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Il Pescatore

Boulevard of broken dreams

Se la nostra vita non fosse un viale alberato forse non potrebbe nemmeno essere un boulevard di sogni infranti, e che dire del viale del tramonto, nota locazione per divi e dive in disarmo?

Ivialisonoviali, anzisecondo i dizionari e le enciclopedieanche quelle digitalmente evolute, la definizione divialeè piuttosto simile per tutti, e compresa fra unojinge unojang,ammesso che si scriva così, non diverso per molti, per non dire per parecchi di loro, ma anche loro senza il di, che potrebbe apparirepleonasticoai più ma anche aimeno. Come al solito sono riuscito nell’impresa di non spiegare, e anzi, complicare cose semplici. Sbrodolando men vo’, come se non ci fosse un domani, e ancora non vi ho riportato la definizione di viale, provvedo subito: 

1.Ampia via urbana o suburbana per lo più caratterizzata dalla presenza di alberi piantati lungo il suo percorso, spesso divisa in due, tre, o più carreggiate mediante marciapiedi spartitraffico alberati e, a volte, sistemati a giardino; le carreggiate laterali (controviali) sono quasi sempre utilizzate per il traffico locale, mentre quella o quelle centrali sono riservate al traffico veloce o ai mezzi pubblici:il v. della stazione;era una città immensa,chiara,con grandi v. alberati e splendidi edifici fine secolo(Antonio Tabucchi);passeggiare lungo i v.;il V. dei Colli, a Firenze. Con uso fig.,il v. del tramonto, la vecchiaia, l’età senile; in partic., riferito ad artisti, il declino delle loro doti e capacità, della loro attività e notorietà (v. tramonto, n. 2).2.In parchi e giardini, strada, percorso che si svolge tra le aiuole, i gruppi di piante, i prati:i v. di Villa Borghese, a Roma.3.Termine con cui si indicano spesso anche le vie private di campagna, siano o no fiancheggiate di piante, che, all’interno delle proprietà rustiche, costituiscono l’accesso alle varie parti di esse. ◆ Dim.vialétto, non com.vialino; accr.vialóne. 

Essi erano i cani in numero di tre come al link sopra o sotto allegato,maxima enciclopedia del globo terracqueo all’italianastirpe,e e e. Sapete no, quando c’è la treeee, che si può scrivere anche staccato tre e, e leggere uno per volta, che non so bene come si faccia. 

Perchè di viali ce ne sono tanti, milioni di milioni, anche meno, ilviale del tramontoè uno di essi, quello più malinconico e struggente, anche di più 

“Io sono ancora grande. È il cinema che è diventato piccolo!”.
“Eravamo capaci di fare di tutto. Non avevamo bisogno di parole”.
“Eccomi, DeMille, sono pronta per il mio primo piano!” 
Hanno riempito il cinema di parole, parole, parole. Fabbricando un capestro di parole per strangolarlo”.
“Le grandi stelle non hanno età”
“Le stelle non ci lasciano mai è per questo che sono stelle”

Sunset boulevard, questo è il viale di cui sopra. Celeberrimo, e non sto a dirvi come e dove e perchè, ma riporto solo ilparadosso creativo, quello è ghiotto. Trattasi di narrazione fatta dal deceduto, per non dire morto e pure stecchito, che racconta post-mortem, e poi, finisce pure in un post, – battuta – chi l’avrebbe mai detto. Un doppio post. Ma diviale in viale, la nostra attenzione è caduta sulviale dei sogni infranti, che magari non vuole solo dire canzone anzi brano anzihite anche paradeinternazionale. Il viale dei sogni infranti in italiano o in inglese potrebbe ricordarci altre cose

boulevard of broken dreams
Cammino lungo la strada del dolore,
Il viale dei sogni infranti,
Ridi stasera e piangi domani,
Quando vedi i tuoi progetti a pezzi.
Ecco dove mi troverete sempre,
Camminando sempre su e giù,
Ma ho lasciato la mia anima dietro,
In una vecchia città

Ma la canzone deiGreen Daynon è l’unica ad avere questo titolo. Anzi la prima con questo identico modo di dire, risale al1933, ed era parte della colonna sonora del filmmoulen rouge– uno dei, anche di questi ne abbiamo diversi – ed era stata scritta daAl Dubin e Harry Warren, e interpretata più e più volte, da star e stars e wars, varie e diverse fra cuiTony Bennet e Diana Krall, per dire. Ma la storia delviale dei sogni rotti e calpestati,per dirla diversa, si arricchisce anche di un altro piacevole supporto, quello pittorico per non dire quadrico o quadrante.

quadro broken dreams

In arte ma anche in altro, per non dire nel con e senza apostrofo e con una elle in più talvolta, nulla si crea e nulla si distrugge, che l’avevano detto per altre cose ma a noi ci piace e la mettiamo lì per non dire qui. Nel senso che il dipinto dell’artista austriacoGottfried Helnwein, riprende paro paro un altro originale dipinto, che non si intitolaviale dei sogni infrantimanottambuli. L’autore dell’originale è l’artistaEdward Hoppere il quadro comunica, secondo i critici con la cri maiuscola assai, solitudine, quella tosta anche parecchia e tanta tanta. Nel dipinto parodiante per non dire parodiatonsi, si comunicano altre cose, anche perchè gli anonimi nottambuli sono stati nel frattempo sostituiti, come avete visto già, da famosi personaggi per non direstars. Il senso del dipinto dell’austriaco, sempre secondo quelli là, – i critici con la c maiuscola – è la solitudine unita al tragico destino delle celebrità ritratte, che forse anche a causa della propria solitudine di fondo, hanno finito per abusare di se e delle cose, – gli aiutini diremmo – che hanno alleviato essa solitudine, vedi alla vocealcool, droghee altri ammennicoli. Dai viali è tutto linea allo studio.

hopper

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