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La Trasformazione Supramentale della Materia nei Tredici Volumi dell’Agenda di Mère

Leggere tutta la mostruosa mole di appunti registrati negli anni dell Agenda di Mère è opera titanica che probabilmente non restituisce una pari soddisfazione. Abbiamo così deciso di integrare l’articolo su Aurobindo con un maggiore approfondimento dei materiali emersi nell’Agenda.

Riassunto

L’Agenda di Mère: Trasformazione della Coscienza Cellulare. L’articolo approfondisce la monumentale opera dell’Agenda di Mère, un diario in tredici volumi che documenta oltre vent’anni di esplorazioni sulla trasformazione cellulare condotte da Mirra Alfassa. Il testo descrive il passaggio dallo yoga spirituale di Sri Aurobindo a una sperimentazione pratica volta a risvegliare una coscienza immortale direttamente nella materia biologica. Attraverso il dialogo con il discepolo Satprem, emerge l’ipotesi che il corpo possieda una propria intelligenza innata capace di superare i limiti della malattia, dell’invecchiamento e della morte. L’autore analizza le diverse fasi evolutive di questa ricerca, sottolineando la rottura con le vecchie strutture mentali e il conflitto istituzionale legato alla diffusione dei diari. In definitiva, le fonti presentano questa metamorfosi come la nascita di una nuova specie terrestre, fondata su una realtà vibratoria che trascende la dualità tra vita e morte.

Abbiamo già dedicato un articolo a Sri Aurobindo e uno alla sua collaboratrice, Mère. In particolare, quest’ultimo traeva delle conclusioni che non tenevano in considerazione la mostruosa mole di appunti registrati negli anni. Leggerli tutti è opera titanica che probabilmente non restituisce una pari soddisfazione. Abbiamo così deciso di integrare quell’ultimo articolo con un maggiore approfondimento dei materiali emersi nell’Agenda.

Introduzione all’opera e contesto evolutivo

L’opera monumentale nota come L’Agenda di Mère costituisce un diario di bordo evolutivo di oltre seimila pagine, ripartite in tredici volumi, che documenta oltre ventidue anni di sperimentazione sulla coscienza cellulare del corpo umano. Questo eccezionale documento, registrato da Satprem attraverso innumerevoli conversazioni private con Mirra Alfassa (la Madre, o Mère) tra il 1951 e il 1973, non si presenta come un trattato di speculazione filosofica o spirituale, bensì come la cronaca quotidiana di un lavoro di trasformazione biologica senza precedenti. L’ipotesi centrale del testo prolunga lo Yoga Supramentale di Sri Aurobindo, postulando che la materia stessa contenga il segreto per il superamento delle attuali leggi evolutive della specie, comprese la malattia, l’invecchiamento e la morte. [1][2][3][4][5][6][7]

La traiettoria esistenziale di Mirra Alfassa rivela una precoce e straordinaria sensibilità verso la natura intima della realtà materiale. Fin dall’infanzia, ella scopre il contagio sistematico delle vibrazioni che pervadono l’ambiente circostante, maturando la ferma volontà di rimanere padrona della propria coscienza per non essere travolta come un fuscello in balia del mare. Questa percezione si traduce in un’interazione profondamente somatica con l’ambiente: ella percepisce le qualità immateriali attraverso sensi fisici trasposti, descrivendo ad esempio il profumo di una pratolina come un “odore parlante di pulizia”. Successivamente, questa attitudine le consentirà di assegnare nomi spirituali a centinaia di fiori basandosi esclusivamente sulla qualità vibratoria che essi destano in lei. La sua partecipazione attiva alla pittura, alla poesia e alla musica – in cui eccelleva attraverso improvvisazioni capaci di tradurre i suoni uditi nei piani sottili – non è mai mossa dal desiderio di grandezza artistica, da lei liquidato come mera vanità personale, bensì come un mezzo per saggiare ed esplorare le infinite sfaccettature della vita. [1][2][3][4][5][6][7]

