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Il Pescatore

Speciale agosto (N)

Trovatelli brefotrofi ma anche sistemi nervosi automatici e incontrollabili, che con gli schiaccianoci e i balletti classici ci stanno come i provoli in vacanza e non solo

Enne enne una volta, prima del politically correct, si diceva dei figli di non si sa chi, i trovatelli, a Firenze dove abbiamo lo Spedale degli Innocenti, forse il più antico orfanotrofio del mondo, si chiamavano i nocentini. Si capisce no? “nocentini”, gli innocenti, coloro che non sanno e non hanno colpe, sono solo venuti al mondo e non devono essere lasciati soli. Vabbè, poi mi accaloro e divento pure simil serio, robe dell’altro mondo. Vi chiedo scusa, non succederà più. Anycase, e dopo aver prima scorto e poi visto lo storico istituto che vi invito a visitare – il di lui museo – se passate dal capoluogo toscano; dedichiamoci alle N parole di oggi, e cominciamo con un termine a caso e facile facile: Neurovegetativo. Così all’impronta mi verrebbe da dire ma va? Poi però torno serio e vi sforno una definizione colta, e colta al volo online:

il sistema Neurovegetativo indica tutto ciò che riguarda il sistema nervoso autonomo, la parte del corpo che controlla le funzioni involontarie come il battito cardiaco, la digestione e la pressione del sangue. Esso regola i processi vitali automatici senza il nostro controllo cosciente.

Dalla unione delle parole neuros/nervo e vegetare/crescere abbiamo questa terminologia molto tecnica per non dire scientifica che, però, come abbiamo visto, definisce alcune funzioni del nostro corpo decisamente utili per non dire importanti. Ancora di più se consideriamo il fatto che a tutt’oggi e con il progresso progredito progredente e progressivo non abbiamo ancora capito esattamente come funzioni tale meccanismo e come, soprattutto, riuscire a riprodurlo artificialmente. Che dire Johnny? E se ci ricordassimo di quanto siamo piccoli e fragili invece di darci tante arie? 

neuroveg

Un balletto è un balletto e va visto non solo sentito, ma poi, e ripeto, ma poi, quando la musica diventa così famosa da essere immortale allora dalle prime note, tutti e dico tutti, riconoscono essa cosa. Magari non sanno esattamente di cosa si tratti, magari lo associano a quel prodotto a cui quella musica si riferiva, magari la pensano ricordando la sigla di un particolare programma tv. Nutcracker di Tchaikovsky detto anche lo schiaccianoci, ha seguito a mio avviso questo percorso e anche di più.  A noi interessa però una versione del 1961-62 rifatta in chiave rock da una band semi sconosciuta i B. Bumble and the Stingers che in quell’epoca storica si era specializzata nella realizzazione di versioni rock and roll di brani di musica classica. Ed ecco a voi il Nut Rocker e che Piotr Ilic ci preservi e vegli sempre su di noi.

Poi succede che improvvisamente balzi agli onori delle cronache un olio essenziale raro e prezioso che avrebbe effetti portentosi contro le zanzare ma senza avvelenare e avvelenarci, anzi. Io questo sapevo nella mia assoluta e totale ignoranza. E la parola associata a questa azione era Neem. Con la N per l’appunto e quindi facente al caso nostro in questa parabola agostana e alfabetica. Poi mentre che ci si informa per non fare figuracce si scopre che in realtà esso Neem è un albero albero – due volte è meglio – l’Azadirachta indica, orginario come dice la parola stessa dell’India, India, e che tale albero, che vedete o vedrete in foto qui sotto, ha tali e tante proprietà, molte delle quali utili e assai, che nella sua terra d’origine, l’India India, viene definito “la farmacia del villaggio”, e ho detto tutto. Segue foto allegata. 

neem

Nessun dorma, nessun dorma.


Pucciniani o puccineschi o Giacomi all’ascolto, ora vi porto nella romanza dell’opera Turandot del lucchese celebre e musicista ambientata in Cina.  Quella famosa, famosissima.

Nessun dorma Nessun dorma
Tu pure, o Principessa Nella tua fredda stanza Guardi le stelle Che tremano d’amore E di speranza
Ma il mio mistero è chiuso in me Il nome mio nessun saprà, no, no Sulla tua bocca lo dirò Quando la luce splenderà Ed il mio bacio scioglierà Il silenzio che ti fa mia
Dilegua, o notte Tramontate, stelle Tramontate, stelle All’alba vincerò
Vincerò Vincerò

E per chiudere ci spostiamo sul mappa e mondo ma un poco soltanto, in realtà chilometri assai, ma si sa il mappamondo gira e basta un piccolo colpetto di dita, ed eccoci in Nepal, fra monaci buddisti e stupa. Ora se siete qui è perchè volete almeno vedere –  non dico scalare – ma vedere il monte più alto del mondo rotondo che si chiama Everest, e che poi grazie e non prego alle nostre ai gennarine e ai nostri sempre più sofisticati strumenti scientifici, rischia pure di perdere questa sua leadership. Mah. Vedremo. Che dire del Nepal a parte le solite e abusate turismiche classiche? Una cosetta ci sarebbe. Ecco in Nepal c’è un primo ministro giovane assai e pure ex rapper. Si chiama Balendra Shah ha 36 anni ed è il più giovane leader di Stato in carica al mondo. Considerate che qualche anno prima, il nostro, era stato anche sindaco della capitale del Nepal Katmandu. Era il 2022. Come andranno le cose? Mah è difficile dirlo. Potremo buttare lì che negli ultimi 25 anni in Nepal si è passati dalla monarchia al maoismo in pochi click, ma con molti moti e insurrezioni e anche un tributo di sangue evidente. Il Nepal è un paese antichissimo che ha sempre faticato a mantenere la propria autonomia e relativa sovranità, stretto stretto fra l’incudine India e il martello Cina. Mancava l’ascolto delle istanze dei giovani. Speriamo che ora, il capo dell’esecutivo ingegnere rapper, riesca a dare al paese quello che la base chiede. 

nepal

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