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Incontri

Incontri  II

Incontri partendo dallo zero, da un inizio impregnato di sacra libertà, a piedi nudi, come in volo.

Ho deciso di proseguire con altri Incontri, quasi partendo dallo zero.

Tutto iniziò con un senso di sacra libertà, ancora nessuna scarpa, dentro la sensazione del volo in cieli azzurri rosati.

Nella foto: “Ci ho messo un piede”.

Forse tutti si nasce così, non lo so, oppure si desidera l’essenza della reale capacità di scelta in volo libero.

Mia figlia dimostrò fin da subito questa volontà. Ogni notte con gambe e piedi allontanava lenzuolo e coperta, in pieno inverno. Capii e non la coprii più. Non pativa il freddo, aveva conosciuto il mondo in carrozzina sotto fiocchi di neve, rumori attutiti da un’ aria fine.

A casa, sotto la culla, già l’aspettava Geremia, fermo, una presenza significativa in famiglia. Ovunque con noi. Quanto bene ci ha dimostrato. Fui io a battezzarlo con quel nome altisonante, era un modo per augurargli lunga vita e così fu.

Quando scendeva rapido nelle radure estive di montagna, si vedeva spuntare la cima della sua coda: bianca, come una margherita leggiadra, capace di correre.

I prati: profumi, colori, suoni, il rotolare lungo i pendii. Se scopri l’ebbrezza dello starci dentro, te la porti appresso tutta la vita. Puoi farne meta di pic nic, come camminarci da solo o in compagnia. Per odorare la loro atmosfera è preferibile il silenzio incorniciato da commenti e risate comuni o interiori. Nel mio piccolo giardino ci sono graminacee, fiori spontanei, altri raccolti  e poi piantati con le loro radici. Capita che estirpi le erbacce, è persino benefico per la schiena. Ogni albero è dono di persone care, gli arbusti passano dal ligustro dalle bianche infiorescenze profumate, alla piracanta e l’agrifoglio con le rosse bacche natalizie, l’alloro ceraso in primavera ospita impollinatori golosi.

La domenica spesso la montagna era la nostra meta. Mia mamma preparava spaghetti ben conditi e secondi che variavano per ogni gita. Il tutto era messo in un capiente thermos arancione, per quattro. Spesso si pranzava con amici, si restava tutti insieme sino a sera. Tra partite a carte, chiacchierate e risate nel verde il tempo scorreva con contentezze. L’acqua non si portava da valle, la si prendeva alle sorgenti. Se il caldo era quello dei mesi estivi gli spruzzi accendevano allegria. Quelle gocce erano benefiche sulla pelle, i vestiti bagnati aggiungevano un pizzico di effervescenza. 

Al mare ben spalmati di creme protettive si stava sotto gli ombrelloni, pronti a scattare verso l’ acqua dopo la tanto attesa digestione delle colazioni, sempre abbondanti: buon pane spalmato prima col burro poi con le nostre marmellate. Nei pomeriggi in cerchio con una chitarra o due a cantare e ridere, anche lo stonare di proposito era contemplato. Il nostro gruppo era sempre l’ultimo a lasciare l’arenile, le cene potevano attendere. Insieme in una baia del Mar Ligure, la stessa ove portai i miei primi cani a correre d’inverno, la medesima in cui d’estate scoprii le onde e quel sublime profumo di salsedine.

Entrando in casa mia vedete una piccola stufa, che accendo l’inverno per riscaldare e per preparare minestroni saporiti. Ci vuole pazienza, sempre lei. Si scelgono “frutti” di qualità, si mondano e si tagliano. Le spezie sono molte, alcune raccolte d’estate e lasciate a seccare nel forno, sbriciolate con cura e messe in vaso. La cottura dev’essere lenta. 

Scrivo spesso di cucina, uno dei miei nonni era cuoco. Le ricette possedute nella sua mente le ho imparate da bambina osservando lui e la moglie. Ho un quaderno con ricette scritte a due mani: quelle della mia mamma e le mie. Sono pagine con  idee che giungono da ben tre nonni e da amiche. Spesso ai fornelli mi lascio guidare da ciò che desidero, per poi assaporare lentamente. Talora assaggio e dico a basso volume: brava Cristina. Se ci sono ospiti diranno o no il loro parere.

Amo cucinare Insieme, la scelta dei piatti? a partire dagli ingredienti in casa. Conta anche il tempo, talora si parte il giorno prima, anche per gli acquisti. 

I dolci! quanti modi per prepararli, anche senza l’uso del forno e persino dei fornelli. Piacciono a tutti, anche se ad ognuno coi propri gusti. 

Ieri sera si parlava con un’amica del semifreddo con lo yogurt, lo prepareremo entrambe. Ci siamo persino dette come decorarlo. Sarà come degustarlo cucchiaino dopo cucchiaino ad uno dei nostri tavoli. Siamo all’apparenza totalmente diverse, ciò che ci unisce è un’amicizia decennale, le traversie, la capacità di rialzarsi dopo flessioni. Ridiamo spontanee a partire da apparenti nulla.

Donna cammina sullarenile

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