N.B.: GLI ALLEGATI DEGLI EPISODI VERRANNO RILASCIATI SOLTANTO NEL CANALE TELEGRAM ILFRANTI PODCAST E NON, COME ALTROVE, NELLA PAGINA DELL’ARTICOLO. GRAZIE
Oltre la febbre
La sera dopo la scuola, mia figlia entra in casa e mi chiede subito:
«Papà, stamattina la professoressa ha detto che il corpo è come una macchina. Se si rompe qualcosa, lo ripari. Ma tu dici sempre che non è così. Come fai a sapere come funziona davvero?»
Mi siedo sul divano e respiro. Non è una domanda semplice.
«Bene. La professoressa non ha torto — il corpo ha dei pezzi, è vero. Ma il problema è che una macchina — che so, un’auto — se la porti dal meccanico, il meccanico guarda solo il pezzo rotto. Se il motore fa strano, cambia una guarnizione. Se la batteria è scarica, la sostituisce. Punto. Non ti chiede: “Come stai emotivamente? Dormi bene? Che cosa succede nella tua vita?”»
«Ma il corpo è diverso?»
«Il corpo è vivo. Questo cambia tutto. Una cosa viva non è una macchina di ricambi isolati: è più come… immagina una città. Una grande città dove milioni di persone fanno cose tutti i giorni, si parlano, litigano, si aiutano. Se a Milano accade un disastro in una zona, non è che quella zona è “sbagliata” — è che qualcosa in altre zone ha smesso di comunicare con essa. Capisci?»
Mia figlia annuisce lentamente.
«Un medico antroposofico — e qui non parlo di magia, ma di un modo diverso di osservare — non guarda solo il “pezzo” malato. Si chiede: “In questa città-corpo, chi ha smesso di parlare con chi? Dove c’è troppo caos e dove c’è troppo silenzio? Perché il corpo ha acceso la febbre proprio adesso?”»
«Quindi la febbre… non è cattiva?»
«Ecco. La febbre sembra cattiva perché abbiamo paura. Ma immagina che tu voglia ristrutturare una vecchia casa della nonna piena di muffa. Non puoi farlo quando fa freddo. Devi scaldare tutto, aprire finestre, sudare, smontare i muri vecchi, ricostruire. È un cantiere. È disordinato, sporco, stancante. Ma è il processo di trasformazione. La febbre è il corpo che alza la temperatura per distruggere quello che non gli appartiene più — un virus, certo, ma anche una vecchia immagine di sé che non gli serve più.»

«E allora perché i genitori corrono subito a dare la tachipirina?»
«Perché hanno paura. Ed è comprensibile. Ma il medico antroposofico, invece, sorveglia il fuoco. Non lo spegne. Fa sì che bruci quello che serve senza bruciare la casa intera. Vedi, il corpo impara. Ogni volta che gestisce una febbre da solo, diventa più forte. È come se il sistema immunitario facesse ginnastica.»
Mia figlia mi guarda. Vedo che sta pensando.
«Ma il dottore convenzionale, quando mi visita, guarda solo il termometro e l’ecografia. Non parla mai della mia vita.»

«Esatto. Perché il suo compito è risolvere il problema nel pezzo. E in molti casi funziona, eh — non ti sto dicendo che gli antibiotici non servono. Servono eccome. Ma il medico antroposofico chiede anche: “Come dorme questa ragazza? Sta studiando troppo? Che relazioni ha? Come si sente nel suo corpo?” Perché il corpo non è un pezzo isolato. È una cosa che pensi, che senti, che vivi.»
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