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Cover Stories - Temi di riflessione

Il mercato dei nostri sussurri : Architettura

L’architettura contemporanea della sorveglianza letta attraverso un caso esemplare, Palantir Technologies. Nata dal sistema antifrode di PayPal e riproposta dopo l’11 settembre per l’intelligence, l’azienda passa da fornitore discreto della CIA ad architetto di un’infrastruttura dati per Stati e agenzie: contratti fino a 10 miliardi con l’esercito statunitense, ImmigrationOS per ICE, commesse con USDA, Difesa britannica e Metropolitan Police, una guidance 2026 da 7,65 miliardi. In chiusura, le dichiarazioni del CEO Alex Karp e i due termini del dibattito su che cosa significhi, oggi, sorvegliare.

Il nemico vi ascolta

Dettaglio de “Il nemico vi ascolta. Due uomini conversano al tavolo di un bar mentre una spia li ascolta”. Autore: Gino Boccasile (1901–1952), attribuito.

Il caso Palantir: numeri, contratti, dichiarazioni

Di che cosa parla questa serie. La sorveglianza non nasce oggi: cambiano gli strumenti, non la funzione. Ciò che un tempo facevano spie, delatori e confessori con altri mezzi, oggi lo fanno i nostri dispositivi; e accanto ai controllori istituzionali, gli Stati, si sono aggiunti quelli commerciali, le aziende. Nulla di nuovo, dunque, nella sostanza. Proprio per questo vale la pena averne coscienza e consapevolezza: riconoscere chi ci ascolta, e come, è il primo passo per ribaltare lo sguardo.

Nelle puntate precedenti, la lunga storia della sorveglianza di Stato, da Uruk a ECHELON e PRISM, e l’inversione strutturale che oggi sposta il problema dalla raccolta dei dati alla loro elaborazione. Qui quel dispositivo prende un nome, una data di nascita e una serie di contratti: Palantir Technologies.

Palantir: dalle origini al 2013

L’idea che diventerà Palantir nasce altrove, e per tutt’altro scopo.

Alla fine degli anni Novanta PayPal, la società di pagamenti online co-fondata da Thiel, perdeva somme ingenti a causa delle frodi, spesso opera di gruppi organizzati.

Per arginarle, il suo team mise a punto un sistema antifrode, soprannominato internamente «Igor», che non automatizzava la decisione ma affiancava analisti umani a un software capace di riconoscere schemi ricorrenti dentro grandi quantità di transazioni.

Era la risposta a una necessità immediata, contenere le frodi, non uno strumento di sorveglianza. Dopo l’11 settembre 2001, Thiel osservò che lo stesso metodo, riconoscere schemi anomali in grandi masse di dati, poteva essere applicato a un dominio diverso: tracciare i flussi di denaro legati al terrorismo.

Da quell’intuizione, e dall’ambizione dichiarata di «ridurre il terrorismo preservando le libertà civili», nasce l’azienda.

Il nome scelto da Peter Thiel per l’azienda è quello delle palantíri, le pietre veggenti del legendarium di Tolkien: sfere che permettono di osservare luoghi lontani e che, nella narrazione, possono mostrare visioni parziali o ingannevoli a chi le interroga.

Palantir Technologies fu così costituita il 21 maggio 2003 a Palo Alto da Peter Thiel, Alex Karp, Joe Lonsdale, Stephen Cohen e Nathan Gettings. Il primo capitale esterno arriva fra il 2004 e il 2005 da In-Q-Tel, il fondo venture non-profit finanziato dalla CIA: due tranche per oltre due milioni di dollari complessivi che aprono l’accesso ai clienti dell’Intelligence Community statunitense.