La convergenza tra il cammino di Mère e quello di Sri Aurobindo si fonda sulla perfetta identità della loro missione: la discesa della forza supramentale per operare la divinizzazione della materia. In seguito alla scomparsa di Sri Aurobindo nel 1950, Mère prosegue il lavoro in relativa solitudine. Tra il 1950 e il 1957, i soli punti di riferimento delle sue esplorazioni sono costituiti da rari appunti, dichiarazioni annotate a memoria e dalle conversazioni pedagogiche tenute con i discepoli presso il campo da gioco dell’Ashram di Pondicherry. La svolta metodologica avviene con il consolidamento del rapporto con Satprem, il cui nome, attribuitogli da Mère, significa “colui che ama davvero”. Satprem, intellettuale francese dallo spirito cartesiano e ribelle, temprato dalla drammatica prigionia nei lager nazisti, diviene dal 1954 il testimone e il confidente sistematico di questa avventura evolutiva, registrandone fedelmente i minimi e vertiginosi mutamenti fisici. [1][2][3][4][5][6][7]

Struttura metodologica dello yoga cellulare

La transizione evolutiva documentata nell’Agenda poggia sulla scoperta di una “mente delle cellule” radicata nel fondo della materia corporea. Nella visione di Mère, la mente intellettuale, pur avendo elevato l’essere umano al di sopra del regno animale, lo ha confinato in una condizione di profonda scissione e infelicità, spingendolo a vivere una vita virtuale in cui l’esistenza viene pensata anziché vissuta direttamente. Il corpo umano ordinario è la dimensione meno vissuta coscientemente, poiché l’attività cerebrale e le passioni mentali ne monopolizzano interamente lo spazio d’esperienza. Tuttavia, mentre la mente concettuale è costantemente incline all’inganno e all’autoinganno, il corpo possiede l’inestimabile pregio di non poter mentire. [1][2][3][4][5][6][7]

Le cellule biologiche sono considerate analoghe agli atomi della materia inanimata, ma caratterizzate da un salto quantico di livello che introduce la coscienza direttamente nella loro struttura fluida. Per formare il corpo fisico, le cellule sono tenute insieme da una specifica forza centripeta. Al di sotto della loro memoria genetica ordinaria, che impone in modo deterministico l’invecchiamento e la sottomissione alle leggi entropiche, giace una mente cellulare intrinseca e immortale. Questa mente nascosta possiede una conoscenza innata e spontanea capace di riorganizzare la materia corporea. La risoluzione del dolore e della morte non deve pertanto essere perseguita attraverso l’applicazione di poteri yogici esterni o miracolistici che sospendono temporaneamente le leggi naturali, bensì mediante l’attivazione del potere intrinseco e naturale delle cellule stesse, capaci di vibrare al contatto della gioia e della verità divina. [1][2][3][4][5][6][7]

Per favorire questo processo di penetrazione della coscienza nella materia, Mère individua tre approcci metodologici distinti che devono idealmente convergere per accelerare l’azione evolutiva:

Via di TrasformazioneLivello d’Azione e Forze CoinvolteMeccanismo OperativoEfficacia e Ruolo nel Processo Evolutivo
Spirituale Coscienza-Amore-Potere Supremo.Stabilisce il contatto diretto con la Forza discendente pura.Fondamentale e insostituibile; senza di essa ogni altra via risulta illusoria e sterile.
Occulta Mondi intermedi e divinità dell’Overmind (Shiva, Krishna, aspetti della Madre).Manipolazione attiva delle forze e delle personalità intermedie.Facilita la gestione dei passaggi energetici e delle resistenze sottili.
Intellettuale / Scientifica Mente scientifica superiore applicata dal basso.Riduzione dell’approssimazione procedurale sui ritmi materiali.Rende l’azione fisica più precisa, diretta e rapida se combinata con la via spirituale.

