Per chi si fosse sintonizzato solo ora vorrei tentare un riepilogo stringato delle puntate precedenti. Oggi come oggi siamo alla G, il giorno è martedì, il numero è 11, ne mancano 4 a ferragosto e alla metà del mese, e siamo intenti a vergare di nostro pugno e tastiera un post di questa speciale sub-rubrica del pescatore agostana dedicata all’alfabeto. L’inizio è cinematografico anche se forse l’immagine di copertina del post no. Vedremo, si sa, non sempre chi scrive ha la facoltà di guardare pure, spesso, deve limitarsi a pigiare tasti. L’attacco è sullo spirito cinematografico del fumetto marvel proveniente dritto dritto dall’inferno, nientepopodimeno
Una scelta quella dei filmici marvelliani di incarnare nel rampollo dei Coppola lo spirito in motocicletta che non mi vede ne mi aveva visto molto aderente per non dire convinto per non aggiungere mah, chissà. Tolto il dente dal dolore aggiungerò che Jonny Blaze, lo stuntman che ha venduto l’anima ad un demone per salvare il suo padre adottivo, è apparso nell’universo a fumetti della casa delle idee all’inizio degli anni ‘70 come special guest sugli albi del diavolo cieco avvocato: Devil. Visto il grande successo ottenuto – si sa i motociclisti nei ‘70 andavano alla grande sui media – si è ritrovato meno di un anno dopo ad avere una sua testata dedicata che ha seguitato a uscire di edicola in edicola per oltre una decade, per non dire decina, per non dire più di dieci anni. Non insisto, siamo in ferie, ma ci torno se interessa, fatemi sapere.
Delle volte per far suonare una G serve una canzone, e allora eccoci qua con Gente di mare. Questa chanson all’uopo, visto che il rischio che molti di voi siano proprio là o lì a mostrar le chiappe chiare c’è, e parecchio, eccome assai. La song appena trasmessa detiene alcune particolarità per non dire peculiarità. La premiere degn de notà – con l’accento alla francoise – è che è stata la prima cantata in italiano da Raffaele Riefoli in arte Raf che per un lungo periodo tutti pensavano fosse un anglico o al peggio americo, perchè faceva disco music e cantava solo in ingles. Egli invece era pugliese naturalizzato toscano e in particolare fiorentino, – attenti alla consecutio – dove vive e lavora da sempre. Come tutti sanno il singolo era stato scritto da Raf se medesimo, assieme a Bigazzi di nome Giancarlo e a Umberto Tozzi che come avete visto ne era puro co-interprete. L’altra particolarità gustosa è che detto brano qualche anno dopo è diventato l’inno ufficiale della squadra di calcio del Pescara. Vai un pò a capire la vita e le persone dette gente, anche se di mare.

La G di gemini se la cercate su google vi porta solo da una parte, e in quella parte non c’è altro che l’ai gennarina di google medesimo. Se vi serve altro dovete cercare con più attenzione. Ora non per fare il solito bastiano e pure contrario, su cui peraltro come alcuni di voi già sanno ci abbiamo pure ragionato e postgionato qui al franti, ma possibile, mi dico, e mi chiedo, che l’algo e pure il ritmo, non siano in grado di aggiungere sottigliezza al nostro pensare e ricercare, ma solo dozzinalità? Sorvolo – e vi invito a fare lo stesso – sull’ultima parola, però aiutatemi e aiutatevi con una riflessione collettiva – 5 secondi possono bastare – sulla piattezza del nostro mondo. Ho finito e chiedo scusa. Il progetto Gemini è stato il secondo step della Nasa nel volo spaziale con umani a bordo di capsule. Si è svolto nei ‘60 del novecento e si è concretizzato in tre specifiche attività spaziali, robetta così, niente di preoccupante. Agganci e sganci fra astronavi in orbita, uscite extraveicolari nello spazio per astronauti e test di resistenza al volo spaziale per esseri umani in assenza di gravità. Ecco. Il tutto per prepararsi all’allunaggio dell’Apollo con lem e bandiere al seguito.

Rilassiamoci con uno o più fiori. Essi si chiamano giunchiglie e fanno al caso nostro di “g – tanti” – battuta – dell’alfabeto. Come molti di voi già sanno, come altri hanno intuito dalla foto, com’è come non è, le giunchiglie sono anche note come Narcisi. Che come ci insegnano leggende e tradizioni popolari, nonchè e anche noncò, non era solo un fiore ma pure un personaggio mitologico greco e cacciatore e bello che respingeva tutte e tutti i pretendenti da cui gli altri signficati psicologici del narciso e sui derivati in quanto innamorato solo di sè e niente per te o per me.
Prima di lasciarci con l’ultima G che sta per gioele vorrei raccontarvi un nanetto personale. Non sono avvezzo a parlare di me, ma l’editore mi ha chiesto il favore, perchè sembra che le note umane e personali nei post vendano parecchio di più e facciano audience. Allora eccomi qui a dirvi che Gioele è stata la prima mia incarnazione pubblica quando facevo il radiofonico. Non chiedete non vi sarà detto. Ma un giorno forse chissà. Io quel nomignolo, che in realtà è un nome e pure parecchio bello, ma all’epoca non lo sapevo, l’avevo preso in prestito da questa roba qui. Bye
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