Lo specchio, il doppio e la dipendenza che non si chiama per nome
C’è una settimana — questa — in cui Il Franti sembra aver deciso, senza consultarsi con nessuno dei suoi autori, di parlare di una cosa sola sotto ventisette travestimenti diversi: il doppio. Il doppio digitale che non dorme mai e che un leak di Anthropic ha reso improvvisamente meno ipotetico. Il doppio farmacologico dell’intelligenza artificiale, che Manzari smonta come un bugiardino scritto troppo in piccolo. Il doppio domestico della coppia che funziona benissimo su Instagram e ha smesso di toccarsi da tre anni. Il doppio editoriale di chi sfonda il muro del self-publishing per poi ricostruirlo con le proprie mani, mattone per mattone, sul lato sbagliato.
Persino la musica — che di solito fa finta di non c’entrare — è entrata nel gioco degli specchi: Gretel degli Squish restituisce al rock una sporcizia che l’industria aveva sterilizzato, Angine de Poitrine sfida Squarepusher sul terreno delle microtonalità, e Ditonellapiaga scopre che il gossip legale è un disco che gira più forte di qualsiasi album. In mezzo, Assagioli risale dal fondo del Novecento per ricordarci che il suono può ferire quanto può curare — a patto di non confondere le due cose.
E poi c’è il Diario Antroposofico, che in quattro pagine compie un’accelerazione che somiglia più a una confessione che a un saggio: un padre che parla a una figlia di medicine che non si trovano in farmacia, attraversando il confine tra cura e fede senza mai decidere da che parte stare. Il che, a pensarci, è esattamente la posizione giusta.
Renzi, nel frattempo, ha continuato a pescare. E quando un pescatore non alza la voce, conviene ascoltare cosa dice il silenzio tra un lancio e l’altro.
Cover Stories & Dossier
Ennio Martignago — Serie «L’intimità»
Il sesto capitolo della serie sull’intimità affronta il paradosso più crudele: la coppia che fa tutto giusto — bollette, figli, vacanze — e ha smesso di esistere come relazione. Il funzionamento come malattia terminale.
Ennio Martignago
Da Plotino a Peter Thiel il passo è breve — se si è disposti ad accettare che la gnosi antica e il transumanesimo californiano condividano la stessa allergia per la carne, il tempo e i limiti umani.
Ennio Martignago
L’approfondimento che smonta la genealogia gnostica della Silicon Valley. Plotino, che degli gnostici era il critico più feroce, avrebbe qualcosa da dire anche a chi vuole caricare la coscienza su un server.
Ennio Martignago
E se il genitore più tossico di tutti non fosse in famiglia ma al governo? Lo Stato che educa alla dipendenza, punisce l’autonomia e chiama amore il controllo: una tesi che non piacerà a nessuno — il che è un buon segno.
Ennio Martignago
L’editoria indipendente come promessa di libertà che finisce per replicare le gerarchie che voleva abolire. Il muro crolla, ma l’eroe ci ricasca dentro.
Ennio Martignago
Quando il pensiero critico diventa compulsione e il dubbio si trasforma nel suo contrario: una certezza travestita da domanda perenne. Anatomia di un cortocircuito psichico.
Ennio Martignago
Un viaggio nell’ascolto come atto politico, estetico e terapeutico. L’orecchio non filtra: accoglie. E in tempi di rumore organizzato, accogliere è un atto sovversivo.
Massimo V.A. Manzari
Massimo V.A. Manzari
Il paradiso promesso dall’AI ha un bugiardino lungo quanto un trattato — e Manzari lo legge tutto, con la pazienza del farmacologo e l’ironia di chi sa che le cure miracolose guariscono soprattutto chi le vende.
Massimo V.A. Manzari
Se le macchine lavorano al posto nostro, chi paga la pensione? E soprattutto: il tempo liberato dall’automazione è davvero libero, o è solo un altro nome per l’irrilevanza?
Massimo V.A. Manzari
Roberto Assagioli sapeva che la musica non è innocua: cura e ferisce con la stessa nota, a seconda di chi ascolta. Manzari risale la mappa del fondatore della psicosintesi con la serietà che il tema merita.
Diario Antroposofico con Tua Figlia
Ennio Martignago — Serie completa
Quattro pagine in una settimana: il Diario Antroposofico accelera verso il territorio dove la medicina incontra la spiritualità e un padre sceglie di non scegliere tra le due. Il confine tra cura e fede non è un muro: è una soglia, e la si attraversa insieme.
Frequenze
Ennio Martignago
Gretel degli Squish suona come se il rock non avesse mai imparato le buone maniere. L’industria, che le buone maniere le ha inventate per vendere meglio, non sa dove metterla. Perfetto.
Ennio Martignago
Due approcci alla microtonalità che non potrebbero essere più diversi: l’uno chirurgico, l’altro viscerale. Il confronto dice meno sulla musica e più su cosa intendiamo per «precisione».
Ennio Martignago
La querela fa più streaming dell’ultimo singolo. Ditonellapiaga scopre che nell’economia dell’attenzione il tribunale è il palco più grande — e nessuno ha pagato il biglietto per la musica.
Ennio Martignago
Due ruote, un telaio e il paradosso di un oggetto che costa come un’automobile per ricordarci che il lusso autentico è quello che non ha bisogno di un motore.
Il Pescatore — Marco Renzi
Renzi sotto un ponte che non è metafora ma luogo — e il luogo, come sempre nel Pescatore, contiene più storia di quanto il nome suggerisca.
Una filastrocca milanese risale dal fondo della memoria collettiva. Renzi la prende per mano e la porta dove non si aspettava di andare.
Il gallo di San Michele canta all’alba di un racconto che mescola sacro e profano con la naturalezza di chi non vede la differenza — perché forse non c’è.
Il calendario del Pescatore raggiunge il cloud — e non quello dei server. Un santo apocrifo per un’epoca che ha bisogno di patroni improbabili.