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Il Pescatore

Fotoromanzi

Fotoromanzi letteratura d’appendice moderna, in realtà già quasi sorpassata oggidì, ma che nei ruggenti 40, e poi 50, per non dire dei 60 e dei 70, fece sfracelli, a milioni di copie vendute

Questo amore è una camera a gas…

Il passaggio dai territoriK, – tra l’altro va ricordato come un sol uomo e l’immagine di copertina tiene a realizzare proprio questo ricordo,ilcompagno Kdistanluereloliverhardycagiacenza, – (in realtà si tratta dicompagno B, ilKlo facevaCraxi, ma che ci importa) alle praterie deifoto e romanzia colori ma, e, soprattutto in bianco e nero, è davvero breve e ci rimanda al volo al post di ieri detto anche loieripost, in cui chiudevamo sul film diDamiano Damiani La moglie bella con Ornella Muti.Ebbene, amici e parenti, commilitoni e colleghi, compagni e fedeli di ogni ordine e grado, in un solo film, peraltro citato per ben altri motivi, troviamo e ci troviamo, di colpo e all’improvviso, non uno, non due, ma entrambi loro che saranno fondamentali per la nascita e la crescita, nonchè la prosperità del genere e del venere succitato nel titolo, detto anchefotoromanzo. 

fotoromanzo grand

Perché secondo le leggende fu proprioDamiani, in arte Damiano, grande regista dell’italica stirpe ad aver avuto, forse da solo, forse in compagnia di altri,  l’idea di realizzare foto con romanzi acclusi e inclusi, dove narrare le storie, pressoché amorose e amorevoli in toto, con tecniche mutuate – e non lo nego – dalcinematografo, proprio lui.Sete ot con luci e scene, attori bellocci assai ma anche recitanti anzichenò, non muti baldacchini o meglio manichini, come altri potevano pensare. E male. Pensare dico. L’altra leggenda vuole che invece la novità rivistica – in quanto pubblicata su riviste che prima sdoganavano storie zuccherose a fumetti con tratto realistico molto pop – quello diWalter Molinoad esempio  vero divo assoluto sullaDomenica del Corriere– fosse o sia o ria dovuto aCesaree dicoCesaree ri-dicoCesare Zavattinimica“tanto tonò che piovve”. Uno scrittore sopraffino – vedasiDe Sicaper le referenze – prestato sovente alla popolarità, non intesa come notorietà ma comecultura popolare, Pop. 

Come che è stato o come che non sia steto,all’alba vincerò– non era quello – ma all’alba del‘46al massimo‘47delnovecentonel secolo scorso, nacquettero le riviste di genere. Meglio nacquero i romanzi a foto per le riviste. Ancora meglio, nacquero un paio di riviste – rotocalchi si dissie o dicette – che oltre agli articoli scritti e stampati, oltre ai fumetti scritti e disegnati, pubblicavano storie – fasulle e romanzate assai in chiave rosa più che altro – fotografate e scritte coi baloon come i fumetti ma con le foto al posto dei disegni.Novità assoluta, novità clamorosa, novità di grande successo, e tutta italiana. Nessuno ci aveva pensato prima. Fatevi un nodo al fazzoletto, perché stando da queste parti –sul franti dico– ne troverete parecchie di storie così. Solo italiane e che il mondo poi ci ha copiato con gusto e spesso con fregatura implicita, nel senso che poi loro ci hanno fatto il“lesso”,– come si dice da voi: piccioli, danè, dobloni? Mentre noi manco ne abbiamo rivendicato la paternità. Sai quando ti levano la sedia di sotto, quelo!

mike su bolero film

La storia delle storie fotografiche e delle riviste,  che poi solo di quelle erano composte, nate attorno agli anni‘50e prosperate e prosperose fino a tutti gli anni‘80, ma ancora esistenti anche oggi, in un mercato che nel frattempo da gigante si è trasformato in rionale, – per tutti nella carta stampata, sigh – ancora resiste, nelle pieghe della storia. Segnatevi l’espressione ultima perchè la ritroverete e così potrete cazziarmi a volontà tutte le volte che la riuserò. Grazie per la collaborazione. Nel momento di massimo fulgore, splendore, ore ore ore, essifoto e poi romanzi,vendevanomilioni di copie. Milioni dico, non patacchie e nemmeno petecchie. Eravamo riusciti a realizzare un’industria, – noi italiani brava gente – un pò come quella volta quando un mensile“osè”italiano era riuscito a offuscare la fama diPlayboy,la rivista per  uomini più famosa della storia del genere umano, e anche di quello disumano.Ci hanno fatto anche una serie tv.L’Italianon è il paese della fuga dei cervelli perché ci piace far loro cambiare aria, è quel paese dove i cervelli vanno all’estero perchè essi – contrariamente che in patria – sono apprezzatissimi, ovunque nel mondo. Andatesul sito di Italiani di Frontiera, anche grazie al nostro link, e leggetevi un po ‘ delle storie degli italiani dellavalle del siliconeUSA, e vedrete che goduria. 

ornella

Avevamo parlato diOrnella Mutiall’inizio del post e non a caso, ella signora all’epoca signorina, assieme alla sorella e con il proprio nome e cognome vero – Francesca Rivellilei eClaudiala sorella – stazionava e si esibiva a lungo e con grande perizia sulle pagine deifoto e romanzipiù celebri del reame, quelli dellaLancio, casa editrice romana, ancora in corso e sorso, –in realtà non esattamente– vedi alla voce fumetti e poiLanciostory. Essi loro editori difotoromanzinei sessanta e per più e oltre venti e vendi anni,  hanno spopolato. Nel massimo dello splendore c’erano  numerose testate del genere, decine in tutto. E poi c’erano decine di set in contemporanea allestiti e giranti, e inoltre centinaia di attori a contratto per non parlare delle migliaia di comparse fotoromanziche.   Quanta fama e fulgore per non direallure. Inoltre, molti  di coloro e colore, attrici e attori che hanno accaparrato per sè e per le coi fotoromanzi, sono poi dopo nell’altre vite divenuti ancor più divi e ancor più noti. Abbiamo citato laMutima anche come, non dire, – per dire, –Albertazzi di nome Giorgio, che proprio attore di fotoromanzo, con il massimo rispetto per i fotografi, non ci appareva ne apparessa. Folle di astanti con e senza vettovaglie ma tutti con taccuino o foto, o foto e taccuini d’ordinanza, attendevano fuori dai teatri di posa fotoromanzichi i loro divi fotoromanzati. LeKatiuscecon o senzak e h, leMichele, anche donne e non solo uomini,i Kirk e i Sebastiani, i primi di essi non solocapitani di flotte stellari. Folle e folli che  si sono sbracciati per farsi firmare e autografare, ma anche per prendere partea battesimia centinaia, come sanno tutti quelli che così si chiamano ancora oggi o si fanno chiamare o vengono chiamati. Anche alcuneMarineavevano posto, e hanno ancora trovato posto, fra i nomi popolari allora come oggi. In particolare chiuderei su unaMarinache di cognome facevaCoffaper la quale un giovine di belle speranze anelava alquanto e sospirava pure, nonchè arrivare a strapparsi le vesta, e sobbalzare col cuore accelerato, forte nel petto, quando gli capitette lui di trovarlselain front off, dentro un film vero e proprio e non solo nelle foto dei romanzi di foto. 


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