Dettaglio de “Il nemico vi ascolta. Due uomini conversano al tavolo di un bar mentre una spia li ascolta”. Autore: Gino Boccasile (1901–1952) — attribuito.
Una premessa storica in breve
La sorveglianza dei popoli ha radici antichissime: già a Uruk intorno al 3200 a.C., poi gli Egizi del Nuovo Regno, i Persiani Achemenidi, Sun Tzu, Roma imperiale con speculatores, frumentarii e agentes in rebus, la Cina della dinastia Qin con il lian zuo. La Chiesa cattolica fece un salto qualitativo nel 1215 con il Concilio Lateranense IV, rendendo obbligatoria la confessione auricolare annuale. I regimi totalitari del Novecento, Gestapo, OVRA, NKVD, Securitate, Stasi, secolarizzarono e radicalizzarono la stessa logica. Lungo questa linea cambiano gli imperi, le bandiere, le tecniche e non cambia la funzione. La novità di oggi non è la sorveglianza in sé, ma la sua industrializzazione e il suo accentramento.
La stessa funzione si esegue oggi senza esseri umani nel circuito di raccolta, a costo marginale prossimo allo zero, su scala planetaria, concentrata in un numero piccolo di sistemi proprietari interoperabili.

L’arco narrativo in sette puntate
Puntata 1 — Quello che si è chiuso (e che non importava). La premessa storica completa, da Uruk alla Stasi, e poi il 2013: che cosa hanno cambiato davvero le rivelazioni di Snowden? Lo USA FREEDOM Act, la crittografia end-to-end di massa, HTTPS ovunque, Let’s Encrypt. Riforme reali, ma circoscritte, hanno toccato un programma, non l’apparato.
Puntata 2 — Da ECHELON a PRISM, e l’inversione. La memoria storica della sorveglianza globale: ECHELON, il trattato UKUSA del 1946, le antenne di Menwith Hill, il rapporto del Parlamento europeo del 2001. E poi il salto qualitativo, perché oggi il problema non è più raccogliere dati ma elaborarli, un’ora di calcolo per trenta ore di video.
Puntata 3 — Palantir: numeri, contratti, dichiarazioni. Da fornitore discreto della CIA ad architetto del sistema operativo della sorveglianza statale: 10 miliardi di dollari per l’esercito americano, ImmigrationOS per ICE, contratti con USDA, MoD britannico, Metropolitan Police, una guidance 2026 da 7,65 miliardi. E la celebre pausa di Alex Karp: “No, we are not surveilling… uh, U.S. citizens.”
Puntata 4 — Sorveglianza liquida, e la kill chain algoritmica. Bauman e Lyon avevano teorizzato tutto questo nel 2013 nel libro Sesto potere: post-panopticon, data double, adiaforizzazione, collaborazione zelante dei sorvegliati. Dieci anni dopo, le loro categorie non sono più descrittive ma diagnostiche. Il caso meglio documentato è Gaza: secondo le inchieste di +972 Magazine e Local Call, i sistemi Habsora, Lavender e Where’s Daddy? hanno automatizzato gli anelli iniziali della “kill chain”, la catena militare che porta dall’individuazione di un bersaglio al colpirlo: il primo marca edifici, il secondo genera liste di obiettivi umani, il terzo segnala quando rientrano in casa. Ma Gaza è solo il caso più visibile di una tendenza più ampia: la stessa logica opera altrove con assai meno clamore, e quando una guerra finisce questi sistemi vengono messi sul mercato. Non macchine che uccidono da sole, ma sorveglianza che industrializza la decisione umana senza sollevare nessuno dalla responsabilità di averla presa.
Puntata 5 — La tecnologia non è neutra. Perché ogni infrastruttura tecnica, Internet, GPS, machine learning, crittografia nasce dentro un progetto, e quel progetto, in larga parte della storia recente, è militare. Da Eisenhower a Bletchley Park, da Shannon a Diffie-Hellman, da ARPA al DoD lo scopo originario di una tecnologia persiste come possibilità latente nella sua architettura.
Puntata 6 — Cortocircuito politico e visibilità come analfabetismo. L’amministrazione che retoricamente combatte il “deep state” espande Palantir a livelli senza precedenti, mentre la stessa Camera presenta H.Res.34 per ritirare le accuse contro Snowden. E intanto la visibilità di Palantir, quotata in borsa, contratti pubblici, trimestrali per investitori, non scandalizza più nessuno. L’agnotologia (1) spiega perché.
Puntata 7 — L’esiliato, l’azionista, e la sorveglianza inversa. Edward Snowden a Mosca, Peter Thiel tra Los Angeles e la Nuova Zelanda: chi ha esposto la sorveglianza vive in esilio, chi la costruisce e la vende vive nel cuore del potere. Resta una domanda costruttiva, ed è la più importante: come si rovescia lo sguardo, trasformando l’infrastruttura della sorveglianza in uno strumento che rende visibili e responsabili coloro che oggi sorvegliano? È la sousveillance, la sorveglianza dal basso. La puntata percorre le vie possibili: consapevolezza e presa di coscienza, GDPR, EU AI Act, whistleblowing.
Come leggere la serie
Ogni puntata si legge per conto suo, in qualsiasi ordine. Per chi vuole l’arco completo, la sequenza 1→7 segue la genealogia dell’argomento partendo dal passato remoto della sorveglianza al presente, dal «che cosa è cambiato» al «che cosa si può fare». Ogni puntata raccoglie in fondo le proprie fonti e la Puntata 7 contiene inoltre una bibliografia ragionata sull’intera serie.
Prossima puntata: Il mercato dei nostri sussurri — Quello che si è chiuso (e che non importava).
(1) A proposito di agnotologia
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