“La tua prova gratuita della ricerca avanzata per oggi è scaduta. Le risposte ora utilizzeranno la ricerca di base. Esegui l’upgrade per ottenere la ricerca avanzata e i modelli migliori”.
Vi ci riconoscete, immagino. La frase in evidenza ci appare quotidianamente sullo schermo del device – l’aggeggio – o gli aggeggi, con cui interagiamo day-by-day versus l’ai, gennarina, anche al plurale. Nel senso che molti di noi ne usano più di una di ai gennarina. Una roba – la frase e tutto quello che essa frase porta con sè – che ha cominciato a sostanziarsi in epoca recente e ancora, per il momento, “senza i gendarmi con le armi”, per dirla con il cantautorato italico d’elite. Nel senso che stiamo vivendo, per ora, un momento di passaggio – per non farci spaventare – in cui tutto cambia ma piano piano e nessuno ci fa caso. Che poi mi domando: un modello migliore come potrà essere? Abbronzato, poliglotta, vestito di tutto punto, con le pattine invece delle scarpe – così non rovina il pavimento che ho appena dato la cera, – di buona famiglia, gentile ed educato, a/um, compito, a modino, un buon partito, con dote al seguito. Quest’ultima cosa, della dote, non direi, anche perchè l’asino dell’ai gen, cascherà proprio sulla questione economica, e quindi caso mai la dote gliela dobbiamo assicurare noi utenti e anche bella consistente. Nel senso di forti aumenti nei costi delle ai a pagamento.

Ci occupammo seriamente della cosa in quel pezzo lì che poi fa parte di una sequenza per non dire sequela o anche meglio di una serie di nostre analisi sul tema. Vi ho linkato con acutezza e precisione – quindi. conoscendomi, non posso essere stato io – in ogni caso i collegamenti ci sono. A completezza dell’informazione e prima di svaccare di brutto e mandare tutto alle ortiche con le mie riflessioni improbabili, aggiungerei un brevissimo estratto di sintesi dei passaggi salienti delle nostre analisi dotte. Fatte da persone attendibili anche grazie all’aiuto di IA a pagamento, quindi upgradate alla bisogna. Che in altri termini vorrebbe dire equanimi ed efficienti assai, e che dovrebbero assicurare affidabilità e precisione, ma, che, come tutti o quasi sanno, in realtà sebbene pagate, non brillano ugualmente nell’affidabilità – perchè ci sono vari livelli di contratti a pagamento – e quindi nonostante l’investimento le ai gennarine rimangono balbettanti anzichenò. Ma non anticipiamoci. E aggiungiamo gli estratti colti e dotti:
“Mentre la domanda globale di potenza di calcolo esplode — si pensi all’accordo di Anthropic con SpaceX per il data center Colossus 1 da 300 megawatt e 220.000 GPU a Memphis — i costi vengono scaricati sugli utenti finali con rincari brutali”.

Nel rapporto di lavoro fra ai e aziende, si assiste a una progressiva “atrofia delle competenze” in seno alle compagnie: quando il personale non sa più operare senza il supporto del modello, l’azienda perde ogni forza contrattuale. Ogni aumento di prezzo diventa un “pedaggio inevitabile” per evitare il collasso produttivo”.
“È il paradosso dell’efficienza: più il sistema diventa capace, più l’utilizzatore diventa fragile”.

