Le scalzemangiano le mele? La domanda è difficile ancorché criptica, mi rendo conto. Del resto qualche post fa alle mele eravamo arrivati, e quindi, se foste lettori fedeli e abbonati, o meno che casuali, o proprio interessati,saprete di cosa sto parlando. In ogni caso la citazione delle mele riguarda una campagna pubblicitaria di un noto scooter degli anni ‘70 o giù di lì. Tornando alle cantantibarefoot–scalze– mi vengono in mente così all’impronta, oltre che gli indiani, e in particolarei piedi neri, due cantanti. Una divenuta famosa per questo suo vezzo: cantare ed esibirsi colpiede ignudoper non dire non calzato. – Che secondo la lingua di Dante vorrebbe dire con le calze seguendo la regola della doppia negazione, ma a noi importa? – E una seconda che dipiedi ignudidanzanti ne cantava e con successo.
Sandra Ann Goodrichcantante inglese anni‘60è divenuta famosa, soprattutto in Italia, dove è passata e ripassata in quegli anniglo e poi riosi, in particolare in tv e alla radio e poi anche aSanremo. La caratteristica deipiedi nudioltre all’avvenenza e alla bravura l’avevano preceduta, e da noi si sa l’esterofilia congenita e pure congestizia, fanno sempre la differenza. Com’è come non è, essa cantantescalzasi è esibita aScala Realeshow tv del sabato sera legato alla lotteria di capodanno, e agran varietà, show della domenica mattina e in replica il sabato pomeriggio successivo alla radio di stato.
Tornerà e se tornerà negli anni‘90ancora asanremocon una canzone diMilvacantata in inglese. La parte più rimarchevole delle gesta dellaShawscalza, sta, a mio avviso, nell’amicizia, – addirittura venerazione per loro, nei suoi confronti – conMorrissey e Johnny Marr,ovvero gliSmiths,quasi tutti. Essi dichiarandosi suoi fan la invitarono a registrare alcune delle loro canzoni cosa che ella fece prontamente. A questo episodio assommerei anche un lungo sodalizio artistico e poi anche umano con la leader e cantante deiPretenders Chrissie Hynde. Lo scoop è che, mentre qui risulta ancora scalza, nella canzone precedente con gli Smiths, fateci caso, succede un qui pro quo, alla nostra barefoottata.
Scalze ma nelle canzoni sono le altre o l’altra barefoottata che vorrei affrontare ora e non dopo. Ella èPattye poiSmith,di cui già capitò di parlare, e la song dedicata al ballo degi scalzi si intitoladancing barefoot.
Lei è una benedizione
Lei è dipendente da te
Lei è la connessione principale
Lei si sta connettendo con lui
Eccomi e non so perché
Sono caduto così incessantemente
Potrebbe essere che si stia impossessando di me
Sto ballando a piedi nudi
Il pezzo è del1979ed è stato il secondo singolo dell’album dellasmithdi quell’anno che si intitolavawave. La canzone è stata dedicata, come si legge anche nelle note dell’album stesso, aJeanne Hebuterne,pittrice, amante e musadiAmedeo Modiglianie a tutte le donne come lei. Si tratta di una song finita nelle500migliori di sempre, secondoRolling Stones, e ampiamente coverizzata. Celeberrime sono state le versioni degliU2,deiSimple Minds e deiPearl Jam. Disse la Smith di aver pensato aJim Morrisone a come avrebbe interpretato la canzone mentre la scriveva, e per questo la ha poi interpretata su toni piuttosto bassi per una voce femminile. Un’altra pesante influenza nella realizzazione del brano l’ha avuta il produttore del disco dellaSmith, tale Todd Rundgren, non esattamente lo svaporato diAnagni, per i meglio informati e anche per i non, ai quali dedichiamo un bel link, la riga sopra.
Chiudiamo conun album e che album, che in una volta sola portò al successo internazionale una cantante capoverdiana, sdoganò la saudade portoghese, – che inCapoverdesi chiama sodade – , e confermò – ma questo importa solo a noi – lapiedinuderiain musica visto che si intitolava proprio“La diva a piedi nudi”. Si tratta diCesaria Evora, artista già celebre nel suo paese da giovane, che per anni, e nonostante la fama, aveva dovuto appendere la propria carriera al chiodo, e quasi rinunciarvi del tutto, per problemi economici. La cantante arriva al meritato successo planetario inFrancia, con la pubblicazione di questo disco, alla non più verdissima età di47primavere. E per fortuna, per se stessa, ma soprattutto per noi tutti, vista la sua bravura e la incommensurabile bellezza delle canzoni da lei interpretate. Nota a margine. La cantante capoverdiana ha avuto un lungo rapporto di collaborazione con il nostro paese e molti nostri cantanti e artisti fra cuiMorandi, Ron e Celentano.Impegnata politicamente e a sostegno dei poveri e degli ultimi,Evoraè stata ambasciatrice dell’Onudal2003. Nota al margine del margine. Dipiedinudistein musica e in particolare a Sanremo ce ne sono state a bizzeffe, un giorno forse ne parleremo. Oggi no! Bye
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