Una battaglia metafisica tra il III e il XXI secolo
Quanto può essere recente un filosofo poco più che post-cristiano nella confusione della coscienza e dell’identità umana del terzo millennio? Plotino, il neoplatonico del III secolo, si ritrova straordinariamente contemporaneo quando lo mettiamo di fronte a Peter Thiel, il miliardario della Silicon Valley che nel marzo 2026 ha tenuto una serie di lezioni a Roma per convincere un’élite selezionata che il sistema amministrativo globale è l’Anticristo in persona.
Due risposte antitetiche alla stessa domanda fondamentale separano questi due pensatori: il cosmo merita di essere abitato con gratitudine, oppure deve essere hackerato per fuggire verso una Singolarità tecnologica? Plotino scrisse le Enneadi II.9 per convincere i suoi stessi studenti che il mondo sensibile non è una prigione. Thiel tiene lezioni sull’Anticristo per convincere il mondo che chi vuole regolare lo sviluppo tecnologico è il carceriere. Il primo difende la bellezza del cosmo come emanazione necessaria dell’Uno; il secondo costruisce Palantir, la pietra veggente di Tolkien, mentre avverte che la sorveglianza globale è opera dell’Anticristo. Il paradosso è perfetto, e proprio per questo merita un’indagine senza moralismi né simpatie preconcette.
I. Plotino e la Polemica Contro lo Gnosticismo: Una Lettera d’Amore
Il Trattato II.9: Non Contro i Nemici, ma Contro gli Amici
Il trattato II.9 delle Enneadi, composto intorno al 265-266 d.C., è il capolavoro della battaglia filosofica di Plotino, eppure il suo valore risiede in un dettaglio quasi sempre trascurato dalla ricerca contemporanea. Porfirio, che raccolse e ordinò le Enneadi, gli attribuì il titolo: Contro coloro che dicono che il creatore del cosmo e il cosmo stesso sono malvagi. Ma Plotino non si rivolge agli gnostici stessi — ai nemici esterni — bensì ai propri studenti (phíloi, amici) che simpatizzano per le loro idee. È una lettera d’amore travestita da polemica.
La parola-chiave che percorre tutto il trattato è ágnoia, ignoranza. Secondo Sebastian Gertz, il commentatore contemporaneo più autorevole (Parmenides, 2017), Plotino vuole dimostrare un punto devastante: le persone che pretendono di essere le uniche a conoscere la verità sono unicamente ignoranti riguardo a essa. Non è un attacco al sapere ereticale come tale, ma alla presunzione di chi crede di avere accesso a una conoscenza speciale che lo eleva sopra la gerarchia del reale. Questa diagnosi, scritta nel III secolo contro gli gnostici setiani, risuona inquietantemente nel XXI secolo quando i fondatori della Silicon Valley proclamano di possedere i “segreti” che sfuggiranno al resto dell’umanità.
I Tre Movimenti Argomentavi
L’opera si sviluppa in tre movimenti argomentavi, ognuno una risposta a una forma diversa di ignoranza.
Nel primo movimento (capitoli 1-3), Plotino affronta l’ignoranza del mondo intelligibile. Gli gnostici setiani, quelli storicamente identificati da Porfirio nella Vita di Plotino e i cui testi (Zostriano, Allogene) furono effettivamente ritrovati a Nag Hammadi nel 1945, moltiplicavano inutilmente le realtà intelligibili in cascate di eoni, cercando complessità dove Plotino vedeva solo una sovrastruttura per mascherare il vuoto speculativo. Plotino applica quello che gli studiosi chiamano “un rasoio di Ockham ante litteram”: le ipostasi sono tre (Uno, Intelletto, Anima), non trenta. La natura del Bene è semplice e prima; non ha nulla dentro di sé, ma è una specie di unità.
