𐤁𐤉𐤅𐤌 𐤗𐤖 𐤋𐤉𐤓𐤇 𐤁𐤅𐤋 𐤋𐤔𐤐𐤈𐤌 𐤀𐤁𐤃𐤀𐤌𐤅𐤌 𐤅𐤇𐤌𐤋𐤊𐤕
Nel giorno di ventotto del mese di Bul, sotto il suffettato di Bodashtart e Ozbal
Scendeva la sera nel villaggio di Mahanet, presso la Calanca del Sud. Il fuoco acceso crepitava sul suo basamento di pietra e argilla, lanciando scintille dalla vita breve, mentre il fumo saliva con lente volute verso l’apertura circolare del tetto; nell’aria, odore di resina e di erbe aromatiche. La luce rossastra illuminava una stanza relativamente piccola e modestamente arredata: un tavolo basso con ceste di sparto, qualche supporto per anfore, un larnax ed un letto con un materasso di paglia. Appesa ad una parete, una panoplia con due pugnali.
Davanti al fuoco, su una sedia con schienale alto, una donna dall’apparente età di quarant’anni guardava i giochi delle fiammelle sulle braci. Malgrado l’età, considerata avanzata per l’epoca, ella manteneva un corpo asciutto e tonico; sui capelli, solo qualche venatura di grigio insidiava la folta capigliatura nera. Il suo sguardo era fisso sul fuoco ma la sua mente viaggiava altrove.
«Madre!» – risuonò una voce – «Madre, ti senti bene?»
Fu come svegliarsi da un sogno.
«Sì, figlio, sto bene» — le rispose Astarte —, «o almeno bene come si può stare alla mia età», –— aggiunse con un sorriso.
«Madre, dovremmo affrettarci: ormai il sole resta nel cielo sempre meno ed il vento di mare porta umidità e piogge. Il villaggio è quasi deserto ed anche i pescatori che hanno tirato in secca le barche, si apprestano ad entrare nell’agadir di Ibosim» — riprese il giovane.
La donna si voltò nuovamente verso il fuoco.
«Hai ragione, è tempo di affrettarsi».
Rimasero qualche minuto senza parlare. Solo il vento ed il mugghio del mare s’insinuavano in quel silenzio.
«Madre» — intervenne il figlio —, «perché trascorri molto del tuo tempo in questa vecchia casa, sola, senza neanche l’aiuto di una serva?»
«Tautom» — gli rispose — «potrei dirti che sono affezionata a questa, che è stata la mia casa, ed al villaggio, dove sono nata e vissuta. Ma il fuoco acceso ed il suo tepore mi portano sopratutto i ricordi delle persone che ho conosciuto da giovane…».
«Mi farebbe piacere ascoltarli, madre» – rispose il ragazzo.
«Aggiungi un po’ di legna sul fuoco, dunque, e parleremo. Ti racconterò una storia».
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