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Il Pescatore

Blu Amelia

Strega mi nacqui ma città fui fatta e con palazzi, chiese, scorci, panorami, monti e foreste, contornata. Poi l’illuminazione. Fatta l’acqua nacque la piscina scoperta, msre blu cittadino.

La notizia è bella, – simpaticamente nè – e noi la diffondiamo con gioia e senza dolor. Ma andiamo per gradi e cominciamo col dire che i fatti sono almeno due e forse anche le notizie. Ebbene  intanto andiamo in Umbria o giù di lì. Il luogo è Amelia, la città che ammalia si potrebbe dire se si volesse fare i citatori e i simpatici, cosa che qui non è prevista quindi non accadrà. E’ anche vero che l’immagine del titolo non fa rima con la cittadina di cui parleremo ma ricorda proprio lo slogan – ai miei tempi si diceva così, ora non credo – che abbiamo utilizzato poche righe qui sopra per citare senza citare. Quindi per il momento abbiamo una papera famosa dei fumetti che di mestiere fa la maga, meglio forse la strega, addirittura la fattucchiera. Vive e lavora sul Vesuvio, quindi lontano dall’Umbria ma si chiama come questa ridente località umbra di cui, a questo punto e non dopo, vi vorrei agevolare un’istantanea. 

amelia

Ora che vi ho portato in provincia di Terni nell’Umbria del sud ai confini del Lazio non crediate di aver raggiunto la meta del nostro post. O meglio, forse la meta l’abbiamo anche raggiunta, ma le circostanze che ci portano ivi, eh, quelle, non sono turistiche, né archeologiche, e nemmeno culinarie. Per quanto si sa, nell’Umbria e anche ad Amelia, fa bella mostra di se il prelibato tuber detto anche tartufo nero o bianco e anche scorzone estivo, – quello meno nobile e pregiato, – ma ditemi dove lo buttate, eventualmente, perchè so come comportarmi nel caso. Ma non del tubero profumato parliamo all’uopo, anche se fa sempre comodo ricordare che l’Umbria è una di quelle regioni che custodisce il prezioso alimento, hai visto mai vi venisse voglia di farne incetta. Ma non perdiamo altro tempo e veniamo al primo fatto che sta alla base di questo post. Non ci girerò intorno, ne ci passerò attraverso, mi limiterò a riportare quivi e ora sotto il vostro occhio e con il consenso della direzione un passo integrale di un testo aulico e antico di cui dirovvi prossimamente: 

“dagli amerini e dai tudertini furono viste armi celesti (che provenivano) da oriente e da occidente e che tra di loro si scontravano, ed erano respinte quelle che erano (giunte) da occidente.” 

“Non c’è nessuna meraviglia nel vedere fiamme nello stesso cielo e spesso si sono visti fuochi più grandi coperti di nuvole.”

plinio

Sono cose su cui riflettere. E parecchio. Anche perchè la cronaca appena riportatavi, arriva dal 103 avanti Cristo, libro primo della Naturalis Historia, il primo di 37, scritta di suo pugno proprio lui specifico e soltanto isso, chiamato Plinio Secondo meglio noto agli annali e per gli astanti con il nome di Plinio il Vecchio. Chi di noi non ha mai sentito parlare dei Plinii. Se siete stati studenti di latino, anche pochi anni, li conoscete i Plinii. Giovani, Vecchi, Primi Secondi e tutto ir cucuzzaro, momento più secolo meno. Scherzi a parte l’enciclopedia antica di Plinio Secondo detto il Vecchio, è una delle fonti storiche e scientifiche dell’antichità più studiata, citata e usata negli anni e nei secoli da parte di molti per non dire tanti scienziati, storici e studiosi di tutti i tempi e luoghi. Non scherzo. Anche se so che non vi fidate, e fate bene. Gli amerini e i tudertini citati dallo scrittore romano sono gli abitanti di Amelia, detti amerini anche oggi, e gli abitanti della vicina Todi. Non voglio speculare ne aggiungere mie personali riflessioni, ne falcidiarvi con interpretazioni fantasiose. Però, e con gioia immensa, vi invito a non gettare il bambino con l’acqua sporca. Base luna rispondete!

base luna

Aggiungerei soltanto, e poi basta, che anche antichi testi indiani, – dell’India – descrivono, non meglio precisate, macchine volanti. Robe con ali, motori, abitacoli, e, persino, istruzioni per l’uso e il pilotaggio eventuale. Trattasi di scritti di qualche migliaio di anni fa, tipo 4000, con dettagli talvolta così precisi e minuziosi, che, ecco, dunque, non saprei, e non potrei mai, però. E a proposito di acqua, in questo caso, “chiare e fresche e dolci, acque” vorrei infine svelare il contenuto principale del post di oggi. Allora ad Amelia è stata inaugurata di recente  una grande piscina scoperta.

piscina pedersoli

Ovviamente non è la piscina in sé a fare la differenza. Tali e tante abbondano nel nostro italico suolo e non fanno notizia, salvo record e festeggiamenti specifici, per celebrare prestazioni sportive sul momento. Ma non si registrano per ora primati degni di nota per quell’impianto. No, a far notizia è l’intitolazione di essa piscina o la di lei nominazione, come dite voi qui al Franti? Il padrinaggio, la dedica, la targa con lo spazio bianco e il nome e cognome dell’illustre cui lo spazio viene attribuito. La piscina è stata intitolata a Carlo Pedersoli. E chi di noi non conosce esso sportivo e nuotatore illustre, in gioventù, che poi dopo si tramutò in attore e pure cinematografico con e nei panni del Bud Spencer più e più noto. Bella iniziativa e bella pensata quella di rinfrescare la memoria patria con i successi sportivi – e andateveli a cercare perchè sono stati numerosi e illustri – del notissimo personaggio di spettacolo, ma non è neanche questa la notizia principe per noi di oggi. 

Non allungo ulteriormente il brodo e vi comunico la notizia e il cortocircuito che a nostro avviso la rende tale. Allora, alla cerimonia inaugurale nel luglio del 2024 hanno partecipato i figli del compianto attore e anche il suo compagno di avventura di una vita Terence Hill, al secolo Mario Girotti. E qui scatta l’arcano. Girotti è stato molto umbro nell’ultimo decennio e anche di più per via dei suoi panni clerical-televisivi che tradotti suonano Don e pure Matteo. Spoleto, una delle location della fiction RAI pluripremiata e, soprattutto ancora in onda; è a un tiro di schioppo da Amelia, e questo aiuta nel trovare Terence per parlare di Bud. Questo ho pensato io, leggendo la notizia. Ma sbagliavo. Non di fiction ne di Don Matteo si trattava. Il fatto vero che unisce Mario Girotti con Amelia, e qui scatta lo scoop, sono le sue origini. Terence Hill è nato ad Amelia il 29 marzo del 1939. E voi che pensavate ancora che nelle vene dell’ attore dal ceruleo sguardo scorresse sangue irlandese o al più americano. Macchè, Terence è amerino puro e semplice, e il cortocircuito che riporta insieme Bud Spencer e l’amato compare sta nella nuova piscina scoperta della cittadina umbra. A mio avviso, pura poesia. Passo e chiudo. 

piscina

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