Nel secondo movimento (capitoli 4-13), il più cruciale per il nostro confronto, Plotino affronta l’ignoranza della generazione, della natura e dell’artefice del mondo sensibile. Gli gnostici, seguendo il mito di Sofia, credevano che il cosmo fosse il prodotto di una caduta e delle passioni di un’ipostasi divina, creato da un Demiurgo malvagio o ignorante. Plotino oppone la sua teoria dell’emanazione necessaria: la creazione non è un errore bensì il traboccare inevitabile della perfezione divina. L’Anima del Mondo crea senza passioni, attraverso la pura contemplazione dell’Intelletto. L’anima resta libera da preoccupazione, perché non governa con calcolo razionale, né restaura nulla all’ordine, ma con il suo meraviglioso potere produce ordine attraverso la contemplazione di ciò che viene prima di lei. Il cosmo è l’immagine più perfetta possibile del modello intelligibile — come nel Timeo platonico, è un organismo perfetto, buono quanto può diventare.
Nel terzo movimento (capitoli 14-18), Plotino affronta l’ignoranza della dipendenza del sensibile dall’intelligibile, che conduce all’immoralità pratica. La traccia dell’intelligibile nel mondo visibile si manifesta nella bellezza, nella provvidenza generale e nelle virtù morali. Gli gnostici, disprezzando il cosmo, trascuravano la bellezza e la virtù, costruendo la speranza di salvezza su una “credenza a buon mercato in una provvidenza particolare” che assicurasse la salvazione senza sforzo morale o intellettuale. Qui Plotino è devastante: Non serve a nulla dire “guarda a Dio” se non si insegna anche come guardare. […] In realtà è la virtù che ci precede verso la meta. La salvazione non è una formula tecnica, non è un “upload” metafisico, non è una fuga verso una Singolarità: è un cammino etico.
L’Analogia della Casa: La Chiave di Volta
Il capitolo finale contiene l’immagine più potente e pregnante di tutto il trattato. Plotino descrive due persone che abitano nella stessa bella casa:
La prima disprezza la struttura e chi l’ha costruita, ma ci resta comunque. Non capisce che è speciale solo perché non riesce a sopportare ciò che deve — a meno che non ammetta che è irritato anche se segretamente si compiace della bellezza della pietra. Non sa dire che i muri sono fatti di pietre e legno senz’anima e mancano molto rispetto alla vera dimora.
La seconda non disprezza la casa. Anzi, dice che il costruttore l’ha fatta con la massima abilità. Aspetta il momento in cui potrà andarsene perché non avrà più bisogno di una casa, ma proprio per questo l’abita con gratitudine. Sa che non è eterna, ma riconosce in essa l’immagine del divino.
Per il nostro confronto: Thiel è colui che disprezza la casa ma ci resta — anzi, la ristruttura a suo piacimento installando telecamere di sorveglianza in ogni stanza, creando Palantir come occhio onniveggente. Plotino è colui che la ammira, sapendo che non è eterna, ma la abita con dignità. La domanda non è moralmente comoda: chi dei due è più onesto?

II. Peter Thiel: L’Eresia Americana e la Distorsione della Trinità Intellettuale
Le Lezioni Romane di Marzo 2026
Nel marzo 2026, presso Palazzo Orsini Taverna a Roma — a pochi passi dal cuore della cristianità — Peter Thiel ha riunito un’élite di iniziati per una serie di quattro lezioni tenute su invito, con 165 partecipanti selezionati, regola Chatham House, e una penale di diecimila euro per qualsiasi divulgazione. Gli organizzatori erano l’Associazione Culturale Vincenzo Gioberti di Brescia (dedicata al “rinnovamento della cultura politica italiana” e alla “restaurazione del cattolicesimo come pietra angolare dell’identità nazionale”) in collaborazione con il Cluny Institute della Catholic University of America, sebbene entrambe le università abbiano successivamente preso le distanze ufficialmente.
