Cosa succede quando un artista da stadio, al culmine del successo e con le classifiche saldamente in pugno, decide di rischiare tutto invece di accontentarsi della solita formula vincente? In una discografia contemporanea paralizzata dalla paura di sbagliare e dominata da strategie di conservazione del consenso, l’atto stesso dell’imprevedibilità è diventato la forma più pura di resistenza culturale.
Il 23 ottobre 2026, Cesare Cremonini ha pubblicato Amateur, il suo decimo album in studio. Arrivato dopo l’ennesima stagione trionfale dal vivo e a due anni dal successo di Alaska Baby (2024), il progetto non si propone come un semplice capitolo di transizione, ma come un punto di rottura sistemico all’interno del pop italiano.
La Personalità contro la proceduralità artistica

Il settore legge questa dichiarazione come calcolo preciso e al tempo stesso come gesto autentico. Libero assegna un 9,5 e parla di «resistenza artistica» dentro il pop di consumo: il suono organico, dinamico e volutamente imperfetto scardina le abitudini compositive, con code strumentali che chiudono brani comeAthenain modo catartico (sax, Hammond, vento). All Music Italia dà 8/10 e celebra la varietà che gli album precedenti non avevano: un «bomber di provincia» che torna allo spirito di…Squérez?eBagus, conCavalli da corsa(co-scritto con Elisa),Il giardino di sassofonieAthenacome vertici.Newsic.itscende a 7 e segnala due o tre pezzi «inutili» nel flusso (Perché ti conosco,Mega Linz,Disturbo mentale), pur riconoscendo che la libertà di jam e improvvisazione era necessaria dopo gli stadi.
La dialettica è netta. Da un lato c’è il rischio dichiarato: collaborazioni spiazzanti con Salmo sulla title track (seduta d’analisi tra Nietzsche e Freud, groove urban-blues senza ritornello), Fabri Fibra suPaparazzi(vita privata come merce), Malika Ayane inCose molto piccoledopo sedici anni, e SIG — teschio d’oro, abbreviazione di Sigmund Freud, probabilmente Alessio Nataliza — che incarna l’ego, l’ambizione e la «fuliggine» da scaricare. Dall’altro, la superband (McCaslin, Tim Lefebvre al basso, Malcolm Catto e Zach Danziger alla batteria, Paul Stacey alle chitarre, Leonardo Caligiuri all’Hammond, sezione fiati di Matt Roberts) garantisce solidità professionale. Il live di presentazione del 20 ottobre all’O2 Shepherd’s Bush Empire, tutto esaurito, ha già dimostrato che dal vivo il disco tiene; McCaslin stesso lo ha descritto come «the beginning of something new that is unexpected and full of wonder».
Le recensioni più caute notano che non è un album perfetto: alcuni intermezzi restano convenzionali,Solo e solamentefatica a decollare, e l’omaggio a certi stili (rock anni Sessanta-Settanta, swing New Orleans, progressive beatlesiano) pesa meno della scrittura migliore. Eppure il consenso converge su un punto: dopo ventisette anni di carriera e il picco degli stadi, Cremonini ha usato il privilegio della maturità per restare «un bravissimo studente», citando Roland Barthes sull’amateur che dipinge e suona senza paura dell’immagine. Il disco-porta, non disco-specchio, non asseconda l’algoritmo; se l’algoritmo non lo capirà, come lui prevede, non sarà necessariamente un fallimento, ma la conferma che dentro il pop di largo consumo resta ancora spazio per la musica suonata e imperfetta. Il settore, per ora, glielo riconosce.
Cremonini ha dichiarato cheAmateur, uscito il 23 ottobre 2026 per EMI/Universal, sarebbe stato «uno dei più grandi fallimenti della mia carriera». A due anni daAlaska Babye a tre mesi dalla fine del tour negli stadi, il decimo album di inediti (undici brani, circa 44 minuti) nasce a Londra, negli Studio 13 di Damon Albarn, con scritture parziali in Islanda e completamento a Bologna: interamente suonato, senza intelligenza artificiale, e centrato sul sassofono di Donny McCaslin, il musicista diBlackstardi Bowie, al posto del pianoforte che aveva abituato il pubblico.