Dal 2005 al 2008, la CIA è il solo cliente dell’azienda. Negli anni successivi Palantir diventa un fornitore discreto delle agenzie di intelligence americane, CIA, NSA, FBI, Department of Homeland Security, prima di quotarsi tramite direct listing sul New York Stock Exchange il 30 settembre 2020. I documenti di Snowden, pubblicati da The Intercept nel 2017, mostrarono che il software Palantir era integrato con XKeyscore, lo stesso strumento della NSA che permetteva di setacciare email, interazioni sui social media, comunicazioni private su scala planetaria. Un documento dell’intelligence britannica GCHQ descriveva gli strumenti Palantir come il prodotto di una “collaborazione iterativa tra informatici Palantir e analisti di varie agenzie di intelligence nel corso di quasi tre anni”.

Questa era la Palantir del 2013: un fornitore tecnico, poco visibile, delle agenzie di sicurezza statunitensi.

La Palantir del 2026 opera su una scala e un perimetro molto diversi, come mostrano i numeri e i contratti.


I numeri, i contratti, le commesse

Ad agosto 2025, l’esercito degli Stati Uniti ha assegnato a Palantir un Enterprise Service Agreement fino a 10 miliardi di dollari in dieci anni, consolidando 75 contratti software precedenti in un’unica piattaforma. ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione, le ha assegnato 30 milioni di dollari (contratto no-bid del 17 aprile 2025) per sviluppare ImmigrationOS: una piattaforma per identificare persone prioritarie per la deportazione, tracciare le auto-deportazioni con “visibilità quasi in tempo reale” e ottimizzare la logistica delle espulsioni.

Nell’aprile 2026, il Dipartimento dell’Agricoltura le ha assegnato un Blanket Purchase Agreement da 300 milioni di dollari per software operativo destinato, tra le altre cose, alla “sicurezza dei terreni agricoli” e all’ottimizzazione dei servizi al personale di campo. Il Ministero della Difesa britannico le ha rinnovato, sempre senza gara competitiva (per esenzione di difesa e sicurezza), l’accordo enterprise triennale di data analytics: firmato il 30 dicembre 2025 e in vigore dall’1 aprile 2026 al 31 marzo 2029, vale 240,6 milioni di sterline, più del triplo del contratto precedente. Il relativo avviso di gara precisa che le capacità fornite saranno “interoperabili con i sistemi Palantir della NATO e di altre nazioni alleate”; resta distinto, e di importo maggiore, il Strategic Partnership fino a 750 milioni di sterline in cinque anni siglato a settembre 2025 fra il ministro Healey e Karp. Quanto alla Metropolitan Police londinese, fra l’1 febbraio e il 30 aprile 2026 ha condotto un pilot (denominato “Unified Data Platform Phase 1”, del valore di 489.999 sterline, appena sotto la soglia dei 500.000 che impone il controllo del sindaco) che impiega l’intelligenza artificiale di Palantir per analizzare i dati dei dispositivi dei propri agenti a fini di individuazione di condotte illecite; la vicenda è emersa pubblicamente fra fine aprile e maggio 2026, suscitando le proteste del sindacato di polizia, e il programma è stato prorogato al 15 maggio. Un contratto separato e più ampio per l’analisi investigativa criminale (circa 25 milioni di sterline l’anno) è stato invece bloccato dall’ufficio del sindaco il 20 maggio 2026 per violazione delle regole di appalto.

Dieci parlamentari democratici (Senato e Camera), guidati dal senatore Ron Wyden e dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, hanno scritto al CEO Alex Karp nel giugno 2025 per chiedere spiegazioni su un presunto progetto con l’IRS, l’agenzia fiscale americana, che integrerebbe in un unico mega-database ricercabile i dati fiscali e altre informazioni sensibili sui cittadini, potenzialmente condivisibili con altre agenzie federali. I parlamentari lo hanno definito “un incubo di sorveglianza”. Palantir ha replicato pubblicamente di “non costruire alcun master database” e di non condurre né abilitare “sorveglianza di massa di cittadini americani”.

I risultati finanziari pubblicati a maggio 2026 raccontano la traiettoria: ricavi del Q1 2026 a 1,63 miliardi (+85% anno su anno, la crescita trimestrale più alta della storia dell’azienda), ricavi USA a 1,28 miliardi (+104%), segmento commerciale americano a +133%, segmento governativo USA a +84%. La guidance annuale è stata alzata a 7,650-7,662 miliardi di dollari per l’intero 2026, con una crescita prevista del 71% rispetto al 2025 e un segmento commerciale americano in crescita di oltre il 120%.


