Forse vi svelo un piccolo segreto di famiglia, in realtà un modo per vivere brevi avventure d’estate o in inverno nei rifugi.
Con mia figlia negli zaini si mettevano, insieme al necessario, i nostri diari e dei colori. D’estate anche una reflex.
I rifugi posseggono un’atmosfera tutta loro, che ti pervade non appena lasci gli scarponi ed entri nella sala da pranzo con tavoli in legno e lunghe panche. I posti a sedere non sono prenotati, se non dalle comitive, ti ritrovi seduto vicino a chi non conosci, ma le montagne uniscono, si diventa conviviali.
Sempre in un angolo c’è un caminetto, questo con le sue scoppiettanti fiamme ti ipnotizza rapendoti a sé. Non si desidera chiacchierare, solo perdersi in un senso di pace che riempie gli animi.
Si esce anche se fuori c’è la neve … a giocare, senza regole, se la valle è glaciale intorno si vede il tutto, il cielo pare aprirsi nella sua infinita beltà. Se compare qualche rivolo d’acqua impulsivo ci cammini dentro e, gettando piccole pietre, osservi onde concentriche. Ogni azione diventa naturale, si è spinti dalla Terra. Le marmotte fischiano, qualche rapace maestoso è in volo, in alcune pozze primaverili guizzano girini, stambecchi in gruppo brucano.
Mia figlia correva libera in ogni direzione, meravigliata soprattutto dai piccoli anfibi, cercava le uova.
In quei giorni eravamo noi: una fanciulla ed una donna. Non si sentivano limiti, non ce n’erano, era la Natura che ci invitava ad essere con Lei e noi ci cullavamo in tutta quella bellezza, in quell’aria fina che ampliava i nostri respiri. Descrivere la nostra gioia non è semplice, eravamo due cuori che battevano vicini cullando emozioni che ritornano, che sono rocce di minerali ricche, che sostengono entrambe. Sono fotografie mai scattate per non rubare tempo agli attimi che volevamo assaporare.
La sera salivamo entrambe in alto nel letto a castello e iniziavamo ad inventare storie. A lei il compito di scegliere tre vocaboli, a me quello di iniziare ad intessere un racconto. Ad ogni possibile svolta eccola con una parola che doveva indirizzarmi altrove. Per noi puro divertimento, che doveva interrompersi solo per lasciare spazio ai suoi disegni, a qualche mia riga e quindi al sonno, quello profondo.
L’amore per ogni specie è sbocciato soprattutto in quei giorni, come la creatività nelle parole e nelle immagini sparse su fogli. Fu allora che in una giovane qualcosa di indelebile nacque: il regno della fantasia.
So che ho scritto pochi pensieri, gli altri restano in noi. Non si svela tutto, una pennellata invece può suggerire.
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