Cronologia dei tredici volumi (1951-1973)

Volume I (1951-1960): Le fondamenta e la rottura della soglia

Il primo volume descrive la fase iniziale di discesa della coscienza spirituale nei piani più reconditi dell’Inconscio materiale, parallelamente alla difficile preparazione psicologica di Satprem, discepolo riluttante e tormentato che sperimenta una profonda ribellione interiore. Tra i primi traguardi di questo periodo si colloca la conferma, il 14 marzo 1952, della presenza attiva di Mère nei piani fisico-sottili, a garanzia di una continuità d’azione che supera la percezione sensoriale ordinaria. Nell’agosto dello stesso anno, ella riconosce che il ritmo della trasformazione del proprio corpo è strettamente correlato alla liberazione dalle costanti e vampirizzanti richieste psicologiche dei discepoli, evidenziando il nesso indissolubile tra sadhana individuale e stato collettivo. [1][2][3][4]

Nel mese di aprile del 1954, il corpo di Mère inizia a registrare le prime esperienze in cui la coscienza corporea partecipa autonomamente al processo spirituale. Tuttavia, il 25 agosto 1954, ella rileva che la manifestazione della “Madre dell’Ananda” (l’entità della beatitudine divina) non può stabilizzarsi a causa dell’assoluta mancanza di ricettività collettiva nell’Ashram, giungendo a contemplare il ritiro fisico e rievocando la formidabile battaglia condotta contro l’Inconscio nel 1946. In questo contesto di forte tensione, si consolida il legame con Satprem; durante il soggiorno di quest’ultimo a Bangalore nell’ottobre del 1955, caratterizzato da un senso di totale irrealtà del mondo e dagli effetti debilitanti dell’oppio, Mère afferma l’esistenza di un legame materiale indistruttibile tra di loro, paragonabile a una gestazione spirituale diretta. [1][2][3][4]

Il momento culminante del volume si consuma il 29 febbraio 1956, durante una meditazione collettiva del mercoledì presso il campo da gioco dell’Ashram. In un’atmosfera satura di silenzio concentrato, mentre Mère siede immobile con un fiore di Plumeria tra le dita emanando una densa luminosità bianca, si compie la prima manifestazione globale della Forza Supramentale sulla Terra. Mère sperimenta la propria coscienza assumere una forma d’oro vivente, più grande dell’universo, posta di fronte a un’imponente porta d’oro massiccio che separa il creato dal Divino. Con un unico e formidabile colpo di un martello d’oro, ella frantuma la porta, consentendo alla Luce e alla Forza Supramentale di riversarsi sulla Terra in un flusso ininterrotto. [1][2][3][4]

A seguito di questo evento epocale, definito il Giorno d’Oro, Mère registra il 20 marzo 1956 l’azione diretta della nuova forza all’interno delle proprie cellule. Ella precisa che solo gli individui interiormente preparati possono avvertire questo mutamento atmosferico, mentre le forze ostili universali insorgono in una violenta reazione contro la nuova Luce. Il 12 settembre 1956, Mère sperimenta l’emergenza nel proprio corpo di un’entità supramentale dotata di una densità e di una realtà fisica superiori a quelle della sua forma biologica ordinaria, offrendo la prima parziale manifestazione del futuro corpo supramentale. [1][2][3][4]

Volume II (1961): Il “tempo verticale” e lo sdoppiamento della materia

Nel periodo coincidente con il primo volo spaziale umano della storia, Mère affronta il mistero dello sdoppiamento della materia. Ella percepisce la coesistenza di due mondi sovrapposti ed identici nella sostanza materiale, ma radicalmente dissimili nella qualità: uno regolato da una sintonizzazione perfetta e armoniosa, esente da incidenti, vecchiaia o morte, e l’altro deformato e caotico. La separazione tra queste due condizioni biologiche risiede esclusivamente in una specifica qualità vibratoria della materia. [1][2][3][4]

Volume III (1962): La “terza posizione” e l’inversione delle leggi fisiche

In questa fase si apre la percezione del “tempo verticale”, uno stato di coscienza in cui ogni secondo possiede una qualità assoluta e autonoma, privo di tracce, età o condizionamenti derivanti dal passato. La percezione del corpo si sposta a livello subatomico, traducendosi in una sensazione di “immobilità massiccia” combinata con un movimento vibratorio infinitamente rapido, che sgretola i tradizionali riferimenti della vita spirituale ascetica. [1][2][3][4]

