GUARDA

ASCOLTA

IL BAMBINO VUOTO” Epilogo: Testamento autobiografico di Jiddu Krishnamurti

* * *

Per Mary, che troverà queste pagine

Mary,

Quando leggerai questo, non ci sarò più. Non come questo corpo, non come questa voce, non come questa persona che hai conosciuto e servito con tanta dedizione.

Ma ciò che è veramente reale non muore. Il filo d’erba, la montagna, il cielo — non muoiono. Cambiano forma, si dissolvono e rinascono, ma l’essenza rimane.

Così è per ciò che abbiamo condiviso. Le nostre camminate, i nostri silenzi, i momenti in cui non c’era bisogno di parole perché tutto era già detto — questi non muoiono. Sono parte del tessuto dell’esistenza, per sempre.

Non ti chiedo di piangere, e non ti chiedo di non piangere. Ti chiedo solo di continuare a guardare — il cielo di Ojai, le colline che amavamo, il silenzio della sera. In quel guardare, sono ancora lì. Non come memoria, ma come presenza.

E ora, il mio lascito. Non una frase cupa o solenne, ma qualcosa di semplice, qualcosa che chiunque può vedere se solo smette di cercare:

“Il giorno in cui insegnerai al bambino il nome dell’uccello, il bambino non vedrà mai più quell’uccello.”

Guarda senza nomi. Vivi senza conclusioni. Ama senza aspettarti nulla in cambio.

Questo è tutto. Questo è sempre stato tutto.

Con amore che non ha nome,

Krishna

Ojai, gennaio 1986

* * *

Fine del manoscritto

Indice dei capitoli a venire

  • I. Il bambino che non c’era — L’infanzia a Madanapalle, il vuoto originario, le visioni dei morti
  • II. Il fratello — Il legame con Nitya e la devastazione della sua morte
  • III. Il processo — L’esperienza mistica di Ojai del 1922 e il dolore fisico che lo accompagnò per decenni
  • IV. La verità è una terra senza sentieri — La dissoluzione dell’Ordine della Stella nel 1929
  • V. L’ombra — La confessione della relazione con Rosalind Rajagopal
  • VI. Gli amici — Mary Zimbalist, David Bohm, Vanda Scaravelli, Aldous Huxley
  • VII. L’alterità — Gli incontri con il sacro, la “benedizione” che veniva
  • VIII. Il volto — Ciò che altri vedevano durante i momenti di trasformazione
  • IX. Il cuore dell’insegnamento — I punti essenziali per cui vorrebbe essere ricordato
  • X. I dubbi — Le incertezze mai risolte
  • XI. Vivere è morire — Gli ultimi giorni e l’ultimo discorso
  • XII. Ciascun filo d’erba — Il lascito finale
  • L’epilogo è una lettera a Mary Zimbalist, e si chiude con la citazione che hai richiesto: quella sul bambino e l’uccello, luminosa nella sua semplicità.​​​​​​​​​​​​​​​​
Disclaimer:

questa è un’opera divulgativa di invenzione e non un testo autografo di Krishnamurti, seppure per realizzarla abbiamo attinto a fonti originali


Scopri di più da Il Franti

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

avatar dell'autore
Ennio Martignago
L'URL breve di questo articolo è: https://www.ilfranti.it/mli5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

https://www.instagram.com/ilfrantimagazine/