Quando si pensa alla poesia vengono in menteespressioni auliche, rime baciate, endecasillabi ordinati secondo metrica,slanci potenti, liriche ardimentose,passione, cripticità, ermetismoe tanto, molto, parecchio e pure altro. Per dire e non sospirare.Ebbene oggi qui e non lìma nemmeno in altre parti nonostante la vastità del web – che ad ogni richiesta stupida o intelligente formulata all’ai gennarinabutta preziosa acqua dalla finestra– non c’entra col tema lo so ma è bene ricordarlo sempre; ebbene oggi vorrei poetare, non io ci mancherebbe, ma usando i versi dei grandi. Poetare molesto, come avete letto nel titolo. Ovvero proporre stralci o anche intere poesie – se brevi – che nel corso degli anni, lustri e secoli pure, hanno messo in difficoltà, hanno creato malumore, hanno sollevato problemi, sconcertato, scandalizzato. Ci informa google e la sua ai gennarinica insita – e non zittibile maledizione – chela poesia ha molestato assai sin dall’antichità.Bella forza, le risponderei ma evito, non mi sembra il caso di polemizzare, e poi con google, figuriamoci.

Come avevo in mente io medesimo, ma ora che è intervenuta l’ai senza essere interpellata non potremmo mai saperlo – nemmeno io – se le intuizioni dello scrivente fossero giuste o pressapochiste, -propenderei per la seconda – pensavo, quando ho scritto il titolo, ai dadaisti, gli scapigliati e i modernisti del futurismo, Senza andare a scomodare la politica – quella alta, a cui le tre correnti erano e sono legate a doppio filo e tre piroette – le nostre nozioni liceali ci ricordano chei dadaisti– anni10-20 del ‘900– volevanoscioccare, dissacrare,nonsensare – il sensato e l’insensato – ,provocare, rivoluzionare – quest’ultimo aspetto nella cultura in generale capita spesso – ribaltare, soprattutto, concetti e certezze del mondo. Qualcuno aggiungerebbe dell’arte o artistico, ma in realtà credo che la sottolineatura sia superflua. Voi che ne dite? Ora le cose qui riguardano tanti aspetti della cultura, vedi la celeberrima opera diMarcel Duchamps, quella che era anche un apposito servizio igienico nel mentre, per capirsi. Noi qui vorremmosplashare– creata ora – su parole e in particolare su versi più o meno poetici.
alla lampada d’un giglio nascerà un principe così grande
che i getti d’acqua le fabbriche ingrandiranno
e la sanguisuga trasformandosi in albero di malattia
io cerco la radice immobile signore immobile signore perché allora sì tu capirai
vieni muovendoti a spirale verso l’inutile lagrimaumido pappagallo
cactus di lignite gonfiati tra le corna della nera vacca
il pappagallo scava la torre il santo manichino
nel cuore c’è un bambino – una lampada
il medico dice che non passerà la nottepoi se ne va in linee corte e acute silenzio formazione silicosa
E altro non aggiungerò, se non che i versi sono estratti dalla poesiadrogheria-coscienza di Tristan Tzara, uno dei fondatori del movimento, autore anche delmanifesto fondativo del Dadaismo. In realtà, una piccola aggiunta la farei. Ci sarebbe da notare il paese natio dei dada:la Svizzera. Chi l’avrebbe mai detto che la patria delle banche potesse anche avere un cuore? Invece proprio il fatto che tutto sia nato lì è, a mio e non solo mio avviso, il punto più importante della storia dei provocatoridada. La provocazione delle provocazioni va in scena nel paese neutrale per antonomasia mentre il mondo va a fuoco. Siamo nel bel mezzo della prima guerra mondiale, mica rosette e ciriole. Salterei a piè pari, ma vorrei tornarci in un futuro se me lo permetterete,i futuristi, e, per ora, metterei in pausa anchegli scapigliati,sebbene per loro abbia sempre nutrito una simpatia profonda. E andrei indietro nel tempo, con triplo mortale raggruppato e poi disteso, e forse salto. Ai tempi diBrancaleone da Norcia– di cui sapete tutto se siete lettori attentidel Franti – ma anche in epoche molto più antiche; la poesia, in molteplici occasioni, dirompeva per non dire triturava gli schemi classici, o meglio non si tirava indietro – mai e poi mai – anche se gli argomenti tracimavano, scoppiettavano, fluivano densi verso baratri paurosi, o contenuti alquanto difficili per non direscabrosi.Eccoli dunque alcuni versi di poesia scurrile, triviale, volgare – ma non al modo dantesco di intenderla – bensì densi di linguaggio basso, corporeo, tera tera – per dirla con la Crusca che non ci abbandona mai – versi che abbondano nei tempi, nella notte e anche nel giorno di essi, i tempi. Un esempio celebre e mai abbastanza riportato per quanto noto, viene dal poeta antico e latino di nomeCatullo, e cognomeGaio Valerio, dico così ma so bene che il nome è quell’altro e pure colaltro e costoro, per quanto la spiegazione sia peggio dell’errore e dell’orrore. Ma veniamo ai versi che è meglio, come direbbe ancheil puffo quattrocchi:
Come puoi, Gellio, spiegare perché queste tue labbrucce rosee
divengono più candide della neve d’inverno,
quando alla mattina esci di casa o quando nel primo pomeriggio
delle lunghe giornate estive ti ridesti dal pigro riposo?