La tesi centrale è semplice e dirompente: l’Anticristo non è un individuo demoniaco bensì un sistema amministrativo globale che consolida il potere sfruttando la paura dell’umanità riguardo ai rischi esistenziali — intelligenza artificiale, cambiamento climatico, guerra nucleare — promettendo “pace e sicurezza” (1 Tessalonicesi 5:3) mentre stabilisce segretamente un controllo totalitario e ferma il progresso scientifico e tecnologico. La struttura delle quattro lezioni ricalca le quattro prediche d’Avvento di John Henry Newman sull’Anticristo del 1835: I tempi dell’Anticristo, La religione dell’Anticristo, La città dell’Anticristo, La persecuzione dell’Anticristo. Ma dove Newman seguiva cautamente i Padri della Chiesa, Thiel reinterpreta il concetto di Anticristo come forza sistemica e governance globale, fondendolo aggressivamente con René Girard, Carl Schmitt e il libertarianismo anti-statalista.
Tra i “legionari dell’Anticristo” nominati esplicitamente: Greta Thunberg, Eliezer Yudkowsky, Nick Bostrom — accusati di argomentare a favore di un governo mondiale per fermare la scienza. Ha definito Papa Leone XIV “un papa americano woke” ed espresso preoccupazione che J.D. Vance stia diventando “troppo vicino al papa”, suggerendo una minaccia per la resistenza americana alla governance globale.
La Trinità Distorta: Girard, Schmitt, Strauss
Peter Thiel ha costruito la sua visione sulla deliberata e sistematica distorsione di tre pilastri del pensiero europeo. Vediamoli uno per uno, perché comprendere la deformazione è la chiave per capire come un pensiero potenzialmente profondo diventi un’ideologia.
René Girard: Dal Pacifismo alla Guerra. Thiel studiò sotto Girard a Stanford negli anni Novanta e partecipò a un piccolo gruppo di lettura bisettimanale guidato da Girard stesso. Si autodefinisce “un girardiano hardcore, non ricostruito” e finanzia l’Istituto Imitatio dedicato alla ricerca girardiana. Ma l’assorbimento della teoria è stato selettivo — quasi chirurgico.
Girard aveva identificato il meccanismo del capro espiatorio come il fondamento nascosto di tutta la cultura umana: il sacrificio di una vittima innocente (il capro espiatorio) che riconcilia momentaneamente una comunità divisa dal conflitto mimetico. La sua conclusione era radicalmente pacifista: la rivelazione cristiana di questo meccanismo — il riconoscimento di Cristo come capro espiatorio innocente — dovrebbe fermare la violenza, non farla esplodere. Il Vangelo è la smascheratura della violenza sacrificale.
Thiel interiorizzò tre concetti girardiani — il desiderio mimetico (che applicò a Facebook come “un condotto potente del desiderio mimetico”), il meccanismo del capro espiatorio, e la rivelazione cristiana che smascherà la violenza — ma operò un’asportazione chirurgica della conclusione evangelica. Mentre per Girard la rivelazione del meccanismo del capro espiatorio deve fermare la violenza, Thiel sostiene che la forza sia necessaria per gestire la crisi. In The Straussian Moment parla della “corretta miscela di violenza e pace” che il “politico cristiano” deve determinare — formulazione estranea a Girard e che lo stesso Girard avrebbe respinto come tradimento del suo insegnamento.
Il ruolo cruciale di Robert Hamerton-Kelly, ex cappellano di Stanford, è stato sottovalutato dalla letteratura critica. Hamerton-Kelly spinse la lettura di Girard verso un determinismo cupo: la violenza mimetica come “meccanismo automatico cablato nella nostra specie”, perdendo completamente la dimensione della redenzione. Disprezzava apertamente gli studiosi girardiani che enfatizzavano la “mimesi positiva”. Questa interpretazione rigida e pessimistica plasmò la lettura più oscura di Thiel.
Wolfgang Palaver, teologo austriaco e principale studioso girardiano vivente, ha documentato questa tradizione. Dopo che Thiel dichiarò nel 2023 di preferire “il cristianesimo di Costantino al cristianesimo di Madre Teresa”, Palaver pubblicò nel 2024 On the Dangers of a Return to Constantinianism. L’argomento: il costantinianesimo trasformò il cristianesimo da religione che rivelava la persecuzione a religione che la praticava. Girard stesso aveva scritto che “a partire da Costantino, il cristianesimo trionfò a livello di stato e presto cominciò ad ammantare con la sua autorità persecuzioni simili a quelle di cui i primi cristiani erano vittime”. La separazione assoluta tra religione e stato è essenziale ed è chiaramente affermata nel Vangelo. In una seconda pubblicazione, Palaver avvertì che sacralizzare lo stato significa che la Chiesa sceglie “il Grande Inquisitore al posto di Cristo”.
