Un modo per salutarci la mattina. Ancora a letto, dopo aver posato un piede od entrambi sul pavimento. Spesso per me il più prezioso è quello che rivolgo all’alba, un sorriso pieno per coloro a cui voglio bene: scorrono veloci, tutti. Rapidi pensieri, piccole e grandi preghiere, fatte a modo mio, infatti solitamente le chiamo Pensieri.
A proposito di sorrisi mi torna subito alla mente lo psicologo Paul Ekman.
Occhi entrambi vispi e lucenti, non vi attraggono? sotto quel sorriso accennato, gote piene. C’è gioia in lui, arriva al di là di qualsiasi fotografia.
Oso: un cenno di malinconia, che traspare sempre nelle persone intelligenti che osservano il fuori ed il dentro.
Ricordo questa narrazione: Ekman provò a lavorare con espressione cupa tutto il giorno, il suo umore divenne triste. Fece l’opposto: sorrise a se stesso continuamente e trovò gioia, serenità.
Provate a farlo, se vi va. Non spoilero risultati. L’ho fatto, troppo intrigante come esperimento su di sé. Continuo. Indovinate il perché e così … qualcosa vi ho detto.
Paul Ekman è l’autore della cosiddetta “teoria neuroculturale”, neuro-culturale.
Spiega come le emozioni nascano da basi biologiche e influenze dell’ambiente sociale.
Questo psicologo riuscì a dimostrare l’esistenza dellaparte innatarecandosi a studiare i Fore, nell’isola di Papua, in Nuova Guinea. Questa popolazione viveva isolata dal resto del mondo. Il suo obiettivo era verificare,sul campo,quali fossero le loro espressioni facciali, le loro che non conoscevano quelle del resto del mondo. Per inciso tale popolazione ancora vive, soprattutto di agricoltura.
Ekman aveva prima preso in esame soggetti di culture industrializzate come quelle di USA, Giappone, Cile, Argentina, Brasile ecc.
Come fece? per il suo studio selezionò un gruppo di soggetti, mostrò fotografie di volti umani che assumevano un’espressione facciale specifica per ogni emozione; successivamente chiese a ciascuno di associare ogni foto ad una parola presente in una lista che comprendeva le sei emozioni di base.
Dimostrò l’universalità delle espressioni facciali relative ad alcune delle principali emozioni, come: “rabbia, paura, gioia, anche felicità, tristezza, disprezzo, disgusto e sorpresa“.
Universalità!questo mi pare un elemento confortante per questa nostra umanità troppo frammentata. Espressioni pressoché identiche per tutti noi che spaziamo da profonde sensibilità sino alla durezza d’animo. Questo è.
Mi fermo di fronte a persone vere, le cerco, ne trovo. Pregi e difetti. Sorrisi e falsi sorrisi, strette di mano che dicono potremmo incontrarci. Visi tristi ai quali sorridere, se ,se ne è capaci, confortando ed appoggiando.
Tornando a Ekman: scoprì che esiste il campo delle micro-espressioni, rapide secondi.
Per comprenderle, coglierle si richiedono studio, esperienza e colpo d’occhio, da falco, vista a 180 gradi.
Se le noto non sono capace di interpretarle, mi stupiscono, perché non so cosa di me le abbia generate. Col tempo… chissà.
Nel 2001, Ekman collaborò per la realizzazione della serie documentaristica “The Human Face”, per la serie televisiva “Lie to me”.
Per “Inside out” Pixar-Disney 1 del 2015
Divertiamoci, con Paul Ekman, entrando nel mondo delle emozioni di una bambina undicenne, Riley.
Rapidamente: all’interno della mente di Riley, in un fantasmagorico Quartier Generale, operano cinque emozioni personificate da: Gioia (la leader positiva), Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto. Ognuna col suo colore, tutte parte integrante di Riley.
Tutte abitano in lei, in noi.
“Inside out” 1 del 2015 trailer:
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