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Il Pescatore

Vip mio fratello superuomo

Uno dei capolavori assoluti della cinematografia animata all’italiana. Un affresco dal 1968 che anticipa i modi, i temi, il senso e la realtà, senza nulla togliere alla fantasia. Anticipatore.

Mentre nel mondo, anche il nostro,qui alFrantidico, si rincorronopost e ghostsu proto super, eroi e eroine senza e con maschera,di cappa e di spada, con le canzoni incorporate e senza tema di smentita – questi per la maggior parte – nel mondo reale qualcuno ebbe a pensare che il tema delsuperonismo o superoismo o superismo, – dove sta l’inghippo scopritelo e ditecelo – potesse essere ridicolizzato e anche essere divertente e poiuna feroce critica sociale. Che le due o tre cose di cui sopra potessero stare pure insieme non erano certi allora e neanche adesso, che il risultato di tale lavoro fosseun capolavoro, noi ne siamocertissimi, anzi probabili– si cita non preoccupatevi – molto probabili. Del resto il titolo del post per i meglio informati non lascia scampo né dubbi, su cosa tratteremo nel medesimo, ecco, questo potrebbe essere più difficile da mettere a fuoco. Inizierò dicendo cheBruno Bozzettoè un genio assoluto e irripetibile, che proprio nelle ultime settimane e forse ancora adesso – ora mi informo e poi vi dico – viene celebrato in una mostra antologica – al limite del mitologico, per il sottoscritto – in quel diMilano. Dal 15 marzo 2025 al 15 marzo 2026. Secondo ilsito dellaCineteca di Milano, ove, e dove, la mostra è stata allestita. Indi per cui poscia, state informati, poi fate voi.

Chediredelmaestro – tutta una parola ovviamente – il meglio possibile, e non e ma e dai, piuttosto per la sua visionarietà. Chi anticipa vince, magari non sempre, ma vince, almeno su chi lo capisce. Nel suo caso – felice – ha vinto nonostante l’anticipo in cui ha giocato – e per fortuna.La chiave è, forse, essere stato ed essere: POP. Nel senso più nobile ma anche semplice e anche fosforo – questa non c’entra ma ci stava bene – del termine. Scardinare e piacere non sempre è un bel vedere. Ma nel suo caso è avvenuto, abbiamo goduto, ci è piaciuto, e ha pure guadagnato, che poi, non guasta, soprattutto per chi lo fa. Magari senza prevaricare nessuno e col frutto del proprio lavoro. Boh. Non so se ho capito, del resto, a che serve capire quando ci sono gli artisti. 

Prima c’è statoil signor Rossi. 

Poi i lungometraggi animati, fra cui il nostroVipdi cui sopra e primaWest and Soda-’65 –  e dopoAllegro ma non troppo– ‘976 – nel mezzo anni di pubblicità, molta, tanta, assai pubblicità, e racconti animati di ogni tipo, genere, e modo. Dallatv, in abbondanza, alweb, perchè no, e per sperimentare, soprattutto.LoStudio Bozzetto, nato aMilanodecenni or sono, fa ancora bella mostra di sé online con le sue sedi moltiplicate, con la  lunga sfilata di lavori e con una ciurma di operatori e collaboratori all’opera e anche al cinema. 

Ma torniamo aVipperchè, al di là, della storia, che scoprirete vedendo e vivendo, il film animato anno1968è una cornucopia di bravura e bellezza, talmente ricca e fissa, da non riuscire a riassumerla tutta in un post e nemmeno in due, ma che dico tre, e loro multipli. Facciamoci forza e proviamo a dire cose. IntantoFranco Godi. Avete presentebidibodibù–piccoli spazi pubblicità– ecco lui è l’autore di quel jingle, la musichetta del commercial, e di tante e tante e tante altre musichette strafamose, e poi produttore di gruppi di successo –articolo 31– for example, e poi autore di colonne sonore per il cinema, come appunto quella del Vip bozzettico, animato e cartone per il quale si cimentava per la prima volta, con la solonna della conora. 

Intendiamoci se poi dovessi aggiungere alla medesima del Vip la partecipazione del tutto volontaria e assolutamente eccelsadell’Herbert e pure Pagani, avremmo certamente quadrato il cerchio e saremmo sulla giusta strada anche per trovare la corrispettiva luna e il corrispettivo pozzo allegato.Metti un tigre nel doppiobrodo. 

Del resto si sa, questo post è uno e quino, non nel senso di cavallo, ma nel suo significato profondo e diffondo, con o senza dittongo, di trame intrecciate e vite diffuse e commentate, forse anche troppo poco. Torneremo, ed è una minaccia, a parlare di molti di essi, loro, coinvolti nel capo e lavoro diBozzetto in arte Brunoe non solo. Tornando a Vip va notato per forza che fra le anticipazioni e intercettazioni del prossimo futuro e anche del nostro, il regista, disegnatore egregio, intuì un modello fabbrica che proprio adesso e proprio da noi, non in Italia, ma anche nelBelpaese, sta prendendo piede eccome e pure e assai. Il celeberrimo modelloAmazon. 

Quello dove non si usa l’aria condizionata d’estate perché troppo costosa, e si preferisce convocare sul piazzale antistante alla fabbrica un certo numero di ambulanze. Pronte ad assistere e poi a ricoverare in fretta e furia, i lavoratori o lavoranti, che dovessero accusare malori per il troppo caldo. Il famoso sistema ottimizzatore.Perdine qualcuno per addestrarne molti.Oppure quello stesso sistema fabbrico che ti apre la porta del bagno automaticamente se ti intrattieni più del dovuto. O che, magari, ti elettrizza la tavoletta, se indugi oltremodo. Ebbene in Vip c’è. 

Per non parlare della persuasione, occulta, o palese, in questo caso la seconda, che emerge e non sommerge, dal lungometraggio animato a colori sessantottiano. Essa si manifesta sotto forma di unrazzetto piantato nel cervello, meglio sul capo, proprio in perpendicolo. Con esso impiantato, la già scarsa volontà deicino-jppo-perai bozzettici di Vip, viene ulteriormente affievolita e dopo  rimarranno solo  multinazionali e nient’altro. Insommauno ieri molto oggi e abbastanza domani,non trovate?


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