Paul Leslie, ex membro del gruppo di lettura girardiano e collaboratore di Salmagundi (primavera-estate 2025), offre il resoconto più dettagliato della distorsione: Thiel “vuole il lago” — frustrato dalla crisi sacrificale al rallentatore della modernità, “sembra pronto a tuffarsi, abbracciando il caos come catalizzatore delle trasformazioni radicali che immagina — a qualunque costo”. Sulla vicenda Springfield/Vance: Vance, che afferma che la teoria del capro espiatorio di Girard “mi ha fatto riconsiderare la mia fede”, ha diffuso voci debunkate sugli immigrati haitiani — scapegoating classico di una comunità vulnerabile usando precisamente gli “stereotipi della persecuzione” che Girard aveva identificato come il marchio della violenza sacrificale.
Carl Schmitt: Il Katechon e la Sua Appropriazione. Il concetto di katechon — dal greco “ciò che trattiene” (2 Tessalonicesi 2:6-7) — diventa la chiave teologico-politica con cui Thiel reinterpreta Schmitt. Per Schmitt, il katechon era la forza che trattiene il caos e previene la dissoluzione dell’ordine politico: generalmente identificato con l’Impero romano e successivamente con lo Stato nazionale.
Thiel ha riconfigurato il katechon schmittiano in modo cruciale. Dove Schmitt lo vedeva come il potere statale che preserva l’identità nazionale, Thiel lo reinterpreta come il nazionalismo che serve a preservare la libertà degli individui creativi impedendo l’emergere di un sistema di controllo globale. Un sistema di sorveglianza statale amministrato da élite tecnologiche che rafforza la potenza militare nazionale sarebbe katecontico (buono). Meccanismi regolatori globali che sostengono il diritto umanitario segnalano invece l’emergere dell’Anticristo.
Ma Thiel aggiunge un’autocritica: “C’è sempre il rischio che il katechon diventi l’Anticristo”. È un’ammissione che rivela la consapevolezza del paradosso che lo tormenta.
Leo Strauss: L’Esoterismo dei Fondatori. Da Leo Strauss, Thiel mutua la pratica della comunicazione esoterica — la tesi che la verità sui grandi insegnamenti deve essere comunicata in modo esoterico a pochi iniziati, mentre la massa riceve una versione exoterica adattata. Thiel estende questo alla tecnologia: la verità sulla violenza mimetica e sul futuro deve essere gestita da una ristretta aristocrazia di “Fondatori” che operano una “cospirazione per cambiare il mondo” al di fuori del controllo democratico.
Nel saggio The Straussian Moment (scritto nel 2004, pubblicato nel 2007 in Politics and Apocalypse), Thiel argomenta che il quadro politico della modernità e dell’Illuminismo è stato “messo in discussione” dopo l’11 settembre. Percorre tre pensatori: Schmitt (la depoliticizzazione liberale è un errore, ma una “nuova crociata” è pericolosa mimesi); Strauss (l’errore di Schmitt fu la visibilità — le verità pericolose devono essere comunicate esotericamente); Girard (la rivelazione del meccanismo della violenza è inevitabile e apocalittica). La sintesi: la visione apocalittica di Girard necessita della prudenza straussiana. Chiude il saggio con una citazione in tedesco da Spengler e il latino Ducunt volentem fata, nolentem trahunt (Il destino conduce colui che è consenziente, trascina colui che resiste) — lasciata senza commento, in stile straussiano.
