Come dice l’ai gennarina inclusa in google – parere propinato senza alcuna possibilità di scelta – “sebbene questi due termini nel linguaggio comune vengano ritenuti intercambiabili,– lui/lei/lum lo dice tutto in un altro modo molto più ampolloso e pragmatico, io provo a scioglierlo un pochino, sorry – nella realtà dei fatti questi termini posseggono delle caratteristiche proprie diverse che sfumano i loro significati e persino l’uso che si fa di essi”. Come lo dico io è sicuramente molto meno nobile e appropriato, però volete mettere la veracitàper non dire voracità del linguaggio usato?Allora prendiamo a prestito qui e là le definizioniin breve delle due parole e proviamo a spiegarci:
Succedaneo; dicesi di sostanza o prodotto che prende il posto di un altro svolgendone le funzioni, spesso perché ne condivide principi, caratteristiche o una valida efficacia
Surrogato: qualcosa che si mette al posto di altro, un elemento simile, ma che nell’uso comune viene percepito come ripiego, spesso qualitativamente inferiore ma più economica o accessibile
Allora con essi significati desunti e presenti, vado subito al dunque e faccio un esempio anzi due o forse molteplici, vedremo. Il primo blipè più un ricordo. La mente corre al momento in cui ho imparato il termine succedaneo. Avrò avuto 15anni, quando scoprì nello stesso istante o quasi, che di alcuni succedanei si può essere allergici e rischiare l’intossicazione o se vi va bene un’intolleranza grave. Ecco io in quel frangente venni a sapere che le uova di lomponon sono caviale, bensì succedanee degli ovetti di storione. E io, a quanto pareva e pare anche oggi, di quelle uova di pesce non storionico ero e sono allergico assai. A quell’età fantasticavo di caviale e champagne ma non potevo ambire ne all’uno tantomeno al secondo, – uno per questioni economiche e il secondo per questioni di anagrafe – provai il succedaneo, magari con una bibita, chessò, succo d’uva – molto secco – ma non andò bene.

Venendo a racconti meno avventurosi e più a lieto fine, applicherei la definizione seconda: surrogatoad una serie di libri che uscivano come collana editoriale a impreziosire la pubblicazione mensile che si chiamava selezione dal reader’s digest.Esso periodico proponeva ai propri abbonatilibri surrogati. Romanzi sulla cresta dell’onda, riproposti in numero di quattro per ciascun libro, ma in edizione condensatanon integrale. Un libro famoso e di moda, anzi quattro, riassunti, per capirci, dentro un unico tomo suddiviso in quattro sotto capitoli interni. Robe dell’altro mondo, a mio modesto parere. Ma all’epoca non notavo la contraddizione potente e terribile di quel accomodamento libresco, e ne ho letti una caterva. Salvo poi di alcuni ritenere necessario, in età adulta, dover assolutamente leggere integralmente il volume originale e non contraffatto.
E che dire dei surrogatio forse anche succedaneidel cinema. In effetti a pensarci bene non esiste un romanzo ben riportato, trascritto, adattato, per/al cinema. O meglio, molte sono le opere cinematografiche ispirate a racconti e romanzi della letteratura, e tanti di essi sono anche piacevoli e ben realizzati. Ma è proprio il lavoro stesso di trasposizione da un medium a un altro che non lascia scampo alla necessità imperiosa e inderogabile di fare di quell’opera trasposta, inevitabilmente, un surrogato o un succedaneo, senza alcuno scampo, sconto e i cocci sono loro e di chiunque li voglia, e li possa. Che te possino, direbbero nel centro della penisola.
E la stessa cosa vale per la televisione, e le sue trasposte, per non dire adattate. Tv, in cui un tempo, con molto pudore e anche grande onestà, le trascrizioni per il piccolo schermo dei classici della letteratura, venivano chiamate con rigore filologico quasi commovente: originali televisivi. Volete mettere la differenza sostanziale fra un adattamento qualsiasi , e una serie originale – sebbene trasposta – creata appositamente per il medium differente del caso. Nel caso detto scatola magica e molto molto altro e variamente.
Ebbene per concludere e non svaccare del tutto, come è il mio solito, provo a introdurre – provo – un concetto succedaneo e/o surrogatoappartenente al mondo della musica, e anche al nostro nuovo, e forse ancora non appartenente al sentire comune, dello stato sociale, per non dire società. Ad un certo punto e grazie all’arrivo dei numeri con cui siamo riusciti a ricostruire il mondo – ho provato a fare un’affermazione cool ma credo di non esservi riuscito – mi riferisco al digitale, alla rivoluzione digitale.Da un certo punto in poi invece di costruire le cose a mano, abbiamo scoperto come farle fare ai computer che le hanno via via trasformate in operazioni matematiche.Metto un link cosi se aveste dubbi trovate uno bravo che vi spiega bene questo concetto. Da quando il mondo è diventato un posto calcolabile, in musica, ad esempio, gli strumenti analogici – chitarre, violini, tamburi, trombe, e tutto il cucuzzaro, per dirla con la Crusca – sono diventati prima riproduzioni elettroniche e poi campionamenti. Questo accadeva nella preistoria del digitale. Fate conto in Italia, ad esempio, con l’arrivo di band come gli 883. E già qui, con le campionature, succedanei e surrogati si sono sprecati nella musica e nei suoi suoni per non dire canzoni e brani.
Ma la cosiddetta rivoluzione digitale– ancorchè non compresa a distanza di oltre trent’anni e passa – ovviamente – metto una pausa perchè non si tratta di un ovviamente buttato lì a caso – non si è fermata, tutt’altro. Mentre siamo ancora lì a dire che tutto ci fa male e poi ci condiziona e i social sono il demonio e però le tasse le dobbiamo pagare solo online, e che ora i comuni non ci mandano più le multe per raccomandata tanto c’è la pec: e sono tutti augelli senza zucchero, nostri. Mentre siamo ancora lì. Questi demonietti della rivoluzione digitale che cosa si sono inventati in musica? Reggetevi, perchè la frenata sarà brusca assai: il sampling. Metto la definizione e taglio i tori e pure le siepi prima di perdersi per meandri sconosciuti:
È la tecnica che consiste nel prelevare un breve frammento (un sample o campione) da una registrazione sonora preesistente per riutilizzarlo, modificarlo o inserirlo all’interno di una nuova composizione
Ora non mi dilungo altro, perchè il concetto or ora espresso gioca a nostro favore in modo preciso e circostanziato rispetto alle tematiche del surrogato e del succedaneo, che abbiamo richiamato qui nel post. A onor del vero va aggiunto che il samplingha radici più antiche e profonde della rivoluzione digitale, nasce con la musica elettronica e essa musica non coincide col digitale, come tempi, ma lo anticipa e di parecchio. Non solo, ma esempi di samplinganalogico sono evidenti nello scratcharedei dj e nel taglia e cucidi pezzi di nastro magnetico di registrazioni, veri e propri montaggi sonori di brani perlopiù famosi, per comporre brani terzi e pure quarti. Ma non mancheremo di occuparci del samplingin modo esteso in futuro. Vi lascio con iNirvanae la celeberrima Smells Like Teen Spirit brano del 1991, Grunge, che è pure lui un samplinga modo suo. Saluti cordiali a tutti e attenti alle uova di Lompo. Blip.
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