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Il Pescatore

Lugli

Una settimana dedicata a un mese, col bene che vi voglio. Niente ferie siamo inglesi e nemmeno guardia abbassate mi raccomando. 4 post da oggi a giovedì per ricordare 4 anni fa in tutto.

Avete letto bene e, a scanso di equivoci , vi dispenso subito dal pensare agli ascensori, il riferimento è proprio al mese. Al plurale perchè tratteremo cose diverse in post diversi, quattro in tutto, quindi una settimana esatta del vostro tempo lavorativo+ il santo o il salto della settimana, come sempre,  andando a zonzo per i mesi caldi che iniziano con lalue finiscono ingliodegli ultimi cinque anni. Orsù. Oggi –un anno fa– nella canicola estiva che precede le ferie di massa – agostane – cosa accadeva qui e nel mondo? Come mai vi chiederete e mi chiederete andiamo a ritroso nel tempo anche se solo di pochi anni? Non serve. Ci ricordiamo benissimo – direte ancora – cosa accadeva l’anno scorso di questi tempi e anche due o tre persino cinque anni fa! Sicuri? Proviamo, e vediamo l’effetto che fa. Vengo anch’io no tu no!

Ad esempio – non vi prometto che rimarrò stretto stretto inluglio, diciamo che mi prenderò qualche licenza nei viciniagosto e giugnodi ogni anno che esaminerò – fa molto effetto al sottoscritto – non so a voi – scoprire, o riscoprire, che fra il13 e il 24giugno di un anno fa, scoppiava, divampava, si estrinsecava e finiva, unaguerra “per procura” –poi andiamo a cercare la definizione esatta del termine – fra, reggetevi:Iran e Israele. 

Ma come? Proprio loro? Gli stessi che stanno trattando la pace in questi giorni assieme agliStati Uniti? Proprio loro nessun errore. Un anno fa Israele bombardava improvvisamente e pesantemente alcuni siti nucleari strategici iraniani uccidendo un’ottantina di persone – altamente selezionate, a sentir loro – scienziati nucleari, militari di alto profilo. Un conflitto breve ma molto violento che fu scongiurato – ri reggetevi – grazie all’intervento degli Stati Uniti che, prima hanno bombardato pure loro pesantemente, ma più brevemente, i soliti siti strategici iraniani, e poi hanno convinto tutti a firmare la pace. Salvo, – si sa niente dura per sempre  – qualche mese dopo fare guerra guerra guerra all’Iran. E poiHormuze tutto er cucuzzaro di cui sappiamo tuttominuto per minuto.  Strana la vita vero? Ve la ricordavate quest’altra scaramuccia? (orribile eufemismo).  Io no.  

iran e dintorni

E che dire dei dazi che non sono padri e nemmeno madri dei vizi e neache degli orazi tantomeno dei curiazi e che pure nella calura estiva dello scorso anno avvelenavano la vita le opere e le omissioni di noi tutti e tutti noi. Nessuno dormiva la notte, ricorderete. (sono sarcastico, meglio dirlo). E che, sempre loro i dazi imposti al mondo dal signore col cane morto sul capo, venivano trattati e scongiurati dalla Vondetleien – lo scrivo senza rispetto – suo malgrado o forse, suo grado, – boh non so, –  col parrucchino in persona e stornati ben bene proprio nel luglio del 2025. Robe dell’altro mondo. Cose che ci avevano fatto trattenere il fiato e pure il resto, e solo a un anno di distanza nessuno le ricorda più. 

