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Dalle conversazioni con i pesci al potere del silenzio

Suggerimenti delle novità discografiche fra i singoli della settimana. Spiccano le collaborazioni internazionali i David Byrne, l’incontro tra gli Underworld e KI/KI nel genere techno. Nel jazz Ibrahim Maalouf e i remix contemporanei dei classici di Ella Fitzgerald. Fra gli artisti pop ed elettronici abbiamo l’EP di The Chainsmokers e il nuovo singolo di Jorja Smith. Su tutti spicca la sigla dell’ultima stagione della serie Outlander, interpretata da Annie Lennox

Alcuni singoli della settimana da decidere se ascoltare per bene

1. Oltre la superficie del suono

Siamo immersi in una saturazione timbrica costante, dove la musica è spesso declassata a mero arredamento acustico per i vuoti del quotidiano. In questo paesaggio sonoro ipertrofico, la distinzione tra “sentire” e “ascoltare” non è solo semantica, ma esistenziale. Esiste una dimensione dell’ascolto che richiede una postura intellettuale differente, capace di decodificare la complessità celata dietro una progressione armonica o un silenzio improvviso. Questo viaggio non è una semplice rassegna di novità discografiche, ma un’indagine sulla grammatica emotiva di artisti come Marian Hill, Chad Lawson e Ibrahim Maalouf. Attraverso le loro intuizioni, esploreremo come la musica possa smettere di essere un rumore di fondo per diventare un’esperienza di pura autocoscienza, svelando che la bellezza risiede, spesso, proprio nelle crepe tra una nota e l’altra.

2. L’R&B oltre il desiderio: Cantare ai pesci per amore di sé

Nell’album why can’t we just pretend?, il duo di Philadelphia Marian Hill opera una sofisticata decostruzione della sessualità performativa tipica dell’R&B contemporaneo. Samantha Gongol e Jeremy Lloyd, fedeli a un paesaggio sonoro fatto di bassy synth progressions e vocals seducenti, ribaltano la direzione dello sguardo nel brano “Omg”.

Mentre il genere solitamente presuppone la presenza di un “altro” da sedurre, “Omg” è un inno ironico all’amor proprio, dove l’atmosfera da club e le trame polifoniche proteggono un atto di pura intimità domestica. Il paradosso lirico è la chiave: la sensualità non è una moneta di scambio sociale, ma un piacere autarchico. La protagonista si esibisce in uno spettacolo privato dove gli spettatori non hanno voce.

“A private show, when you see me you’ll say, ‘Oh my God.’ But upon further listening, her audience consists only of her fishes and pillows.”

3. La nota più importante è quella che non viene suonata

La filosofia di Chad Lawson, espressa magistralmente in Awakening: The Stillness Within, eleva lo spazio a strumento primario. Registrato per l’etichetta Vedam Records — nata con l’intento di esplorare il potere curativo del suono — l’album riflette la lunga pratica di Lawson nella meditazione trascendentale.

L’incontro con la flautista Rasika Shekar ha trasformato il linguaggio del suo pianoforte. L’uso del bansuri, il flauto classico indiano indissolubilmente legato alla dinamica del respiro, ha insegnato alle corde del piano a “espirare”, rallentando il fraseggio e conferendo a ogni singola nota un peso specifico immenso. Il silenzio non è più assenza, ma una struttura portante in cui l’ascoltatore è costretto a sostare.

“Space is my favourite note. Space is where the magic happens. It’s where the listener’s only option is to pause.”

4. Tradizione aumentata: Il potere del quarto di tono

Ibrahim Maalouf incarna perfettamente il concetto di “ponte microtonale”. La sua unicità risiede nella tromba a quattro pistoni progettata dal padre, Nassim Maalouf, l’unica capace di riprodurre i quarti di tono essenziali per le scale maqamdella tradizione araba.

Maalouf non si limita a giustapporre mondi; egli ha studiato il barocco occidentale parallelamente alla musica classica araba, fondendo queste eredità in un linguaggio organico. Questa versatilità tecnica gli permette di navigare con la stessa autorevolezza tra le orchestrazioni cinematografiche, il rap di Oxmo Puccino e il folk raffinato di Sting. Il suo suono non è un’esoticità sovrapposta, ma una risoluzione armonica dove l’Oriente e l’Occidente cessano di essere poli opposti per abitare la stessa cellula melodica.

5. Il collage musicale: Quando il campionamento diventa arte visiva

Pit Baumgartner, mente del progetto De Phazz, si muove con la precisione di un curatore d’arte piuttosto che di un compositore tradizionale. Con un pedigree da remixer d’eccellenza — si pensi ai suoi lavori per la Verve Remix Seriesdove ha rimodellato icone come Ella Fitzgerald — Baumgartner vede il mondo come un immenso archivio sonoro.

In Tales of Trust, la sua metodologia del collage trasforma dischi da mercatino delle pulci comprati per pochi centesimi in architetture sonore sofisticate. Secondo Baumgartner, in un’epoca di saturazione acustica che va dai supermercati agli aeroporti, la vera invenzione risiede nella ricomposizione. La sua musica offre “piccole perle” semantiche a chi accetta la sfida di un ascolto analitico, capace di distinguere il calore del vinile d’epoca tra le maglie dell’elettronica moderna.

6. La nostalgia ha un suono: Il “lift” armonico della speranza

La nostalgia è spesso dipinta con tinte cupe, ma la tecnica musicale può modificarne radicalmente il segno. Un esempio illuminante emerge dal confronto tra l’evoluzione della “Skye Boat Song” (tema di Outlander) e l’estetica dei Marian Hill. Nella versione di Annie Lennox per l’ottava stagione, assistiamo a un cambiamento strutturale: mentre il tema tradizionale si chiude solitamente un tono sotto, conferendo un sapore folklorico ed elegiaco, la Lennox opera un “major step up”.

Questo innalzamento di un tono intero nel finale trasforma la chiusura in un atto di ottimismo e finalità, un “harmonic lift” che guarda oltre il dolore del distacco. Al contrario, in tracce come “pretend (2003)” dei Marian Hill, la nostalgia è evocata da un brooding synth che sottolinea l’irraggiungibilità del passato. Se per la Lennox la nostalgia è un ponte verso la speranza, per i Marian Hill è una tensione irrisolta, un desiderio di ritorno che la musica può solo accennare prima di svanire.

7. Una nuova ecologia dell’ascolto

Abbracciare queste scoperte significa adottare una nuova ecologia dell’ascolto, dove l’attenzione è l’unica moneta di valore. Non dobbiamo cercare solo il ritmo o la melodia perfetta, ma imparare a percepire le intenzioni nascoste dietro un microtono o la scelta di un campionamento vintage.

La creazione artistica possiede una qualità trascendente: genera un’energia capace di permeare lo spazio e il tempo. Come suggerisce la filosofia di Chad Lawson, questa forza trova le persone in stanze che l’artista non visiterà mai, in momenti che non potrà mai testimoniare. È una conversazione che nessun algoritmo potrà mai replicare.

La prossima volta che premerete play, sarete pronti ad ascoltare davvero ciò che accade nel respiro tra una nota e l’altra?


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Ennio Martignago