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Diario Antroposofico con Tua Figlia – Pagina VII

La malattia è come il fungo infestante . Ma il vero problema è il “terreno” — il corpo eterico che non rigenera, l’astrale stressato… Il medico antroposofico cura il terreno. Allora il fungo scompare da solo

Il giardino come specchio

Il sabato, mentre tiriamo le erbacce dall’orto di casa, continuo il discorso.

«Vedi questo giardino? Qui c’è un’altra metafora che aiuta a capire. Se un giorno noti che ci sono molti funghi nel prato, cosa fai?»

«Li tolgo? O spruzzo un insetticida?»

«Questo è quello che fa il giardiniere moderno — vede il fungo, lo elimina, e basta. Ma il giardiniere consapevole si chiede: “Perché il fungo è comparso?” E scopre che il terreno è troppo umido, che il sole non arriva, che il compost è marcio. Quindi non distrugge il fungo — che è solo il sintomo — ma cura il terreno. Pensa ad aerare il prato, crea drenaggio, aggiungi il compost nuovo, lascia che il sole arrivi. Dopo un po’, il terreno è così sano che i funghi non tornano più.»

«Quindi il sintomo è il fungo?»

«Esattamente. La febbre è il fungo. Il raffreddore è il fungo. L’allergia è il fungo. Ma il vero problema è il “terreno” — il corpo eterico che non rigenera, il corpo astrale che è stressato, l’Io che non sa come abitare questo corpo. Il medico antroposofico cura il terreno. Allora il fungo scompare da solo.»

«E come cura il terreno? Con altre piante? Con acqua diversa?»

«Con molte cose. Talvolta con i rimedi naturali — sono stati sviluppati proprio per parlare il linguaggio della natura. Talvolta con il movimento consapevole. Talvolta insegnando alla persona come vivere meglio, come dormire meglio, come respirare. Talvolta semplicemente ascolandola e permettendole di capire che la malattia non è un errore della natura, ma un messaggio.»

Mia figlia stacca un’erbaccia particolarmente ostinata.

«Quindi se continuo a prendere antibiotici ogni volta che ho febbre, sto uccidendo i funghi ma non curo il terreno?»

«Sì. E il problema è che il terreno peggiora. Diventa sempre meno resiliente. La prossima volta che arriva un patogeno, il corpo non sa come combatterlo perché non ha mai imparato — gli hai sempre ucciso il nemico da solo.»

«Allora non devo mai prendere antibiotici?»

«No, no. Se il terreno è completamente disastrato, a volte hai bisogno di un intervento forte. Se la febbre è così alta che rischia di danneggiarti il cervello, abbassala. Se c’è un’infezione batterica grave, gli antibiotici salvano vite. Il punto è la proporzione, il giudizio. Non è bianco o nero.»


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Ennio Martignago