dopo aver accusato tredici guide di scrivere per vendere, il minimo era scriverne una per essere usata.11 agosto

Codici e istruzioni per l’uso

Dati sequestrati, diritti d’autore rivendicati da chi non ne ha, e mondi annunciati per iscritto

Quando rapiscono i dati a un’azienda, cosa rapiscono davvero?

Massimo V.A. Manzari· 11 agosto

«Non ho nulla da nascondere, cosa può succedermi?» è la domanda giusta, e la risposta sta in centoquarantotto archivi sequestrati in Italia in sei mesi: cartelle cliniche, buste paga, anagrafiche. Manzari legge un rapporto di monitoraggio indipendente che verifica una per una le rivendicazioni, e la prima cosa che emerge non è quanto siano bravi gli estorsori, ma quanto poco costi entrare.

Intelligenza artificiale: il mondo che ci hanno annunciato per iscritto

Massimo V.A. Manzari· 10 agosto

Adriano Olivetti annunciò in pubblico il mondo che voleva costruire e oggi sta negli archivi; Marc Andreessen annunciò il suo su un giornale e ci abitiamo dentro. Entrambi lo dissero apertamente, entrambi lo misero a bilancio. La differenza fra un annuncio che resta sulla carta e uno che diventa il paesaggio non è la sincerità: è chi firmava gli assegni. Con una comparsa inattesa del Maestro Manzi.

L’intelligenza pretende il copyright [Modificata]

Ennio Martignago· 13 agosto

Versione dichiaratamente scritta a mano, per i puristi, di un pezzo che parla di macchine che rivendicano paternità. Il Franti non ha mai nascosto di servirsi delle AI generative, il che rende la posizione più scomoda e per questo più utile: la notizia è stata volutamente fatta passare per altre macchine finché non è diventata perfettamente anonima, che è esattamente il punto.

Tribù e generazioni

Una festa che non esiste, una virtù che sembra un difetto, una classifica che misura le fogne

Odio il Ferragosto!

Ennio Martignago· 14 agosto

Il modo più rapido per rovinare una festa è fare i conti. L’estate astronomica ha girato la boa il 7 agosto verso mezzogiorno; i meteorologi la fanno culminare il 16 luglio; il calendario dice il 15. Tre autorità, tre date, tutte difendibili, nessuna vera. Da lì si risale la filiera di una ricorrenza costruita a strati, in cui ogni strato ha avuto qualcuno che ci guadagnava.

La “maledizione” di essere precisi

Ennio Martignago· 17 agosto

Un saggio premiato sostiene che generalizzare non sia un difetto dell’intelligenza ma lo strumento con cui affrontiamo il futuro, e che l’unica vera irrazionalità stia nel tenersi una disposizione mentale quando la realtà urla che è sbagliata. Resta la tensione irrisolvibile fra il dovere cognitivo di semplificare per non impazzire e quello morale di riconoscere l’individuo. Nessuno dei due vince, ed è meglio così.

Il coccodrillo come fa? Molto meno di quanto crediate

Ennio Martignago· 16 agosto

Le classifiche degli animali più letali sono fra i generi più copiati e meno verificati della divulgazione. Aprirne cinque affiancate basta per accorgersi che non misurano gli animali: misurano gli impianti fognari. Il serpente più velenoso del pianeta non ha praticamente ucciso nessuno; a fare le stragi sono i piccolissimi, e in cima alla lista dei predatori manca sempre lo stesso nome.

Narrazione

Un racconto in prima persona con data e ora

L’attentato

Francesco Landucci· 18 agosto

«L’attentato è stato eseguito la notte del 2 agosto.» Anni a costruire mura di pietra spesse attorno all’orgoglio e alla reputazione, notti bianche, atti di eroismo non testimoniato, l’uscita dal sistema pubblico a marzo — da eroe epico o da vigliacco matricolato, a seconda di chi racconta. Poi il Veneto, terra alcolica e ostinata. Landucci lavora sul punto in cui una difesa perfetta diventa il bersaglio più comodo.

Coscienza

Seimila pagine di diario, una montagna in salita e un pozzo dietro una capanna vuota

Mère, Aurobindo, la mente e la Maya

Ennio Martignago· 8 agosto

Le seimila pagine dell’Agendaregistrate su nastro fra il 1951 e il 1973 contengono, in tono da rapporto tecnico, una descrizione che di solito si legge soltanto in psichiatria: la percezione che si sgrana, il tempo che perde la corda. Con una differenza che cambia tutto — le cose restano dove sono, sparisce la colla. Il pezzo prova a capire che rapporto abbia quel resoconto con la parola Maya, che continuiamo a tradurre male.

