Il disco fumetto della settimana lo ha disegnato il papà di Fritz il gatto, pornofumetto animalista d’antan. Porno forse è un pò troppo per descrivere il fumetto di Crumb però all’epoca il gatto antropomorfo inventato dal disegnatore statunitense era decisamente “forte” e anche molto in linea col sentire diffuso della controcultura degli anni ‘60/’70. Molto OFF come piaceva assai dire in quegli anni. Il prefisso o suffisso veniva applicato continuamente per declinare cose e persone dell’epoca. Alcune costruzioni sintattiche sono rimaste, quasi, fino ai nostri tempi. Una su tutte: teatro off. O non vi dice nulla? Mah, credo che l’età conti parecchio in questo caso.

Però le cantine e l’underground artistico di vario genere – dove l’OFF si spacciava a buon mercato – non sono andati in pensione da così tanto. Ho un ricordo personale di non più di venti, forse 25, al massimo trenta, anni fa, che mi porta a Pontedera – a proposito di teatro OFF – e include un tale che forse non vi dirà granché, Grotowski, ma vi assicuro che c’ha il suo perchè. Magari ne parliamo un giorno o l’altro.
Quasi in contemporanea con l’avventura di Fritz che gli porterà fortuna e notorietà il nostro decide di prestare il suo estro anche alla musica e disegna una delle copertine “storiche”, emblematiche, determinanti, per la storia del “movimento” dei figli dei fiori che furoreggiava in America e nel mondo in quegli anni. Ma anche una delle copertine più note della storia del rock. Il disco è del 1968, si chiama Cheap Trills e lo “suona” una band denominata – con grande fantasia, va detto – Big Brother & the Holding Company. La leggenda vuole che i disegni di Crumb dovessero istoriare solo la quarta di copertina mentre una foto della band avrebbe fatto bella mostra di sé sul davanti del disco. Ma le vignette del papà di Fritz piacquero talmente alla front woman del gruppo – tale Janis Joplin – (e hai detto stecco – si direbbe dalle mie parti), che alla fine, la stessa Janis convinse la casa discografica – Columbia Records – ad affidare per intero tutta la grafica dell’album della band di San Francisco al buon Robert.

La psichedelia, praticata dalle persone, più che suonata nell’album, è l’elemento che contraddistingue il lavoro di Crumb, anche nei disegni di questo disco. Del resto, la solita leggenda, vuole che lo stesso Crumb, per non parlare dei membri della band, “aiutassero” la loro creatività con acidi e funghetti di varie fogge e misure. Non è un caso, forse, che proprio Janis Joplin, rimanga vittima degli abusi di droghe, e muoia di overdose pochi anni dopo. Tornando al disco e al lavoro di Robert Crumb si tratta di un vero e proprio collage di vignette fumettistiche che rappresentano i membri della band e i temi salienti dei brani dell’album. Nel cerchio centrale la Joplin fumetto con una “palla” da carcerato, simbolo di uno dei brani di maggior successo di tutta la produzione della grande cantante che si intitola, per l’appunto, “palle e catene”, la celeberrima Ball&Chain.

Questa copertina è un capolavoro di immaginazione – anche grazie agli aiutini chimici&naturali, immagino – e un manifesto visivo del rock, del r&b declinato al femminile e della generazione hippie, i cosiddetti figli dei fiori, e ha contribuito in modo determinante al successo del disco che rimase otto settimane al primo posto delle classifiche.
A proposito di hippie e di musica italiana va ricordato l’exploit dei “nostri” I Giganti e del brano “Tema”. Ma questa è una storia diversa su cui magari qualche volta torneremo. Intanto “mettiamo, tutti, dei fiori nei nostri cannoni”, per favore, e facciamo la pace non la guerra.
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