Cerca nel Franti
Il Pescatore

Le buchette

Un piccolo buco nel muro, una finestrella con la porticina e la chiave, un pertugio con la cornice di pietra e una immagine dipinta sullo sfondo a coprire una apertura nel muro in basso: Le buchette di Firenze

La nostra dimora ha un piccolo cortile, e credo pure un giardino; anche se non sono riuscito ad accedervi. Accanto al grande cancello c’è un piccolo buco nel muro, solitamente chiuso da una piccola imposta. Ogni giorno alle undici persone arrivano a questo sportellino e bussano con un battente: viene aperto da un intendente della famiglia. Il cliente poggia un fiasco vuoto ed un Paolo (dieci Centesimi) e riceve in cambio il fiasco pieno di vino.In questo modo, capisco che la maggior parte delle grandi famiglie Fiorentine smaltiscano il prodotto delle loro vigne!

Le macchine del tempohanno varie fogge misure e personificazioni, questa è una di quelle.Le buchette. A scanso di equivoci aggiungerò che i dati sono certificati da apposito ente o ufficio o robe di questo tiposorto alla bisogna e alla bisogna utilizzato in più di un’occasione. Come dice il titolo e l’immagine a esso corredata e le parolecoltedell’introduzione – trattasi di lettera da soggiorno fiorentino dello scrittore americanoJames Fenimore Cooper, quello dell’Ultimo dei Mohicani– il conquibus odierno qui al Franti riguarda quelle cosette nel muro, sorta di piccole porte con tanto di chiave in alcune circostanze, e loggetta di contenimento, detta anche cornice in muratura, di cuiFirenze e solo Firenze, è piena, per non dire satolla, per non aggiungere ricca sfondata. Ricomincio. Nel mondo del turismo, anche dettodell’overturism, – e non è un bene, quest’ultimo – meglio spiegato con ilmordi e fuggiel’instagrammabilitào latik tokkeria, se venite nel capoluogo toscano non diDantene diLeonardooMachiavellivi dovete occupare, bensì delle buchette nel muro e del vino o altri alcolici che da essi pertugi vi vengono serviti. E se e quando compirete questo rito – vera iniziazione del social-turista  – non dovrete mancare e far mancare e mai e poi mai saltare la successiva o precedente o contemporaneaselfie o selfiad’occasione e d’occorrenza. 

ex buchetta

La trasformazione dell’antica pratica fiorentina cinquecentesca in un’attrazione turistica e social si compiette o compiatte in epoca pandemica. Quante cose ha causato essamia col pan e senza il salam. Centinaia. Molte pesanti e brutte assai, ma altre meglio. Tipo questa. In quell’epoca didistanziamento sociale– vi scende una lacrimuzza di nostalgia nel leggere quei termini tutti e due insieme ancora una volta, ditelo, confessatelo, qui non ci formalizziamo – le buchette, piccole aperture, – non ovunque, intendiamoci – nei palazzi nobili, quelli belli e cinquecenteschi perlopiù, di cui la capitale mondiale delRinascimentoabbonda, nevvero;vennero riaperte alla bisogna per mescere alcolici agli astanti senza rischiare il contagio. Manina guantata porgeva coppa o calice o bicchiere semplice ad altra manina con o senza guanti non importa non prima di aver riscosso il danaro necessario alla bisogna, e il gioco era fatto senza certificazione e altri ammennicoli del caso. 

Nel Rinascimento i nobili o la di loro servitù, – più facilmente – usavano esse buchette per vendere direttamente il vino prodotto nelle tenute della famiglia a chi lo volesse. Come dire:dal produttore al consumatoresenza passare dalle rivendite dell’epoca, che poi eranole osterie.Ostessa dei tre merli un pò di posto avete per me e per Giuseppe.Reminiscenze scolastiche a parte, ci trovavamo in presenza di prodigi dafiliera corta. Si, perchè le buchette sono piccole ma non abbastanza da non far passare un fiasco intero al posto del bicchiere d’ordinanza. 

