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Diario Antroposofico con Tua Figlia — Pagina III

Quando un papà deve insegnare qualcosa di complicato come la medicina antroposofica ai propri figli non dà valore alle parolone: gli bastano gli esempi. Non cerca di spiegare tutto: si limita a suscitare la curiosità necessaria e sufficiente

N.B.: GLI ALLEGATI DEGLI EPISODI VERRANNO RILASCIATI SOLTANTO NEL CANALE TELEGRAM ILFRANTI PODCAST E NON, COME ALTROVE, NELLA PAGINA DELL’ARTICOLO. GRAZIE

Le quattro dimensioni dell’essere

Una settimana dopo, mentre facciamo una passeggiata, mia figlia torna all’argomento.

«Mi stai dicendo che il corpo è una città. Ma una città ha quali… dimensioni? Le case? La popolazione? Il bilancio?»

Sorrido. Lei sta imparando a fare domande precise.

«Bene. Secondo la medicina antroposofica, tu hai quattro strati di te stessa, che operano insieme. Il primo è quello che tutti vedono: il tuo corpo fisico. Ossa, muscoli, sangue, organi. È la parte soggetta alle leggi della gravità e della chimica. È il tuo involucro minerale.»

«Okay. Quello me lo immagino.»

«Il secondo strato è quello che i botanici vedono — le piante, infatti, hanno questo ma non gli altri. Si chiama il corpo eterico, o corpo della vitalità. È la forza che fa crescere i capelli, che guarisce una ferita mentre dormi, che fa cicatrizzare la pelle. È invisibile, ma è quello che fa la differenza fra un corpo vivo e uno morto. Un cadavere ha ancora il corpo fisico — gli atomi sono gli stessi — ma il corpo eterico se n’è andato. Tutto si decompone.»

Mia figlia guarda un albero mentre camminiamo.

«Quindi anche l’albero ha il corpo eterico?»

«Sì. Infatti gli animali hanno un terzo strato che le piante non hanno. Si chiama corpo astrale, o corpo dell’anima. È quello che ti dà la sensibilità, le emozioni, la capacità di muoverti verso qualcosa o scappare da qualcosa. È quello che sente paura, rabbia, gioia. Quando sei stressato, il tuo corpo astrale è agitato, e questo disturba il ritmo del tuo cuore e del tuo respiro. Quando sei calma, il corpo astrale è tranquillo.»

«E il quarto?»

«Il quarto è quello che rende te unica. Nessun animale ha questo, per quanto ne sappiamo. È l’Io. È la tua coscienza, la tua memoria, la tua capacità di dire “io sono io, non qualcun altro”. È quello che coordina gli altri tre strati e dice: “Oggi voglio imparare, oggi mi riposerò, oggi farò una scelta diversa dal solito.” L’Io opera principalmente attraverso il calore — il calore dell’entusiasmo, della passione, della volontà.»

Mia figlia rimane in silenzio per un po’.

«Quindi se mi ammalo, potrebbe essere malato uno di questi quattro?»

«Esattamente. Se il tuo corpo fisico ha una ferita, il medico tradizionale la vede e la cura — giusto. Ma se stai stanca tutto il tempo, potrebbe essere il corpo eterico che non riesce a rigenerarti durante il sonno. Se sei nervosa e non riesci a stare ferma, potrebbe essere il corpo astrale che non riesce a calmarsi. Se ti senti vuota, senza scopo, potrebbe essere l’Io che non riesce a “abitare” il corpo come dovrebbe.»

«E come fa il medico a capire quale dei quattro è il problema?»

«Guardando. Osservando. Non con i macchinari, almeno non solo. Una mano fredda e molle dice una cosa. Una mano calda e ferma dice un’altra. Il modo in cui cammini. Il colore della tua pelle. Come dormi. Come ridi. La qualità della tua voce. La capacità del tuo corpo di scaldarsi quando fa freddo. Tutto questo parla. Il corpo non mente — il corpo è poesia, se sai come leggerlo.»

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Ennio Martignago