L’idea è quella di vedere come sono cambiati i costumi ma anche le tende e forse in parte i salotti, con il passare degli anni seguendo i testi delle canzoni pop. Dove per pop si intende popolare, ma che ve lo dico affà, anche se, nel frattempo, il concetto di popolare si è a sua volta evoluto, o involuto, in ogni caso è cambiato, anche profondamente, visti i mutamenti, oggettivamente accaduti o anche verificatisi dall’84 a oggi.

Per dire nel 1984 la Apple ha presentato il primo computer della serie macintosh e non credo di dover aggiungere altro. O forse sì? Intanto ricordiamoci che per telefonare da fuori casa: servivano un gettone e una cabina. Insomma dai, mentre cominciavamo ad arrancare sui computer il buon Ferradini di nome Marco arringava le folle con la sua teorizzazione dell’amore, che già di per sè al giorno d’oggi a una visione di superficie, persino nel Belpaese, suonerebbe un tantinello esosa, per non dire un-correct, o no? Ma esaminiamo la song, almeno le prime due strofe:
Prendi una donna dille che l’ami Scrivile canzoni d’amore
Mandale rose e poesie Dalle anche spremute di cuore
Falla sempre sentire importante Dalle il meglio del meglio che hai
Cerca di essere un tenero amante Sii sempre presente, risolvile i guaiE sta sicuro che ti lascerà Chi è troppo amato amore non dà
E sta sicuro che ti lascerà Chi meno ama è il più forte, si sa
Ecco. Che faccio lascio o raddoppio? Mah, io lascerei. Sappiamo tutti come va a finire. Se zerbineggi va male, se bullizzi va male, anzi bene, ma poi tanto finisce male. Che dire? Ha fatto più danni questa canzone di un secolo di prevaricazioni, fuitine e matrimoni riparatori. Si scherza si sa. Mai fermarsi alla confezione. Tralasciamo il “trattala male”, su cui vi rimandiamo a una nostra franti-riflessione di cui siamo assai fieri. E tornando alla song, non vorremmo confondere ulteriormente i meno abbienti o più sacripanti., quindi provvediamo a svelare l’arcano. Non era nostro intento ragionare di questo e di quello, quanto confrontare quel testo ottantaquattresimo del ‘900 con un altro testo amorevole o meglio d’amore o meglio pop melodico degli anni 2000 e oltre, così per vedere l’effetto che fa. Chiudiamo dunque tosto col Ferradini pensiero, quello esplicante anzichenò, ma certamente sì:
No caro amico non sono d’accordo Parli da uomo ferito
Pezzo di pane lei se ne è andata E tu non hai resistitoNon esistono leggi in amore Basta essere quello che sei
Lascia aperta la porta del cuore Vedrai che una donna
È già in cerca di teSenza l’amore un uomo che cos’è? Su questo sarai d’accordo con me Senza l’amore un uomo che cos’è?E questa l’unica legge che c’è
E qui è tutto chiaro, inutile estendersi, tanto non lo avrei fatto comunque. Ma se ci confrontassimo con un teorema anni ‘2000 cosa troveremmo? Mi domando e vi domando? Allora eccoci qua’ AI alla mano, a dirci che sulla falsariga di Teorema “sorse risorse e giacque” un Vasco Rossi del 2001 – ottima annata anche per le esplorazioni spaziali – che si intitola Siamo Soli. Da cui estraggo e non favello:
Siamo soli Eh, tu non puoi pretendere
Siamo qui E siamo vivi Eh, tutto può succedere
Ora qui, siamo soli Siamo soli Siamo soli Siamo soliVivere insieme a me Hai ragione, hai ragione te
Non è mica semplice Non lo è stato mai per me
Io che ci credevo più di te Che fosse possibile
E smettila di piangere
Vasco si interroga, e sembra rispondere, alle considerazioni del post teorema pensiero di Ferradini: non esistono leggi in amore; ciononostante, assieme alla mancanza di leggi ci troviamo, più o meno amaramente, – col Blasco – anche nella mancanza di risposte. Suona occupato. Qualcuno potrebbe dire con una facile battuta: “Non ci sono leggi e nemmeno teoremi matematici e/o geometrici in un rapporto a due” e quindi, – aggiungerei dal mio cespite, per non dire versante – , “Alla fine, amore o non amore, rimaniamo soli”. Come diceva quello: nasciamo soli e poi è tutto un altro film. O forse non era proprio così? Vai a saperlo. L’analisi è compiuta e non ci rassicura e nemmeno convince se è per quello. Però forse: Solleva dubbi, rimette i nostri debiti, talvolta sfrizzola il velo pendulo? Non saprei, Una sola certezza all’alba del 2026 ce l’ho, e ve la posto qui di seguito. Trattasi di una versione moderna del teorema in forma parodica per non dire parodiata o parodistica. E qui la denuncia sociale si erge in tutto il suo splendore. Godetevela e Buon proseguimento.
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