Sullo sfondo geopolitico della crisi dei missili di Cuba e del conflitto sino-indiano, Mère sperimenta nel proprio corpo l’emergenza di una “terza posizione” biologica che non coincide né con la vita né con la morte così come comunemente intese. Si tratta di una condizione di transizione in cui le leggi fisiche ordinarie cessano di applicarsi, richiamando la fisica dei buchi neri: il senso dello spazio e del tempo lineare svanisce in una immobilità mobile. Il corpo biologico inizia a rispondere a un’energia simile a una super-elettricità pura, manifestando movimenti ondulatori corporei vasti come la Terra e una porosità strutturale che dissolve la rigidità degli organi. In questa dimensione molecolare, le singole cellule affermano la propria immortalità innata, inducendo Mère a proclamare che la morte e la malattia sono mere illusioni ottiche generate da uno scivolamento della coscienza. [1][2][3][4]

Volume IV (1963): L’ubiquità cellulare e lo spazio-tempo non lineare

Mentre il mondo assiste all’assassinio di John F. Kennedy e alla rottura diplomatica tra Unione Sovietica e Cina, Mère spinge la propria coscienza nei recessi più profondi della materia cellulare. In questa fase si manifesta il fenomeno dell’ubiquità cellulare, che permette a Mère di percepire il proprio corpo simultaneamente in luoghi distanti migliaia di chilometri e di azzerare la distinzione percettiva tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Questa totale porosità all’universo materiale scardina i processi di logoramento temporale, indicando la via per il superamento definitivo della morte biologica. [1][2][3][4]

Volume V (1964): La “vera materia” e l’infiltrazione atomica

Durante l’anno del primo test nucleare cinese, Mère ribadisce con forza che l’unica alternativa per la sopravvivenza del genere umano risiede in una mutazione radicale della coscienza. Scendendo al livello infinitesimale delle vibrazioni atomiche del corpo, ella osserva la progressiva infiltrazione di una nuova Forza che dissolve l’inerzia e la pesantezza della “falsa materia” per sostituirla con una “vera materia” plastica, fluida e vibrante. Questo passaggio evolutivo viene descritto come la metamorfosi necessaria di un bruco che si prepara a mutare in farfalla. [1][2][3][4]

Volume VI (1965): Il “trasferimento di potere” e la memoria delle cellule

Questo volume documenta il momento critico del “trasferimento di potere” evolutivo: il governo della sopravvivenza corporea viene sottratto alla mente e alla sua programmazione mortale per essere ceduto alla Verità materiale che agisce direttamente nella coscienza delle cellule. Emerge così una memoria cellulare autonoma, completamente affrancata dalle leggi storiche dell’invecchiamento, della gravità e della degenerazione patologica. [1][2][3][4]

Questo periodo è caratterizzato dall’archiviazione sistematica delle conversazioni in lingua francese, arricchite dall’accompagnamento dell’organo di Sunil e dalle letture ritmiche di Savitri. Satprem evidenzia la complessità tecnica del lavoro editoriale: sebbene in alcuni passaggi non sia stato possibile o desiderabile cancellare i nomi dei discepoli coinvolti nelle tensioni dell’Ashram, l’opera conserva intatto il suo valore monumentale di testimonianza storica. Nei momenti di revisione, Mère interviene attivamente modificando vocaboli o aggiungendo interi paragrafi per chiarire espressioni ambigue o concetti di difficile transizione mentale. [1][2][3][4]

Volume VII (1966): La nuova legge corporea

In parallelo con l’avvio della Rivoluzione Culturale in Cina, il corpo di Mère attraversa una rivoluzione materiale radicale. L’animazione fisiologica del corpo cessa di obbedire agli impulsi mentali e cerebrali, venendo assunta da una legge innata e senza nome operante nelle cellule, che si manifesta come una vibrazione dorata e coagulata, estremamente densa, omogenea e luminosa. [1][2][3][4]

Volume VIII (1967): Il consolidamento dello yoga delle cellule

Il percorso dello yoga cellulare si consolida attorno alla certezza che la perfezione divina ottenuta direttamente nella materia fisica possieda un carattere di integrità e completezza incomparabilmente superiore rispetto a qualsiasi realizzazione ottenuta nei piani spirituali disincarnati o ascetici.