Le dichiarazioni di Karp

Interpellato a più riprese nel 2025 sull’accusa di fornire strumenti di sorveglianza domestica, il CEO Karp ha reagito ai resoconti su un master database: in un’intervista a CNBC del giugno 2025 ha definito l’ipotesi “ridicola”, affermando che, per sorvegliare illegalmente, Palantir sarebbe “l’ultima piattaforma al mondo” da scegliere. A novembre 2025, intervistato da Axios, ha rovesciato l’argomento: il vero problema, ha detto, è che “il 98%” della sorveglianza quotidiana sugli americani è fatta da aziende private, “per vendere cereali per la colazione”. Pochi giorni dopo, allo Yahoo Finance Invest Conference, ha definito “parassitari” i critici che descrivono Palantir come strumento di sorveglianza. E in un’intervista all’All-In Podcast, all’inizio di settembre 2025, con una pausa diventata celebre, aveva precisato: “No, we are not surveilling… uh, U.S. citizens.”

Sul piano dei fatti, la funzione tecnica dei prodotti Palantir, come descritta nei documenti aziendali e nei contratti pubblici, consiste nell’integrare e correlare grandi quantità di dati provenienti da fonti diverse, rendendoli interrogabili da un’unica piattaforma.

L’azienda fornisce questa piattaforma ad agenzie pubbliche e a clienti privati, e dichiara di non raccogliere dati propri né di gestire un database centralizzato. I parlamentari firmatari della lettera del giugno 2025, e altri critici, sostengono invece che è proprio questa capacità di integrazione e correlazione, più della raccolta in sé, a porre le questioni di sorveglianza richiamate nelle puntate precedenti.

Sono i due termini in campo; al lettore comporre la figura d’insieme e comprendere i confini della neutralità di chi produce e distribuisce tecnologia. Del resto, è la vecchia questione, ovvero vogliamo incolpare tutti i costruttori di coltelli perché qualcuno, anziché tagliare del pane, ferisce qualcun altro?


Prossima puntata: Il mercato dei nostri sussurri, Sorveglianza liquida, e la kill chain algoritmica. Le categorie con cui Bauman e Lyon avevano già descritto, nel 2013, ciò che oggi vediamo materializzato; e poi il punto in cui la “sorveglianza liquida” viene messa alla prova dei fatti, dall’individuazione di un bersaglio al colpirlo: i sistemi Habsora, Lavender, Where’s Daddy?, documentati a Gaza dalle inchieste di +972 Magazine e Local Call, e la stessa logica estesa al Libano. (continua)

La serie «Il mercato dei nostri sussurri» si compone di un Prologo e sette puntate. Ogni puntata raccoglie in fondo le proprie fonti; la Puntata 7 contiene inoltre una bibliografia ragionata sulla serie nel suo insieme. Il trailer della serie


Nota su dati e fonti

I numeri, le date, le sentenze e le citazioni di questa serie sono verificati al momento della pubblicazione attraverso fonti primarie istituzionali, accademiche e giudiziarie. Se incontrate un’imprecisione, segnalatela nei commenti: le correzioni fattuali saranno apportate quanto prima e indicate in coda al testo con data della modifica. Le obiezioni interpretative sono altrettanto benvenute, e non vengono trattate come correzioni: l’angolo di lettura qui proposto è una scelta editoriale dichiarata, il cui scopo è aprire un ragionamento, non arruolare nessuno in uno schieramento.


Fonti e letture disponibili

Questa sezione raccoglie le fonti citate e alcune letture per approfondire il quadro teorico, storico e documentale dell’articolo, e per proseguire in ricerche e approfondimenti. Il panorama è ovviamente ben più esteso di quanto elencato: lo scopo è offrire punti di partenza a chi voglia approfondire.