fiasco

Era già successo, ad esempio nella peste di manzoniana memoria, quella del ‘600 col mille davanti, che l’uso di tali pertugi fosse esaltato dalle  contingenze. Anche allora dai buchi opportunamente corredati di porte e serrature, emergevano beni di prima necessità, che venivano elargiti alla clientela evitando fastidiosi e perigliosi contatti col venditore e il contraente per non dire cliente o postulante. La moda e la bisogna si è protratta, lungamente, nel tempo e nelle epoche differenti della storia della città del giglio. Con alterne vicende tale abitudine ha avuto momenti di splendore durante il quale il numero delle buchette è aumentato a dismisura, e le aperture murali piccolette si sono sparse per non dire allargate a macchia d’olio, e non di leopardo, in ogni dove nel capoluogo toscano, fino a giungere a essere centinaia, per non dire molte e tante e parecchie. Abbiamo, come anticipato, anche un’apposita associazionebuchette del vino– così chiamasi precisamente – che ci restituisce un numero preciso, o quasi preciso – poichè ancora allo studio e studiato indi per cui poscia in divenire costante, – di aperture murarie vinicole certificate in quel diFirenzeche marca quasi350fraattive e dismesse, più altre121nrl resto dellaToscana. Tale numero è certificato sul sito e in presenza dall’associazione medesima che ha pure una sede fisica invia della Pergola al 48 a Firenze, se interessasse. Un patrimonio storico, artistico culturale, ma soprattutto turistico che prima di essere tale ha regnato sul Paese bello, per quasi quattrocento anni. Fino al‘900. Poi l’oblio. E oggi, compliceil Covid 19, tornano a essere unmust, un obbligo, un codice di riconoscimento e certificazione per gli esteri di passaggio a Firenze. 

censimento buchette

Bufala o tradizione per il turista pari son. Ora noi sappiamo che esistono radici storiche documentate per le buchette e il loro uso, l’abbiamo anche già scritto, però sappiamo altresì, che oltre alle autentiche aperture murali nobili riattivate nella pandemia, la moda del momento e delle circostanze  ha dato avvio alla creazione di aperture similari – meno nobili e ancor meno storicamente attendibili – realizzate da  emulatori e sfruttatori del fenomeno che con grande senso scenografico e nessun rispetto per la tradizione. Esistono dunque buchette turistiche che funzionano bene come quelle cinquecentesche ma sono false e pure bruttarelle per non dire di peggio. Del restopecunia non olet, ma manco profuma, oserei aggiungere, però riempie il portafoglio e il conto in banca, e questo aiuta. Facili sarcasmi a parte, scopro che il fenomeno, dollaroni esclusi, ha preso piede rapidamente in tutto il resto del mondo e non può che crescere e crescere ulteriormente. Ne riparleremo. Intanto sappiate che esistono emuli buchettici in molti paesi all over the world, andate a controllare sul sito dell’associazione, ne vedrete delle belle. Anche perchè, come ci ricorda la ai gennarinica di riferimento nostra sodale, confrontando il fenomeno buchette con abbagli similari da overtourism del BelPaese, ci sono differenze; riporto testuale:

Nel caso delle buchette, l’oggetto fotografato non è solo il cibo o la bevanda, ma anche il frammento di storia incorporato nel muro

ex buchetta 2

Chiuderei sull’aspetto cultural digital e social. Non pistolotterei se siete d’accordo. Però vorrei sottolineare l’aspetto“instagrammico”del buchettificio. Quell’attimo fuggente che si realizza, e poi  si cristallizza nell’atto finale del poter fotografarel’esperienza buchetta, e riuscire alfine e al più presto a   condividerla e rivenderlaurbi et orbisulle piattaforme socialall over the digital world. Le stesseplatformin cui  tutto il genere umano, o quasi, scorrazza da anni di persona personalmente, grazie alla lungimiranza diMark o Googl e altri magnanimi magnati.Ora io mi dico e mi chiedo e vi chiedo, a voi esperti: – senza pistolottare possibilmente – o sociologi, o psicologi, o esperti di tutto il mondo, una prece, pardon: perchè non vi unite e andate a leggere cosa postano i commentatori di ogni ordine grado e luogo del mondo, sotto le foto di detta esperienza condivisa. Lì e solo lì, a mio avviso, troveretetrippa per gattiper dirla con il vocabolario enciclopedico e i saggi della Crusca. Ma non abbiate paura, astanti impavidi che siete giunti fino a qua, di esso fenomeno culturale, il postamento e il suo commento, ci occuperemo anche quivi, Hasta la vista senores y senoras y senorum. Blip


Scopri di più da Franti Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.