Cerca nel Franti
Il Pescatore

Il lavoro povero

Ossimoro del nostro tempo o più semplicemente un’istantanea sulla nostra sempre maggiore precarietà? 

Mah. Nessuna spiegazione o panegirico sul come si stava meglio quando si stava peggio. Però due cosette in croce mi piacerebbe metterle insieme per definire l’indefinibile, ovvero ragionare su come siamo arrivati a questo  modo di dire davvero folle: “lavoro povero”. 

Se il lavoro nobilita l’uomo  e  se, parimenti, la nostra Repubblica è “fondata sul lavoro”, come si spiega questa definizione così poco edificante del guadagnarsi da vivere, che, salvo le poche eccezioni dei ricchi e di quelli che vivono di rendita, riguarda la quasi totalità di Noi, compresi Voi e pure Essi. 

Sia esso un occupazione, un  impiego o una professione, il lavoro  non può – o forse meglio dire non dovrebbe –  includere la parola povertà nella sua definizione, invece secondo l’IA assistente cui mi rivolgo sovente esso – quello povero –  significa: “un’occupazione remunerata con salari talmente modesti da non permettere al lavoratore di superare la soglia di povertà”. Quella della soglia di povertà è un’altra locuzione che abbiamo imparato a conoscere bene, o molto meglio, nel periodo del covid, e ancora di più subito dopo l’epidemia. Dato che tutti quei fantastici piani di rilancio dell’economia del dopo catastrofe sanitaria di cui molti  politici in Italia e nel mondo si sono solo riempiti la bocca non sono mai giunti. Ne primi,  neppure secondi e neanche col dolce o il caffè. Non pervenuti direbbe un cronista in mezzo alla nebbia. Quindi invece di rilanciarsi,  dopo il buio della quarantena obbligata per non morire, ci siamo ritrovati parecchio più poveri, molto più indaffarati per sbarcare un lunario che invece si è fatto caro, ma che dico, carissimo; con aumenti del costo della vita anche del cento per cento, anche scritto così: 100%.  C’è davvero poco da ridere e molto, moltissimo da ridire. 

E non escludo di farlo primo o poi. 

ps. solo per completezza dell’informazione ricordo che la soglia di povertà da noi per famiglia (2 componenti) è fissata in 1.100 euro mensili e per i singoli in 640 euro al mese (con differenze e adeguamenti a seconda della regione e del comune di residenza)

ps2. le foto non c’entrano un benamato, ma vorrei credere diano un filo di speranza. Fateci sapere #ilfrantimagazine


Scopri di più da Franti Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.