Cerca nel Franti
Il Pescatore

Agnotologia

Ci occupiamo del non sapere, l’ignorare, e sue sfruttabilità o sfruttamenti o sfrattaioli. Si perchè il non sapere al giorno d’oggi è un valore potente mica una sfiga

Per piccina che tu sia tu sei sempre una badiao una malia, o una mia zia e altre ie ie oh come se piovesse, e nel caso fossero pietre,fate parecchio attenzione. Un giorno scriverò una cosa fatta tutta di frasi fatte citazioni, testi altri, canzoni, film, e versi onomatopeici, magari slogan della pubblicità. Insomma una roba molto simile a quelle che scrivo di solitoma peggio, E non è una minaccia bensì una certezza. Wurdt’oggi che in realtà è Quest’oggi, solo che l’ai gennarina ha voluto così e io non ho potuto che assecondarla, avesse a prendersela a male. Oggi dunque ci occupiamo delnon sapere,l’ignorare, e sue sfruttabilità o sfruttamenti o sfrattaioli. Si perchè il non sapere al giorno d’oggi è unvalore potentemica una sfiga, Facciamo un esempio. Allora navigando su un social, uno a caso, facciamo instagram, provate assieme a me a fare una cosa e vedere l’effetto che fa. Ognuno di noi secondo le logiche dell’algoritmo incontra sul suo social preferito le cose che gli piacciono, e le persone che ugualmente sembrano essere legate in un modo o nell’altro alle scelte e alle preferenze che esprimiamo anche in modo del tutto inconsapevole mentre scorriamoil feed del nostro account social, che è un modo diverso per dire navigare sui social ma sempre quello è. Ebbene fate una scelta diversa, chessò una roba che mai e poi mai vi sognereste di fare. Non so, un fan sfegatato del tennis cerchi un calciatore e sosti alcuni micro secondi su alcuni post di esso figuro. Così come accade quando cercate info su una cosa che vorreste comprare e poi nei giorni successivi venite inondati da offerte di ogni tipo su quell’oggetto, servizio, evento, etc., aggiungere un interesse verso qualcosa o qualcuno di diverso, produrràun riallineamento dell’algoritmoe spunteranno nuovi fiori nel vostro feed.

Cosa c’entra esso comportamento con ilnon sapere? E’ presto detto. Nella messe di nuove info che vi pioveranno sul feed appariranno magicamente – seee – anche un sacco di notizie sul mondo del calcio più di metà delle quali certamente false. Un pò come quando uno si sofferma su una ricetta e dopo dieci secondi si ritrova invaso da consigli di cottura a decine, fra cui un sacco di scemenze che con la cucina e le ricette non hanno niente a che vedere ma che lavorando sulla nostra parte stupida – tutti abbiamo quella parte – ci vogliono convincere che per fare un delizioso manicaretto non serve sapere cucinare ma basta dar retta a questi guru, guretti, santoni della social cusine. Un giorno uno voleva convincere gli astanti che per fare un’ottima crema spalmabile al cioccolato – modello Nutella per non far nomi – ipocalorica e biologica bastassero due soli ingredienti nessuna cottura e nessun additivo chimico, Peccato che uno dei due ingredienti miracolosi fosse un barattolo di crema spalmabile al cioccolato. 

miracoli

Ma andiamo con ordine, intanto prendiamo la definizione scientifica diagnotologia 


La parola deriva dal grecoagnosis  che significa ignorare, non sapere e logos,studio, scienza;  semplificando e riassumendo la agnotologia spiega come l’ignoranza possa essere prodotta, organizzata e poi spacciata come utile. L’agnotologia indaga i meccanismi dell’ignoranza deliberatamente indotta e studia le tecniche utilizzate per permettere a pochi di lasciare molti all’oscuro di qualcosa. 

Che è un pò quello che ho provato, male, a dirvi qui sopra con l’esempio precedente. Del resto se volete leggere cose interessanti sulla agnotologia e il suo uso e consumo, qui al Franti ne abbiamo già parlato, linko il primo di una serie di articoli esemplificativi diMassimo Manzari.
Io qui si sa la butto in caciara e quindila prolusionedi cui sopra e la reclusione che seguirà, detta anchepostfazioneo postale, ma senza le caselle apposite, sarà confusa e anche variamente sconclusionata ma sincera. Ora prendiamo la società odierna e proviamo a capire quantol’ignoranzasia merce preziosa e usata a destra a manca e pure a casa e in campagna. La parte che ci interessa esplorare è quellasocial, nel senso, quella diffusa in modo sempre più massiccio attraversoi nuovi mezzi di comunicazione di massa che sono i social media. Il meccanismo è perfetto e ben oliato e grazie a isso: la punta dell’iceberg sta diventando molto rapidamente l’intera montagna di ghiaccio.  Eppure tutti sanno sin dalle elementari che proprio l’aneddoto della punta del ghiacciolone  vuole significare che è la massa nascosta la parte importante, quella da cercare e da cui stare attenti, non quella parte più o meno insignificante che emerge. L’avessero saputo quelli delTitanic, e non dico altro. Ebbene, cosa accade in modo sempre più massiccio alla nostrasocial società? Le conoscenze – perlopiù fasulle o basate su prove empiriche o peggio, passa parola e  sentito dire – si diffondono a macchia d’olio e con sempre maggiore velocità, mentre la conoscenza, quella fondata sullo studio,  sulla dialettica, sui dibattiti,  sugli approfondimenti, gli esperimenti, gli errori; quella, non viene quasi più praticata, tanto se abbiamo un dubbio basta interrogarel’ai gennarina. E mentre questo accade, le giovani generazioni, – gen z e poi x e y per non dire addirittura gli alpha, – crescono convinti che non esistano alternative a questo unico modo di procurarsi o meglio, farsi ricoprire – letteralmente – dalle informazioni.Piogge acide di colossali scemenze senza alcun costrutto alimentano il rullo del mondo e cascano o scrociano senza posa sugli schermi di tutti.Chi ha gli anticorpi“culturali”per distinguere e orientarsi nella melma mediatica, piano piano si fa largo, anche se è pure lui sempre più tentato di lasciarsi andare e caso mai afferrare al volo la ciambella che gli lancial’ai gennarinadel momento;gli altri affogano senza saperlo e quindi si convincono di essere bravi nuotatori e navigatori e anche esperti di questo e di quello variamente e serenamente. 