Palantir: L’Incarnazione Materiale del Paradosso
Palantir Technologies, co-fondata nel 2003 con finanziamento iniziale della CIA (In-Q-Tel), prende il nome dai palantíri di Tolkien — le pietre veggenti che permettono di vedere eventi in luoghi distanti. Gli uffici portano nomi tolkieniani: The Shire (Palo Alto), Rivendell (McLean, Virginia), Minas Tirith (Washington D.C.). I prodotti hanno nomi dal suono quasi mitologico: Gotham per l’intelligence e la sicurezza, Maven per l’applicazione dell’IA al teatro bellico, Falcon per il monitoraggio e la localizzazione degli individui. Nel 2024, Il Domani ha rivelato un contratto da un milione di euro tra Palantir e il Ministero della Difesa italiano per il software Gotham.
Il paradosso che tutti notano — anzi, che è impossibile non notare — è schiacciante: mentre Thiel avverte il mondo del rischio di uno stato di sorveglianza totalitario (l’Anticristo), la sua azienda fornisce esattamente quegli strumenti al Pentagono, ai servizi di sicurezza, a ICE (Immigration and Customs Enforcement). Reifica l’occhio onniveggente che dichiara di temere.
Interrogato se l’Anticristo potrebbe usare Palantir, ha equivocato: “Guardi, ci sono tutti questi scenari diversi. Ovviamente non credo che sia quello che sto facendo”. Il Brown Political Review (marzo 2026) argomenta che la vera preoccupazione di Thiel non è il totalitarismo in sé bensì il “totalitarismo stagnante” — il dispotismo che ostacola il progresso tecnologico. In altre parole: l’Anticristo non è il controllo, è il controllo che frena l’innovazione. È un’inversione morale quasi incomprensibile.

III. Il Tecno-Gnosticismo: Una Tradizione Critica Consolidata
L’intuizione che la Silicon Valley incarni una struttura gnostica non è nuova. Esiste un corpus critico trentennale che lo documenta, e occorre ricordare che questa tradizione di ricerca precede di molti anni l’emergere pubblico di Thiel come figura religiosa.
Erik Davis, in TechGnosis: Myth, Magic, and Mysticism in the Age of Information (1998, riedizione aggiornata 2015), ha fornito il fondamento. La tesi centrale: impulsi esoterici e religiosi hanno sempre permeato le tecnologie di comunicazione, dalla stampa a caratteri mobili al telegrafo a internet. Davis traccia connessioni esplicite tra la realtà virtuale e il desiderio gnostico di fuggire dal mondo materiale in un regno di pura informazione/spirito, tra i linguaggi di programmazione e la Kabbalah, tra l’elettricità e l’alchimia. La Singolarità diventa un’escatologia secolarizzata. Hakim Bey sintetizzò magnificamente: “La religione è il content provider perfetto (è già virtuale) e la tecnognosi è la religione perfetta per un mondo in cui il Capitale è dio”.
David Noble, in The Religion of Technology: The Divinity of Man and the Spirit of Invention (1997), è ancora più radicale: la tecnologia non è metaforicamente ma letteralmente e storicamente un’impresa religiosa. Noble traccia una genealogia millenaria che parte da Giovanni Scoto Eriugena nel IX secolo (che dichiarò le arti meccaniche “legami dell’uomo con il Divino”), passa attraverso Gioacchino da Fiore, Francis Bacon (che cercava tramite la scienza “un ritorno allo stato di Adamo prima della caduta”), Newton, la Massoneria, fino alle bombe nucleari, l’esplorazione spaziale, l’IA e l’ingegneria genetica. La conclusione: “Queste tecnologie non hanno soddisfatto bisogni umani fondamentali perché, in fondo, non sono mai state pensate per soddisfarli. Sono state rivolte piuttosto al traguardo più elevato di trascendere tali preoccupazioni mortali”. Library Journal lo definì semplicemente “il nuovo gnosticismo”.
Émile Torres e Timnit Gebru hanno identificato il framework TESCREAL (Transhumanism, Extropianism, Singularitarianism, Cosmism, Rationalism, Effective Altruism, Longtermism) come il sistema di credenze interlacciato che guida la Silicon Valley contemporanea. Torres osserva: “C’è un’incredibile quantità di hybris tra queste persone… molti hanno l’idea di avere un accesso speciale a verità fondamentali su come dovrebbe essere il futuro” — una struttura gnostica classica di conoscenza elitaria nascosta.
