Il luogo è particolare, molto, dicasi la città dei papi – una delle in effetti, nel mondo – diciamo che da noi in Italy, esso posto ha vinto la palma d’oro. Stiamo parlando di Anagni, basso Lazio, provincia di Frosinone, un posto che ha dato i natali a svariati pontefici. Un borgo medievale arroccato su una collina che, con la sua parte a valle e più moderna, ospita in tutto un ventimila anime. Di Anagni si sanno molte cose, e non sarò certo io a privarvi della gioia di scoprirle. Molti sono i luoghi da vedere e visitare. Nel complesso della cattedrale, in vetta al borgo, una visita attenta e partecipata merita il museo della medesima, detto MuCa, e, quando poi siete lì, fate particolare attenzione alla cripta. La cappella sistina del medioevo, come viene definita, e che avete già potuto sbirciare all’inizio del post. Altro non aggiungo. Vedasi foto prima e dopo e forse durante.

Ad Anagni si mangia anche molto bene e non si beve peggio, anzi meglio. Del resto siamo in Ciociaria che nonostante la rima, non è quella che porta via – lo dico a favore di coloro che non han potuto fare a meno di pensare all’adagio popolare – ma anzi, la Ciociaria, agevola cose buone e giuste in guisa di paia o anche di sestine o persino panieri con dolci, vini, e pasticci prelibati nel caso specifico intitolati “timballi”. Non solo e non di meno, costì, – attenzione all’accento – sempre in Ciociaria, e nel particolare durante il papato di Bonifacio – l’ottavo papa con quel nome – avvenne il fattaccio, avete presente no: “ lo schiaffo di Anagni” – il pontefice preso a sberle dall’imperatore – Filippo quello bello, dicensi – e di papa in papa e di schiaffo in schiaffo, il tempo è passato e l’Anagni s’è desta.

Ma non di papi o schiaffi e nemmeno di Anagni moderna con la sua vasta area industriale sono qui a dirvi. Area operosa, peraltro, che con l’arrivo dell’autostrada, quella famosa, quella del sole, è stata vieppiù rilanciata a ulteriore splendore produttivo. Periodi passati oramai, parliamo del boom economico degli anni ‘60. E non sono qui neanche a parlarvi di Anagni nel cinema, ne per dirvi che ivi sono state girate alcune scene della fiction La storia tratta dal romanzo omonimo di Elsa Morante. L’adattamento bis, quello più recente, a firma di Francesca Archibugi. E non vi dirò neanche che in uno storico palazzo anagnino si svolge oramai da anni, il reality televisivo Il Collegio, di cui tutti voi siete più che informati. E in buona parte anche fan sfegatati. Del resto dalla città dei Papi erano già passati registi del calibro di Andreij Tarkovskij e Renato Castellani, Luigi Magni e Giacomo Battiato. Per non citare attori internazionali come Max Von Sydow, Ben Kingsley, Ennio Fantastichini, Johnny Dorelli, Philippe Leroy.
Oltretutto come ben saprete, erano ciociari alcuni fra gli attori più celebri del cinema italiano, come: Marcello Mastroianni, Nino Manfredi e Vittorio De Sica. Nati rispettivamente a Fontana Liri, Castro dei Volsci e Sora. E che dire del flautista Severino Gazzelloni, di e da Roccasecca. Ovviamente non posso non citare Cicerone, proprio quel Marco Tullio, mica hans e poi christian, per concludere in bellezza questa carrellata di ciociari illustri. Di cui per altro – Ciociaria e illustri compaesani – non ho alcuna intenzione di parlarvi. Arpino, comunque, è il paese che ha dato i natali al sommo oratore romano, mentre li accanto, in una frazione vicina, naquette Giovenale, altro scrittore antico e assai illustre. Ma, come detto e specificato, non è di queste facezie che oggi voglio narrarvi.
Potrei ovviamente anche aggiungere la solita storia dell’origine del termine ciociaria, altra cosa con cui non voglio annoiarvi, del resto è risaputo che sono le ciocie ad aver dato il nome alla regione del lazio meridionale. Loro, esse proprio, come state vedendo in diretta,

E non mi direte mica che non l’avete mai viste esse calzature antiche e sempre moderne e ancor portate, nello specifico si chiamano anche “zampetti” dagli zampettatori più celebri, soprattutto nel centro sud della penisola e in particolar modo durante il periodo natalizio e festivilizio invernale. Avete presente gli Zampognari? Essi musicisti pastori nomadi del natale e non solo, arrivano nei borghi e nelle città brandendo e suonando gli strumenti tipici della loro tradizione: zampogna, ciaramella e, talvolta, organetto. Parati coi panni della regola e calzati ugualmente alla bisogna, secondo le usanze antiche. E nel loro abbigliamento spiccano le calzature tipiche ciociare. E con questo smetto di non parlarvi di Anagni, dei suoi illustri concittadini e di alcuni usi e costumi e prelibatezze di essa regione, e vi saluto. In fede, ogni or e ancor come ben si addice, servo vostro, e cortese, in fin alla pesca adito. Zut.
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