Guardatele. Sono composte da tante piccole palline, un insieme di frutti golosi, ognuno all’interno ha il suo seme. I loro colori passano dal verde sino al viola intenso, in quel momento sono mature, ottime. In estate le trovate un po’ ovunque, le potete raccogliere stando attenti agli aculei, che tutti chiamiamo spine. Sono le infruttescenze del Rubus ulmifolius, il rovo selvatico. Con esse possiamo confezionare ad esempio confetture, sono ottime sul pane, nelle torte e perché no assaporate in singoli cucchiaini magari nei mesi freddi.
Per coglierle potete camminare nelle radure, lungo sentieri e nelle zone più luminose dei boschi. I passi si fanno lenti: alla ricerca. Come sempre accompagnati da in-spirazioni ed espi-razioni. Che dire, un’esperienza che ricorda gli ominidi Raccoglitori e non consumatori.
Come non pungersi? Indossiamo jeans, camicie di flanella e se volete guanti da giardiniere. Certo potete acquistarle, potrebbero essere trattate solo con l’innocuo bicarbonato di potassio. Volete mettere il piacere del lento raccogliere rispetto all’acquisto? Provare per notare le fini differenze.
Siamo sempre di corsa, anzi in corse. Una passeggiata estiva al fresco, nella penombra, ci consentirebbe di coglierle per poi mangiarne sole o in macedonia. Caratteristiche? Al loro interno poco fruttosio. Contengono invece in quantità: acqua, sali minerali, vitamine, fibre, antocianine. Queste ultime dove le troviamo, senza ricorrere ad integratori? in tutti i frutti e le verdure di colore dal nero al viola, passando per il rosso di fragole, ciliegie, ribes, arance rosse.
Un appunto: gli integratori sono esosi, non mutuabili! si deve porre attenzione alle quantità. Nel nostro organismo un giusto accostamento di ciò che troviamo in natura ha la meglio. Quale piacere dà l’ingoiare per fretta o per consiglio capsule, pillole, confetti o buste? forse alcuno.
Torno alle antocianine, ne vale la pena. Sono alcune delle molecole naturali con poteri antiossidanti, proteggono perciò dai radicali liberi, salvaguardano addirittura tutto il sistema cardiocircolatorio. In modo molto semplificato: i radicali liberi bombardano le membrane cellulari, il citoplasma coi suoi organuli ed il nucleo col DNA, danneggiano intere cellule e proteine.
Come Homo sapiens odierni sarebbe bene scegliere quanto giunge dalla Natura, da piccole aziende eco-sostenibili e chissà seminare in un piccolo orto, persino su un terrazzo o un balcone.
L’etnobotanica consente di conoscere cibi selvatici, come le more.
Come si diventa etnobotanico? con una conoscenza approfondita delle specie. Con poche differenze alcune piante sono addirittura tossiche, quindi vanno studiate con profondità, per riconoscerle si deve essere botanici esperti. Un etnobotanico conosce gli usi tradizionali delle piante medicinali nelle varie parti del mondo, perciò è anche un antropologo, ha appreso il sapere degli anziani erboristi delle zone in cui opera. Si parla quindi anche di fitoterapia: un ponte tra conoscenze antiche ed attuali.
Nel video un percorso attraverso il Parco dell’Alta Murgia con il Signor Ciccillo, conoscitore e raccoglitore di erbe. A seguire un giovane fattosi cuoco con i frutti della grande biodiversità di questo Parco Nazionale pugliese.
Si studia anche per diventare un po’ agricoltori. Il tempo lo si trova, è prezioso per noi stessi, per la nostra armonia interiore e per un maggior equilibrio del nostro pianeta.
In molte scuole oggi si zappa, si preparano solchi e si gettano semi. Le more ben potate in un angolo cresceranno sempre. La gioia degli allievi che escono dalle classi per imparare ad innaffiare e riporre in ceste i loro frutti è ben visibile. Apprendono molto di più facendo e restando all’aperto. Alcuni hanno già le loro conoscenze, si fanno compiaciuti insegnanti.
Ci sono progetti già attuati, che procedono nel tempo per disabili e per animi un po’ tormentati, che trovano calma tra le zolle. Diciamola tutta: anche i docenti sulla nuda terra acquistano serenità e le lezioni divengono più divertenti ed interessanti.
Infine, ma non ultimo, chinatevi a osservare i fiori di questa Rosacea, anche con una lente a basso costo: una meraviglia!

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