L’Acton Institute ha reso il collegamento ancora più esplicito: “Le speranze della Silicon Valley di raggiungere la ‘singolarità tecnologica’… non sono troppo lontane dalla concezione gnostica del paradiso, nota come ‘pleroma’. Caricare la propria coscienza in un computer, ottenendo così una specie di immortalità, è solo una versione del XXI secolo dell’eresia più antica”.
Un articolo accademico peer-reviewed su MDPI Religions (2017), intitolato The Disappearing Human: Gnostic Dreams in a Transhumanist World, argomenta esattamente questo: “Questo desiderio di sfuggire al corpo esibisce una preoccupazione strutturale e condivisa con le antiche forme di gnosticismo. […] il transumanesimo, come lo gnosticismo, riflette un’alienazione dall’eros del mondo sensuale”.

IV. La Reazione Vaticana: L’Eresia Americana Identificata
La Chiesa cattolica, attraverso le voci di Paolo Benanti, Antonio Spadaro e Massimo Faggioli, ha identificato in Thiel il culmine di un’“operazione ostile al papato”. La critica non riguarda la tecnologia in sé, ma la sua trasformazione in idolo soteriologico — in salvatrice religiosa.
Paolo Benanti: L’Imprenditore Teologico-Politico
Paolo Benanti, consigliere vaticano per l’intelligenza artificiale, ha pubblicato due saggi fondamentali su Le Grand Continent:
Les choses cachées de Peter Thiel (24 dicembre 2025) offre un’analisi del saggio First Things di Thiel e Wolfe, definendo Thiel “un imprenditore teologico-politico radicale, ostinato ed elaborato”.
L’hérésie américaine: faut-il brûler Peter Thiel? (14 marzo 2026, pochi giorni prima dell’arrivo di Thiel a Roma) usa la parola “eresia” nel senso etimologico di hairesis — l’atto di afferrare una parte distinguendola dal resto, elevandola ad assoluto. La tesi è chirurgica: Thiel prende la teoria mimetica di Girard ma asporta la sua conclusione teologica — che solo la rivelazione evangelica può spezzare il ciclo della violenza sacrificale — lasciando solo un motore diagnostico dispiegato per la sorveglianza e il controllo. Facebook diventa un “dispositivo progettato per amplificare e monetizzare il desiderio mimetico su scala planetaria”. La visione finale di Thiel: “un futuro neo-medievale in cui la politica democratica non è più che un vestigio e dove tutti i servizi essenziali per la vita in società — compresa la sicurezza — sono privatizzati e amministrati da entità corporative”.
Antonio Spadaro SJ: La Svuotatura del Vangelo
Antonio Spadaro, teologo gesuita, ha dichiarato a Variety (18 marzo 2026): “Thiel è arrivato a Roma non semplicemente come uomo di tecnologia ma come interprete dell’Apocalisse”. La conclusione pratica di Thiel è “brutale”: qualsiasi tentativo di regolamentare l’intelligenza artificiale, di stabilire organi di governo globali, di frenare lo sviluppo tecnologico, diventa — in questo contesto — una preparazione per il regno dell’Anticristo. “[L’orizzonte religioso] viene così progressivamente svuotato del suo contenuto di fede: ciò che conta non è il ritorno di Cristo, ma l’identificazione dell’Anticristo come forza politica concreta. Il Vangelo diventa uno strumento di analisi geopolitica”.
Massimo Faggioli: L’Operazione Alternativa
Al Financial Times, il Prof. Massimo Faggioli (Trinity College Dublin) ha dichiarato: “Questa è un’operazione ostile al papato” perché “questo papa è molto critico dell’IA e Thiel è uno dei signori dell’IA. È un tentativo di creare un circolo americano alternativo a Roma in competizione con ciò che dice Leone XIV”. Ha aggiunto il cuore della questione teologica: “Se credi che ogni soluzione — e in ultima analisi la salvezza, l’immortalità — venga dalla tecnologia, allora hai fatto della tecnologia il tuo dio”.