Palantir: dalle origini al 2013

  • Sull’origine PayPal del metodo (il sistema antifrode poi adattato all’intelligence dopo l’11 settembre): Eric M. Jackson, The PayPal Wars, WND Books, 2004, per la lotta antifrode di PayPal; e l’articolo di Andy Greenberg qui sotto, che ricostruisce il passaggio da PayPal a Palantir.
  • Britannica, Palantir Technologies Inc., scheda istituzionale dell’azienda.
  • Sulla quotazione tramite direct listing sul NYSE il 30 settembre 2020: Palantir Technologies, comunicati e documenti agli investitori (investor relations).
  • Andy Greenberg, Agent of Intelligence: How a Deviant Philosopher Built Palantir, a CIA-Funded Data-Mining JuggernautForbes, 14 agosto 2013: articolo.
  • FortuneIn-Q-Tel and the CIA venture model, 29 luglio 2025: articolo.

I numeri, i contratti, le commesse

  • Contratto MoD britannico (data analytics, 240,6 milioni di sterline, in vigore dall’1 aprile 2026): The RegisterBritain’s Ministry of Defence agrees deal with Palantir, 28 gennaio 2026: articoloPublicTechnologyMoD signs £240m Palantir deal, 29 gennaio 2026: articolo. Sul distinto Strategic Partnership fino a 750 milioni di sterline (settembre 2025) e sul dibattito ai Comuni del 10 febbraio 2026, copertura giornalistica britannica del periodo.
  • Metropolitan Police, pilot “Unified Data Platform Phase 1” sul monitoraggio degli agenti (1 febbraio, 30 aprile 2026, poi proroga al 15 maggio; 489.999 sterline): The RegisterMet’s Palantir deployment turns heat on its own officers, 30 aprile 2026: articoloThe Nerve, sull’estensione del programma, 15 maggio 2026: articolo. Sul contratto investigativo separato (circa 25 milioni di sterline l’anno) bloccato dall’ufficio del sindaco il 20 maggio 2026: The RegisterLondon cops post £300M tech shopping list after Palantir contract blocked, 28 maggio 2026: articolo.
  • Breaking DefenseArmy consolidates dozens of Palantir software contracts into one deal worth up to $10 billion, 1 agosto 2025: articolo.
  • WIREDPalantir’s ImmigrationOS deal with ICE, 18 aprile 2025: articolo.
  • Immigration Policy Tracking Project, scheda ImmigrationOS: pagina.
  • CNBCPalantir inks $300 million deal with USDA to safeguard food supply, 22 aprile 2026: articolo.
  • TechRadar ProPalantir to continue UK Ministry of Defense work in new three-year deal, 29 gennaio 2026: articolo.
  • Senate Finance Committee, Wyden, Ocasio-Cortez demand answers from Palantir about plans to build IRS mega-database of American citizens, 17 giugno 2025: comunicato istituzionale; copertura: FedScoop, 17 giugno 2025.
  • Palantir Technologies, Q1 2026 Business UpdatePDF investor relations; analisi: Futurum Group, Palantir Q1 FY 2026Seeking Alpha, 5 maggio 2026.

Le dichiarazioni di Karp

  • Sul “ridicola” e “l’ultima piattaforma al mondo”: dichiarazioni di Karp in un’intervista a CNBC del giugno 2025, in risposta al resoconto del New York Times su un possibile master database federale. Contesto e citazioni ricostruiti in: Sam Biddle, Alex Karp Insists Palantir Doesn’t Spy on Americans. Here’s What He’s Not SayingThe Intercept, 12 settembre 2025: articolo.
  • Sul “No, we are not surveilling… uh, U.S. citizens”: dichiarazione resa all’All-In Podcast (scambio con David Sacks), inizio settembre 2025, documentata e trascritta nello stesso articolo di The Intercept del 12 settembre 2025 (link sopra).
  • Intervista di Alex Karp ad Axios, 6 novembre 2025: articolo.
  • FortunePalantir CEO Alex Karp slams critics at Yahoo Finance Invest Conference, 13 novembre 2025: articolo.


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Massimo V.A. Manzari
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Massimo V.A. Manzari
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Massimo V.A. Manzari

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