Volumi IX e X (1968-1969): La nuova coscienza e l’esperienza del passaggio

Nel corso del 1969, Mère approfondisce lo studio di una “nuova coscienza” che opera la completa sintesi tra la vita e la morte, rivelandone la fittizia contrapposizione biologica. Le cellule sperimentano vibrazioni fulminee ma apparentemente immobili e una ubiquità globale in cui i corpi altrui sono percepiti come il proprio. I dolori fisici e le limitazioni spaziali svaniscono all’istante, confermando l’assunto che la salvezza dell’essere ha un carattere squisitamente fisico. [1][2][3][4]

Tuttavia, questo avanzamento suscita una violenta resistenza subconscia nell’ambiente circostante, che proietta su Mère pensieri di decadimento e desideri inconsci di morte. In questo contesto di aspro scontro occulto, il 27 agosto 1969 Mère ritrova un proprio scritto privato datato 26 gennaio 1951, redatto poco dopo la scomparsa di Sri Aurobindo; la nota menziona una persona fisicamente vicina al Maestro che aveva tentato attivamente di distruggere la Madre e di separarla da lui, a dimostrazione della costante e ravvicinata presenza di forze avverse tese a far fallire l’esperimento evolutivo. [1][2][3][4]

Volume XI (1970): Gli “anni terribili” e l’assorbimento della resistenza

Si apre la fase più drammatica dell’esplorazione fisica, in cui Mère, avendo stabilito la nuova coscienza nel proprio corpo, si trova costretta a rimanere fisicamente immobile per assorbire, decantare e trasmutare la pesantezza, l’ostilità e il torpore evolutivo della vecchia specie umana che la circonda. [1][2][3][4]

Volumi XII e XIII (1971-1973): La consumazione del passaggio e la morte apparente

Gli ultimi due volumi registrano la consumazione del passaggio evolutivo in condizioni di estremo isolamento fisico e istituzionale. Mère, giunta all’età di 95 anni, riduce al minimo le funzioni biologiche visibili del proprio corpo, immergendosi in lunghi periodi di silenzio assoluto interrotti solo da brevi e dense comunicazioni con Satprem. Le sue ultime parole, registrate prima del trapasso avvenuto nel maggio del 1973, condensano l’intera esperienza ammonendo che per vincere la morte è necessario essere pronti a passare attraverso la morte stessa, accettando la dissoluzione della forma esterna affinché la nuova specie possa finalmente emergere dalla crisalide corporea.

Analisi comparativa delle fasi evolutive dell’agenda

Per comprendere lo sviluppo organico dell’esperimento biologico di Mère, è possibile mappare i tredici volumi dell’Agenda attraverso le loro macro-fasi evolutive, evidenziando il rapporto di causalità tra gli eventi geopolitici terrestri e i corrispondenti mutamenti della fenomenologia corporea:

