Non vi rifaccio tutta la storia, se vi sintonizzate solo ora, poggio qui un link e una breve sintesi delle puntate precedenti. Ieri abbiamo scritto di A, oggi scriviamo di B. Abbastanza sintetico? In altre parole sembra il Pescatore ma non lo è. Per tutto agosto sarà alfabetica. L’apertura è sulla ridente località della Sicilia nota universalmente per il pistacchio di, – come da immagine in bella vista, – si mostra e anco e anco. Che dire di Bronte a parte il verde sgranocchievole poi trasformato in pesti, creme croccanti e gelati delizia e croce di noi golosi? Poco o niente salvo che trattasi anche di nome proprio anzi cognome di scrittrice più che illustre, oserei dire celebre, di nome Emily che ci portà fra le cime e le tempestose e gli amori tristi e memorabili del bel o brut temp che fu, correva l’anno 1800 o giù di lì. C’erino anche altre sorelle Bronte anch’elle scrittrici e poetesse ma di loro ci occuperemo altrove.
La seconda B è musica, un gruppo storico, a cavallo fra il rock che in quegli anni si chiamava con la P e si scriveva punk e il pop diretto come un fuso verso la disco music e che portava un nome specifico Blondie con la b per l’appunto. Esso gruppo però non era solo la sua bionda solista che di nome faceva Deborah per gli amici Debbie e di cognome Harris. Anche se, mi permetto di aggiungere, la nostra, ex coniglietta di Playboy, front woman e agile cantante, e poi anche valente attrice, ebbe una responsabilità piuttosto spiccata sul nome e sul successo planetario e inesauribile della band, che – la band – in quanto a musicisti di livello non lasciava certo a desiderare. Il video proposto ci mette assieme la diva di allora e la diva odierna Cirus di nome Miley, fate vobis per tutto il resto. Il brano è ancora da brividi. Nel lasciarvi confesserò una cotta profonda per la signora che a tuttoggi è ancora l’unica, fra i fondatori, per non dire fondanti, a non aver mai lasciato il gruppo.
Borderline inteso come termine e quindi parola, è la nostra terza B. Vediamone il significato in breve e fuori dalla terminologia medica e in particolare dall’ambito psichiatrico: valore o situazione al limite di una soglia critica. Al limite, intermedio, quasi patologico.
Partendo da qui ritrovarsi fra i disturbi della personalità è sin troppo facile. Come dire: la strada è breve. E pare che di detto disturbo patologico soffrano in tanti, quasi il 2 e mezzo per cento della popolazione adulta. Globale. Non sto a dirvi la sintomatologia, mica siamo dal dottore, vi basti sapere che sbalzi d’umore rapidi e intensi, comportamenti autolesivi, e pensieri paranoidi la fanno da padrone fra i soggetti borderline. Come avete visto però per ragionare di essa parola noi non ci siamo persi d’animo e nemmeno rattristati più di tanto introducendo la parolina con un scena da un thriller così titolato. E che sarà sarà.
Bandoneon è la nostra quarta e per parlare dell’organetto da tango tanto caro al virtuoso della fisarmonica Astor Piazzolla abbiamo preso in prestito una sua celebre melodia, usata e riusata al cinema e in pubblicità e anche coverizzata da moltissimi musicisti. Ma l’organetto del tango ci era già venuto a trovare qui al Franti mesi fa, avevamo scomodato lo strumento per ragionare sulla sua accordatura come metafora dell’intelligenza umana a confronto l’IA che poi qui è diventata nel tempo gennarina, in aggiunta. Riporto un breve estratto e passo oltre:
Apri lo strumento, lima l’ancia, poi richiudi, suona, ascolta, riapri lo strumento, lima l’ancia, richiudi e suona. Limo e poi ascolto, poi ri-limo e riascolto, nel frattempo monto e smonto. Domanda: come faccio a insegnarlo all’AI? E poi come faccio a farglielo fare?

Siamo alla fine del secondo post della strenna estiva, agostana e festiva. Ci rechiamo in punta di penna anzi di matite colorate verso il fumetto di giornata. Si tratta di un classico senza tempo, orientato verso un pubblico di riferimento più giovane per non dire proprio ragazzo se non ragazzino, ma che lascia – spazio e ratio – verso pubblici ed età differenziate e larghe, più che altro varie. Il fumetto nato, addirittura due secoli fa, 1897, in America da padre tedesco e ivi emigrato, detiene il record di longevità nuvolica per non dire nuvolo parlantica. Nel senso di fumetto più longevo della storia. Il successo italiano dei personaggi in questione è dovuto all’inserimento pluriennale delle storie poliziesche dei due monelli e del capitano sul Corriere dei Piccoli a partire dal 1912 e ho detto tutto. Bye.

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