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Il Pescatore

Famiglia Rossi

I rossi preziosi delle italiche sponde sono certamente i vini, ma se avete dieci minuti da concederci vedrete altri rossi e altre specifiche a loro associate nella musica, il cinema, lo sport

Come dice l’adagio: rosso di sera bel tempo si spera, – ma anche – se non sarà seren si rasserenerà, e poi: chi va piano va sano e va lontano e se c’è il rosso si ferma. Al momento i rossi sono una delle dinastie più diffuse sull’italico suolo, tra fama e non fama. Noi professiamo la non violenza, però, scrivere di tutti i signori Rossi italici, sarebbe davvero un impegno eccessivo, anche alle nostre latitudini. Per questo e solo per questo, strizzando l’occhio, come da copertina, al signor Rossi per anto- e – nomasia, del Maestro Bozzetto in arte Bruno, ci sdraiamo al sole e lasciamo che siano i rossi a parlare per noi o per voi, o per tutti. 

Vasco nasce a Zocca di Modena, ma forse l’ho già detto, e proprio qui sul Franti, allora che dire del pedagogo della musica? Qualcosa si trova, don’t worry babe. Ad esempio sapevate che il Blasco è anche un poeta della canzone? Poeta riconosciuto e accreditato con tanto di premi, numerosi e prestigiosi,  come il Lunezia, attribuitogli nel 1999, proprio sull’orlo del nuovo millennio, per il testo di una chanson, forse meno nota al grande e anche al piccolo, pubblico, ma molto apprezzata dalla critica, e in particolare dalla grande esperta di musica e testi, anche esotici e stranieri, Fernanda Pivano, che tributò, anche fisicamente – nel senso che glielo consegnò lei medesima – il mitico premio al cantautore rocker modenese. La canzone era Quanti anni hai 

Di Rossi in rossi, partendo dal travet a fumetti e cartoni, potrebbero anche profumare di buono e colorare un bicchiere, sfoggiando retrogusti svariati e non di meno impegnativi sebbene fragranti e scattanti. Parlavo di vini, ma l’avevate certamente capito, e non vorrei attardarmi quindi ve ne propongo uno a parole e con immagini, e ci leviamo l’incomodo. 

“Dopo una selezione accurata delle uve, si procede a una pressatura soffice e alle fermentazioni alcoliche controllate, concluse a fine ottobre. Le macerazioni sono state moderate con una durata dai 13 ai 18 giorni, con un’estrazione ottimale in termini di polifenoli e aromi. Dopo la fermentazione malo-lattica spontanea, conclusa a fine novembre, il vino ha svolto un periodo di affinamento in legno di circa 23 mesi, successivamente è stato travasato nelle vasche in acciaio per l’ultima fase di selezione delle masse prima dell’assemblaggio”.

Parlano del Sassicaia, vendemmia 2022, produzione Tenuta San Guido 

sassicaia

E’ il momento di saltare a piè pari o anche dispari, sulla moto e scappare via nel rosso del tramonto o il rosa dell’alba, o il giallo del canarino – che c’entra? Non saprei, ma andatevi a vedere il colore del numero 46 e poi mi dite  – Rossi e moto, direi Valentino. Vestito di nuovo o di pelle e parastinchi e parattutto, non pervenuto, ma di certo è un plurititolato campione del mondo di motociclismo. Potremmo indugiare sui numerosi titolo, le numerose fidanzate, i numerosi trofei e le ingenti vincite o sponsorizzazioni del centauro urbinate. Ma quello lo fanno tutti. Noi vi proponiamo uno scorcio di cose così, tipo, il nostro Rossi in moto ha intervistato, – ufficialmente – il nostro Rossi in canto, successe nel 2004 per la rivista di musica Rolling Stones. Poi Valentino è stato giocolato, una volta in omaggio a se medesimo ma senza particolari citazioni se non qella del numero fantomatico di gara il 46. A giococitarlo fu il celeberrimo Grand Theft Auto San Andreas. Poi, invece, venne realizzato un gioco su misura per isso, Valentino Rossi the game, mica pallottini e grecali. Ma quello su cui mi concentrerei, assieme a voi, è l’aspetto fumettistico rossico e valente. Due strisce disegnate, a lui dedicate, da Astrò e Milo Manara e un manga di Ranka Fujiwara, di cui – del primo o dell’ultimo, staremo a vedere quale – vi agevoliamo un esempio 

manga

Se poi volessimo sterzare verso il cinema troveremo un Rossi italo-esterico con tanto  di cognome composito e anglofono parzialmente. Si tratta di Kim e poi Rossi e infine Stuart, attore sopraffino, benchè agli esordi si sia kimonato d’oro e non solo, per la fiction, e pure Fantaghirirato, la seconda forse anche peggio della prima, ma cosa volete farci. Salvo poi chiudere le bocche e pure le rocche di tutti, tutte e tuttum critici e ruritri accaparrandosi, con merito estremo e senza alcuna paura, in carriera, dei  David di DonatelloNastri d’argento, Globi d’oro, Ciak d’oro e, soprattutto, premi Flaiano, di cui andiamo particolarmente fieri. Noi e forse anche lui, ma noi di sicuro. Io lo ricordo davvero in palla in un film del grande Alessandro D’Alatri che si intitolava Senza Pelle. Se poi volete vederlo all’opera in una cosa recente, andatevi a cercare una serie tv gradevole e preziosa, tra l’altro ispirata a un fatto realmente accaduto e a persone vere e vegete, che si intitola Everybody loves diamond diretta da Gianluca Maria Tavarelli. 


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