Lo schema è composito e stratificato, ci sono ad esempio nozioni banali presentate come rivelazioni –pseudo profondità– articolate in affermazioni che sembrano significative e accurate ma in realtà sonovuote e banali.Poi troviamo le affermazioni false e non supportate –misinformazione–informazioni false e/o erronee, sovente condivise in buona fede ma con sicura ignoranza. Che tradotto significa senza intenzione di ingannare ma che procurano ugualmente danni gravi. Oltre a queste ci sono gli inganni volontari –disinformazione– falsità diffuse consapevolmenteper influenzare opinioni o comportamenti. E ancora troviamo le semplificazioni che ingannano – soluzioni universali–consigli vaghi eccessivamente semplificatio privi di contesto: veri per chi li dice, forse, ma decisamente fuorvianti se portati a esempio e definitivalidi per tutti. Un altro modo di produrre ignoranza è costituito da chi trasforma la scienza, quella vera, in spettacolo –intrattenimento pseudoscietifico– quandosi unisce informazione e intrattenimentodando enfasi all’emozione, al sensazionalismo e alla brevità –falsa sintesi in realtà superficialità– invece che privilegiareil rigore scientifico. Ultima ma non ultima arrival’autorità senza competenza, forse la forma più tipica della pseudo informazione prodotta dagli influencer su e attraverso i social –autorità presunta e non dimostrata– il personaggio usa il suocarisma, la popolarità e/o l’esperienza personale come se fosseroqualifiche accademiche e/o scientifiche. 

venerdi 17

Lapseudo-profonditàè il tratto comune di tutti questi comportamenti e anche lapietra tombalesulla reale diffusione di informazioni utili e culturalmente comprovate. Affermazioni apparentemente impressionanti, presentate come vere e significative, ma in realtà vacue. Ignoranza prodotta da un eccesso di informazioni, apparentemente semplici, sicure, virali. In una parola:agnotologia.E siamo al capolinea. 
Un esempio emblematico,  e poi smetto, lo giuro, arriva dal mondo del giornalismo. Provate a farvi un vostro notiziario personale visitando dieci siti di dieci giornali che ritenete affidabili. Solo le prime tre notizie, le più importanti. Magari fra questi dieci siti prendete in considerazione almeno un paio di media non italici.Ne vedrete delle belle. La controprova? Provate a fare la stessa cosa con i media locali e il vostro tg regionale dell’azienda di Stato, anche detta RAI. Oggi ad esempio – , che non è oggi ma il giorno in cui è stato stilato questo post, – la notizia principale riguardavalo stato di salute del Pontefice, e poi a seguire robe di  politica, –cronache di palazzo– e poi la cronaca nera con particolare attenzione alla vicenda dei giovinastri minorenni di Roma che sulla vetturetta per divertimento  spingevano a terra persone in bicicletta e monopattino causando loro gravi ferite. Questo sul primo canale Rai,  il tg principale. Se foste andati sul sito di uno dei mezzi di informazione ancora liberi rimasti al Paese, chessòRadio Popolare, avreste scoperto ad esempio che accadevano anche manifestazioni massicce dei lavoratori  e dei sindacati da noi, fuoriItalia, e altre manifestazioni di studenti  inAlbania, così come ancora  gli studenti inFrancia.  
( ps. non vi fate confondere se poi nei giorni successivi le notizie sono uscite anche sulla rai, prima o poi sono costretti).

In questo caso, tra l’altro, non si tratta neanche di ignoranza deliberatamente indotta, ma solo di ignoranza  tecnicamente e scientemente utilizzata per permettere a pochi di lasciare molti all’oscuro e, ancora, per orientare  più o meno deliberatamente il sentire comune, la percezione diffusa e condivisa della realtà, in altri termini crearel’opinione pubblica. E qui casca l’asino. Perchè è proprio parlando con le persone che si scopre l’arcano.Quale sarà l’opinione delle persone?Provate a chiedere in giro, vi divertirete parecchio secondo me. O forse vi spaventerà. O anche no. Boh. Blip

popolare


Scopri di più da Franti Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.