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Il Pescatore

Sette del mattino

Ogni giorno ci sono le 7 mattino e sera, oggi noi parliamo di quelle del mattino dentro la musica, il cinema e dentro le usanze di un popolo o meglio del capo di quel popolo

Allora sgombriamo il campo da ogni dubbio, le sette del mattino sono un orario impegnativo, non v’è dubbio alcuno. Però, sembra che, artisti vari, e anche e anche, abbiano trovato ispirazione proprio in quell’ora e quel momento particolare della giornata. E io che credevo che solo le 5 del mattino fossero evocative, o anche le 5 del pomeriggio ad esempio, oppure ancora le venti della sera. Tre è il numero perfetto, si sa, e quindi mi fermo qui nell’evocare canzoni e poesie affisse e suffisse in un tempo orario diverso da quello che ci interessa esplorare oggi. E per non farvi spazientire lascio la parola e la musica al primo brano così proprio intitolato: 

Con il sole che stava nascendo
Dietro l’ultima fila di case
Ho pensato che questa potrebbe
Esser l’alba dell’ultimo giorno

Alle sette del mattino di un giorno qualunque, con tanto di testo introduttivo succitato, è una canzone amorosamente composta con intenti amorosi essi stessi, da un duo cantuautorale italiano nel lontano e oramai quasi remoto 1970. Come fu e come non fu, essa canzone, come avete avuto modo di vedere qualche istante fa, finì come sigla di chiusura di uno degli sceneggiati italiani della RAI – maiuscola in quel periodo –  dedicato alle 5 giornate di Milano, e non aggiungo altro, diretto da un grande della tv e non solo, Leandro Castellani. La cancion poi sarebbe anche finita in un album del duo cantautoristico in-ti- e tolato Il paese dove nascono i limoni uscito due anni dopo, 1972. De Angelis di nome Edoardo è ed è stato tanto per il cantautorato italiano. Due o tre cosette proprio di fretta: La casa di Hilde, Schola Cantorum e Lella. Ne parleremo presto. Nel duo cantautoristico di cui sopra, c’era anche Stelio Gicca Palli, voce e chitarra acustica come De Angelis, che poi però cambierà carriera e si darà ai tribunali, in senso di avvocatura. Avanti coi guanti, come dice sempre Arsenio Lupin, per dirvi che le sette del mattino sono in diverse canzoni, non una e nemmeno due. Per rimanere sul titolo ma nel contempo schizzare d’improvviso ai nostri giorni, e anche ai vostri, ecco a voi per esempio: Salmo e 7 am

Ma non finisce mica il cielo, a proposito di citazioni e di canzoni, eppure le sette del mattino riecheggiano e ancora e ancora e improvvisamente si trasformano in una ballata ancora più anziana della cantuautorata iniziale, uno ye ye molto anni sessanta  del secolo scorso, francese per giunta, interpretato dalla Francoise Hardy del caso, la quale, però, nelle sette del mattino francesi  – che si chiamavano – 7 heure du mat, si appellava, per un’eventuale controllo del registro in classe,  Jacqueline Taieb

Sono le sette del mattino bisogna svegliarsi
Ah! Mi sento assonnato! Va bene allora, un pò di musica
Per andare avanti

Beat, beat, a tutti e soprattutto, come non riconoscere nonostante le erre e le elle e le doppie w mosce, il sound inconfondibile degli Who. Chi? Gli Who, si ho capito ma chi? Gli Who te l’ho detto.  (chiedo perdono a tutti per la gag veramente impresentabile)(e soprattutto copiata largamente). 

Però my generation quella è indimenticabile anche se rifatta francoise due anni dopo in cover all’originale degli Who, appunto. Grande gusto e bell’idea mademoiselle, non c’è che dire. (non dimenticatevi, se siete attratti dal beat e dai mod di scaricare, comprare, insomma vedere: Quadrophenia, vero must assoluto dei film che raccontano quell’epoca, con la musica degli Who, per l’appunto2)

Ebbene non contenti e non salaci – questa non s’attaglia ma piaceva – pronti via per un film alle sette del mattino. Opera del 1968, evidentemente quello è il periodo in cui quell’ora aveva più appeal, chissà. Trattasi di lungometraggio tedesco anzichenò, con titolo originale Morgens um Sieben ist die Welt noch in Ordnung – che significa – Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine. Che detto così, chissà che vuol dire. Chi può dirlo? Interessa? Se vi interessa potete facilmente vedere il film sulle migliori, anche meno, piattaforme, un esempio, a seguire. In poche e semplici parole direi, una sorta di Famiglia Benvenuti ante litteram per raccontarla con la Tv italiana, quella un pò più agè, del resto quello sono me. Se poi rimane difficile, diciamo un film di buoni sentimenti anche se alla tedesca, che come è risaputo, suona diverso, un tantinello, dai nostri, senza voler essere autarchico, solo onesto. 

Peraltro, a onor del vero, e senza farci mancare niente, va detto, per la precisione, che tale pellicola adatta il romanzo omonimo, scritto e ambientato in Inghilterra, minuto più minuto meno, titolato originalmente e/o originariamente per i più conservatori,  Morning’s at seven, meglio direi, come sempre, e scritto da  Eric Malpass. Di cui conosciamo anche, quello là e quell’altro più noto, oltre a tutta la produzione e la deduzione. Agevolo clip. 

Ed eccoci finalmente a noi. E’ il momento di allacciare le cinture, indossare il casco, assumere la posizione a uovo, meglio per tutti se non strapazzato per non rischiare di farsi male, e ascoltare, o meglio leggere, il motivo, quello vero, e unico e solo, per cui vi ho accompagnato fino a qui, e non là. Ebbene miei impavidi, alle 7 del mattino succede anche che i presidenti del Messico,  – gli ultimi due per l’esattezza, l’attuale signora  e il suo predecessore nel seiennato d’ordinanza non replicabile che la costituzione mexicana prevede al momento, – alle 7 del mattino di ogni giorno della settimana la Presidenta chiama i giornalisti e li accoglie in conferenza stampa. L’appuntamento si chiama la “mananera” con la cosetta ritorta alla spagnola sulla prima enne – la tilde, per i più informati, o ancora la virgulilla quando sta proprio sopra la n, che da il suono ng alla n, per distinguere la pronuncia nasale da quella dentale. La conferenza stampa quotidiana delle 7 del mattino in Messico nata con l’amministrazione precedente, quella retta da Andres Manuel Lopez Obrador e protrattasi fino a fine mandato del medesimo, nel  2024. Tale rito, è poi proseguito anche con la collega di partito e attuale presidenta mexicana Claudia Sheinbaum. Un appuntamento quotidiano, che dura  ore, anche più di tre, e funge – nelle more dei politici – da strumento di potere politico, comunicazione diretta e gestione dell’agenda nazionale. Ora io mi dico, e non lo nego, ma davero, davero, davero

Cioè in un mondo digitale, dove le notizie arrivano da ovunque e vanno ovunque, scavalcando ogni prassi e messa e/o preghiera comandata – Heghel permetterà – davero davero c’è ancora qualcuno che crede possibile stabilire un’agenda? Decidere a priori come dire e dare le notizie, strumentalizzare l’opinione pubblica attraverso la stampa? 

Ditemelo voi! Io mi fermo qui. Bye


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