La provocazione del “grande fallimento” e il rifiuto totale dell’Intelligenza Artificiale
Risalire all’etimologia della parola amateur significa ritrovare chi scrive, suona e crea per puro amore, slegato dalle briglie del rendimento o dal dovere di confermare uno status. A 46 anni, e a ventisette anni dal debutto giovanile con i Lùnapop, Cremonini rivendica questa attitudine da esordiente assoluto. Con una mossa retorica spiazzante, ha definito l’opera sia come un “nuovo esordio” sia, in modo apertamente provocatorio, come «il più grande fallimento della mia carriera» (o perfino «della musica italiana»).
Questa narrazione del rischio consapevole si traduce in una scelta di produzione drastica ed etica: Amateur è stato interamente scritto, suonato e inciso senza ricorrere all’Intelligenza Artificiale e rifiutando i processi di quantizzazione digitale. Al posto dell’appiattimento algoritmico progettato per la fruizione passiva sulle piattaforme di streaming, l’artista ha preteso la registrazione d’ensemble in presa diretta, le asperità fisiche, la dinamica reale degli strumenti e il suono sporco della sala d’incisione.
Rifiutando l’idea che l’arte debba piegarsi a rassicurante sottofondo quotidiano, Cremonini sintetizza così la propria rivoluzione concettuale:
«Oggi i dischi suonano come specchi in cui ricercarsi e riconoscersi: io volevo che queste canzoni fossero porte, più che specchi».
Il sassofono come nuova ossessione, l’ombra di David Bowie e l’alter ego “SIG”
Per scardinare le proprie abitudini compositive, Cremonini ha compiuto un gesto inconsueto per un cantautore della sua statura: ha archiviato momentaneamente la familiarità del pianoforte e della chitarra per dedicarsi allo studio intensivo del sassofono. L’ancia non interviene come mero fregio solistico o riempitivo decorativo, ma diventa la struttura portante e il motore armonico dell’opera, sostituendo i synth e le chitarre tradizionali con timbri ruvidi, digressioni graffianti e flessioni mediorientali, chiaramente percepibili in tracce come Athena o Paparazzi.
Il catalizzatore musicale di questo cortocircuito è il coinvolgimento di Donny McCaslin, il sassofonista statunitense che nel 2015 fu la colonna portante di Blackstar, l’album-testamento di David Bowie. L’influenza del Duca Bianco non si limita all’apporto di McCaslin, ma impregna l’intero concept visivo: la grafica del titolo attinge alla tipografia stellare di Blackstar, mentre l’iconografia del disco ruota attorno a “SIG” (omaggio esplicito a Sigmund Freud), un alter ego raffigurato in copertina come un uomo nudo con un teschio dorato sulla testa e il sax tra le mani.
L’album è stato strutturato attorno alla fisicità del vinile, dividendosi tra un Lato A incentrato sull’impatto ritmico, sul groove e sulla potenza dell’insieme, e un Lato B introspettivo, scuro, dominato da tensioni psicologiche e intimità autoriale. Uscire dalla propria comfort zone strumentale a 46 anni rappresenta un atto di coraggio accattivante e rarissimo per una popstar affermata.
L’immersione a Londra, la preview all’O2 Shepherd’s Bush Empire e una super-band d’altri tempi
Costruito tra Bologna e Londra, Amateur ha preso vita principalmente tra le mura dello Studio 13 di Damon Albarn e dei RAK Studios. Cremonini ha ribadito di non aver vissuto la parentesi britannica da “turista della musica”, ma di essersi immerso totalmente nel tessuto creativo della capitale inglese, lavorando spalla a spalla con un’orchestra e una super-band internazionale. Il battesimo dal vivo è arrivato il 20 ottobre 2026 con un’anteprima sold out allo storico O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra — un concerto intimo ed elettrizzante condiviso con la sua ensemble, i rapper ospit e amici d’eccezione come Elisa e Valentino Rossi — che ha spianato la strada ad Amatour, il tour nei palasport al via dal 27 novembre tra Bologna, Torino e Milano.
L’organico chiamato a restituire l’impatto da “rock band d’altri tempi” compone una trama esecutiva straordinaria. La sezione ritmica vede l’alternarsi al basso di Tim Lefebvre (già con Bowie) e dello storico braccio destro Nicola “Ballo” Balestri, affiancati alla batteria e alle percussioni da fuoriclasse come Malcolm Catto, Zach Danziger e Jeremy Stacey. Le chitarre sono affidate alla ruvidità di Paul Stacey e Alessandro Magnanini, mentre Leonardo Caligiuri dialoga all’organo Hammond e Matt Roberts dirige la sezione fiati.
