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Diario Antroposofico con Tua Figlia — Pagina V

Quando un papà deve insegnare qualcosa di complicato come la medicina antroposofica ai propri figli non dà valore alle parolone: gli bastano gli esempi. Non cerca di spiegare tutto: si limita a suscitare la curiosità necessaria e sufficiente

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Come legge il corpo il medico che sa

Una mattina, durante la colazione, mia figlia ritorna su un dettaglio.

«Mi spieghi come fai a “leggere” il corpo, però? Cioè, quali sono i segni che il medico antroposofico osserva?»

«Allora. La medicina tradizionale ti chiede di fare un test del sangue e guarda i numeri. Il medico antroposofico invece osserva anche i numeri, ma aggiunge lo sguardo dell’artista. Per esempio, ti saluta. La stretta di mano è il primo messaggio. Se la tua mano è fredda e molla, dice che il tuo Io non riesce a “penetrare” il corpo come dovrebbe — non riesci a incarnarti completamente. Se è calda e ferma, dice che il tuo Io abita bene il tuo corpo.»

«Solo dalla mano?»

«La mano è un inizio. Poi guarda come cammini. Come entri nella stanza. Il tuo passo dice molte cose — se sei pesante come una pietra, dominato dal corpo fisico, o se sei leggera, quasi galleggiante, il che potrebbe significare che il corpo non ti tiene bene ancorata al mondo. Guarda il colore della tua pelle. Un pallore bluastro dice una cosa — che il freddo della testa domina. Un rossore eccessivo dice un’altra — che il caldo della pancia sale fino al viso e ti consuma.»

«E qual è il colore giusto?»

«Il cosiddetto “colore fior di pesco”. Quando l’anima permea armoniosamente la vitalità fisica. Conosci quel rosato delicato, vivo, che si vede in un bambino sano? Quello.»

«Ma chi ha quel colore quando cresce?»

Sorrido. È una domanda smaliziata.

«Pochi. Perché la vita moderna — la scuola, gli schermi, il freddo, lo stress — spinge verso l’estremo. O sei pallida perché studi troppo senza movimento, o sei rossa perché sei infiammata da troppo zucchero e agitazione. Oppure sei grigia — il peggio — perché l’uno e l’altro hanno raggiunto un compromesso squilibrato.»

«Quindi il medico guarda il colore della pelle e sa che cosa ti manca?»

«Sa da dove iniziare a fare domande. Guarda anche le mani — se sono gonfie, se la pelle è secca, se le unghie si sfaldano. Guarda gli occhi. Se lo sguardo è lucido o spento. Chiede come dormi — il sonno è il grande rigeneratore. Se dormi male, tutti gli strati del tuo essere soffrono.»

«Mi racconti di uno dei quattro strati di cui hai parlato?»

«Certo. Diciamo il corpo eterico, che è quello della vitalità. Se è forte, guarisci bene da una ferita. Se ti tagli, la ferita cicatrizza in fretta e senza complicazioni. Se è debole — magari perché dormi poco o perché il corpo fisico è sottonutrito — la ferita cicatrizza male, infiamma, si fa infetta.»

«E come si rinforza?»

«Dormendo sufficientemente — il riposo è quando il corpo eterico ripara. Muovendoti — il movimento attiva la vitalità. Mangiando bene — il cibo vivo, non processato. E a volte con rimedi che la medicina antroposofica prepara proprio per stimolare il corpo eterico: per esempio, cose che accelerano il metabolismo lievemente, in modo consapevole.»

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Ennio Martignago