La notizia più interessante, almeno per il sottoscritto, sul terzo gioco da tavolo più venduto nel mondo – il primo è scarabeoe il secondo l’abbiamo già raccontato– è che dall’epoca della sua uscita inItalia– correva l’anno mille novecento ottanta qualcosa, probabilmente ’88 forse prima, – il prezzo della confezione base, all’epoca c’era solo quella, adesso ce ne sono diverse per non dire variegate per non aggiungere addirittura anche in versione digitale; è diminuito e in modo evidente, per non dire potente, per non aggiungere un sacco e pure parecchio. La prima e anche le altre scatole gioco, che per qualche tempo, sicuramente più di un anno, sono state vendute nelBelPaesecostavano la non banale cifra di99 mila lirein scudi locali e monete regionali. All’epoca erano quelle le nostre svanziche per pagare le cose. Anni ottanta ricordiamo. Oggi la scatola baseTP,anche abbreviato del resto siamo o non siamo fra amici, costa39,90. Si tratta di eurini, ovviamente, ma se aveste voglia di fare il cambio, anche senza la calcolatrice, vedreste al volo che quasi cinquanta anni dopo, con tutta l’inflazione, e altri accidenti possibili; sulPursuite pure sulTrivialnon hanno infierito, anzi il quadro è migliorato, e il prezzo è sceso. Strano, ma vero. A proposito di digital, come ti azzardi a cercare robe sulTPonline, l’algoritmo non ti da tregua e ti manda dritto dritto al magazzino di google per i giochi e le applicazioni varie, che si chiama play con il google davanti. Lì scopriamo immantinente l’edizione basica e puro gratuita dell’app-gioco delTP, che si chiamaTrivial World Quiz Pursuit. Passo e chiudo, per ora.
Io lui lo conosco a prescindere. DicoPeter Brown.Crank it up. E’ il disco, la hit, per cui hosvarzellato come una tinca nel pantanoper esso musicista nei gloriosi anni‘80del secolo scorso. L’internet mi rimanda a issa song parlando di Trivial e pure di Pursuit. Boh. Vedremo. Tornando a cose molto più serie, sapete per caso cosa significa o anche col congiuntivo – scialiamo – significhiTP? Ve lo dico io:un passatempo banale.E ora vi svelo anche perchè siamo arrivati a questa specifica canzion del signor Pietro Marrone in arte Brown. Nel testo della song si definisce l’amore fra issi due raccontati – una lei e un lui, ma anche come preferite meglio – comeun passatempo banale, – o un banale passatempo – e le parole usate in anglofono: squlli e rombi e fricassee di piatti e pentole, sono proprioTrivial Pursuit. Robe pirotecniche, altrochè banalità. Il banale passatempo, venendo alla genesis del gioco, è frutto del passatempo tutt’altro che banale di un manipolo di persone di varia estrazione umana e professionale che giocando ad altro – sembra proprio ascrabbler, quello lì con le parole da comporre, il moscondoro, suvvia – per ovviare a un presunto deficit del medesimo gioco – narrano le leggende – abbiano preso le parole e anche le lettere al balzo e si siano messi a costruire un gioco alternativo e maggiormente appassionante per non dire più bello, per non dire e nemmeno scrivere:migliore. Accadeva nel1979, era la notte o comunque un tardo pomeriggio e una serata già buia per non dire buiosa, del15 dicembre, in Canada. Le persone coinvolte all’inizio erano due, ma non rimasero sole per molto. Tra l’altro i due che di lavoro facevano altro, quando assieme agli altri, qualche tempo dopo, misero assieme il gioco di base,“il banale passatempo”; pensarono subito fosse una frittata ben riuscita e misero in piedi subito e non dopo, una compagnia – da noi si direbbe una società – per produrre, distribuire e vendere il medesimo gioco da tavolo. Mica male come intuizione.
Quando poi la storia cominciò a funzionare, – nel senso di vendite e non solo inCanada e negli Stateslì accanto – alla piccola azienda canadese si affiancò la ben più grande azienda americana specializzata in giochi di ogni tipo foggia e dimensione, nonché detentrice di diritti, proprietà intellettuali, e nascita e sviluppo in proprio di leggendari giochi a premi ma anche no:la Hasbro, di cui vi linkiamo qui e ora, e non ne parliamo più. Tra l’altro in anni più recenti,2008, i fratelli Has, ammesso che hasbro significhi questo, si sono comperati la proprietà intellettuale delPursuitdai cugini canadesi inventori, liquidandoli con80 milionuzzi di dollaruzzi. Alla fin fine neanche tantissimo, se pensiamo ad esempio, per fare un esempio, e non una frittata; a quanti soldi scorrano fra le start up digitali e le major digital, – google, facebook, microsoft per dire – quando subentrano ai giovinotti nel bel mezzo di una buona idea.Fo’ per diree per spiegare meglio, pensiamo ayoutubee al suo passaggio ingoogle, ad esempio e per non dire altro. Considerato altresì che secondo voci e fonti del tutto confermate per quanto possa essere confermabile quello che l’indegno possessore di questa rubrica nonchè estensore di questo post possa ritenersi in grado di confermare e attendibilitare. Quest’ultima ovviamente non esiste ma fa look. Tornando al dunque, di copie del gioco – il terzo più venduto ricordo – ne sono state snocciolate nel mondo all’alba del2004, quasicento milioni di scatole.

Non so dire come si possano mettere assieme i due dati. Non chiedetelo a me. L’impressione è dubitosa. Sui soldi pagati, in confronto al fenomeno di massa. Pensando soprattutto a quello che potrebbe essere accaduto dopo l’acquisto del marchio. Sono passati più di vent’anni e non se ne sa una benemerita. E neanche le aigennarine aiutano. Che ci volete fa, quando l’affare è buono, le cifre scompaiono, sennò, i guadagni finiscono tutti in tasse. O no? Del resto al di là della citazione cinematografica precedente, – perchè sembra che gli attori non resistessero neanche un secondo fra un ciak e l’altro a mettersi a giocare al Trivial, il gioco del momento – vale la pena di dire che dalla vicenda dei creatori delTrivial Pursuitnell’88del novecento fu tratto un lungometraggio, roba per veri appassionati, in cui si raccontano le gioie dell’invenzione ma anche le innumerevoli peripezie per non dire angherie e le giustappuntiche per riuscire a far diventare l’idea un business. Va anche specificato molto bene però, che alla fine, e ben prima di vendere i diritti del gioco, i creatori delPursuiterano diventati tutti miliardari. Allegherei un estratto della pellicola ma al momento essa risulta irreperibile. Segue locandina o foto di scena. Foto di scena già vista anche qui sopra. Bye

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