Torniamo sui nostri passi e concediamoci una pausafumetto.Accendete o spegnete non importa, mettetevi comodi, fatevi un bicchierino se siete nel dopo pranzo, predisponetevi, eventualmente. Se poi non ci riuscite non importa. Magari rimandate la lettura a un altro momento. Espletate le formalità d’uso vorrei introdurre alla vostra attenzione l’eroe ivi ritratto in copertina di post, anche dettoMaskar. La prima seria impresa disegnatrice per non dire disegnantica del mitologico, scusate se insisto ma non posso esimermi,Gallieno Ferri. Per i fumettologi che abbiamo fra noi non potevo dire di meno, per i non esperti o i più distratti, dirovvi che ilFerridi nomeGallienoè il papà diZagor, e non aggiungo, anche se.
L’eroe mascherato, anche con laA, nasce alla fine dei‘40del secolo scorso, e potrebbe rientrarenella nostra serie dedicata ai proto super, anche se pure isso, come altri in verità, sebbene mascherato e vestito con tutina attillata d’ordinanza, non dispone di vere e proprie abilità sovra umane. E’ un eroemascaratocome il suo papà idealePhantom – progenitore di tutti i supersenza poteri ma in maschera che, per l’appunto, si chiama molto semplicementeuomo mascheratoda noi – e che aveva inFranciaun altro esponente di successo e precedente aMaskarche si chiamavaFantax.

Un eroe mascherato anche quello francese, che venne disegnato per qualche tavola anche dal nostro Ferri giovane, che poi avrebbe sterzato ai primi anni dei‘50del novecento versoMaskarideato e scritto daGiovanni De Leoche poi con la sua casa editrice sarà anche produttore e distributore del fumetto. L’uomo mascherato italiano,Maskar, è un atleta superbo e anche un detective di grande lignaggio, una sorta disherlock holmescoi muscoli e la maschera e il costume da super, o da vigilante come altri definiscono gli eroi mascherati. L’origine più tera tera del fumetto sta nel fatto che il suo inventore che era anche e soprattutto un editore, come abbiamo già sottolineato, era stato l’importatore e il distributore italiano delle avventure diFantax, l’eroe francese nato qualche anno prima oltre le alpi e visto da molti esperti della nona arte come il vero progenitoredegli eroi neri in calzamaglia. Le avventure diFantaxerano particolarmente crude e dure e non riuscirono a passare la censura italiana di quegli anni. Per questoDe Leopensò bene, visto il successo italico del fumetto francese, di inventarsi un eroe su quella stessa falsariga ma più misurato e accessibile.Un eroe noir democristianoqualcuno lo potrebbe definire. Tipo il sottoscritto.

La vita editoriale del fumetto italiano non fu lunghissima, nella sua prima edizione, ebbe solo 12 numeri in tutto. Però il super mascherato venne poi ripreso e“svolto”meglio e più a lungo, dieci anni dopo, mesi più minuto meno, nei ruggenti‘60, dove per le edizioni arcobalenoe con una rinnovata squadra di disegnatori e i testi del solitoDe Leo, assistito e coadiuvato da altri sceneggiatori, raggiunse la quota82 in quanto numeri pubblicati. Ci sarà anche una ristampa dei fumetti diMaskarin anni successivi. Alcuni numeri, furono rieditati rimescolando le carte del“già pubblicato”, e lavorando sul formato, e sulle copertine. L’eroe mascherato noir finì anche sull’Avventuroso, rivista a fumetti di cui torneremo a parlare presto. Il tutto successe negli anni ’70 del novecento in un periodo in cui anche grazie all’arrivo di nuovi super personaggi dall’estero i fumetti degli eroi in calzamaglia dotati di poteri fantasmagorici avevano letteralmente invaso le edicole del BelPaese. Inciso. Nel senso faccio una pausa e inserisco una notiziola divertente e curiosa, a mio avviso. A proposito difantasmagoricomi preme segnalare che tale aggettivo venne coniato in omaggio ad un eroe nero della letteraturapulp: il francofonoFantomas. Tornando aMaskardopo l’operazione restyling anni ’70 arrivò l’oblio, definitivo. Si sa, i minori non diventano maggiori solo perché anziani e precursori, e nemmeno se mi ci è scappata la rima. Va ricordato anche forse cheFerriagli albori della sua prestigiosa carriera si firmava con lo pseudonimo diFergal– si capisce forse l’origine dello pseudonimo. Nel periodo di maggior successo, negli anni sessanta, gli albi diMaskarospitano storie inedite di nuovi personaggi non legati in alcun modo al fumetto originale. Alcuni degli albi di quel periodo si chiamano proprioMaskar presenta. Nel salutarci ricorderei altresì che le prime due edizioni dei fumetti di Maskarsono stampate e diffuse in albi a striscia, avete presente quelli diTexdegli inizi? Orizzontali e stretti. Una striscia insomma. Solo con le ristampe reimpaginate degli anni successiviil fumetto diventa un bonellidevero e proprio. Nonostante gli anni e la scarsa diffusione, cercando, si trovano un buon numero di esemplari maskariani ruspanti in vendita sul web, online, digital digital ma anche fisicamente apprezzabili. E come direbbe Maskar di persona personalmente:
sempre al servizio della giustizia. Blip

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