Ma la notizia luglica duemilaventicinquica più incredibile, quasi inquietante, era questa (la riporto integrale perchè necessita di minuti lunghi di riflessione prima di essere interpretata e commentata): 

la Corte internazionale di giustizia (CIG) riconosce in una storica sentenza che, per il diritto internazionale, gli Stati sono tenuti a contrastare il cambiamento climatico e perseguire gli impegni presi in tal senso, e che i loro cittadini possono intentare azioni contro quest’ultimi in merito a ciò

cig

Torniamo indietro e poi spieghiamo tutto meglio. Intanto definiamo laguerra per procura: 
(Come dice la parola stessa: dillo alla suocera perché nuora intenda)

un conflitto armato in cui due o più potenze si scontrano “indirettamente” utilizzando attori locali, stati minori o fazioni ribelli. Le nazioni promotrici sostengono i belligeranti fornendo armi, intelligence, addestramento e finanziamenti, evitando così lo scontro frontale diretto

E direi che l’azione che abbiamo ricordato delgiugno 2025  – salvo poi l’intervento finale di parrucchino – rispecchiava bene lo schema.
Passiamo ora all’altra notizia lugliesca dell’anno scorso sulle cause per il cambiamento climatico. Intanto la CIG, corte di giustizia internazionale,detta ancheTribunale internazionale dell’Aia, è il principale organo giudiziario delleNazioni Unite. L’Onu, per capirsi. In un mondo che provasse a rispettarsi e a  emanciparsi, anno dopo anno, sia le nazioni unite – ovvero un consesso di governo planetario  – sia il suo tribunale, – la Cig di cui sopra – dovrebbero avere un potere enorme. Almeno nell’orientare nel giusto modo i comportamenti dei singoli stati membri del mondiale consesso. 

Nel concreto attuale? Boh. Non pervenuto. Dipende dal momento storico del mondo medesimo. Ora come ora. Non voglio fare il disfattista, ma non mi sembra molto potente tale consesso. 

In ogni caso solo un anno fa, la Cig fa quella cosa là. Una sentenza a suo modo storica. Per davvero. Il tribunale del mondo (onu), ci sono anche stati non onu non dimentichiamolo  – semplifico – dice agli stati membri delle nazioni unite che essi  paesi  possono essere ritenuti responsabili di aver causato danni ai propri cittadini se essi cittadini sono stati danneggiati da robe avvenute nei loro stati a causa del cambiamento climatico. Essa cosa è valida solo se i loro paesi d’origine, non hanno tenuto fede agli impegni presi e sottoscritti per contrastare tale cambiamento. 

E ci sono esempi vari di sentenze specifiche sul tema emesse da tribunali locali in paesi specifici – dell’onu – per cause di questo tipo intentate dai cittadini – tutti o parti di essi – degli stati medesimi. 

Epocale come sentenza non v’è dubbio alcuno. Poi, sigh, purtroppo col parrucco al comando, sulla questione cambiamento climaticoabbiamo fatto tali e tanti passi indietro che questa sentenza di un anno fa, non solo non la ricorda nessuno, ma fa quasi tenerezza letta oggi. 

cambiamento climatico

Un fatto è importante da ricordare per concludere questo primo post di disamina degli eventi caldi – nel senso che avvenivano al caldo, non altro  – valido in generale. Il mondo che conosciamo e abitiamo, tutti noi, sta su –si regge– grazie a convenzioni. Pensate alla borsa valori, e soprattutto, alle speculazioni finanziarie legate a quel mondo. Pensate alla convivenza pacifica – quella quotidiana – nella strade della città e dei paeselli del mondo rotondo. Cosa ci impedisce di armarsi e sparare a vista? (domanda retorica). Pensate alle tasse. Già. Anzi meglio, pensate alle leggi. Chi stabilisce cosa sia legge? Non lo dico per disfattismo o anarchia congenita. Si tratta di prendere una norma e guardare se esiste, e come viene gestita e applicata in diversi posti del mondo. Chessò, proprio il clima e il cambiamento,  per non far nomi. Nello stesso paese, gli Stati Uniti, – sempre per non far nomi –  succedono cose davvero particolari rispetto alla materia in questione. Addirittura i giudici si pronunciano in modo differente sul tema rispetto al loro capo di stato – e lì sappiamo che il capo è il comandate supremo – e anche rispetto ai singoli governatori dei medesimi stati confederati. 

Convenzioni. Se non ci ricordiamo che la civiltà non si alimenta con le armi ma con le parole, il futuro ce lo siamo lasciato dietro le spalle. Bye. 


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