Fase Evolutiva e VolumiMilestones CronologicheFenomenologia Corporea e Dinamiche CellulariSincronicità Geopolitica e TerrestreResistenza Evolutiva e Ostacoli
Fase I: Fondazione (Vol. I)1951-1960.Rottura della soglia dell’Inconscio; prima discesa e stabilizzazione della Forza Supramentale nelle cellule.Ricostruzione post-bellica; consolidamento della Guerra Fredda.Torpore spirituale dei discepoli; rigetto della “Madre dell’Ananda”.
Fase II: Sdoppiamento e Porosità (Voll. II-V)1961-1964.Percezione del “mondo doppio”; emergenza del tempo verticale e della terza posizione biologica; ubiquità cellulare.Primi voli spaziali; crisi di Cuba; conflitto sino-indiano; assassinio di J. F. Kennedy.Inerzia della “falsa materia”; sottomissione alle leggi entropiche e gravitazionali.
Fase III: Trasferimento di Potere (Voll. VI-VIII)1965-1967.Cedimento del controllo cerebrale alla mente delle cellule; animazione del corpo tramite vibrazione dorata densa.Escalation in Vietnam; inizio della Rivoluzione Culturale Cinese.Persistenza della memoria genetica di usura; conflitti amministrativi nell’Ashram.
Fase IV: Consumazione e Transito (Voll. IX-XIII)1968-1973.Dissoluzione del dolore fisico; ubiquità cellulare globale; transito cosciente attraverso la morte apparente.Rivolte giovanili del 1968; sbarco sulla Luna; fondazione e prime crisi di Auroville.Proiezioni distruttive esterne; isolamento fisico; scontro ermeneutico e istituzionale.

Il conflitto ermeneutico e la custodia del diario di bordo

La storia della pubblicazione dell’Agenda è indissolubilmente legata a un aspro scontro istituzionale ed ermeneutico che ha contrapposto Satprem alle autorità dell’Ashram di Pondicherry all’indomani del trapasso di Mère nel 1973. Questo conflitto riflette fedelmente le dinamiche descritte da Mère stessa nei riguardi dell’istituzione, da lei definita un ricettacolo di persistenti resistenze umane tese a mummificare l’esperienza evolutiva vivente per trasformarla in una tranquilla “chiesa dorata”, rassicurante e dogmatica. [1][2][3][4][5][6][7]

Mentre l’Ashram intendeva esercitare un controllo censorio ed editoriale sui nastri delle conversazioni, privilegiando una pubblicazione parziale e addomesticata – come le sole 36 brevi formule destinate al Notes on the Way pubblicate nel Bulletin  – Satprem riteneva suo dovere spirituale inderogabile trasmettere l’esperienza nella sua assoluta, nuda e talvolta sconvolgente integrità materiale. Di fronte al rischio concreto di sequestro e distruzione del materiale d’archivio da parte dei fiduciari dell’Ashram, Satprem attuò un vero e proprio salvataggio clandestino, trasportando i nastri magnetici al di fuori del territorio indiano per garantirne la riproduzione integrale. [1][2][3][4][5][6][7]

Questa operazione, che portò alla pubblicazione del primo volume dell’Agenda nel febbraio del 1978 sotto la costante minaccia di azioni giudiziarie da parte dell’Ashram, fu considerata dai suoi detrattori (tra cui Nirodbaran, Amal Kiran e Udar Pinto) come un atto di “perfidia spirituale” e di infedeltà alle disposizioni della Madre, la quale non desiderava che ogni singola parola pronunciata venisse divulgata senza filtri. Al contrario, per Satprem e per i suoi sostenitori, la pubblicazione integrale rappresentava l’unico modo per preservare la vibrazione originaria della viva voce di Mère, aggirando le distorsioni insite nella scrittura. Mère stessa aveva infatti rilevato che la trascrizione formale di un’esperienza spirituale costituisce una “copia artificiale” o un’imitazione limitante che restringe la realtà vibratoria dell’evento originario. [1][2][3][4][5][6][7]

Questa frattura provocò l’allontanamento definitivo di Satprem dall’Ashram e influì pesantemente sullo sviluppo di Auroville, la città sperimentale concepita come laboratorio di armonia interculturale e crescita spirituale dell’uomo. Nonostante la definizione ufficiale fornita da Indira Gandhi, che descriveva Auroville come un progetto entusiasmante volto a favorire l’accordo tra le culture e a comprendere le necessità ambientali dello sviluppo spirituale umano , la comunità divenne teatro di profondi conflitti occulti e materiali. Le tensioni furono esacerbate dalle posizioni intransigenti di Satprem, spingendo parte della comunità a richiamarsi alla dichiarazione profetica di Mère che suggeriva di tenerlo lontano dagli affari amministrativi di Auroville per preservare la sua concentrazione sul lavoro di trascrizione dell’Agenda. Oltre all’Agenda, Satprem curò la pubblicazione dei propri diari personali, i Carnets d’une Apocalypse (di cui vennero dati alle stampe sette volumi sui ventiquattro complessivi), concepiti come un grido d’allarme e uno strumento di comprensione della crisi evolutiva in atto. [1][2][3][4][5][6][7]

