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Il tempo abbracciato

Niente noia a se stessa, nessuna perdita di tempo, ma l’abbraccio del tempo, del nostro di tempo.

La noia ©Elena Vichi

La percezione che mi si facesse perdere parte della mia infanzia iniziò a quello che un tempo era detto Asilo. Mi ricorda addirittura “l’asilo politico”, un modo per molti genitori per lasciarti in mani di chi talora non è abbastanza competente ed attento nella sua professione. Ottenni l’uscita da quelle aule dicendo sinceramente quanto accadeva a mia mamma. Ormai casalinga poteva tenermi a casa e comprese la mia infelicità e la mia noia. 

Sapevo bene come trascorrere ogni ora regalatami dalla vita, non potevo sopportare d’essere rinchiusa. Tornai a gioire con la mia fantasia, con gli amici a due passi nel cortile, col suo giardino di bossi e rose, in camera mia, nell’ampio corridoio, in definitiva ovunque fossi e con chi mi era accanto.

La noia! gran brutta bestia, se non genera idee, se ti lascia afflosciato in un angolo a sperare nel meglio. Ne ho provata tanta, sì mi annoio facilmente. Anche ultimamente in sere dei fine settimana mi sono chiesta perché non avessi preso la mia automobile, per tornarmene a casa, per fare qualsiasi cosa mi venisse in mente. Stavo con non amici, quasi incapaci di divertirsi o parlare con confronti e risa all’unisono. Non scrivo nulla contro, troppo diversi da come sono cresciuta e divenuta, sino all’oggi.

La noia può essere come un Fermento. Pensiamo al pane, partiamo dalla farina e solo con la pazienza vediamo lievitare le nostre pagnotte, che divengono utili e saporite.

Per mia fortuna in molti  mi hanno instillato il pensare ed il fare.

Vuoti pneumatici, quelli che ti strozzano non li voglio.

I vuoti dai quali nascono atti, quelli sono positivi, io dico: belli!

Le pagine scarne ed inutili si strappano, con velocità in aumento. Si sceglie con chi stare, anche col pensiero. 

Capita che la persona al mio fianco sia: Cristina. I momenti da soli sono preziosi: il confronto con noi stessi, il silenzio, le musiche, movimento o quiete. Se non fossi in grado di starmi vicina, che farei col resto del mondo?

Per fortuna ho compreso d’essere stata talvolta: “al servizio”.

Continuo a cercare tra gli scritti e le persone guide, non da copiare, questo mai, ma da trasformare in me,  per cambiare con i giorni abbracciati e non persi.

W.A. Mozart: Piano Concerto No. 22 in E flat, K.482: 3. Allegro – Andante cantabile – I tempo

Il grande Wolfgang Amadeus Mozart mi ha sempre regalato potente energia, pura Bellezza, Arte. Questo Concerto lo suonò lui stesso, per primo a Vienna.

E il vostro tempo? possiamo parlarne,  il confronto mi piace ed è utile.


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