L’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, attesa per la primavera del 2026, si pone come il pilastro dottrinale di questa resistenza, riaffermando la dignità del lavoro e del corpo contro l’evanescenza digitale.
V. La Mappa delle Corrispondenze: Due Gnosi Speculari
Plotino e Thiel rappresentano due risposte opposte ma simmetriche alla stessa insoddisfazione per la finitezza del mondo sensibile. Entrambi partono dallo stesso presupposto — che questo mondo non basta — e arrivano a conclusioni antitetiche.
| Dimensione | Plotino (Anti-Gnostico) | Thiel (Neo-Gnostico) |
|---|---|---|
| Il cosmo | Immagine perfetta dell’Intelligibile, “buono quanto può essere” | Stagnante, in declino, bisognoso di disruption |
| La materia | Ultimo gradino dell’emanazione, non malvagia in sé | Ostacolo da superare (transumanesimo, upload, bunker) |
| La conoscenza | Virtù + contemplazione + sforzo morale e intellettuale | “Segreti” accessibili a un’élite (straussiano, Zero to One) |
| L’élite | Arroganza gnostica = marchio d’ignoranza | Fondatori come nuova aristocrazia, “cospirazione per cambiare il mondo” |
| La salvezza | Ritorno all’Uno attraverso la virtù e la bellezza | Escape velocity — exit dal mondo (seasteading, spazio, upload dell’IA) |
| Il demiurgo | Non malvagio, produce il cosmo per contemplazione | L’Anticristo = chi regola la tecnologia, chi invoca “pace e sicurezza” |
| La virtù | Chiarezza, semplicità, pietà, dignità, ragione, coraggio | “La corretta miscela di violenza e pace” |
| Il cosmo come casa | Lo abita con gratitudine, aspettando il momento di partire | Lo disprezza ma ci resta, installandovi Palantir |
Plotino non è il “buono” in senso assoluto. Il suo cosmo emanativo è gerarchico, la materia resta l’ultimo gradino della processione, e la contemplazione è un privilegio di pochi. La sua difesa della bellezza del mondo sensibile convive con un programma di ascesa verso l’Uno che assomiglia, se squintato, a un upload metafisico.
Thiel non è il “cattivo” in senso morale semplice. La sua diagnosi della stagnazione occidentale è condivisa da molti pensatori, il suo allarme sul potenziale totalitario della regolamentazione globale non è privo di fondamento, e la sua lettura di Girard — per quanto distorta — solleva domande reali su come gestire la violenza mimetica nell’era dei social media e della sorveglianza di massa.
Il paradosso finale è nell’analogia della casa di Plotino (Enneadi II.9.18): chi è più onesto? Colui che ammira la struttura pur sapendo di doverla un giorno lasciare, o colui che la dichiara una prigione ma spende miliardi per ristrutturarla con sistemi di sorveglianza onnipervasi? La vera domanda è: perché entrambi partono dallo stesso sospetto — che questo mondo non basta — e arrivano a conclusioni opposte?

VI. Una Terza Via: La Tecnologia Morale di Steiner ed Emberson
Plotino e Thiel esauriscono il dibattito? No. Esiste uno spazio terzo che né l’uno né l’altro occupano, uno spazio proposto da Rudolf Steiner e sviluppato da Paul Emberson. Non si tratta di una mediazione banale, ma di una terza risposta ontologica alla domanda sulla natura del cosmo e della tecnologia.
Rudolf Steiner (1861-1925) articolò una posizione che rifiuta sia la contemplazione plotiniana sia la fuga thieliana. In una serie di lezioni (GA 93, 1906), Steiner afferma: “In futuro, le macchine saranno azionate non solo con acqua e vapore, ma con potenza spirituale, con moralità spirituale”. Non si tratta di tornare a uno stato di innocenza pre-tecnologica, né di fuggire verso una Singolarità: si tratta di redimere la tecnologia stessa attraverso lo sviluppo morale.