Ermeneutica di una nuova specie

L’indagine dettagliata dell’Agenda di Mère permette di trarre conclusioni di fondamentale rilevanza per l’ermeneutica dell’evoluzione umana e materiale. Il testo dimostra che la crisi ecologica, politica e psicologica dell’epoca contemporanea non deve essere interpretata come il declino terminale di una civiltà storica, bensì come la fase di transizione critica che prelude alla nascita di una nuova specie sulla Terra. In questo scenario, l’essere umano si configura come un anello di congiunzione biologico, un intermediario evolutivo la cui mente razionale ha esaurito la propria spinta propulsiva e le cui soluzioni parziali – siano esse improntate alla violenza o alla non-violenza – rimangono confinate entro lo stesso orizzonte di impotenza e menzogna strutturale. [1][2][3][4][5][6][7]

La via d’uscita indicata dall’esperimento di Mère risiede in quello che viene definito “Qualcos’altro”, un’alternativa radicale che si distacca da qualsiasi tentativo di miglioramento o riforma delle vecchie strutture sociali e religiose, assimilate a un “marciume” non più emendabile. Il segreto di questa transizione risiede esclusivamente nella liberazione della coscienza cellulare, ovvero nell’attivazione della mente delle cellule capace di scardinare la memoria di separazione e sottomissione all’entropia fisica. Questa mutazione biologica non richiede l’acquisizione di poteri straordinari o miracolosi, ma si fonda sul risveglio della conoscenza innata della materia corporea, che possiede spontaneamente la capacità di convertire il dolore e la morte attraverso la propria base fluida e la propria sintonizzazione con l’armonia universale. [1][2][3][4][5][6][7]

La realizzazione di questo passaggio esige da parte del ricercatore una purezza di cuore assoluta, una sincerità adamantina e un’obbedienza incondizionata alla legge evolutiva interiore, presupposti senza i quali l’avventura della coscienza rischia di tradursi in un fallimento o in una deviazione distruttiva. L’eredità lasciata da Sri Aurobindo e Mère attesta che la manifestazione supramentale sulla Terra non appartiene più al regno delle promesse future o delle utopie mistiche, ma costituisce un fatto materiale vivente, una sostanza già attiva e operante nell’atmosfera terrestre che attende soltanto di essere accolta e integrata da quanti possiedono il coraggio di spezzare le vecchie effigi per farsi pionieri della nuova specie.

1, https://www.auromere.com/products/mothers-agenda-volume-1/ (Mother’s Agenda Volume 1 – Auromere)

2, https://www.edizionimediterranee.net/yoga/product/l%E2%80%99agenda-di-mere-vol-1 (L’agenda di Mère vol. 1 – Edizioni Mediterranee)

3, https://www.auromere.com/products/mothers-agenda-volume-1/ (Mother’s Agenda Volume 1 – Auromere)

4, https://www.exoticindiaart.com/book/details/mother-s-agenda-1951-1973-set-of-13-volumes-nay144/ (Mother’s Agenda- 1951-1973 (Set of 13 Volumes) | Exotic India Art)

5, https://www.auromere.com/products/mothers-agenda-volume-1/ (Mother’s Agenda Volume 1 – Auromere)

6, https://motherandsriaurobindo.in/The-Mother/books/mothers-agenda/ (Mother’s Agenda (13 volumes) – Satprem : Read books online)

7, https://www.edizionimediterranee.net/yoga/product/la-mente-delle-cellule (La mente delle cellule – Edizioni Mediterranee)


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Ennio Martignago