Abbiamo capito, o no? L’ho capito persino io, quindi non avrei dubbi particolari su di voi. Riassumendo si può dire che partendo da un costo nullo o ridicolo, le solite azienducce tecnologiche – google, e compagnia cantante, assieme agli altri colleghi specializzati alla bisogna in gennariniche – anthropic per dirne una – prima ci hanno abituato alle ai gennarine, poi sono passati all’abituare le aziende tutte, all’uso massiccio delle gennarine, in seguito – fase tre – hanno convinto i capi in testa che le gennarine – divenute agentiche – potevano sostituire un mucchio di dipendenti con enormi risparmi di denaro cash, e, infine, i soliti noti hanno atrofizzato dal di dentro le capacità delle singole società, – compagnie, ditte, aziende, imprese,- sostituendosi in toto al sistema – le competenze precipue delle ditte – con le gennarine, che, a questo punto sono divenute ancora altro. Ma non lo scrivo.
Alla fine dei giochi, il sapere, la conoscenza, il know-how – per dirla con la lingua di parrucchino rossiccio, – è venuto meno in sede aziendale, e difficilmente tornerà – mi corre l’obbligo ricordarVi che nel frattempo abbiamo licenziato tutti, e poi siamo passati a sistemi “più efficienti”, in seno alle aziende. Mi corre altresì l’altro obbligo di sottolineare che tali sistemi, però, non sono nostri – nel senso ne miei ne tuoi e nemmeno dei capi delle ditte che li usano – e che per questo motivo, tali sistemi possono sostituirci nel far funzionare le ditte, ma, nello stesso modo, possono anche mandarci a quel paese quando vogliono. Io, noi voi e tutte le aziende grandi e piccole che di essi si nutrono e a essi si affidano sempre di più.
Et voilà il gioco è fatto. Cerino in mano e dita che si ustionano. Segue urlo.
Del resto il dott. Nicholas Carr la bellezza di 13 anni fa – vado a orecchio – nel 2013 circa, ovvero preistoria tecno-digitale per quelli evoluti, disse e certificò cose nel libro La gabbia di vetro – egli lui è un giornalista scrittore – provando ad avvisarci e a riportare la barra al centro. Carr constatò che già allora – 2013 – qualcuno – le aziende avioniche americane ed enti preposti ai controlli sul tema, per non far nomi – si fossero resi conto che già in quel tempo remoto, i piloti di aerei stavano perdendo per strada la loro competenza specifica, leggi: capacità di pilotare gli avion. aeroplani, spitfire e altri ammennicoli. E quindi – sempre le compagnie e loro enti – avevano invitato – 2013 – i propri addetti al pilotaggio a riprendere, molto presto con vigore e rinnovata attenzione, a studiare e a pilotare il più possibile che sennò: addio e grazie per tutto quel pesce, alla capacità di guida e intervento al volo in volo in caso di un guasto al sistema o altri eventi salienti e imprevisti. E ho detto tutto, anzi lo avevano detto loro e Carr ce ne informava nel 2013.

La storia ci è galantuoma, come ben sanno gli addetti ai lavori e pure i deamicisiani, anche non frantichi, – quelli dei libri del cuore anche con la q – non solo noi/voi appassionati del frantimagazine. Gli esami non finiscono mai, ogni lasciata è persa, e senza lilleri non si lallera. Di mano in mano e di luogo in luogo, seppur comune, non si sbaglia mai ad aver paura. E si sbaglierebbe ancora meno se assieme alla paura non si mettesse velocemente mano – quella lì di prima – a procedure sistematiche di soccorso, per non dire di aggiustamento, o ancora meglio, di: sveglia sveglia prima che la stalla sia vuota e le mucche ubriache!!!
A questo punto e ribadito con forza questo concetto, e se lo trovo vi metto pure una foto del comunicato stampa ufficiale delle compagnie inviato al proprio personale pilotante, fatte le debite proporzioni, assimilata la questione a quella della gennarina, scatta automatica – siccome accade nel nostro pezzo serio che ho preso a esempio – la necessità di inventare, trovare, mettere assieme, strategizzare, e anche mumblemublemizzare, una exit strategy vincente prima che tutto vada a catafascio. Un’ideuzza o ancora meglio un’alternativa plausibile e, ovviamente, migliore, a quella offertaci dai colossi dell’IA. Ivi operanti adesso e ovunque. Segue specchietto senza allodole per salvarsi tosto.
Strategia ibrida
Adozione di modelli locali open source: Per gestire i processi core senza dipendere da server d’oltreoceano.
Impiego di piccoli LLM (come Claude Haiku): Utilizzati per compiti ordinari dove la massima potenza è uno spreco inutile.
Uso selettivo dei premium: Riservare i modelli di frontiera esclusivamente per attività ad altissimo valore aggiunto, riducendo drasticamente la “dose” di dipendenza.
A essa strategia riparativa aggiungiamoci pure Mistral – un modello di ai gennarina europeo che opera in modo differente assai assai:
Modello europeo open source
Costi ridotti all’osso fino al 90 per cento – alimentata dal nucleare – rispetto ai colossi Usa
Controllo totale dei dati
Capito come potremmo fare? Io all’incirca, più o meno, quasi quasi ci sarei. E voi?

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