La trasformazione supramentale della materia nei tredici volumi dell’Agenda di Mère

Ennio Martignago· 10 agosto

Il seguito naturale: vent’anni di esplorazioni sulla coscienza cellulare, il passaggio dallo yoga spirituale del maestro a una sperimentazione condotta sul proprio corpo, l’ipotesi che la materia biologica abbia un’intelligenza propria. Materia che si presta al culto e al sarcasmo con la stessa facilità, e che qui viene invece letta come si legge un diario di laboratorio: con attenzione a cosa viene affermato e cosa soltanto sperato.

Passeggiate con Thay — Capitolo 19, Il pozzo dell’eremita

Ennio Martignago· 20 agosto

Ventuno dicembre, il giorno in cui la luce ha fretta, e la salita più lunga della serie con i sei bambini fin dove il sentiero finisce. In cammino si racconta il ricordo d’infanzia che Thay ha ripetuto per tutta la vita: la montagna scalata per cercare un uomo saggio, la capanna trovata vuota, il pozzo dietro la capanna. Nessun insegnamento ricevuto e tuttavia una felicità completa sulle pietre calde. Sofia chiede quanto sia profonda la fessura nella roccia, perché Sofia chiede sempre.

Incontri — la rubrica di Cristina Merlo

Quattro tappe fra chiostri, rovi, amicizie e fogli bianchi

Amicizia: un cerchio di amici

15 agosto

L’amicizia come nube di vicinanza, gli amici che si centellinano negli anni e si scelgono dopo poche parole, osservando nel tempo. Ci si comprende da sguardi e da passi, e le pieghe del viso la dicono lunga. Il contrario esatto della socialità dichiarata a voce alta ad agosto.

Incontri sparsi nel tempo

21 agosto

La rubrica dichiara il proprio metodo — nessun excursus storico ordinato, si va per significatività — e parte da Sant’Apollinare in Classe verso sera, quando le vetrate, un organo alle spalle e i mosaici antichi bastano a inchiodare qualcuno in mezzo alla navata. Le ombre si allungano e l’ora si dimentica.

Ci piacciono le more

22 agosto

Infruttescenze delRubus ulmifolius, ciascuna composta da piccole sfere con il loro seme dentro, dal verde al viola intenso. Si raccolgono nelle radure e nei tratti luminosi del bosco, badando agli aculei che tutti chiamiamo spine, e camminando piano. Botanica esatta e passo lento, che è poi il programma della rubrica.

Perché scrivere

22 agosto

Un moto che nasce dall’interno e dall’intorno, talvolta irrefrenabile. Diari interi per fissare idee e interrogativi, fogli bianchi di ogni dimensione legati a stilografiche e matite colorate, e la scrittura come il modo più efficace di parlare con il proprio io per chetarlo o incoraggiarlo. Nessuna teoria della scrittura, il che è un sollievo.

Il Pescatore — Speciale agosto

Dieci puntate in quindici giorni: l’alfabeto quotidiano delle ferie di Marco Renzi

Dalla F alla Q, un giorno per lettera

Renzi ha preso agosto e l’ha trattato come si tratta un mese che finge di non esistere: riempiendolo di lettere. Ne è uscita una sub-rubrica quotidiana in cui ogni consonante apre una porta laterale — un fumetto minore, un hangar, un comune sardo, il punk, un detective olistico, la chitarra hawaiana dei Santo California — con quello che lui stesso chiama il solito sproloquiare, che è poi la forma più onesta di guida turistica.

Fra i passaggi memorabili: lo Spedale degli Innocenti e i «nocentini» sotto la N, il Flash fumettistico sotto la F, Macomer e la Sardegna del paleolitico sotto la M,El pueblo unidosotto la I, e una Q che smonta la California da cartolina passando per la chitarra hawaiana — perversione dichiarata dell’autore, che ammette di sognarsela la notte.

Sensi — musica

Cinque puntate su un’industria che ad agosto abbassa le tapparelle e continua a sincronizzare

Il venerdì è un genere musicale: la nuova playlist

Ennio Martignago· 22 agosto

Ogni sette giorni il mondo discografico simula una nascita collettiva. Non è un evento naturale ma una convenzione adottata globalmente nel 2015 perché vendite e ascolti cadessero nella stessa finestra, con buona pace dei mercoledì tedeschi e dei lunedì britannici. Il venerdì non esce la musica: viene sincronizzata. Cinque dischi, una formula con la radice cubica e il sospetto che ogni classifica serva più a chi la compila.

Jorja Smith: una lentissima ripresa musicale

Ennio Martignago· 22 agosto

EsceWhat Are The Oddse quattro testate britanniche assegnano lo stesso identico voto. Il disco è buono; a meritare la seconda occhiata è tutto il resto — la macchina intorno, l’indipendenza dichiarata, e un clone che l’aveva anticipata di dieci mesi. Nello stesso fine settimana un Phoebe Bridgers e un Julia Holter accolti con quel garbo tiepido che i critici riservano ai dischi che non convincono.

t’amango, Tamango!