L’ambizione sonora si amplia ulteriormente grazie agli arrangiamenti d’archi firmati da Rosie Danvers insieme a Magnanini. Tra i passaggi più affascinanti spicca Il giardino di sassofoni, traccia arricchita dalle architetture barocche di Morgan, che trasforma il brano in una suite onirica vicina ai dipinti di Salvador Dalí e agli intrecci orchestrali di Abbey Road. Sul versante elettronico, la produzione di Disturbo mentale sfrutta invece le intuizioni abrasive di Alessio Natalizia (Not Waving), regalando al disco un suono analogico, sfacciato e nettamente distante dal pop patinato domestico.
Cortocircuiti culturali: dai duetti rap alle citazioni “impossibili”
Sul piano lirico e compositivo, Amateur innesca una rete imprevedibile di collaborazioni e riferimenti colti. L’album segna il primo incontro in assoluto di Cremonini con il linguaggio rap: Salmo apre la title-track Amateur trasformandola in una surreale seduta psicanalitica su base urban-jazz che attacca con il verso «La mia ragazza mi ha lasciato, disse Nietzsche a Sigmund Freud»; Fabri Fibra interviene invece nel singolo Paparazzi, sorretto dai ritmi drum’n’bass d’ispirazione Manchester di Malcolm Catto, da un basso distorto e dalla provocatoria rima «volevo fare la popstar, ma sono Diletta Leotta». Completano il quadro Elisa, co-scrittrice della ballata Cavalli da corsa («Che la bellezza salverà il mondo e chi lo dice, oggi, sembra un pazzo»), e Malika Ayane nell’intimo duetto Cose molto piccole.
Il gioco citazionista si muove con disinvoltura tra i colossi della musica globale e italiana:
- David Bowie ed Edoardo Bennato: L’attacco di Mega-Linz richiama le atmosfere di Heroes, sorretto da chitarre saturate, mentre l’incedere del testo ricalca il ritmo incalzante di Dotti, medici e sapienti di Bennato.
- Lucio Dalla: La presenza del maestro bolognese affiora ovunque, culminando in Solo e solamente con la citazione esplicita di Disperato erotico stomp («Il silenzio mi ingrossava la cartella»).
- Claudio Baglioni: Nelle strofe di Non lo diciamo a nessuno, la linea melodica riprende apertamente Questo piccolo grande amore, genialmente riletta in chiave britpop.
I testi si muovono tra sfacciata irriverenza (i riferimenti al sesso, a YouPorn, e la descrizione del disagio psicologico legato alla diagnosi del 2020 in Disturbo mentale, dove canta «Mi piace bruciare le stelle, bucarmi la pelle») e il rifiuto di una facile leggibilità immediata. Un concetto spiegato dall’autore attraverso una metafora suggestiva:
«Le parole sono scatole che contengono altre scatole».
Il verdetto spaccato della critica: atto di coraggio o operazione calcolata?
Come ogni opera che sceglie di dividere invece che accontentare, Amateur ha provocato una profonda spaccatura nella critica specializzata, tuttaviai sostenitori (Rockol, RSI, Newsic, All Music Italia, Open)hanno accolto con entusiasmo il disco, vedendo in Cremonini un autore “in trincea” per combattere la pigrizia di un mercato standardizzato. Di Amateur vengono celebrate la spinta libertaria, la ricchezza delle soluzioni suonate dal vivo e il rifiuto delle formulette usa-e-getta, considerate una boccata d’ossigeno per l’intera scena italiana.
Questa spaccatura è la prova più evidente che Amateur è un disco vivo, capace di generare dibattito vero e rifiutarsi di passare inosservato.
Amateur si attesta come un esperimento affascinante e volutamente imperfetto. Pur rimanendo ancorato alla forma-canzone pop, l’album rivendica con forza il diritto di rischiare, esplorare ed eventualmente sbagliare, dimostrando che dentro le regole della musica popolare esiste ancora uno spazio concreto per l’imprevedibilità e la ricerca analogica.
In un’epoca discografica che premia la replica rassicurante delle formule da classifica, il gesto di mettere in discussione il proprio status assume un valore culturale profondo.
E voi da che parte vi schierate? Preferite un artista che vi rassicura replicando la solita formula da classifica, o uno che rischia di “fallire” pur di regalarvi una strada nuova?
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