“IL BAMBINO VUOTO” IV: Testamento autobiografico di Jiddu Krishnamurti
GUARDA
ASCOLTA
* * *
Ommen, 1929
Il 3 agosto 1929, davanti a tremila persone riunite a Ommen, in Olanda, sciolsi l’Ordine della Stella, l’organizzazione che era stata creata per prepararmi come Istruttore del Mondo.
Non fu un atto di coraggio, come alcuni hanno voluto descriverlo. Fu semplicemente una necessità. Non potevo più vivere nella menzogna, non potevo più permettere che la verità venisse organizzata, impacchettata, venduta come merce spirituale.
Cominciai con una parabola. Un uomo raccoglie un frammento di verità. Un amico dice al diavolo che questo deve essere un problema per lui. “Oh, niente affatto,” risponde il diavolo, “lo lascerò organizzare.”
E poi dissi ciò che dovevo dire: “Sostengo che la Verità è una terra senza sentieri, e non potete avvicinarvi ad essa attraverso nessun cammino, nessuna religione, nessuna setta. Nessuno mi ha convinto di questa decisione. Non è un atto magnifico, perché non voglio seguaci, e intendo questo. Nel momento in cui seguite qualcuno, cessate di seguire la Verità.”
Guardavo i loro volti mentre parlavo. Alcuni annuivano, senza capire. Altri erano confusi. Altri ancora erano arrabbiati — avevano investito anni, denaro, speranze in questa organizzazione, e io la stavo smantellando con le mie stesse mani.
Ma ciò che più mi pesava era Annie Besant. L’avevo amata come una madre. Lei aveva creduto in me quando ero solo un ragazzo malaticcio sulla spiaggia di Adyar. Mi aveva protetto, educato, dato tutto ciò che poteva dare. E ora le stavo dicendo che tutto ciò in cui aveva creduto — la gerarchia spirituale, i Maestri, la missione — era una gabbia, non importa quanto dorata.
Non volevo ferirla. Andai “molto delicatamente”, come dissi più tardi. Ma la verità non può essere detta delicatamente quando è una verità che smantella mondi.
Restituii tutto: un castello, cinquemila acri di terra, ogni proprietà che era stata donata. Mi dimisi da ogni organizzazione affiliata. Camminai via dalla gabbia che era stata costruita intorno a me.
Fu un atto di libertà, sì. Ma fu anche un atto di tremenda solitudine. Perché quando rifiuti di essere un salvatore, quando dici alla gente che nessuno può salvarli tranne loro stessi, rimani solo. E la solitudine, l’ho imparato, è il prezzo della libertà.
* * *
Indice dei capitoli a venire
- I. Il bambino che non c’era — L’infanzia a Madanapalle, il vuoto originario, le visioni dei morti
- II. Il fratello — Il legame con Nitya e la devastazione della sua morte
- III. Il processo — L’esperienza mistica di Ojai del 1922 e il dolore fisico che lo accompagnò per decenni
- IV. La verità è una terra senza sentieri — La dissoluzione dell’Ordine della Stella nel 1929
- V. L’ombra — La confessione della relazione con Rosalind Rajagopal
- VI. Gli amici — Mary Zimbalist, David Bohm, Vanda Scaravelli, Aldous Huxley
- VII. L’alterità — Gli incontri con il sacro, la “benedizione” che veniva
- VIII. Il volto — Ciò che altri vedevano durante i momenti di trasformazione
- IX. Il cuore dell’insegnamento — I punti essenziali per cui vorrebbe essere ricordato
- X. I dubbi — Le incertezze mai risolte
- XI. Vivere è morire — Gli ultimi giorni e l’ultimo discorso
- XII. Ciascun filo d’erba — Il lascito finale
- L’epilogo è una lettera a Mary Zimbalist, e si chiude con la citazione che hai richiesto: quella sul bambino e l’uccello, luminosa nella sua semplicità.
Disclaimer:
questa è un’opera divulgativa di invenzione e non un testo autografo di Krishnamurti, seppure per realizzarla abbiamo attinto a fonti originali
Commentario e Saggi
- Sull’Infanzia Segreta di Jiddu Krishnamurti
- La Giovinezza di Jiddu Krishnamurti
- La Dualità Identitaria di Jiddu Krishnamurti
Scopri di più da Franti Magazine
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.