Ricostruisco per i non badanti o per i meno concentrati o anche per me che alla fine so ir peggio de tutti (detto in svizzero-gaelico). Un governo fa una cosa per i propri cittadini. Applausi, lunghi e convinti.
Ripeto per i più distratti: un governo fa una cosa per i propri cittadini.
Nessun tornaconto nascosto. Nessuna marchetta. Nessuna forzatura per favorire questo, quello o tutti e due.
Il provvedimento è semplice, chiaro, ben spiegato. Ancora meglio nella sua fase di realizzazione. Una scelta specifica e ad uso e consumo esclusivo di coloro che – come prevede il decreto medesimo – ne potranno usufruire. Nessun altro, e senza giri di parole o strane richieste accessorie.
Si tratta come suggerisce il titolo del pezzo in cui vi state perdendo, di: “un reddito di base – incondizionato – per artisti e operatori della creatività”.

Intermezzo
Dove vivo io, la compagnia dei trasporti ha emesso il “sacro proclama”, in accordo con il comune capoluogo di regione, di voler abbattere le proprie tariffe sino a raggiungere, presto, la totale gratuità del trasporto pubblico.
Tale compagnia serve l’intera regione. E lo farà per una decina di anni come previsto dall’esito della gara di appalto, che loro medesimi si sono aggiudicati.
Dunque, tale compagnia opera in regime di monopolio. Il comune è concorde nell’abbattimento delle tariffe e quindi ci mette soldi. La regione è pure disponibile. Ciononostante la solita compagnia per abbattere il costo dei biglietti, ha messo a punto un “dispositivo”, un meccanismo, forse meglio, un “marchingegno”, che levati. Un aggeggio così pieno di tali e tante norme, normine, codici, codicilli, salti mortali, salti in banco, salti in bocca e capriole varie; che, un cittadino medio, per riuscire a conseguire l’abbonamento a costo scontato, deve studiare a lungo, molto a lungo, e forse non basta; inoltre, poi, non contento, – il solito cittadino – deve pure adempiere a numerose procedure e poi contorsioni e poi riconoscimenti e validazioni, che mai prima d’ora. Infine guardare il cielo e sperare che non piova. Altrimenti nisba.

Pensate che per risparmiare circa il 40% del costo previsto l’utente deve validare il proprio abbonamento con lo smartphone dotato di un’app specifica attraverso un apposito qr code ogni volta che monta sul bus, ogni mese in cui l’abbonamento è valido, per un minimo di 50 volte, al mese.
Non solo.
Le 50 volte al mese devono essere divise in non più di 4 volte al giorno e, ogni validazione deve avvenire ad almeno 30 minuti di distanza dalla precedente. Se prendete il bus due volte a settimana ma ci passate tutto il giorno, cambiando linea molte volte, all’andata e pure al ritorno, chessò 10 volte in tutto, epperò gli altri giorni lavorate da casa, non avete diritto allo sconto. Niente. Niet. Nisba.
ripeto
NON AVETE DIRITTO ALLO SCONTO
A meno che non riusciate in qualche modo fantasioso e rinunciando probabilmente al vs lavoro, a convalidare il ticket per le necessarie – ma che dico – le obbligatorie 50 volte.
Se poi uno volesse usare anche treni e bus extraurbani, utili , talvolta, quando attraversano i tratti urbani per i quali è valido il suo abbonamento, lo può fare, – la compagnia di trasporto approva questa variazione – ma su quei mezzi non si può validare la tessera tramite il qr code – ci informa la stessa compagnia, premurosa – e quindi: fatelo pure a vs rischio e pericolo, ma attenti – sembrano sottintendere gli inventori di questo meccanismo perverso – a non perdere tempo su quei mezzi, che poi le validazioni del giorno non vi bastano per arrivare alla soglia dei 50 fatidici. (abbonato avvisato abbonato mezzo salvato)
(lascio questo spazio per darvi il tempo di ridere o maledire, o maledire e ridere a piacimento)

Torniamo al governo di un paese diverso dal nostro che fa una cosa vera, semplice e utile.
L’irlanda nel 2022 in pieno covid si è accorta, proprio lei la signora Irlanda, che i lavoratori dello spettacolo se non possono esibirsi fanno la fame e poi muoiono di stenti. Inoltre, sempre l’Irlanda, ha capito che un paese senza eventi culturali è un paese spento, brutto, triste e avviato verso una fine miseranda. Allora proprio nello stesso 2022, la solita Irlanda, ha cominciato un periodo di sperimentazione, e oggi, dopo tre anni di prove, ha deciso di realizzare una legge che sarà inserita nella finanziaria prossima e che si chiama: basic income for arts.
Un reddito di base settimanale per artisti e operatori del settore creativo.
Una misura destinata senza condizioni o regola alcuna a tutti coloro che lavorano stabilmente in questi settori, per – udite, udite, –
- garantire stabilità economica agli operatori
- favorire la produzione culturale
325 euri – e non euro come direbbero quelli colti -, per circa 2000 addetti ai lavori, alla settimana.
Reddito di base incondizionato per gli operatori del settore.
Buona giornata !
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