Per certo non saprei come avvenga: ma potrebbe esser vero, qualcuno lo sussurra,
che sei un divoratore di quell’enorme arnese ch’esce dall’inguine di un uomo?
è così, di sicuro: lo gridano la schiena rotta di Vittorio,
pover’uomo, e le tue labbra segnate dal latte che hai succhiato.
Catulloa luci rosse nei cosiddetticarmi proibitie in particolare l’estratto che vi ho proposto attiene alcarme 80dedicato all’amico tendente omosessuale di nomeGelliocome si evince dai versi stessi. E che dire diMarziale, altro poeta latino ma di origine spagnola, che nel primo secolo dopo cristo, nei suoiepigramminon disdegna l’uso e l’abuso di contenuti osceni, lussuriosi, erotici persino pornografici e addirittura incestuosi come l’estratto ivi seguente sta qui e non lì a dimostrare:
Marco Valerio Marziale da Epigrammi liber secundus, epigramma numero 4
“O come sei svenevole con tua madre, oh Ammiano! Com’è svenevole con te tua madre, oh Ammiano!
Ti chiama fratello ed è chiamata sorella. Perchè vi attraggono questi termini piottosto sospetti?
Perchè non vi piace essere quel che siete? Credete che ciò sia un gioco o uno scherzo?
Niente affatto! La madre, che desidera essere una sorella, non si contenta
di essere né una madre, né una sorella.”
E siccome il tre è il numero perfetto, chiuderei sul presente con un esempio e non due, di poesia molesta anzichenò. Ai giorni nostri e, addirittura, più nello specifico nell’epoca digitale, abbiamo due tipi di poesia molesta:lo spam poetico e la guerriglia,non ripeto, ma pure issa èpoetica. Lo spam lo liquiderei con un’alzata di spalle e una pernacchia in quanto trattasi di molestia digitale su forum social o chat di gruppo o singole, perpetrata attraverso la condivisione reitereata e indesiderata di poesie da parte di persone più o meno variamente e, talvolta anche seriamente, disturbate. Una roba da approfondire ma non oggi. L’interesse odierno va invece allaguerriglia poetica. Trattasi di ciclostile, cartoline, libretti perlopiù autoprodotti e costruiti, editati e distribuiti in proprio, che vengono seminati o meglio disseminati a destra e a manca per le città da poeti e poetesse e poetutum. Spesso e volentieri, ad esempio nella mia città, io stesso colgo, leggo e fotografo pure, perle di poesia affisse sui muri, veri e propri piccoli manifesti in versi, sparsi per la città. Succede anche con le cartoline, appositamente arricchite di versi sul dorso benaugurantre – quello opposto all’immagine canonica e turistica – e spedite casualmente per posta a indirizzi presi a caso dagli elenchi telefonici. Un sistema questo, oramai in via di estinzione, come si può facilmente prevedere, vista la data di scadenza delservizio postale, deglielenchi telefonici, e anche dellecassette postalipropriamente dette e rosse d’ordinanza. Segue particolare di copiatura di testo poetico affisso, e fotografia del medesimo su muro cittadino. Blip
Una donna una storia
C’è poco da dire per le sere di giugno
due scritte su un foglio lo ritengo abbastanza
Noi ratti tramortiti nel bagliore dell’alba
cercandoci nel buio del sangue smaltato
distratto hai lasciato un capello impigliato
nell’occhio
nell’orecchio
e sotto il palato

Scopri di più da Franti Magazine
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