Ennio Martignago· 17 agosto

Non un album nel senso in cui l’industria intende ancora la parola, ma la distillazione su nastro di un organismo collettivo nato a Chieri da tre compagni di liceo e cresciuto fino a coinvolgere, a seconda dei giorni, trenta o quarantadue persone fra musicisti, scenografi, sarti, attori e falegnami. Quartier generale in un ex deposito comunale a Torino, etichetta propria, dodici brani e quarantatré minuti.

Musica dietro le quinte del Ferragosto

Ennio Martignago· 15 agosto

Cosa accade quando la musica smette di essere un bene di consumo e diventa una reazione alla fragilità, a un’eredità genetica o alle trame di un algoritmo. Guardando i percorsi recenti di James Ellis Ford, Jon Batiste e di una Carly Simon inossidabile, il processo creativo risulta quasi mai lineare — e l’urgenza, controintuitivamente, nobilita più della calma.

La playlist — che non fa classifica — del 7 agosto 2026

Ennio Martignago· 8 agosto

Una settimana di uscite che, lette in sequenza, disegnano un arco: dal soul pop che si allarga di generazione all’introspezione d’archivio, dal jazz da salotto all’indie che si guarda indietro senza nostalgia comoda, fino a un’elettronica in cerca di cuore. Al centroBlue Islanddi Ravyn Lenae, disco della settimana e caso di studio su cosa significhi ancora “crossover”.

La Domenica del Franti

Il supplemento domenicale, con versione da stampare e da leggere in ePub

La Domenica del Franti n. 7 — 9 agosto 2026

9 agosto

Settimo numero del supplemento, con la consueta architettura di rubriche e il consueto dubbio finale lasciato senza risposta. Scaricabile in versione per la stampa o in ePub, per chi in agosto preferisce la carta agli schermi — condizione che ci troviamo sempre più spesso a considerare un privilegio più che un’abitudine.

🎧 Franticast — voci dal canale audio e video

Quattordici episodi elaborati a partire dagli articoli di queste due settimane, per chi in agosto preferisce ascoltare mentre guida, cammina o rimanda. Le versioni parlate non sono riassunti: cambiano ritmo, ordine e talvolta il punto in cui si insiste.

Un vuoto USA da spiegareDal dossier sulle tribù americane: il vuoto istituzionale che nessuno ha riempito.
La libertà organica traditaIl saggio appalachiano e il suo doppio senza autore.
Prospera, il Thiel che compra per primoLa città-prodotto di Roatán fra promesse contrattuali e riconoscimenti statali.
Assassini inversamente proporzionaliPerché le classifiche degli animali letali misurano le fognature.
Odio il ferragostoTre autorità, tre date, nessuna vera.
Versione per puristi anti-AI dell’episodio precedenteStesso contenuto, filiera dichiaratamente diversa: la si ascolti come esperimento di controllo.
Le pretese autoriali di ClaudeMacchine che rivendicano paternità, con la complicità europea.
Riappropriarsi della nostra casella postaleTerzo episodio dell’inchiesta sulla posta: cosa funziona davvero.
Chi manipola le classifiche?Tredici guide, tredici vincitori, tredici coincidenze.
La cassetta postale ingestibilePrimo episodio: la resa documentata in cinque schermate.
La trasformazione supramentale della materiaI tredici volumi dell’Agenda di Mère in forma parlata.
Frammentando la realtà: la mente da Aurobindo a MèreQuando sparisce la colla e le cose restano al loro posto.
L’estinzione dei generi musicali e la playlist del 7 agostoLe uscite della settimana e il sospetto che i generi servano ai negozi.
La Domenica del Franti n. 7Il supplemento domenicale in versione ascoltabile.

Tutti gli episodi sono raccolti nelle pagineRadioVideo FrantieRadioVideo Franti Arretrati, oltre che sul canale Telegram@franticast.

Il conto di fine agosto

Trentotto pezzi in quindici giorni, per un pubblico che in quei quindici giorni è statisticamente altrove. Si potrebbe chiamarlo un errore di pianificazione; preferiamo considerarlo un deposito. I giornali di agosto invecchiano male perché inseguono il vuoto; gli archivi di agosto invecchiano bene per la ragione opposta.

Se qualcosa di quanto sopra vi ha fatto storcere la bocca, è un buon segno per entrambi: significa che state usando un metro vostro. Verificatelo comunque, come chiediamo di verificare il nostro. Nessun compilatore di classifiche ha le mani del tutto pulite, e chi vi assicura di averle è quello da controllare per primo.