La tecnologia morale sarebbe basata su vibrazioni armoniche che ricevono il loro impulso iniziale dai processi vitali ritmici (battito cardiaco, respirazione) e sono trasmesse alla macchina. In una formulazione più radicale (GA 97): “In futuro avremo macchine che si metteranno in moto solo quando le forze verranno da persone morali. Le persone immorali non potranno azionare tali macchine”. Non è una minaccia, è una visione di una evoluzione dove la tecnologia stessa diventa specchio della consapevolezza morale dell’operatore.
Paul Emberson (1949-2022), fondatore dell’Anthro-Tech Institute in Svizzera e del DewCross Centre for Moral Technology a Edimburgo, estese questa intuizione con una tipologia triadica. La tecnologia atomica e digitale contemporanea opera come “forza di morte” — per astrazione e separazione dalla vita. La tecnologia di risonanza funziona in base alle qualità morali dell’operatore. La tecnologia morale, la forma più alta, opera su forze spirituali trovate nella natura e nel cosmo. La sua opera principale, Machines and the Human Spirit: The Golden Age of the Fifth Kingdom (2013), propone che “il meccanico e il morale devono compenetrarsi”.
Steiner non era anti-tecnologia. Nel 1917 scrisse: “Queste cose non vanno combattute… verranno. L’unica questione è se vengano realizzate da persone che conoscono altruisticamente i grandi scopi dello sviluppo terrestre… o se vengano realizzate da gruppi che le sfruttano solo in senso egoistico”.
Esiste quindi una terza risposta alla domanda sulla natura del cosmo — una che non accetta il cosmo com’è (Plotino) né vuole hackerarlo (Thiel), ma vuole trasformarlo attraverso lo sviluppo morale. Steiner appare come l’ospite non invitato al dibattito tra il III e il XXI secolo, portando con sé una proposta: non fuga, non conquista, ma redenzione.
Il Dubbio Metodico Come Via d’Uscita
Plotino avvertiva contro l’ágnoia — l’ignoranza che si spaccia per sapienza. Thiel, paradossalmente, incarna questa stessa ignoranza nel momento in cui proclama di possedere i segreti del futuro. La loro battaglia non è battaglia tra bene e male, ma tra due forme di disprezzo per il presente: l’una che lo trascende attraverso la virtù, l’altra che lo nega attraverso l’exit.
La lezione per il nostro tempo non è scegliere tra abitare e hackerare, ma comprendere che entrambi questi atteggiamenti nascono da un rifiuto di accettare i limiti della condizione umana. Plotino lo sapeva, e per questo il suo antidoto non era una contro-ideologia ma una pratica quotidiana di virtù e bellezza. Thiel non lo sa, perché la sua élite di fondatori ha perso la capacità di distinguere tra il sapere che libera e la conoscenza che asserve.
Il paradosso finale è che Plotino, nel difendere il cosmo, ci insegna a dubitare dell’arroganza del disprezzo. Thiel, nel avvertirci dell’Anticristo, ci insegna a dubitare dell’arroganza della salvazione tecnologica. Né l’uno né l’altro possiedono la risposta: la risposta vive nel dubbio metodico intelligente, in quella pratica di scetticismo illuminato che rifiuta sia il grido “il cosmo è bello!” sia il proclama “il cosmo è una prigione!”. La vera saggezza non è abitare né hackerare, ma imparare a guardare la casa con gli occhi aperti, consapevoli allo stesso tempo della sua bellezza imperfeita e della nostra insufficienza imperfetta.
Come scrive Plotino nel capitolo conclusivo: “Non serve a nulla dire ‘guarda a Dio’ se non si insegna anche come guardare”. La virtù che ci precede verso la meta non è una formula, una algoritmo, un’exit strategy, ma il coraggio quotidiano di abitare il limite con integrità, sapendo che ogni sapienza che non passa attraverso la bellezza è solo ignoranza mascherata da potenza.
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