Il tempo del caldo, meglio conosciuto come il tempo delle more, e Mino ce lo spiegava in musica, è anche il tempo della sosta, pìù o meno obbligata dal lavoro per tutti o quasi, certamente questa è la settimana che culmina nel ferragosto, i giorni della serranda serrata a serramanico e anche di più. Col nostro solito tono stonato e sconcertato ci apprestiamo a rendere omaggio alla lettera effe dell’alfabeto nella seconda settimana di ferie del pescatore. Buona visione, o visone, se siete altolocati e non credete alle pellicce, solo, d’inverno. Flash indubbiamente è un personaggio dei fumetti, e che personaggio. Noto molto, altrettanto frequentato, da film e serie tv, esso fulmine di velocità debutta nel mondo dc comics nel lontano per non dire remoto 1956. Ecco flash – che io mentre lo scrivo pronuncio flask, sia ben chiaro – corrisponde al più noto e celebrato anche fuori nuvole: Barry Allen. L’ultima serie televisiva lui dedicata, durette otto o forse nove stagioni non ricordo al momento, ma non credo sia importante, trattasi di tanti anni, e quindi di sforzo produttivo notevole e prolungato. Ma i flash – flask almeno nella mia testa – nascono uni e trini. C’è un flash prima, o meglio, durante, la guerra, Jay Garrick 1940, e c’è un flash del 1959 detto anche kid flash che risponde al nome di Wally West e spalleggia il Barry più noto. A onor del vero c’è anche un flash anni ‘90, per la precisione 1994, Bart Allen, che, come il cognome induce a pensare, ha un legame di sangue con il flash principale Barry. Non mi dilungo e porgo una clip della ultima serie tv.
Fricassea risponde alla domanda che vi sarete certamente posti: ma qui si parla solo di cinema, musica e fumetto? Non ve la siete posti? Lo sapevo, siete molto meglio del sottoscritto. Io ci avevo pensato devo ammetterlo. In ogni caso prendete padelle e fornelli che ora parliamo di cucina. Trattasi di tipo di cottura, di origine francese, ma molto usata in italia, anzi di più da noi che da loro. In fricassea si cuociono secondi e contorni. La modalità se ben praticata rende i cibi molto cremosi e gustosi. Non aggiungo anche perchè non so. Stavolta lascio la palla al Pellegrino Artusi direttamente, e se non sapete chi sia, clikkate sul collegamento e lo saprete.
La fricassea si può fare di petto o di muscolo di vitella di latte, d’agnello e di pollo. Prendiamo ad esempio il primo, cioè il petto, e questo, in proporzioni all’incirca eguali, serva per le altre qualità di carne indicata. Petto di vitella di latte, grammi 500. Burro, grammi 50. Farina, grammi 5, ossia una cucchiaiata scarsa. Acqua calda, non bollente, decilitri 2. Due rossi d’uovo. Mezzo limone. Un mazzetto odoroso. Spezzettate il petto lasciandolo con tutte le sue ossa. Mettete una cazzaruola al fuoco colla metà del burro e, quando comincia a liquefarsi, versate la farina mescolando finché questa abbia preso il color nocciuola. Allora cominciate a versare a poco per volta l’acqua e poi il mazzetto che potete comporre di alcune strisce di cipolla e di carota, di fili di prezzemolo, di sedano e di basilico, il tutto legato insieme, escluse le foglie perché queste potrebbero disfarsi e far bruttura alla fricassea, un pregio della quale è di avere un bel colore paglia unito. Quando l’acqua bolle gettate giù la carne e il resto del burro e condite con sale e pepe bianco, il quale è il fiore del pepe comune. Coprite la cazzaruola con un foglio tenuto fermo dal coperchio e fate bollire adagio. A due terzi di cottura levate il mazzetto e, se fosse la stagione dei funghi freschi, la potete rendere più grata con grammi 100 o 150 di questi tagliati a fette sottili; se no, un pizzico di funghi secchi. Quando siete per mandarla in tavola ritirate la cazzaruola dal fuoco e versateci a poco per volta, mescolando, i rossi d’uovo frullati coll’agro di limone.
Abbiamo sforato assai con queste definizione, del resto siamo in ferie, ricordiamocelo. La terza F è chiara e semplice nella sua furia annunciata: Fortunale. Sto stretto e non sforo definendo sintenticamente il sostantivo maschile di cui sopra: Perturbazione atmosferica di eccezionale intensità, con venti fortissimi, che provoca gravi devastazioni a terra e notevoli difficoltà alla navigazione

Con la effe in bazzica,, non potevo certo non nominare noi medesimi che fra meno di un mese compiamo un anno. Effe come Franti, Periodico digitale online anticonformista, – definizione mia, quindi opinabile – ma anche: laboratorio di studio e sperimentazione, anche semantica, di espressioni, forme e formule di comunicazione tese a fare informazione o almeno, provare per credere. Vabbè mescolo serio e faceto e non tengo ne trattengo, soprattutto non mi credo e quindi alfin della tenzon io sbrocco, come e meglio di quello col nasone. Qui c’è un link che ci definisce sicuramente meglio. Grazie e a presto

Controchiusura in musica con una song anche pezzo di pregio per raccontare un uomo, musicista e compositore; innovatore nella musica degli anni ‘70, ma molto più in generale e ancora e parecchio. Trattasi di Giorgio Moroder, da molti considerato a torto straniero, ma non è così, anche se i suoi successi sono nati e cresciuti in Germania. Il famoso munchen sound. Correva l’anno 1977 e usciva isso brano, da non confondersi col filmone anni ‘50 con medesimo titolo e Monty Cliff di cui forse un giorno parleremo. Ri-bye
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