Per questa volta va così, non strappatevi le vesti, torneremo ad occuparci di musiche e di serie tv, ma oggi vorrei concludere questa settimana tematica dedicata ai leit motiv delle serie tv  consegnando il franti di peltro – il nostro premio unico ed esclusivo – a Twin Peaks, David Lynch e Angelo Badalamenti, rispettivamente serie tv, regista e ideatore,  e compositore, musicista della colonna sonora della fiction.  La migliore serie tv di sempre – a giudizio unico e insindacabile dello scrivente – il migliore regista, sceneggiatore, autore, fotografo, visionario e visionabile, di sempre, il motivetto – che ci piace tanto e che non fa du du – e le musiche più evocative, suggestive, intriganti ed estranianti, – come serial vuole – di sempre. Buio in sala, si comincia: 

Correvano gli anni ‘90 e ‘91 del secolo scorso e il mondo – anche e persino l’Italia amate sponde –  stava per trovarsi di fronte al quesito del secolo: Chi ha ucciso Laura Palmer?

David Lynch e Mark Frost firmano la serie televisiva più importante della storia più recente della televisione, una sorta di boa d’arrivo e, allo stesso tempo,  partenza per i nuovi stilemi, stilistici e stilosi del linguaggio e anche delle linguacce della/nella  tv. 

Prima il mondo e gli oggetti col tubo – quello catodico – erano una cosa. Dopo la saga dei picchi gemelli, tutto fu diverso, e come spesso ammettono anche  gli adoratori di Gonippo l’impavido: “dopo  fu solo pioggia”. 

Nel paradiso del kitsch, del grottesco, fra misteri inquietanti, e scorci di  realtà più distorte e paradossali dei misteri di cui sopra, il visionista David pesca un mazzo intero di jolly e consegna ai poster e pure ai pronipoti,  un concentrato di idee, visioni, invenzioni, battute e personaggi, unico e irripetibile. Un magma innovativo e concentrato da cui hanno pescato e, forse, pescano ancora, autori, registi, sceneggiatori, produttori e tutti quelli con isti e ori che vi vengono in mente e che lavorano nel mondo dello spettacolo. 

Pensate ad esempio, – uno e poi basta, parola di boy scout – , ai nani e alle suore con sigaro accluso di un regista oscar italiano talentuoso, che vive vicino al vesuvio e che di cognome  fa rima con rosmarino. 

30 episodi, (8 e 22) per due sole folgoranti stagioni. E poi un prequel  –  finale di partita sotto forma di film. Fuoco Cammina con Me. E poi una nuova serie con lo stesso titolo e sempre Lynch in cabina di regia, ma fuori tempo massimo per la tv – correva l’anno 2017 – che nel frattempo – la tv –  era stata sostituita da molteplici schermi, nuovi modelli di fruizione, e diversi stili e – reggetevi – tipologie narrative. I 18 episodi di questa sorta di proseguimento vent’anni dopo – Dumas avrebbe apprezzato -firmati ancora da Lynch e Frost con un cast, in parte,  fotocopia della serie originale, in parte, grandi star del presente, non hanno funzionato a dovere, ma forse, e dico forse, andrebbero riscoperti oggi, più che ieri e prima di domani. Se lo fate ditecelo, grazie! (va benissimo anche un mottetto nei commenti, nota del redattore)

Ma – tornando all’unico e irripetibile originale Twin e poi Peaks –  da quando il corpo nudo di Laura Palmer venne trovato perfettamente conservato dentro un maxi rotolo di domopak trasparente sulla sponda del fiume Snoqualmie,  nella zona di confine fra Usa e Canada, tutto è stato molto  complicato. Il tempo ha smesso di scorrere con il solito “passo”, niente clessidre a picchi gemelli; la serie tv lynchiana è stata infatti anche la prima fiction “quantistica” della storia della televisione. Una soap dentro un film horror dentro un’opera di fantascienza in cui – come in un noir di Dashiell Hammett –   poliziotti, detective e agenti speciali indagano a 360 gradi. Come dire: non sanno che pesci pigliare, ma, – tranquilli –  tanto arrivano oggetti e persone soprannaturali da non si sa dove, a spiegare tutto e poi confondere, di nuovo quasi tutto. Come diceva quello? Del diman non v’è certezza. 

Meno male che a mettere una pietra preziosa, assai, sul tutto,  è arrivato  il musicista italo americano che di cognome faceva come un boss mafioso, ed era, soprattutto, fidato collaboratore del grande David da tempo immemorabile. Narra la leggenda che il tema leggendario della serie sia in realtà una sorta di avanzo del lavoro preparatorio di un’altra colonna sonora a quattro stelle della produzione Badalamenti / Lynch per il film Velluto Blu. In realtà le musiche di Twin Peaks al pari della serie sono una sorta di  punto di non ritorno per la storia del genere ma anche per quella dei commenti sonori e musicali delle fiction televisive in senso lato. L’uso massiccio delle musiche durante tutta la durata dei singoli episodi è uno degli elementi innovativi e di trasformazione introdotti ivi. La commistione di generi musicali nei brani della trama sonora ne fa un’altra peculiarità, anticipatrice,  per la storia della serialità. Il fatto poi  che tutta la musica e le canzoni del supporto sonoro siano frutto di una strettissima collaborazione del regista con il musicista e compositore aggiunge un ulteriore elemento di importanza. Quest’ultima caratteristica è forse preponderante sebbene non sia, in questo caso,  un’innovazione. Ecco a Voi la song dei titoli, stavolta con parole di Lynch e, magistrale interpretazione di Julee Cruise. Segue testo integrale.

Non lasciarti ferire questa volta
Non lasciarti ferire questa volta
Poi ho visto la tua faccia
Poi ho visto il tuo sorriso

Il cielo è ancora blu
Le nuvole vanno e vengono
Eppure qualcosa è cambiato
Ci stiamo innamorando?

Non lasciarti ferire questa volta
Non lasciarti ferire questa volta
Poi il tuo bacio così delicato
Poi il tuo tocco così caldo

Le stelle brillano ancora luminose
Le montagne sono ancora alte
Eppure qualcosa è cambiato

Ci stiamo innamorando?
Innamorando, innamorando
innamorando, ci stiamo innamorando
Innamorando, innamorando
innamorando, ci stiamo innamorando

Fra le innumerevoli leggende, sciocchezze, invenzioni, citazioni e fraschendrelle – questa parola l’ho inventata or ora – che circolano su questa serie irripetibile ce n’è una che vorrebbe farci credere che fra i fan della fiction ci fossero pure Bush senior – lui e il solo primo presidente cespuglio   – e Gorby – detto anche tovarich in un pezzo da discoteca che ascolteremo in chiusura – e che il presidente russo volesse fare luce al più presto sull’omicidio Palmer e avesse per questo telefonato a George Dabliu che, ignaro, nonostante la sua posizione, della notizia, ma fan puro isso della serie, si sia attaccato esso medesimo alla cornetta scomodando mari e monti per avere, in anteprima, la soluzione al rebus. 

Fu vera gloria, direbbe Manzoni, non saprei ne mi interessa. Segue, come da anticipazione, la danza del compagno. Dasvidania. 


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