Allora non so come dirvelo, ma nell’autunno e presto inverno caldissimo del BelPaese2026, succedono cose impreviste che rischiano di mangiarsi da sole tutte le rivendicazioni e pure le giustificazionidella politica,dell’economia, e del chi più ne ha più ne metta,delle giustificazioni.Succede che una associazione super partes,così credibile e sincera che neanche il più malefico e malaugurante politico del mondo rotondo potrebbe mettere in dubbio, abbia commissionato e realizzato una ricerca, che ha determinato con precisione il valore degliextraprofitti. Ovvero gliextraguadagniche le compagnie petrolifere hanno accumulato a causa o grazie a, – decidete voi come e cosa e perchè e chi, mentre il quando lo sappiamo, – guerre multiple e incrociate e stretti chiusi ma poi anche riaperti, e a quello che esse hanno provocato al prezzo del petrolio:crescita smisurata e senza controllo. Se posso, e prima di affrontare la questione di petto, e anche di coscia, butterei lì sul tappeto senza commentare, che insieme a gasolio e benzina, nelle ultime settimane è aumentato a dismisura anche il prezzo del metano.Che con la crisi petrolifera, e senza alcun dubbio, non c’entra una benemerita. Apro e chiudo parentesi, però se qualcuno avesse una risposta, venghino venghino siore e siori. Allora tornando agliextraprofitti, anche scritto in due parole, scopriamo da questa ricerca che le compagnie petrolifere in Italia hanno introitato la bellezza di5 miliardozzidi euro anche al plurale.
A scanso di equivoci definiamo scientificamente il concetto diextra profitti(fonteTreccanimica treppiedi):
In economia (anche, ma soprattutto nel linguaggio finanziario,sopraprofitto), l’eccedenza sul profitto normale del profitto effettivamente conseguito dalle imprese non marginali. Si tratta di un guadagno differenziale derivante dal fatto che il prezzo dello stesso prodotto sul mercato è unico, mentre i costi unitari medi delle singole imprese differiscono tra loro in conseguenza delle diverse capacità tecniche e organizzative degli imprenditori, di particolari situazioni di ubicazione, di disponibilità di brevetti e materie prime, di casuali circostanze di congiuntura. L’extraprofitto. (che è detto anche semplicemente profitto da chi vede nel profitto normale la somma del salario di direzione, dell’interesse del capitale investito dall’imprenditore e della remunerazione a lui spettante) deriva quindi spesso da situazioni di mercato più che da meriti dell’imprenditore e può considerarsi in tal caso un fenomeno di quasi-rendita. Nelle forme di mercato dove non esistono barriere all’entrata, l’esistenza di extraprofitti. attrae nuove imprese nei settori dove essi si verificano determinando, attraverso l’espansione delle quantità offerte sul mercato, la diminuzione dei prezzi dei beni prodotti e la conseguente progressiva riduzione degli stessi fino alla realizzazione dei soli profitti normali di lungo periodo. L’extra profitto. è quindi una condizione tipica delle forme di mercato non perfettamente concorrenziali, dove le imprese hanno la facoltà di determinare i prezzi (impreseprice-setter) e lasciare al mercato la determinazione della quantità. Il prezzo fissato risulta superiore al costo medio di produzione, generando quindi la rendita monopolistica.
E ho detto, anzi, hanno detto tutto, soprattutto, e mi ripeto molto volentieri e faccio pure i giochi e giochetti di parole;soprattuttoquando negli ultimi passi della definizione vengono specificate con grande precisione e chiarezza un paio di cosette tutt’altro che scontate come:mercati non perfettamente concorrenzialierendita monopolistica. Come dire, non solo gli extra profitti sono gramigna, anzi peggio, merce del diavolo, anzi peggissimo pura malevolenza fatta quattrini; ma, come gli specialisti traccanici spiegano bene, ci si trova in un mercato viziato e addirittura in un monopolio o qualcosa di molto vicino a esso. E questo è peggio, parecchio e assai.

A questo punto non mi vorrei dilungare molto oltre. Butto lì una mia precisazione e un chiarimento, chiesto e ottenuto dalla nostra ai gennarina di riferimento. Il mio aggiunto, per dirla maschia, è: vorrei precisare per chi si fosse collegato soltanto ora cheil prefisso extra davanti alla parola profittosta lì a specificare che tutte le aziende petrolifere del mondo, ma anche in senso lato, tutte le aziende in generale,non lavorano per la patriae neancheper beneficenza, ma,per guadagnare. Quindi, i profitti sono già insiti nella attività di ciascuna di esse. Salvo quelle che non ci riescono, ad avere profitti, e prima o poi chiudono e/o falliscono, anche in ordine inverso. Tornando a noi e alla parola extraprofitto va da se che, definizione a parte, essidindi, dollaroni, talleri, grana, danè, sono tuttiextra, – in più, oltre, in aggiunta – rispetto agli introiti già previsti e rubricati nella corretta gestione aziendale di esse industrie anche petrolifere, nel caso specifico. Invece allaai gennarinaabbiamo chiesto cosa succederebe se essidindinifossero presi e reinvestiti, paro paro, per far indietreggiare il prezzo dei carburanti alla pompa. Essa ai così ci rispondette:
Se quei 5,06 miliardi di euro – fate conto che il pil dellaGuinea Bissaunel2025è stato2,66 miliardi di dollari– fossero restituiti interamente ai consumatori attraverso l’abbattimento dei prezzi alle pompe di carburante, la riduzione media dei prezzi del combustibile sarebbe circa di20-25centesimi al litro. Questi valori coincidono con gli aumenti per litro indicati dall’analisi. Il diesel italiano nel periodo in cui le aziende hanno accumulato gli extra profitti è salito di24,8centesimi litro per il gasolio, e13,3centesimi litro per la benzina.
Laainel chiudere la sua analisi ci tiene a precisare che:
Si tratta di una stima teorica. Restituire gli extraprofitti non abbasserebbe automaticamente il prezzo dei carburanti alla pompa, perchè il prezzo finale dipende da molti fattori: prezzo del greggio, margini di raffinazione, logistica, accise e IVA.
Una precisazione che riportiamo doverosamente ma che, lasciatecelo dire, non sposta di una virgola l’enormità del dato, nudo e crudo, del quale e sul quale, l’ai gennarina, ingenua e casta com’è, non si rende conto. Noi e Voi sì, noi e voi sì. Altrochè. Blip
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